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    Home Page > Movies & DVD > Anon

    ANON

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - "Alla base del film c'è l'idea secondo cui viviamo in un mondo in cui non resta più niente di privato. Tutto viene registrato, anche quello che vediamo, con telecamere incorporate e connesse. E' un thriller e, intrecciata alla trama c'è tutta una riflessione sul fatto che - con il clima oggi imperante - sembrano esserci ragioni da vendere per voler vedere tutto quello che fa la gente. E la cos sbalorditiva è che spesso rinunciamo volontariamente alla nostra privacy, senza ben comprendere quello che stiamo facendo. I cellulari sono i nostri GPS personali. Possono rivelare tutto di noi. Se cerchiamo qualcosa su Google vediamo comparire messaggi e pop-up che anticipano i nostri gusti. La quantità di informazioni che condividiamo è pazzesca, e questo è un film che vuole mettere seriamente a fuoco il problema per scoprire che cosa ci riserva il futuro"
    L'attore Clive Owen ("GQ")

    Uscito il 4 Maggio solo su Netflix

    (Anon; GERMANIA 2017; Thriller Sci-Fi; 100'; Produz.: K5 Film/K5 International/K5 Media Group; Distribuz.: Netflix)

    Locandina italiana Anon

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: Anon

    Titolo in lingua originale: Anon

    Anno di produzione: 2017

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Andrew Niccol

    Sceneggiatura: Andrew Niccol

    Cast: Clive Owen (Detective Sal Frieland)
    Amanda Seyfried (La ragazza)
    Colm Feore (Detective Charles Gattis)
    Sonya Walger (Kristen)
    Mark O'Brien (Cyrus Frear)
    Joe Pingue (Lester Goodman)
    Iddo Goldberg (Joseph Kenik)
    Sebastian Pigott (Detective Vardy)
    Rachel Roberts (Alysa Egorian)
    Marco Grazzini (Ufficiale Alvarez)
    Conrad Coates (Detective Fuchs)
    Mayko Nguyen (Detective Dyer)
    Sara Mitich (Shirley)
    Jonathan Potts (Dominic Ray)
    Alyson Bath (Krystal)
    Cast completo

    Musica: Christophe Beck

    Costumi: Christopher Hargadon

    Scenografia: Philip Ivey

    Fotografia: Amir Mokri

    Montaggio: Alex Rodríguez

    Effetti Speciali: Craig Lyn (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Julia Valente (direttrice); Bernadette Mazur (per Clive Owen)

    Casting: John Buchan, Denise Chamian e Jason Knight

    Scheda film aggiornata al: 17 Giugno 2020

    Sinossi:

    In breve:

    In un futuro prossimo non esistono più privacy o anonimato. I ricordi di ognuno vengono registrati e la criminalità cessa quasi di esistere. Nel tentativo di risolvere una serie di omicidi senza colpevole, Sal Frieland (Clive Owen) si imbatte in una donna (Amanda Seyfried) che sovverte ogni regola del sistema e che è scomparsa nel nulla. La sconosciuta non ha identità, è senza storia alle spalle, non ha alcun ricordo registrato e potrebbe portare a una nuova esplosione di crimini. Prima di divenire la sua prossima vittima, Sal farà di tutto per rintracciarla.

    Short Synopsis:

    Set in a world without anonymity or crime, a detective meets a woman who threatens their security.

    In the psychological thriller Anon, Clive Owen plays a detective in a world with no privacy, ignorance or anonymity. All our lives are transparent, traceable and recorded by the authorities. It’s the end of crime, it seems. However, when Owen’s character stumbles on a young woman (Amanda Seyfried) with no digital footprint and invisible to the police, he discovers it may not be the end of crime but the beginning

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Abbandono la lotta:
    che ci sia una fine,
    un ritiro,
    un angelo oscuro tutto per me,
    voglio essere dimenticato persino da Dio

    Robert Browning, "Paracelso", 1835

    Potrà apparire strano che il regista Andrew Niccol (Gattaca, S1mone, Lord of War, In time, The Host, Good Kill) abbia scelto di aprire questa sua nuova pellicola Sci Fi Anon, con i versi del poeta e drammaturgo britannico Robert Browning vissuto nell’Ottocento, ben noto per certi suoi monologhi drammatici che lo hanno reso uno dei più importanti autori della letteratura vittoriana. Eppure non poteva esserci scelta migliore. Anzi, a pensarci bene, si direbbe rientrare perfettamente nelle corde stilistiche, sottili, persino sofisticate, e profonde, di questo regista, da sempre molto interessato al rovescio della medaglia di molteplici ‘venature’ futuribili. E un verso in particolare - ‘voglio essere dimenticato persino da Dio’ - aderisce perfettamente alla realtà illustrata in Anon, ormai per la verità non poi così futuribile, né troppo sci-fi,

    giacché in certe aree del pianeta incarna già, sotto certi aspetti, il presente. Proprio oggi, tra l’altro, all’ombra della pandemia mondiale innescata dal coronavirus, in cui sono state attivate nel mondo - in altre ci stiamo per l’appunto lavorando - certe modalità digitali di controllo, con schede informatiche di dati ed info ad personam, si va verificando qualcosa di molto simile, magari in forma ancora embrionale, ma pur sempre, come dire, ‘sistematico sistema’ affiliato.

    E’ di grande effetto l’apertura del film con quel primissimo piano obliquo, quello sguardo acquoso apparentemente perso nel vuoto, mentre si espande il campo visivo a gruppi di persone in giro, identificati uno ad uno digitalmente, attraverso una scheda informatica con dettagliate informazioni personali, visualizzate sul grande schermo, oltre che da una commissione di polizia di controllo. Il tipo di fotografia calca la mano facendosi ‘spia vitale’ della riproduzione a grappolo di singole realtà personali ‘registrate’ ed

    archiviate per essere visionate e scansionate a seconda delle esigenze di controllo, di verifiche varie: vite assimilate a files, insomma, vale a dire l’estensione del raggio di controllo attuale in atto, tramite social, motori di ricerca, cellulari, svariate app, e via dicendo. E se Minority Report ha fatto in un certo senso da apripista nella visualizzazione ‘aerea’ di info e situazioni digitalizzate - nel caso specifico per controllare e prevenire i vari crimini fin dall’intenzione - se Matrix ha offerto un contributo indimenticabile nell’addentrarsi nei reticolati informatici visualizzandoli in svariati modi, già di un certo fascino visivo, Andrew Niccol, con il suo Anon, rinuncia persino al colore per crearne di nuovi, e, nella sfida, riesce a primeggiare con un’impareggiabile, singolare bellezza. Ma Andrew Niccol non dimentica neppure l’importanza dell’occhio, dell’iride, protagonista in primo e primissimo piano alla stregua di un monitor, di una pista cifrata per scavare in un’identità o

    per tradirne un’emozione. Naturalmente Blade Runner docet.

    E per ordire una trama su questi registri, peraltro non sempre facilmente decifrabile, di una complessità talvolta veramente labirintica - consigliabile visionare la pellicola più volte – Niccol torna a rivolgersi ad Amanda Seyfried, già diretta in In Time: l’interprete ideale per incarnare la sua Anon, colei che sa rendersi ‘invisibile’ attraverso la gestione di uno speciale algoritmo in cui si ‘gioca’ pericolosamente con i frammenti di vita registrati, come fossero peluria da scrollarsi di dosso. E come se certi brani di vita non fossero mai esistiti, alle volte vengono sostituiti con altri, reali, ma vissuti in altri momenti. Anon è e simboleggia il mostruoso hacker, il cybernetico criminale del futuro - ma davvero agisce da sola? - che nessuno vorrebbe mai incontrare, a parte lui, che la cerca invece, perché la deve incontrare. Lui, disposto a far addirittura da esca per tentare di

    smascherarla e di fermarla. E lui è il criptico, enigmatico, ed estremamente tosto Sal, che Clive Owen ha trasformato in una vera e propria, iconica opera d’arte dell’introspezione, controbilanciata dalla intrigante controparte femminile Anon/Seyfried, incastonata in una sorta di ‘cameo’ della memoria: trucco quasi monocromo, in bianco e nero, per una sorta di ibrido figurativo tra un ‘mecca’ digitalizzato (Niccol si era già esercitato sul campo con S1mone) ed un essere umano, tradotto ad ogni modo in una giovane donna in grado di rendere speculare la fredda spietatezza all’accalorato sex symbol tipo. Protagonisti fantastici che pattinano a meraviglia fino all’epilogo, un po’ sconcertante, un po’ in bilico, in un’atmosfera in cui, realisticamente, non può esserci spazio per il romanticismo. Un mondo in cui c’è persino il rischio che ti possano venir cancellati i ricordi più cari, non quelli innestati, quelli davvero vissuti. E questo può rappresentare davvero l’iceberg del dramma

    esistenziale cui nessuno di noi vorrebbe mai assistere e tanto meno sperimentare di persona.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)






    clip 'Sal Frieland, ispettore capo':



    clip 'Siamo di fronte a un incubo':



    clip 'Né nome, né volto e nessuna idea di dove sia':



    clip 'Sappiamo come agisce, verrà da me':



    clip 'Hai lasciato che scappasse':



    clip 'Ora posso vedere attraverso i tuoi occhi':

    Perle di sceneggiatura

    "Crediamo a ciò che vediamo, anche se la verità è un'altra"

    Links:

    • Andrew Niccol (Regista)

    • Clive Owen

    • Amanda Seyfried

    • LE AVVENTURE DI TINTIN - IL SEGRETO DELL'UNICORNO - INTERVISTA al fumettista esperto di Tintin GIANFRANCO GORIA (Interviste)

    • LA MIA CLASSE - INTERVISTA al regista DANIELE GAGLIANONE, all'attore VALERIO MASTANDREA, al resto del cast e al produttore GIANLUCA ARCOPINTO (A cura dell'inviata SARA MESA) (Interviste)

    • IL CASO SPOTLIGHT - INTERVISTA al produttore Michael Sugar. 'Spotlight' Producer on Taking on the Catholic Church (by Rebecca Ford, 'The Hollywood Reporter') (Interviste)

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    Galleria Video:

    Anon - trailer (versione originale)

    Anon - clip 'Sal Frieland, ispettore capo'

    Anon - clip 'Siamo di fronte a un incubo'

    Anon - clip 'Né nome, né volto e nessuna idea di dove sia'

    Anon - clip 'Sappiamo come agisce, verrà da me'

    Anon - clip 'Hai lasciato che scappasse'

    Anon - clip 'Ora posso vedere attraverso i tuoi occhi'

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