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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Attori > Richard Gere

    Il cinema di Richard Gere

    The Richard Gere Touch

    SCHEGGE DI STILE IN CELLULOIDE

    (A cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Essere Attore per RICHARD GERE:

    "Non ero uno studente così bravo! Ricordo che ero all'Università del Massachusetts, ero poco più che una matricola. Avevo cominciato a studiare filosofia, ma ero anche coinvolto negli studi teatrali. Eppure sentivo dentro di me la voglia di dare un indirizzo fortissimo alla mia vita, cosa che ancora sentivo di non aver fatto. Quando ci fu un'audizione per il teatro, decisi di partecipare e fui preso. Da quel momento ho cominciato a lavorare e non ho più smesso. Quello che è interessante è che tutto ciò che ho imparato durante la carriera, o la filosofia, l'essere sensibile all'arte, alla pittura, alla fotografia, tutto ciò che mi è capitato nella vita l'ho messo nella recitazione, perché questo significa fare l'attore. L'attore è una spugna, un filtro, deve recepire tutto e restituirlo con senso di responsabilità al pubblico"
    Richard Gere ad Angela Iantosca: La Fede ha cambiato la mia vita, in "Adesso" - Personaggi, 7 Agosto 2014, n. 2, Anno 1, p. 35.

    "Ho cominciato a fare teatro a 16 anni a scuola. Ricordo che all'epoca ero molto arrogante. Sono arrivato a un'audizione per 'Re Lear' affermando che vi avrei partecipato soltanto se avessi potuto interpretare il personaggio principale. E così ho ottenuto la parte".
    Richard Gere

    "Tutti noi attori siamo arrivati al 'successo' attraverso un percorso fatto di sacrifici e tanto lavoro. Poi in molti pensano che il successo possa rendere felici, ma non è assolutamente così: è vero che ci fa molto piacere essere famosi, che la gente ci riconosca per strada, che si parli di noi sui giornali... ma questo non vuol dire essere felici! Dagli anni Venti ad oggi però questa smania del successo a tutti i costi continua a fare discepoli e ad ingannare ancora tanti!".
    Richard Gere
    "Non ero uno studente così bravo! Ricordo che ero all'Università del Massachusetts, ero poco più che una matricola. Avevo cominciato a studiare filosofia, ma ero anche coinvolto negli studi teatrali. Eppure sentivo dentro di me la voglia di dare un indirizzo fortissimo alla mia vita, cosa che ancora sentivo di non aver fatto. Quando ci fu un'audizione per il teatro, decisi di partecipare e fui preso. Da quel momento ho cominciato a lavorare e non ho più smesso. Quello che è interessante è che tutto ciò che ho imparato durante la carriera, o la filosofia, l'essere sensibile all'arte, alla pittura, alla fotografia, tutto ciò che mi è capitato nella vita l'ho messo nella recitazione, perché questo significa fare l'attore. L'attore è una spugna, un filtro, deve recepire tutto e restituirlo con senso di responsabilità al pubblico"
    Richard Gere
    Uomo di serio impegno per i diritti umani, com'è noto, e non solo a favore della causa tibetana, star mondiale inaffondabile, RICHARD GERE ha sondato sul piano filmico ogni genere di ruolo. E non di rado questo 'ufficiale e gentiluomo', nella vita così come nell'arte, da 'pretty man' sa immergersi e trascinare il suo pubblico dentro 'affari sporchi' di varia natura, magari di duro impegno politico, coraggioso e senza velatura alcuna (L'angolo rosso docet). E con THE HUNTING PARTY scritto e diretto da RICHARD SHEPARD, raggiunge forse l'apice in questa parte del suo cinema più impegnato, in cui politica, guerra e diritti umani viaggiano su un unico binario, da lui percorso con temeraria ostinatezza da rasentare la follia, nelle vesti del reporter televisivo d'assalto e dell'uomo lacerato in profondità da un dolore incolmabile. (P. Ferretti, "www.celluloidportraits.com")
    RICHARD GERE torna sul versante romantico con COME UN URAGANO (NIGHTS IN RODANTHE) dopo la serie di film ‘impegnati’ degli ultimi due anni (The Hoax - L’imbroglio, 2006; e nel 2007 I’m Not There - Io non sono qui; The Hunting Party - The Hunting Party e The Flock - Identikit di un delitto). E torna anche per la terza volta a far coppia con DIANE LANE, dopo l’esordio di ventiquattro anni fa con Cotton Club di Francis Ford Coppola, seguito più tardi nel 2001 dal travolgente dramma Unfaithful-L’amore infedele. Questa volta però si tratta di una storia dalle nuances meno aggressive e proprio sulle fiorite note letterarie di Nicholas Sparks, autore del best-seller Le parole che non ti ho detto, la matura coppia GERE-LANE si impegna a sottoscrivere che ‘in amore si può sempre ricominciare’. (P. Ferretti, "www.celluloidportraits.com")
    L'eclettismo e l'estrema versatilità dei ruoli che lastricano la stellare carriera di RICHARD GERE, tra questo Natale e fine d'anno 2009, ci risultano evidenziati nel vederlo per l'appunto protagonista in due film estremamente diversi tra loro: il primo a raggiungere le sale cinematografiche è AMELIA, in cui GERE affianca HILARY SWANK vestendo i panni del marito di Amelia Earhart - mito femminile dell'aviazione negli anni Trenta - ma anche di magnate della stampa e fermo sotenitore di una moglie un pò sopra le righe in tutti i sensi; la seconda pellicola che, dopo un'anteprima al IV. Festival del Film di Roma raggiunge la sala cinematografica è HACHIKO - IL TUO MIGLIORE AMICO, in cui RICHARD GERE affianca invece un cane di razza Akita di cui è il padrone, per raccontare una celebre storia di origine giapponese che mostra lo straordinario potere dei sentimenti in un modo che peraltro si mostra dichiaratamente in sintonia con la fede di marca buddista.
    RICHARD GERE è Paul Shepherdson, Agente della CIA in pensione in THE DOUBLE. E’ stata la complessità dei personaggi – non soltanto del suo, Paul Shepherson, ma anche degli altri – ad attrarre GERE:

    "In questa storia tutti sono dei bravi bugiardi e questo fa di loro dei personaggi particolarmente interessanti per un attore".
    Richard Gere
    RICHARD GERE é Robert Miller in LA FRODE (ARBITRAGE) di NICHOLAS JARECKI.

    Robert Miller un miliardario affascinante e sofisticato, ma anche un uomo conflittuale, che
    vive al di fuori della morale convenzionale e usa la ricchezza per creare le proprie regole. Ha una
    moglie elegante e amorevole e una giovane e bella amante, è un buon padre per i suoi figli, un
    filantropo, ma anche un ipocrita – ha tutto ciò che desidera e anche più:

    "L’impressione sull’etica del nostro tempo che ne ho tratta è questa: quali sono i confini di un comportamento accettabile, e non soltanto negli affari o in politica, ma anche sul piano personale? Così sono stato subito coinvolto dalla storia e questo ha determinato la mia partecipazione al film. Robert Miller è dotato di incredibile fascino, quasi come Bill Clinton e questo è parte integrante del suo modo di manipolare; la capacità di controllare ogni situazione non è dovuta solo al potere che si possiede, ma è anche forza della personalità e forza dell’intelligenza, e va insieme all’abilità di saper leggere le persone nei più vari contesti. È un giocoliere che lancia in aria 400 piattelli e si è allenato a riprenderli al volo tutti... Da un certo punto di vista quello che fa è estremamente illegale e immorale, ma da un altro si tratta di utilizzare stratagemmi per rimettersi in sesto e salvare la propria impresa e la propria famiglia".
    Richard Gere
    RICHARD GERE è George in TIME OUT OF MIND di OREN MOVERMAN:

    "Il film andrà al festival di Toronto e poi spero a quello di Roma, la sceneggiatura originale è stata scritta 25 anni fa. Da allora possono essere cambiati dettagli ma i problemi interiori di quel mondo sono sempre gli stessi. Avevo avuto contatti con un'unica associazione di New York che si occupa della cura e dei diritti di queste persone, New York è l'unica città al mondo dove per legge ogni persona deve avere un posto dove dormire per la notte, gli deve essere dato un letto. Nel film abbiamo voluto rappresentare il processo di transizione per diventare homeless e tutta la burocrazia che ne consegue".
    Richard Gere
    RICHARD GERE premiato a Taormina con il Taormina Art Award 2015 è il clochard George in TIME OUT OF MIND di OREN MOVERMAN:

    "Ero vestito da homeless, nascosto in un angolo, e quando sono uscito in pieno Greenwich Village nessuno si è curato di me, nessuno mi ha guardato. Ho provato a essere più audace, cercando di farmi notare, ho chiesto l'elemosina. Ma le persone, tutti bianchi, avevano chiuso gli occhi, avevano chiuso il loro cuore, perché è meglio non vedere"
    Richard Gere
    RICHARD GERE è Franny in FRANNY di ANDREW RENZI:

    "Non sappiamo molto di lui. Non sappiamo da dove vengano tutti i suoi soldi, e non conosciamo neanche il suo orientamento sessuale. Non ha un lavoro per il quale avrei potuto fare delle ricerche, o delle particolari abilità sulle quali avrei potuto esercitarmi. Non ho dovuto imparare a tirare di scherma o a cavalcare. Ho deciso io quale fosse il suo background, ma resta comunque una persona difficile da definire. Si è trattato soprattutto di lavorare sulla vita emotiva di qualcuno che si porta dentro un grosso senso di colpa e un odio per se stesso, ma anche tanta gioia. Quando è in piena forma, Franny è decisamente contagioso"
    Richard Gere
    GOLD ACTORS/ACTRESS/DIRECTORS (*)

    In PRIMO PIANO uno tra i RITRATTI IN CELLULOIDE più memorabili: RICHARD GERE

    NEW PHOTO GALLERY - RICHARD GERE è il clochard George ne GLI INVISIBILI (TIME OUT OF MIND) di OREN MOVERMAN:

    "Ero vestito da homeless, nascosto in un angolo, e quando sono uscito in pieno Greenwich Village nessuno si è curato di me, nessuno mi ha guardato. Ho provato a essere più audace, cercando di farmi notare, ho chiesto l'elemosina. Ma le persone, tutti bianchi, avevano chiuso gli occhi, avevano chiuso il loro cuore, perché è meglio non vedere"
    Richard Gere

    (*) 'Ritratti in celluloide' di una nuova 'Collana' (inaugurata il 10 Dicembre 2015) su 'CelluloidPortraits': GOLD ACTORS/ACTRESS/DIRECTORS
    RICHARD GERE è Stan Lohman in THE DINNER di OREN MOVERMAN:

    "Stan è al top della sua carriera. Ha il DNA del politico di successo. È gentile e affascinante, è bravo con la gente e sa come fare le cose... Questo è il punto di vista di Paul mentre Stan si sente bloccato dalla malattia del fratello. Doveva essere lui l'adulto in famiglia. Credo che sia davvero un fratello generoso e amorevole che ha dovuto avere a che fare con i problemi e le difficoltà di Paul fin da bambino... Credo che ciò che rende il film così interessante è che ognuno è difendibile ad un certo livello. Possiamo identificarci con ognuno di loro su un punto o un altro".
    Richard Gere
    RICHARD GERE è Norman Oppenheimer ne L'INCREDIBILE VITA DI NORMAN di JOSEPH CEDAR:

    "Norman è fuori della porta e cerca un modo per entrare. Trovi gente così ai margini di ogni attività, che ti dice: ‘In che cosa posso esserti utile? Posso procurarti un tavolo migliore al ristorante, uno sconto in quel negozio’. È il suo modo di farsi apprezzare rendendosi indispensabile... C’è qualcosa di infantile in lui, quando racconta una storia e poi, come i bambini, finisce per crederci lui stesso per primo. Nonostante le sue millanterie e le sue mezze verità, in fondo vuole solo mettere gli altri a loro agio. Non c’è un solo briciolo di cattiveria in lui. Non ci sono rabbia, risentimento o gelosia per nessuno. Quando ti rendi conto che il comportamento di Norman nasce da una profonda solitudine, capisci che non ha niente di subdolo o di truffaldino: è solo un mezzo di sopravvivenza... Norman ha una fisicità molto particolare. Non è un maschio alfa, non è il tipo che flirta con le donne e fa il simpatico: è piuttosto rigido e impacciato. È sempre circondato di cose: cappotto e cappello, auricolari e valigetta sono sempre un po’ stretti. Con l’aiuto del trucco, ho fatto in modo che le mie orecchie apparissero più a sventola di quanto già non siano. Mi sembrava che dessero al personaggio un aspetto più buffo"
    Richard Gere
    New Photo Gallery - Richard Gere è George ne Gli invisibili di Oren Moverman mentre è atteso nelle vesti del Dr. Stone in Three Christs di Jon Avnet:

    Richard Gere è da almeno 15 anni impegnato nella causa degli aiuti umanitari ai senzatetto ed ha un ruolo importante nella Coalition for the Homeless di New York. In questa capacità si reca spesso nei rifugi come ispettore speciale per conto della onlus, e da queste esperienze è nato il film Gli invisibili, diretto da Oren Moverman, in cui l'attore si è impegnato con tutto se stesso, tanto da visitare nei vari paesi in cui l'ha presentato i rispettivi rifugi per senzatetto (a Roma i locali della Comunità di Sant'Egidio). Il tema oggi, all'ombra del coronavirus che con la pandemia ha generato una moltitudine di nuovi poveri, rischia di essere tremendamente attuale.

    L'interprete di American Gigolo, Ufficiale e gentiluomo e Pretty Woman, tra i numerosissimi altri titoli, si cala nei panni, stropicciatissimi, di un uomo con problemi psichici che sopravvive alla meglio per strada a New York, dormendo su una panchina, rovistando nell'immondizia per mangiare e chiedendo l'elemosina. E per prepararsi al ruolo fa esperienza in prima persona di cosa significa essere un senzatetto. Le sue impressioni sono dichiarate:

    "È stato bizzarro. Quando ero nel personaggio vedevo la gente che da due isolati di distanza si faceva un'idea in base al modo in cui ero vestito. Per loro ero molto visibile. La gente ha paura di essere risucchiata in un buco nero di fallimento e miseria. Ma questa è una cosa che tocca qualcosa di profondo in tutti noi. Nessuno di noi è sicuro che non potrebbe capitare anche a lui".
    Richard Gere

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