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    INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO

    RECENSIONE - ANTEPRIMA ITALIANA il 23 Giugno al 69. Taormina Film Fest, 23 giugno-1° luglio 2023 - Da 76. Cannes (16-27 Maggio 2023) - Palma d'Oro Onoraria ad HARRISON FORD - Tra i più attesi!!! - E così è arrivato il primo film di Indiana Jones, con Harrison Ford per la quinta volta - e a quanto pare ultima - a non essere diretto da Steven Spielberg, ma da James Mangold - Dal 28 Giugno

    "... Sarà la storia di 'un eroe al tramonto' senza la cupezza della pellicola del 2017 interpretata da Hugh Jackman: sono sempre interessato all’idea dell’eroe al tramonto. Cosa fa un eroe quando, al mondo, non c’è più spazio per lui? Trovo sempre molto interessante cercare di osservare gli eroi classici attraverso il prisma delle nostre scontrose attitudini contemporanee. Ma lì dove Logan è stata una storia intenzionalmente e volontariamente molto cupa e molto seria Indiana Jones sarà differente. Non ho mai neanche lontanamente pensato che il mio lavoro fosse quello di fare un Indiana Jones senza umorismo e più simile a un lamento funebre. Quello che stiamo cercando di fare è trovare l’equilibrio nel bilanciamento della valutazione realistica del dove si possa trovare questo personaggio in questa fase della sua vita e di fare tutto questo in modo onesto e, allo stesso tempo, cercare di portare avanti la promessa fatta dal titolo del nostro film che è un gioco fatto di azione e cavalleria, fughe spericolate e soluzioni ingegnose per problemi diabolici. Insomma, è un film d’Indiana Jones... Indiana Jones è un personaggio che riesce sempre a sorprenderci. Può essere egoista, può essere empatico, può essere coraggioso, può essere un codardo. E Harrison riesce a mostrare tutti questi elementi contraddittori contemporaneamente. Indiana Jones non è un eroe greco del monte Olimpo: è un personaggio estremamente umano. Credo che tutte le sue eccentricità, le sue ansie, le sue nevrosi e le sue debolezze facciano parte del suo fascino. Ma
    ha anche un superpotere: è incredibilmente fortunato... Volevo che, all’inizio del film, il personaggio di Harrison fosse il più lontano possibile dall’Indy che conoscevamo, in modo che il pubblico si sentisse elettrizzato quando le circostanze lo avrebbero costretto a indossare nuovamente quel cappello. Il 1969 è un periodo in cui nessuno crede più negli eroi come Indiana Jones. Da molti punti di vista, l’avventura che abbiamo ideato è una resa dei conti tra un eroe vecchio stile e il mondo moderno, che è ambiguo e anche più cinico di lui... Non appena ho capito che il film sarebbe stato incentrato sul tempo, sulle opportunità perdute, sulle scelte compiute, sugli errori irrimediabili, mi sono posto questa domanda: ‘Qual è l'unica
    cosa che ci consentirebbe di riparare il tempo stesso?’. Alcune ricerche in cui mi sono imbattuto ipotizzavano che la macchina di Anticitera, che si dice fu inventata da
    Archimede, fosse una sorta di bussola temporale
    ".
    Il regista e co-sceneggiatore James Mangold

    "Quella con Indiana è stata un'esperienza singolare che in qualche modo non si colloca nella stessa categoria con altri film. Mi fa piacere perché sento che abbiamo fatto un film davvero soddisfacente per il pubblico. Abbiamo preso in considerazione rischi e timori, il nostro interesse per il personaggio e abbiamo cercato di dare forma a una storia che li riportasse indietro una storia interessante. E penso che, viste le persone che abbiamo coinvolto, il carattere e la natura della storia che Jim ha creato per noi, questo film sia uno splendido addio... Sarà interessante rivisitare il personaggio avanti negli anni... Vedremo nuovi sviluppi nella vita di Indiana Jones, nel suo rapporto. Vedremo risolta parte della sua storia... Penso che i punti di forza di Indiana Jones siano tanti, e li abbiamo dimostrati nel corso di quattro film. Ora stiamo entrando in una nuova fase della sua vita. E lo vediamo dopo quindici anni di assenza. È un po' invecchiato. Sta andando in pensione. Lo incontriamo il giorno del suo ritiro dalla vita accademica, un lavoro che non lo ha ispirato. Quindi penso che lo incontriamo in un momento in cui è a un livello basso, come non lo abbiamo mai visto prima. E penso che questa situazione funzioni bene perché introduce l’arrivo del nuovo personaggio, Helena, interpretata da Phoebe Waller-Bridge, che stimola la trama. Quindi suppongo che il suo punto debole sia la perdita del tempo, il tempo che è passato... L’Indiana Jones che incontriamo nel 1969 è il risultato di tutte le esperienze che abbiamo vissuto con lui negli altri film. Questo è quello che accade quando sei un archeologo/professore malridotto e ti senti frustrato dalla tua carriera, è il tuo ultimo giorno prima della pensione e magari ogni tanto bevi un goccetto a metà della giornata. È abbattuto, cinico, ferito, ma le circostanze lo condurranno in una grande avventura in cui avrà la possibilità di una redenzione, e anche di un rinnovamento"
    L'attore Harrison Ford

    "'I predatori dell'arca perduta' era uno dei miei film preferiti e trasudava quello stile del periodo d'oro dei serial degli anni '40 - e questo elemento è presente anche nel quinto film. Stanno recuperando lo stile originale del primo e del secondo film, l'Indy delle origini, qualcosa di epico"
    Mads Mikkelsen

    (Indiana Jones and the Dial of Destiny; USA 2013; commedia d'avventura; 142'; Produz.: Amblin Entertainment, Lucasfilm in associazione con Paramount Pictures; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Indiana Jones e il Quadrante del Destino

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Indiana Jones e il Quadrante del Destino

    Titolo in lingua originale: Indiana Jones and the Dial of Destiny

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2023

    Regia: James Mangold

    Sceneggiatura: James Mangold, Jez e John-Henry Butterworth

    Soggetto: Storia di George Lucas. Personaggi di George Lucas e Philip Kaufman.

    Preliminaria - Genesi e sviluppo del V° Atto:

    Indiana Jones e il quadrante del destino (Indiana Jones and the Dial of Destiny), inizialmente intitolato in italiano come Indiana Jones e la ruota del destino, è un film d'avventura statunitense del 2023 diretto da James Mangold, quinto capitolo della serie di Indiana Jones. Con Harrison Ford nei panni del protagonista, è il primo film della serie non diretto da Steven Spielberg, né con una storia scritta da George Lucas, con Spielberg, che funge invece da produttore. John Rhys-Davies riprende il ruolo di Sallah e i nuovi membri del cast includono Phoebe Waller-Bridge, Mads Mikkelsen, Boyd Holbrook, Thomas Kretschmann, Toby Jones e Antonio Banderas.

    Lucas ha iniziato a ricercare potenziali espedienti per la trama già nel 2008, anche se poi il progetto si è bloccato per anni. Ha passato il progetto alla produttrice Kathleen Kennedy nel 2012, quando è diventata presidente della Lucasfilm. I progressi su un quinto capitolo della saga sono rimasti inattivi mentre la società lavorava alla trilogia di sequel di Guerre stellari. David Koepp è stato infine assunto per scrivere il quinto film nel 2016, con una data di uscita fissata per il 2019, anche se questo è stato ritardato più volte a causa delle riscritture della sceneggiatura. Jonathan Kasdan è stato assunto per sostituire Koepp nel 2018 e Koepp stava lavorando di nuovo alla sceneggiatura nel 2019, prima di abbandonare il progetto. Spielberg avrebbe dovuto dirigere il film, ma si è dimesso nel febbraio del 2020, rimpiazzato da Mangold. Le riprese sono incominciate nel giugno del 2021 per concludersi nel febbraio del 2022. Le location della pellicola includono Regno Unito, Italia e Marocco.

    Preliminaria - la musica:

    Nel giugno 2016, Spielberg ha confermato che John Williams, autore della colonna sonora dei film precedenti della serie Indiana Jones, sarebbe tornato a comporre la musica per il quinto film. Nel 2022, Williams ha dichiarato che sarebbe stata la sua colonna sonora finale, a seguito dei piani per il ritiro. Williams ha presentato in anteprima una delle sue composizioni, Helena's Theme, all'Hollywood Bowl il 2 settembre 2022, su richiesta di Mangold. Nel febbraio 2023 al Super Bowl uno spot di 30 secondi.

    Preliminaria - L'età di Harrison Ford alias Indiana Jones:

    Harrison Ford avrà 80 anni al momento dell'uscita di questo film (due settimane prima del suo 81° compleanno), il che lo rende la persona più anziana ad aver interpretato un ruolo principale in un film Disney. Il precedente detentore del record era Richard Farnsworth, che aveva 79 anni al momento dell'uscita di Una storia vera (1999).

    Preliminaria - Un personaggio ispirato alla realtà:

    Come noto, il film diretto da James Mangold proporrà un frenetico esordio ambientato nel 1944, negli stessi anni dei primi tre film della saga che si svolgevano un po’ prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, in cui un Harrison Ford ringiovanito digitalmente si ritroverà in un castello gremito di nazisti.
    Qui conosceremo il personaggio interpretato da Mads Mikkelsen, che risponde al nome di Voller ed è ispirato a una persona realmente esistita, Wernher von Braun, nazista poi diventato ingegnere della NASA.

    Cast: Harrison Ford (Indiana Jones)
    Phoebe Waller-Bridge (Helena Shaw)
    Mads Mikkelsen (Dott. Jürgen Voller)
    Karen Allen (Marion)
    John Rhys-Davies (Sallah)
    Toby Jones (Basil)
    Ethann Isidore (Teddy)
    Antonio Banderas (Renaldo)
    Shaunette Renée Wilson (Agente Mason)
    Thomas Kretschmann (Colonnello Weber)
    Boyd Holbrook (Klaber)
    Jill Winternitz (Hostess Pan Am)
    Olivier Richters (Attore)
    Mark Killeen (Pontimus)
    Alaa Safi (Rahim)
    Cast completo

    Musica: John Williams

    Costumi: Joanna Johnston

    Scenografia: Frank McGowan e Adam Stockhausen

    Fotografia: Phedon Papamichael

    Montaggio: Dirk Westervelt

    Effetti Speciali: Roy K. Cancino, Hanin Ouidder, Alistair Williams (supervisori); Daniel Acon (supervisore Italia)

    Makeup: Frances Hannon (direzione); Karen Cohen, Angie Mudge (supervisori); Bill Corso (per Harrison Ford)

    Casting: Nina Gold

    Scheda film aggiornata al: 01 Agosto 2023

    Sinossi:

    In breve:

    Nel 1969, l'archeologo e avventuriero statunitense Indiana Jones (Harrison Ford) vive sullo sfondo della corsa allo spazio. Jones è a disagio per il fatto che il governo degli Stati Uniti d'America abbia reclutato ex nazisti per aiutare a battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio. La sua figlioccia, Helena (Phoebe Waller-Bridge), lo accompagna nel suo viaggio. Nel frattempo, Jürgen Voller (Mads Mikkelsen), un membro della NASA ed ex nazista coinvolto nel programma di allunaggio, desidera rendere il mondo un posto migliore come meglio crede.

    In altre parole:

    Si vede un Indy (Harrison Ford) che non è più quello che affrontava i nazisti in un castello inglese, nel lontano 1944. Siamo infatti nel 1969, nei frenetici giorni dell'Allunaggio, un Indiana accasato con Marion è ormai prossimo al ritiro e si sente superato dal mondo che lo circonda, tanto che scienziati ex-nazisti come Voller (Mads Mikkelsen) collaborano persino con la NASA. Proprio quando sta per appendere la frusta al chiodo, il prof. Henry Jones viene coinvolto dalla sua figlioccia Helena (Phoebe Waller-Bridge) in una nuova avventura intorno al mondo, per intercettare un oggetto che cerca anche Voller, in compagnia del suo lacché Klaber (Boyd Holbrook).
    Un artefatto in grado di cambiare il mondo "per il meglio". In tutto questo l'agente governativa Mason (Shaunee Renette Wilson) segue la situazione e deve capire da che parte stare...

    Ovvero:

    Durante il periodo del Nazismo, Indiana Jones (Ford) si è imbattuto in qualcosa di estremamente curioso e importante: un meccanismo inventato niente meno che da Archimede, capace di far viaggiare nel tempo. Tutti vogliono impossessarsene, ma nelle mani di chiunque sarebbe un pericolo.
    Più di vent’anni dopo, il mondo è inchiodato davanti al piccolo schermo, mentre osserva ammaliato lo sbarco sulla Luna di un piccolo manipolo di uomini. Indiana Jones è ormai un professore dell’Hunter College di New York, frustrato e dispiaciuto del poco interesse per la sua materia, da parte degli studenti. Inoltre vive con il senso di colpa per la morte del figlio e per la fine del suo matrimonio.
    Quando, improvvisamente, gli piomba in casa la figlioccia Helena (Waller-Bridge), Indy è, suo malgrado, costretto a tornare in azione...

    In dettaglio:

    È il 1969 e Indiana Jones è pronto per andare in pensione. Avendo insegnato per più di dieci anni all’Hunter College di New York, lo stimato professore di archeologia si sta preparando ad andare in pensione nel modesto appartamento in cui, in questo periodo, vive da solo. Le cose cambiano dopo una visita a sorpresa da parte della figlioccia che non vedeva da anni, Helena Shaw (Phoebe
    Waller-Bridge), che è alla ricerca di un raro manufatto che suo padre aveva affidato a Indy anni prima: il famigerato Quadrante di Archimede, un marchingegno che si presume abbia il potere di individuare fenditure nel tempo.
    Affermata truffatrice, Helena ruba il Quadrante e fugge subito dal paese per vendere il reperto al miglior offerente. Costretto a seguirla, Indy rispolvera il cappello e il giubbotto di pelle per un’ultima avventura. Nel frattempo, la vecchia nemesi di Indy, Jürgen Voller, un ex nazista che ora lavora come fisico nel programma spaziale statunitense, ha altre idee per il Quadrante, un
    piano terrificante che potrebbe cambiare il corso della storia del mondo.

    Il dettaglio del dettaglio:

    Nel 1944 durante la liberazione alleata della Germania, Indiana Jones viene catturato dai nazisti mentre tenta di recuperare un manufatto rubato che si presume sia la lancia che trafisse Gesù Cristo durante la crocifissione. Nel frattempo, Jürgen Voller, un astrofisico tedesco, fa rapporto ai suoi superiori e tenta di convincerli che ha trovato un artefatto molto più prezioso e potente, il quadrante titolare del destino. È stato inventato dal matematico siceliota Archimede ed è in grado di localizzare fessure nel tempo. Jones fugge e sale su un treno pieno di oggetti inestimabili che i nazisti stanno tentando di portare di nascosto in un luogo sicuro. Dopo aver stabilito che la lancia è un falso e aver acquisito il quadrante, fugge dal treno prima che un ponte ferroviario venga distrutto dai bombardieri alleati e il treno insieme ad esso. È raggiunto dal suo collega, Basil Shaw, un collega archeologo che insegna a Oxford. 25 anni dopo, nell'agosto del 1969, Jones viene svegliato nel suo appartamento a Manhattan da un giovane vicino che sta festeggiando il ritorno degli astronauti dell'Apollo 11 dalla luna facendo esplodere la prima traccia del Magical Mystery Tour dei Beatles. Viene rivelato che lui e sua moglie Marion Ravenwood sono ora separati. Jones va in una vicina università dove i suoi colleghi lo salutano con una festa di pensionamento a sorpresa. Uno scoraggiato Jones si reca in un bar vicino per bere via i suoi dispiaceri mentre i cittadini di New York si riuniscono per una parata in onore degli astronauti. È raggiunto da Helena "Wombat" Shaw, la sua figlioccia che non vede da 18 anni. Una studentessa di archeologia e lei stessa cacciatrice di tesori, è anche la figlia di Basil e dice a Jones che suo padre è ora deceduto. Jones le dice che il quadrante è stato diviso in tre e che Basil è stato portato sull'orlo della follia mentre cercava di svelarne i segreti. Recuperano il primo terzo del Dial in un magazzino universitario dove vengono attaccati da Voller, che ha lavorato per la NASA sotto il nome di Dr. Schidmt, e da un gruppo di scagnozzi che si atteggiano a agenti della CIA che uccidono una segretaria e uno dei suoi colleghi professori. Jones fugge alla parata e poi a cavallo attraverso la metropolitana di New York prima di saltare su un treno per scappare. Ora in fuga e accusato ingiustamente di aver ucciso i suoi colleghi dal NYPD, Jones è aiutato da Sallah, ora un rifugiato che vive a New York con la sua famiglia e lavora come tassista. Jones decide di volare a Tangeri dove Helena ha preso la prima parte del Dial per venderla al miglior offerente a un'asta in un bar. Dopo che Jones incontra il suo giovane aiutante, Teddy Kumar, arrivano Voller e i suoi scagnozzi. Segue una rissa e il trio scappa dopo un inseguimento per le strade della città su un risciò automatico. Jones convince Helena che non può vendere un manufatto così prezioso e potenzialmente pericoloso. Il trio si reca ad Atene dove incontra Renaldo, un vecchio amico di Jones, esperto subacqueo. Jones rivela che lui e Marion si sono separati a causa della morte di Mutt, il loro figlio, che ha deciso di arruolarsi e diventare un soldato nella guerra del Vietnam. Poiché Jones non è stato in grado di consolare la moglie in lutto e si è concentrato ostinatamente sul suo lavoro all'università, lei lo ha lasciato e ha chiesto il divorzio. Shaw e Jones usano la barca di Renaldo per recarsi in un punto nel Mar Egeo dove recuperano la seconda parte del quadrante mentre combattono con feroci anguille che spaventano Jones perché assomigliano a serpenti. Voller ei suoi scagnozzi uccidono Renaldo e seguono il trio in Sicilia dove scoprono la terza e ultima parte del quadrante dalla tomba di Archimede. Ora in possesso di tutte e tre le parti del quadrante, Voller lo riassembla e sale su un aereo con Jones e un gruppo di ex nazisti e dei loro cospiratori che indossano tutti uniformi vintage delle SS. Il loro piano è volare attraverso una spaccatura nello spazio-tempo dopo che Voller ne ha determinato le coordinate con il quadrante e uccidere Adolf Hitler nel 1939. Spera che questo cambierà il corso della storia. Con Hitler non più al comando della Germania, crede che un leader migliore sorgerà e condurrà il suo paese alla vittoria nella seconda guerra mondiale. L'aereo è inseguito da Helena su una motocicletta che riesce a intrufolarsi a bordo prima che viaggi nel tempo. Kumar e un pilota li seguono anche su un altro aereo. Jones rivela che Voller ha commesso un errore e non ha preso in considerazione la deriva dei continenti. Invece che nel 1939, finiscono nel 212 a.C. durante l'assedio di Siracusa. Jones ed Helena combattono i nazisti mentre l'aereo è gravemente danneggiato dalle armi lanciate contro di esso dai soldati sottostanti. I due scappano con un paracadute prima che si schianti, uccidendo Voller ei suoi colleghi rimasti. Ora gravemente ferito, Jones implora Helena di lasciarlo indietro e di permettergli di trascorrere i suoi ultimi giorni vivendo nel passato, diventando letteralmente parte della storia antica. Rendendosi conto che ciò potrebbe avere un impatto drammatico sugli eventi futuri e creare un paradosso, lo supplica di salire sull'altro aereo prima che causino ulteriori danni al passato. I due hanno una breve conversazione con Archimede che è scappato dalla sua officina per indagare sull'incidente aereo con un assistente. Helena mette fuori combattimento Jones con un pugno circolare e tornano al 1969. Si sveglia nel suo appartamento di Manhattan dove lei lo saluta. A loro si uniscono presto Sallah, i suoi nipoti e Marion, che ha deciso di tornare e presumibilmente annullare i suoi piani per divorziare da Jones. Tutti se ne vanno per andare a prendere un gelato mentre Ravenwood e Jones si riconciliano mentre ricordano una conversazione sulle ferite di Jones su una barca durante gli eventi de I predatori dell'arca perduta.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Unico e irripetibile!

    Potrebbe pure dar corpo e anima ad un altro ‘dilatato episodio’, stando ai penultimi ed ultimi standard di durata. Perché quando l’inossidabile Harrison Ford decide di rimettere la faccia su un personaggio iconico, per quanto vintage, peraltro già ‘calzato’ come un guanto in gioventù - ora che si è lasciato gli anni più ‘green’ alle spalle - normalmente sa bene quello che va facendo. E il risultato del personaggio è sempre ottimo. E’ già accaduto per il Rick Deckard di Blade Runner e adesso sta succedendo con Indiana Jones! L’incarnazione del mito dell’eroe più stropicciato ed imperfetto che ci sia mai stato - e che, forse, mai ci sarà - che ha fatto dell’archeologia e dell’archetipo, incarnato dai vari McGuffin, la più appassionata delle avventure declinata in vari step, più, o meno, illuminati, è nuovamente servito su un piatto ‘antico’, e per questo prezioso e senza tempo. Eppure,

    molto saggiamente, scacciando ogni malinconica, inevitabile, comprensibile, tentazione di continuità, l’ormai ottuagenario Harrison Ford è riuscito a staccare la spina al suo amato ‘Indy’. E ha fatto bene!

    Quell'inarrivabile trittico!

    Un trittico, per sua stessa natura, basta a se stesso: tre è il numero perfetto e Indiana Jones non fa eccezione. Così se vogliamo ritrovare il cuore pulsante del personaggio, ben assestato nell’assetto narrativo più vitale, cogliendone la lezione originale, dobbiamo tornare ai primi tre, illuminati film, coniati dal tandem più collaudato della storia del cinema: George Lucas e Steven Spielberg. Stiamo ovviamente parlando de I predatori dell’Arca perduta (1981), di Indiana Jones e il tempio maledetto (1984) e di Indiana Jones e l’Ultima crociata (1989). Un trittico almeno memorabile, se non perfetto, con un illustre co-protagonismo, e con un alto senso della misura, che poi fa parte integrante dello stile. Con gli altri due capitoli, Indiana Jones e il regno del

    Teschio di Cristallo (2008), e l’attuale Indiana Jones e il quadrante del destino (2023), pur con i migliori intenti ed una spina dorsale narrativa solida, sembra di essere stati rimandati a settembre e di aver bisogno di ripetizioni nella materia, mal acquisita nel corso dell’anno scolastico. Così, come già Steven Spielberg nel 2008 (nel V° atto è produttore esecutivo con George Lucas), anche James Mangold cade nell’analogo errore: rincarare la dose laddove non ce ne sarebbe stato bisogno e dilatare la durata dell’ennesima avventura, inducendo lo spettatore ad una indigestione forzata - una vera e propria ‘sbornia’! - a base di azione ridondante, quando non persino ripetitiva. E se pure la qualità non brilla di luce propria, allora può davvero essere un grosso problema!

    Il tempo l’asse portante vincente della nuova narrazione

    Non è un caso se sui titoli di testa troneggia in sottofondo il ticchettio di un orologio. Come vedremo, il

    tempo regola la ‘temperatura’ del personaggio di Indiana, di pari passo con il suo interprete Harrison Ford, e si introduce in seno alla narrazione impadronendosi del nuovo McGuffin: per l’appunto Il quadrante del destino, ovvero ‘macchina di Antikythera’, un manufatto creato da Archimede con il potere di individuare gli ingressi ad alcuni portali temporali, così come di lì a poco scopriranno i contendenti sul campo. Per inciso, l’ambitissimo reperto attorno a cui ruota la storia, il Quadrante di Archimede, sembra ispirato ad un manufatto realmente esistente, la macchina di Anticitera, appunto: congegno meccanico che si pensava venisse utilizzato nell’antica Grecia per calcolare e mostrare informazioni sui fenomeni astronomici e che è stato descritto come il più antico esempio conosciuto di computer analogico. E il tempo è dunque pure il primo protagonista ad entrare in gioco riavvolgendo il nastro al 1944, con un Harrison Ford ‘ringiovanito’ digitalmente - miracolo della manipolazione

    tecnologica di immagini reali - alle prese con i nazisti e i loro metodi ‘brutali’, com’è nei loro standard - ahimè, rievocativi della realtà - sia letterari che cinematografici. Si è mai visto un nazista gentile? E dunque, azione, azione, azione, fin da subito, quando il giovane Indy/Ford incappucciato, viene torturato a dovere al fine di estorcergli informazioni su un manufatto antico e ‘taumaturgico’ quale la ‘lancia di Longino’, già imbevuta del sangue di Cristo. Si sprecano episodi che girano intorno a questa ossessione di marca nazista riguardo a ‘manufatti antichi’, visti come detentori di poteri soprannaturali o comunque speciali. Una sorta di folle ‘febbre dell’oro’ non tanto per il valore in sé, quanto per il potere e la gloria che ne possano derivare. Ed è questo per l’appunto il contesto, in cui, a bramare lo speciale oggetto troviamo il primo antagonista di Indy, il nazista Jürgen Voller di Mads

    Mikkelsen, interprete talmente ligio al ruolo, anche nel tipico accento, da risultare, alla lunga, persino stucchevole, quasi tanto quanto l’Agente Irina Spalko di Cate Blanchett in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Così, in un’aura vintage cui si adeguano scenografie e la stessa fotografia, in un castello gremito di autentici nazisti, ne troviamo uno farlocco: lo stesso Indy indossa una divisa nazista come copertura, circostanza che dà ad Harrison Ford l’opportunità di avviare diversi siparietti alquanto divertenti. Dopo una mala parata iniziale, con l’aiuto del collega, geniale archeologo professor Basil (Toby Jones), Indy/Ford inizia le sue canoniche scorribande in preda ad una frenetica fuga, tallonato da Voller/Mikkelsen e dai suoi scagnozzi affiliati. Ma già all’altezza di questa sorta di prologo si intravede la volontà di esagerare, mentre occhieggiano le prime falle qualitative, proprio in seno all’azione.

    Sull’onda dei contrapposti di Indy così come del film

    Se Harrison

    Ford ha sempre dotato il suo Indiana Jones di contrapposti caratteriali ed emotivi, in cui non mancano fragilità che lo distaccano nettamente dal mondo dei supereroi, proprio il tempo gioca ora a contrapporre il passato dell’archeologo professore ‘amato’ soprattutto dalle studentesse, a quello di un presente che lo vede invecchiato, ad un passo dalla pensione, ed emotivamente un po' malconcio. La trovata di Ford di cavalcare l’età con l’immagine ‘decadente’, di un Indy un po' giù di corda, poteva risultare nella norma, se non gli fosse venuto in mente di celebrare il contrapposto temporale del personaggio scoprendo l’anziano Indy in mutande, seduto in poltrona, addormentato di fronte al televisore rimasto acceso fino al mattino. Occasione in odore di un altro gustoso siparietto quando si sveglia di soprassalto a causa della musica ad alto volume e del frastuono provenienti dall’appartamento del vicino. Furioso di una rabbia non certo repressa, si presenta

    minaccioso alla sua porta per scoprire che si sta facendo festa per l’allunaggio appena avvenuto. Corre l’anno 1969, in piena corsa allo spazio, e c’è una certa euforia generale di cui Indy non sente proprio di far parte: sul tavolo della sua cucina si contrappongono il giornale del giorno con l’esplosiva notizia di cronaca e i documenti di divorzio di Marion. La sua foto (la Marion di Karen Allen), campeggia ancora sul frigo e dalla frustrazione non sa evitarsi di coprirla con una calamita. E l’alcool l’assiste anche nel caffè di prima mattina. Le cose sono cambiate pure in ambito scolastico, dove studenti annoiati non riescono a seguirlo e si dedicano ad altro, finché non prorompe in aula un gruppo giovanile con la TV, in preda all’euforia per la stessa notizia ‘spaziale’. Che se ne fa il prof. Jones di un orologio come premio per la pensione? Lo regala ad

    un passante, ovviamente. Idea questa, condivisa da Harrison Ford quando in tempi non sospetti si diceva già soddisfatto della recitazione perché era un tipo di lavoro che non prevedeva un orologio come premio a fine partita. Per questo oggi, Ford può dire addio ad Indiana Jones ma non al proprio lavoro di attore. La creazione non ha età e i centellinati primissimi piani di questo suo Indy ottuagenario stanno lì a dimostrarlo: Harrison Ford è qui straordinariamente più iconico che mai e ha ancora quella luce vivida negli occhi che ha generato il suo miglior cinema di sguardi. E se ha cavalcato l’azione lo ha sempre fatto senza mai tralasciare una importante linfa emotiva. “Non importa quello in cui credi, ma la forza con cui ci credi”, considera qui ad un certo punto lo stesso Indy. Ecco, Harrison Ford è riuscito a dare corpo e anima a questo concetto. Non

    è poco e non è da tutti!

    A proposito della coprotagonista femminile Phoebe Waller-Bridge

    E’ proprio in aula, all’ultima lezione del professore Indiana Jones, che la figlioccia Helena Shaw di Phoebe Waller-Bridge fa la sua prima comparsa. Il professor Jones non riconosce la figlia del professor Basil/Toby Jones perché l’ultima volta che l’ha vista aveva dodici anni, quando per l’appunto lui e suo padre stavano parlando del manufatto di Archimede conteso per l’intera durata del film. E’ lei stessa a presentarsi mentre Indy/Ford, in preda alla frustrazione post pensionistica in solitaria si sta facendo l’ennesimo drink. Non so come dire, ma c’è qualcosa nel cotè stampigliato alla partner femminile di Indiana Jones da questa interprete che non attrae. E non è tanto per il carattere concordato come da copione, di esuberante, cinica, intraprendente, interessata solo ai manufatti antichi per denaro, l’unica cosa che conti per lei nella vita. Sembra piuttosto la mancata

    capacità a stabilire empatia con il pubblico. La sua Helena è un’antipatica supponente ed arrivista per il novanta per cento del tempo che resta in campo, e per quanto perfettamente in grado di stare al passo con l’azione a go-go, con ogni mezzo possibile a sua disposizione, per quanto praticamente socia con il nuovo ‘Shorty’ della situazione, che questa volta si chiama Teddy (Ethann Isidore), anche lui pieno di risorse e certamente ben più simpatico di lei, la sua Helena non riesce a farsi breccia nel cuore di chicchessia, restando ancorata alla sua maschera di sfrontata insolenza dipinta su un volto, sostanzialmente anonimo. Almeno fin quasi sulle sponde dell’epilogo, dove cambia decisamente registro, d’altra parte senza mai riuscire ad intaccare un coinvolgimento ad alto impatto.

    La nuova regia di James Mangold

    E’ già stato rilevato che il regista James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima-Walk the Line, Logan-The Wolverine, Le Mans ’66-La grande

    sfida) non è Steven Spielberg e si vede. Beh, si direbbe un’osservazione illuminata e comunque rispondente al vero che ben volentieri condivido. E questo perché, al di là dell’ambizione e degli ottimi spunti narrativi che non si possono certo negare, il suo modo di riprendere e di generare l’azione - tanta, davvero troppa, declinata su una frenetica ed interminabile fuga nell’eterno gioco al gatto e topo - risulta non solo caotico e sfiancante, ma, quel che è più grave, è che si impone come visivamente sfuggente. Il che, in un film come questo, giocato sull’azione per l’80 per cento della narrazione, è un fattore che pesa parecchio sul risultato generale: un imponente shakeraggio di immagini in movimento che serve un pessimo cocktail. Così, di contro all’estrema cura di location alquanto eterogenee, che da Tangeri migrano ad Atene, con un intermezzo immersivo nelle profondità del Mar Egeo, e poi a Siracusa,

    in Sicilia - alla maniera spielberghiana, mappa alla mano - non solo si dilata il percorso dettato dalla ricerca spasmodica del manufatto di Archimede che diventa il primario McGuffin della storia, ambito da tutti per motivi diversi, ma si finisce con l’estremizzare, dando corpo, senza troppa anima, ad un errore di calcolo che trasporta i protagonisti addirittura in epoca romana anziché nel 1939: obiettivo questo, proprio del folle ex nazista Voller/Mikkelsen, ora un membro della Nasa per l’appunto coinvolto nel programma di allunaggio, alimentato dal delirio di onnipotenza di correggere gli errori di Hitler per evitare la celebre sconfitta e guadagnare la vittoria, cambiando le sorti della Storia. A sopraggiungere in soccorso dal naufragio di Indiana Jones e il quadrante del destino non sono certo quelle schegge vaganti di socio-politica - antagonismo Russia-Stati Uniti nell’annosa competizione, proteste di piazza contro la guerra o il razzismo - e neppure quei co-protagonismi

    scialbati come il ritorno di Sallah (John Rhys-Davies) o il cameo liquido e sfuggente, oltre che ininfluente, di Antonio Banderas (Renaldo). A fare da salvagente sono semmai l’umorismo pungente messo a punto da una buona sceneggiatura e le citazioni a grappolo - tra cui le anguille giganti assimilabili ai serpenti, le orripilanti creature striscianti sulle pareti e inevitabilmente sul corpo dei presenti nelle profondità delle grotte, affiancate incomprensibilmente da coccinelle - talvolta riciclate con variabili sul tema, da creare altri divertenti siparietti: è il caso della sequenza in cui Indiana Jones di fronte ad uno stuolo di nazisti schiocca la frusta mentre tutti gli altri in coro gli puntano contro la pistola. Sequenza rievocativa di Indy e il saracino, scimitarra contro pistola, appunto. E tutti ben conosciamo l’origine della risoluzione di quella scena. Apprezzabile anche la discrezione della canonica colonna sonora di John Williams, più misurata del solito. Dell’ambìto ‘realismo

    emotivo’ sembra farsi carico primario Harrison Ford per il suo Indiana Jones, riportato in azione proprio dalla figlioccia Helena, sul filo di evidenti contrapposti di visione sull’obbiettivo. Occhio che quando è contrariato Indy/Ford ha un nuovo intercalare: “Diamine!”. Del suo ‘realismo emotivo’ fanno certamente parte un background emergente rivelato al punto di domanda: “Che cosa cambieresti se tu potessi tornare indietro?”. Non avrebbe permesso al figlio di arruolarsi, così da evitare la sua morte, con la conseguente incapacità da parte sua, ad arginare il dolore di una madre inconsolabile, evento che ha pesato anche sul loro matrimonio.

    La chicca finale

    Nessuno l’ha rivelato e non sarò certo io a spoilerare il finale (*) che vi farà brillare di commozione lo sguardo, facendo eco a quel genere di emotività che da sempre accompagna praticamente ogni personaggio della carriera fordiana. E’ una vera chicca, che va ad incorporare un’altra amata citazione invertita di segno, e il miglior commiato che Harrison Ford potesse prendersi dal mitico Indiana Jones. Ma mentre l’obiettivo si restringe come nei film muti e resta appeso solo soletto quel cappello che altro non è se un’icona e un’eredità che nessun altro al mondo potrebbe, né dovrebbe, raccogliere, qualche mano lesta che non ci è dato di sapere di chi sia, se ne appropria giusto in tempo prima dei titoli di coda. E Dio non voglia che sia proprio la figlioccia di cui sopra a prendere l’eventuale testimone in futuro, perché farebbe naufragare persino la memoria dell’icona dell’eroe più stropicciato e affascinante dell’avventura per eccellenza. Indiana Jones, cui ha dato il suo lungo addio Harrison Ford, dovrebbe davvero chiudersi qui, ora e con lui.

    (*) Purtroppo ci ha già pensato wikipedia e questa volta non è un bel servizio!

    Secondo commento critico (a cura di La parola a HARRISON FORD)










    Featurette Indiana Jones e il Quadrante del destino, 'Crafting Indy' : il 'Making of' del film in HD:











    Perle di sceneggiatura

    Helena (Phoebe Waller-Bridge):Papà diceva che avevi trovato qualcosa... su un treno durante la guerra, un quadrante che avrebbe cambiato il corso della storia!
    Indiana Jones (Harrison Ford): Perché insegui ciò che ha condotto tuo padre alla follia?

    Jürgen Voller (Mads Mikkelsen): Hitler ha sbagliato e con il quadrante correggerò i suoi errori!

    Indiana Jones: Tu l'hai rubato!
    Jürgen Voller: Poi l'hai rubato tu!
    Helena: E poi l'ho rubato io, si chiama capitalismo!

    Helena: Hai fatto di tutto, hai commesso errori... e adesso il trionfo finale!

    Indiana Jones: Nella vita ho visto diverse cose, mi hanno torturato con il voodoo, sparato nove volte, una volta mi ha sparato anche tuo padre, ma questo l'ho cercato per tutta la vita.

    Sallah (John Rhys-Davies): Mi manca il mare e svegliarmi ogni mattina, chiedendomi quale meravigliosa avventura ci porterà il nuovo giorno.
    Indiana Jones (Harrison Ford): Quelli sono giorni passati ormai.
    Sallah: Può darsi... oppure no!

    Indiana Jones: Non credo nella magia, ma talvolta nella mia vita ho visto delle cose che non riesco a spiegare e ho capito che non è a cosa credi il punto, ma con quanta forza ci credi!

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO
    ENGLISH PRESSBOOK of INDIANA JONES AND THE DIAL OF DESTINY

    Links:

    • James Mangold (Regista)

    • Karen Allen

    • Harrison Ford

    • Toby Jones

    • Antonio Banderas

    • Mads Mikkelsen

    • Boyd Holbrook

    • Phoebe Waller-Bridge

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    Galleria Video:

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - trailer ufficiale

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - teaser trailer ufficiale

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - teaser trailer ufficiale (V.O.) - Indiana Jones and the Dial of Destiny

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - spot TV

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - clip 'Entra nella Piscina'

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - clip 'Andiamo via di qui'

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'L'eredità di Indiana Jones' (sub ITA)

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'L'ultima avventura' (sub ITA)

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'Light Show in Taormina'

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'Alberto Angela incontra Harrison Ford' (sub ITA)

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'Alberto Angela incontra Harrison Ford (Servizio a cura di Ray Play)'

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'LucasFilm pubblica un video celebrativo per gli 81 anni di Harrison Ford' (V.O.)

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'Crafting Indy' (V.O.)

    Indiana Jones e il Quadrante del Destino - featurette 'Harrison Ford Reflects on Indiana Jones' Legacy GQ' (V.O.)

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