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    Home Page > Movies & DVD > Downton Abbey

    DOWNTON ABBEY

    Dalla 14. Festa del Cinema di Roma (17-27 Ottobre 2019) - RECENSIONE - Dal 24 Ottobre

    "Per me, il desiderio di fare un film da una serie è l’espressione di quanto alla gente manchi quello spettacolo e inoltre in 'Downton Abbey' la casa era la protagonista. Sono state le esigenze della casa a guidare tutte le singole storie e il loro amore per la casa a far restare lì insieme la famiglia. Quindi, sapevo fin dall’inizio che saremmo tornati a Highclere per la maggior parte del tempo... Ma scrivere il film non è stato come lavorare alla serie. In un episodio televisivo, dai normalmente delle storie forti a quattro o forse cinque personaggi e gli altri partecipano semplicemente a una di queste. La settimana successiva poi quattro o cinque diversi personaggi avranno la loro storia e il resto del cast li supporterà. In un film invece ognuno deve avere la sua storia e tutte devono essere risolte; questo significa un bell’intrecciare. Abbiamo scelto di rendere la visita dei Reali il filo centrale. Il re Giorgio V e la Regina Maria avrebbero fatto un giro dello Yorkshire e trascorso una notte a Downton, e tutte le storie differenti, alcune allegre, altre meno, sarebbero state tangenti a questo principale evento..."
    Lo sceneggiatore Julian Fellowes

    (Downton Abbey; REGNO UNITO 2019; Drammatico; 122'; Produz.: Carnival Film & Television, Focus Features e Perfect World Pictures; Distribuz.: Universal Pictures)

    Locandina italiana Downton Abbey

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    Trailer

    Titolo in italiano: Downton Abbey

    Titolo in lingua originale: Downton Abbey

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Michael Engler

    Sceneggiatura: Julian Fellowes

    Soggetto: Dalla popolarissima serie televisiva Downton Abbey. Personaggi e sceneggiatura di Julian Fellowes, già creatore della serie. Il film è pure interpretato dal cast originale.

    Preliminaria - La Serie TV:

    La serie televisiva Downton Abbey racconta la vita della famiglia Crawley e del personale al loro servizio dall’inzio del XX secolo. La serie è ambientata nel suggestivo contesto della loro casa in stile edoardiano situata nella campagna inglese. Nel corso delle sei stagioni la serie ha ottenuto 3 Golden Globes, 15 Emmy, 69 candidature complessive agli Emmy, che hanno fatto di Downton Abbey il programma televisivo non-americano più nominato nella storia degli Emmy. Downton Abbey ha inoltre ottenuto un Premio Speciale ai BAFTA e il Record nel Guinness dei Primati per la serie TV con il miglior voto della critica. Il film di Downton Abbey comprenderà il cast principale originale.

    Cast: Hugh Bonneville (Robert Crawley, Conte di Grantham)
    Laura Carmichael (Lady Edith, Marchesa di Hexam)
    Maggie Smith (Violet Crawley, Contessa madre di Grantham)
    Penelope Wilton (Isobel Crawley, Lady Merton)
    Imelda Staunton (Lady Bagshaw)
    Jim Carter (Charles Carson)
    Tuppence Middleton (Lucy Smith)
    Raquel Cassidy (Phyllis Baxter)
    Brendan Coyle (John Bates)
    Michelle Dockery (Lady Mary Talbot)
    Kevin Doyle (Joseph Molesley)
    Michael Fox (Andy Parker)
    Joanne Froggatt (Anna Bates)
    Matthew Goode (Henry Talbot)
    Harry Hadden-Paton (Herbert Pelham, Marchese di Hexam)
    Cast completo

    Musica: John Lunn

    Costumi: Anna Mary Scott Robbins

    Scenografia: Donal Woods

    Fotografia: Ben Smithard

    Montaggio: Mark Day

    Casting: Jill Trevellick

    Scheda film aggiornata al: 21 Novembre 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Quest’autunno, il fenomeno globale Downtown Abbey diventa un film per il grande schermo in cui gli amati Crawley e il loro intrepido staff si preparano per il momento più importante della loro vita. La visita reale del Re e della Regina di Inghilterra scatenerà scandalo, amore e intrigo che lasceranno in bilico il futuro di Downton.

    In dettaglio:

    Ritorniamo nella grande casa con gli ospiti più illustri che la famiglia Crawley avrebbe mai sperato di intrattenere, le loro Maestà Re Giorgio V e la Regina Maria. Con una sfavillante parata e una sontuosa cena da orchestrare, Mary, ora fermamente alle redini della proprietà, come capo di Downton affronta la più grande sfida del suo incarico. La levatura dei visitatori crea scompiglio anche ai piani inferiori e nella macchina di solito ben oliata cominciano a formarsi delle crepe. Mary implora il pensionato Carson di ritornare alla casa, solo per questa volta, per supervisionare questo evento così importante, ma non tutto va come previsto. Il leale staff di Downton deve fare tutto il possibile per assicurare il successo e perché il luogo che sono così fieri di chiamare casa si presenti nella sua luce migliore. Il Re e la Regina portano con loro una dama di corte la cui storia si dimostrerà esplosiva per i Crawley e per il futuro di Downton. L’arrivo dei reali non è però un coup per tutti: da ex irlandese repubblicano, le simpatie politiche di Tom Branson lo mettono nei guai. Traendo ispirazione dalla presa di posizione da repubblicano di Branson, Daisy inizia la sua propria rivolta nelle cucine e quando Thomas è costretto a fare un passo indietro per il ritorno di Carson, le sue debolezze durante il tempo libero appena trovato portano disgrazia. Le sorelle superano questi scombussolamenti dell’ultim’ora come possono, ma quando il Re offre al marito di Edith, Bertie, un’opportunità unica e irripetibile, questo scatena un conflitto tra loro. Quando Violet rivela delle notizie sorprendenti, diventa chiaro che Mary debba prendere delle decisioni importanti per lei stessa, per la sua famiglia e per Downton Abbey.

    Short Synopsis:

    Adapted from the hit TV series Downton Abbey that tells the story of the Crawley family, a wealthy owner of a large estate in the English countryside in the early 20th century

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Sul ‘Downtown Abbey’ cinematografico l’ombra lunga di Gosford Park. Ma lo sceneggiatore Julian Fellowes questa volta non poteva contare sulla inconfondibile illuminazione di un regista come il compiantissimo Robert Altman

    In principio fu la popolarissima serie televisiva:

    Dopo ben sei stagioni televisive per un complessivo numero di 52 episodi che hanno fruttato una cornucopia di premi tra cui 3 Golden Globes, 15 Emmy derivati da 69 candidature, un Premio Speciale ai Bafta, oltre a guadagnarsi il Record nel Guinness dei Primati per la serie televisiva con il miglior voto della critica, i fan di Downtown Abbey potevano sentirsi in un certo qual modo un po’ orfani, e certamente, l’idea di farne un unico film per il cinema non poteva che entusiasmare, creando notevoli aspettative. Soprattutto alla luce del fatto che ad incarnare i protagonisti della famiglia Crawley, residente con una foltissima servitù, a Downtown Abbey agli inizi del XX secolo, sarebbero tornati

    gli stessi attori della serie, tra cui l’incommensurabile Maggie Smith (nei panni dell’ispida e pungente contessa Violet), già irresistibile interprete con le migliori battute umoristiche nell’altmaniano Gosford Park (Constance Trentham).

    La prima donna del Downtown Abbey cinematografico:

    La fittissima parata di personaggi, tra cui non è sempre agevole districarsi, soprattutto chi del Downtown Abbey televisivo non ha mai visto neppure una puntata, non toglie il primo piano all’aristocratica Downtown Abbey nel cuore dello Yorkshire: suggestiva ed imponente dimora in stile edoardiano che sta alla campagna inglese come una preziosissima gemma incastonata a misura in un gioiello di incomparabile valore e di straordinaria bellezza. Non a caso il film la introduce come un vero e proprio personaggio reale: quelle riprese iniziali con il treno a vapore, il sistema di organizzazione postale d’epoca - mentre corre l’anno 1927 - e tutti i preliminari passaggi per arrivarci, non fanno altro che celebrarne il fasto naturale

    in maniera encomiabile e trionfale senza sbavatura alcuna, con l’intenzione dichiarata di esaltarne il fascino da gran dama architettonica al centro del suo entourage ambientale. Naturalmente regale e solitaria, nata per dominare ampissimi spazi verdi, così country e soprattutto così innatamente british.

    Gosford Park stende su Downtown Abbey un cono d’ombra rivendicando per se stesso luce e brillantezza irraggiungibili

    Questa volta non è la caccia alla volpe, ad attirare aristocratici con valletti cameriere e maggiordomi al seguito, per raggiungere la dimora esclusiva di turno, bensì l’arrivo annunciato con poco preavviso del re e della regina. Solo per una notte e solo per una cena. Quanto basta a mettere in subbuglio i proprietari e tutta la servitù di Downtown Abbey. Analoghe gerarchie, analoghi battibecchi, analoghi problemi, analoghe gerarchie sociali, con le sostanziali differenze tra il sopra e il sotto della dimora, ma è innegabile la superiorità in tutto e per tutto del Gosford

    Park di Robert Altman sulla piacevole eppur tiepida dimensione, intrecciata a filo doppio alle dinamiche interpersonali, di Downtown Abbey. Laddove i personaggi stessi si perdono spesso nelle nebbie di una sceneggiatura buona, ma non abbastanza all’altezza da generare una definizione di protagonismo tornita a dovere. E’ probabile che nella necessaria opera di condensazione in un’unica storia si sia perso per strada qualcosa che può essere risultato più incisivo nella serie televisiva, disponendo di una insita dilatazione in più episodi. Tutti i personaggi ruotano ora, nella versione cinematografica, come satelliti intorno ad un unico pianeta-evento che si appunta sull’arrivo dei reali a Downtown Abbey, e dunque alla responsabilità e al dovere di un’accoglienza all’altezza della speciale circostanza. Il che può non apparire sempre galvanizzante in ogni suo passaggio.

    Gli inglesi vanno pazzi per la monarchia

    Con i reali in arrivo, arriva anche la servitù reale supponente e un tantino invadente: così, con le

    interazioni legate all’evento, tengono banco le servitù a confronto - quella reale e quella interna a Downtown Abbey - in una competizione quasi fumettistica o in stile ‘soap opera’, mentre gli aristocratici proprietari sono alle prese con i problemi di abbigliamento, di gestione di colazioni, pranzi, cene e parate militari. Per fortuna il copione non dimentica quelle fragilità semplicemente umane che travalicano i gradini dello status sociale: della serie ‘anche i ricchi piangono’. Eppure, la sotterranea critica sociale che occhieggia qua e là, è talmente tiepida, bonaria, e di debole convinzione, che nulla toglie – non ne ha difatti alcuna intenzione – al lustro di una monarchia osannata sempre e comunque. Una ‘roba’ tutta british. Inutile dire, gli inglesi vanno pazzi per i loro sovrani! Dio salvi la regina è l’intramontabile motto che attraversa i secoli e ancora oggi non solo è vivo e vegeto ma sembra godere davvero di

    ottima salute. Del resto, non sono mancati tentativi, tra l’altro cinematograficamente felicissimi, che della monarchia - in quel caso contemporanea - hanno offerto ritratti irresistibilmente umanissimi: il The Queen di Stephen Frears è uno di questi. Per inciso fiore all’occhiello anche della strabiliante Helen Mirren nei panni di una regina particolarmente introspettiva, e d’altra parte interprete talmente sopra le righe da far la differenza, come Sig.ra Wilson, pure nello stesso Gosford Park che ha ispirato Downtown Abbey.

    Quei brani irresistibili che valgono l’intero film!

    D'altro canto, se la sceneggiatura del Downtown Abbey cinematografico è senz’altro più povera di quelle spruzzate di sarcasmo umoristico che generosamente hanno irrorato Gosford Park, qui invece razionato in scarne pillole, non si può dire manchino brani di un certo spessore sul versante opposto, da stimolare semmai la commozione. In ogni caso, la sceneggiatura di Downtown Abbey tiene conto dell’unica vera leader attoriale in grado di reggere

    registri interpretativi antitetici: chi se non Maggie Smith, poteva brillare in punta di sarcasmo umoristico - in famiglia e in diatriba aperta con la cugina e dama di compagnia della regina (l’ottima Imelda Staunton) per questioni di eredità - così come nei paraggi del dramma? Si apprezzano particolarmente le dinamiche tra nonna (la contessa Violet di Maggie Smith appunto) e nipote (la Lady Mary Talbot di Michelle Dockery) che danno il là al futuro di Downtown Abbey mettendo in campo una vocina - d’obbligo - sul piano della giustizia sociale e della legittimità del proseguo di dinastie con onori e oneri: sulle problematiche gestionali di dimore del genere in tempi che già allora muovevano i primi passi verso la cosiddetta modernità. Quella modernità che, in Downtown Abbey, dimostra non il re, bensì la regina: la sua concreta comprensione riguardo al fatto che un papà deve essere a casa, e non

    altrove, in occasione della nascita del proprio figlio, parla da sola.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)





    trailer ufficiale:



    clip 'Mi serve il vostro aiuto:



    clip 'Io non sono un maggiordomo':



    clip 'Una sorta di niente:



    clip 'Non con un'americana':



    clip 'Siamo gente moderna':



    clip ' Machiavelli':



    clip 'Luoghi comuni':



    featurette 'Anteprima a Roma':



    intervista video al regista Michael Engler ed allo sceneggiatore Julian Fellowes (v.o.):



    intervista video ad Allen Leech, Michelle Dockery e Laura Carmichael (v.o.):

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    intervista video a Phyllis Logan, Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern e Jim Carter (v.o.):



    intervista video a Penelope Wilton, Tuppence Middleton e Imelda Staunton (v.o.):

    Perle di sceneggiatura

    "Il gran giorno è arrivato e questo sole è la prova inconfutabile che Dio è monarchico"

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di DOWNTON ABBEY

    Links:

    • Maggie Smith

    • Imelda Staunton

    • Matthew Goode

    • Tuppence Middleton

    • 14. Festa del Cinema di Roma (Auditorium Parco della Musica, 17-27 Ottobre 2019) - Daily: sabato 19 Ottobre - Oggi è il giorno di Downton Abbey, Bill Murray, Wes Anderson... (Speciali)

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    Galleria Video:

    Downton Abbey - trailer

    Downton Abbey - trailer (Festa del Cinema di Roma)

    Downton Abbey - trailer (versione originale)

    Downton Abbey - clip 'Una sorta di niente'

    Downton Abbey - clip 'Non con un'americana'

    Downton Abbey - clip 'Siamo gente moderna'

    Downton Abbey - clip 'Machiavelli'

    Downton Abbey - clip 'Luoghi comuni'

    Downton Abbey - featurette 'Anteprima a Roma'

    Downton Abbey - intervista video al regista Michael Engler ed allo sceneggiatore Julian Fellowes (versione originale)

    Downton Abbey - intervista video ad Allen Leech 'Tom Branson', Michelle Dockery 'Lady Mary Talbot' e Laura Carmichael 'Lady Edith, Marchesa di Hexam' (versione originale)

    Downton Abbey - intervista video a Phyllis Logan 'Elsie Carson, Lady Hugues', Hugh Bonneville 'Robert Crawley, Conte di Grantham', Elizabeth McGovern 'Cora Crawley, Contessa di Grantham' e Jim Carter 'Charles Carson' (versione originale)

    Downton Abbey - intervista video a Penelope Wilton 'Isobel Crawley, Lady Merton', Tuppence Middleton 'Lucy Smith' e Imelda Staunton 'Lady Bagshaw' (versione originale)

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