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    UN MONDO A PARTE

    Cinema sotto le stelle - Estate 2024 - RECENSIONE - Riccardo Milani torna sul grande schermo con una storia che racconta la difficile realtà delle scuole italiane di provincia, e per farlo, ha chiesto tutto il supporto attoriale di Antonio Albanese e Virginia Raffaele - Dal 28 Marzo

    Il film reca la dedica "A Tiziano e Agnese"

    (Un mondo a parte; Italia 2023; Dramedy; 113'; Produz.: Wildside in associazione con Medusa Film; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Un mondo a parte

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    Titolo in italiano: Un mondo a parte

    Titolo in lingua originale: Un mondo a parte

    Anno di produzione: 2023

    Anno di uscita: 2024

    Regia: Riccardo Milani

    Sceneggiatura: Michele Astori, Riccardo Milani

    Cast: Antonio Albanese (Michele Cortese)
    Virginia Raffaele (Agnese)
    Sergio Saltarelli (Nunzio)
    Alessandra Barbonetti (Maria Antonietta)
    Sergio Meogrossi (Ezechia)
    Corrado Oddi (Gaetano)
    Enzo De Sanctis (Cesidio)
    Donatella La Cesa (Quirina)
    Gianmarco Borsa (Aniceto)
    Guglielmo Casale (Concezio)
    Bianca Maria Macro (Titina)
    Solidea Pistilli (Filomena)
    Andrea Decina Di Pirro (Sabatino)
    Francesco De Ioris (Khaled)
    Alessio Pistilli (Annino)
    Cast completo

    Musica: Piernicola Di Muro

    Costumi: Alberto Moretti

    Scenografia: Marta Maffucci

    Fotografia: Saverio Guarna

    Montaggio: Patrizia Ceresani, Francesco Renda

    Makeup: Ermanno Spera

    Casting: Antonio Rotundi

    Scheda film aggiornata al: 18 Giugno 2024

    Sinossi:

    Si racconta la storia di Michele Cortese (Antonio Albanese), un maestro delle elementari, che sembra sta per affacciarsi a una nuova vita. Dopo aver insegnato per quarant'anni nella giungla delle scuole romane, l'uomo riesce a farsi assegnare all'Istituto Cesidio Gentile detto Jurico, ovvero una scuola, sita nel Parco Nazionale d’Abruzzo, con un'unica pluriclasse di bambini che vanno dai 7 ai 10 anni.
    Aiutato dalla vice-preside Agnese (Virginia Raffael​e) e dagli alunni, Michele fronteggia la sua iniziale inadeguatezza metropolitana e pian piano diventa uno di loro. Quando ogni cosa inizia ad andare per il verso giusto, però, giunge un'orribile notizia: a causa delle poche iscrizioni, la scuola a giugno chiuderà per sempre. È così che Michele, Agnese e i bambini inizieranno una lunga corsa contro il tempo per evitare che questa piccola realtà scolastica smetta di esistere.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    E’ di scena la frustrazione di un insegnante, boicottato dai suoi stessi alunni, complici genitori e parenti. L’episodio del ritiro del cellulare e la risposta di uno di loro non potrebbero essere più espliciti in proposito. Così il nostro Maestro Michele Cortese (Antonio Albanese) accoglie con gioia la notizia che la sua richiesta di trasferimento in un paesino di montagna in Abruzzo, abitato da un pugno di anime, per quanto fuori tempo massimo, è stata accolta. L’arrivo è tragicomico e Michele/Albanese non sa che cosa lo aspetta. Al momento è fermo in auto bloccato in un oceano di neve, in compagnia dei lupi che gli danno il benvenuto con sinistri ululati. Michele non è ancora ‘acconciato’ e, terrorizzato, a rischio assideramento, resta in attesa di una sorte non ancora ben definita. Dovrà attendere l’indomani quando la vice preside Agnese (Virginia Raffaele) andrà in cerca del nuovo Maestro per accoglierlo e

    presentargli la classe: un mix tra prima, terza e quinta elementare per un totale di sette bambini. Quel che Michele/Albanese non sa è che stupore, disadattamento e inadeguatezza, anche nell’insegnamento, lasceranno poco a poco il posto ad una persona nuova e, per così dire, ‘acconciata’, ovvero, integrata, perché “la montagna lo fa”.

    “La montagna lo fa” è un intercalare destinato a diventare un vero e proprio mantra in questa storia, dai tratti ‘fabulistici’, delicata e tenera nel suo dramma reale, comica e commovente allo stesso tempo. In Un mondo a parte Riccardo Milani riscopre un problema sociale apparentemente limitrofo, ancorato ‘nel mondo a parte’ del titolo, ma che invece abbraccia altre problematiche interconnesse tra loro, come immigrazione e accoglienza, per un reciproco aiuto. E’ per l’appunto il caso di quella piccola scuola a rischio chiusura, nel luogo sparuto dove sono già morti da tempo, palestra, piscina, cinema, con la complicità anche

    di chi, sul posto, pensando di contare di più, si dà da fare per mettere i bastoni tra le ruote. Un mondo a parte mette in scena la strenua difesa - tradotta in una vera e propria odissea! - di quel che più conta nella vita: della scuola, della cultura, della famiglia e del territorio, aperto alle necessarie new entry. L’elemento ‘panteistico’, con la fauna del posto - tra cervi, orsi marsicani, lupi e varie specie di volatili, che i bambini conoscono meglio del Maestro - è molto forte e dà senso, tra le altre cose, a quell’effetto catartico riassunto proprio nel suddetto mantra ‘la montagna lo fa’. La montagna, con la sua gente, semplice e solidale, pratica, efficiente e un tantino arrabbiata - come dar loro torto? – per quella supponente romanticheria tipica dei turisti della domenica, che nulla sanno di come è difficile vivere da quelle parti durante

    la settimana. Tutto dura due anni e poi muore e la gente tende a lasciare il posto per trovare migliori e durature opportunità. Non si fanno figli con la paura che diventino adolescenti, costretti a fuggire per avere un futuro. Per questo la scuola non ha i numeri. E se non ci sono i numeri la scuola si chiude.

    Ci sono tranci di storia che esprimono a pieno l’intenso dolore di Agnese che si sente impotente di fronte alla situazione e lo condivide con Michele/Albanese: “Ti sei acconciato, pure tu sei entrato in un mondo a parte, il nostro… ci siamo abituati a perdere una cosa dietro l’altra, ci siamo abituati al peggio… la scuola chiude, non abbiamo più i numeri per restare aperti e la scuola che chiude è la morte del paese”. Sono questi solo alcuni passaggi di una sceneggiatura ben scritta dallo stesso regista, che tra le

    mille difficoltà illustrate nella narrazione, si appresta a celebrare una ‘rinascita’ del singolo e della collettività: “Questo paesino moribondo è riuscito a tirar fuori le passioni che avevo dimenticato”, confessa Michele/Albanese ad un certo punto. I piccoli del paese, dal canto loro, hanno incorporato tratti già propri degli adulti, che comunque ascoltano, metabolizzando in famiglia frasi come questa: “la rassegnazione si mangia a morsi come la scamorza”. E’ dai genitori che viene trasmessa ai figli la rassegnazione: sono vitali all’inizio ma poi…

    Mai dire mai, tra risate e commozione, scopriremo di che pasta sono fatti questi remoti montanari. E non si dice solo degli adulti, ma anche dei piccoli, appunto, tutti aspiranti youtuber salvo uno, il Duilio (Duilio Antonucci) che vuole restare per far nascere e crescere un’azienda agricola sua propria. La sequenza dell’incontro di Agnese/Raffaele e Michele/Albanese con il ragazzo, in coda alla preoccupazione dei genitori dilaniati dai debiti, è

    tra le più toccanti e commoventi. Il corpo centrale della storia punta al processo di ‘acconciamento’ di questo sprovveduto Maestro dai grandi ideali, che, strada facendo, riceverà una lezione importante dagli stessi alunni e dalla gente del posto più di quanto sarà in grado di insegnare lui stesso a loro. Una reciproca lezione di vita in cui i piccoli, sapranno sgamare l’inganno dei grandi, e salvare la scuola e gli insegnanti che hanno imparato ad amare. Le vie legali portate avanti fino allo stremo delle forze dal Maestro (Michele/Albanese) e dalla vice preside (Agnese/Raffaele) - tandem attoriale più che vincente! - non sarebbero state sufficienti a sfangarla contro le sotterranee manovre degli stessi conterranei, il sindaco in particolare, del paese più grande, manipolatore e accentratore indegno delle risorse e degli investimenti sul territorio.

    Non c’è sorpresa nel finale. Ce lo aspettavamo. Non cadiamo nel tranello di Michele/Albanese che, a fine mandato,

    lascia il paesello per tornarsene tra i veri lupi. Sequenze di un viaggio di ritorno breve, dunque, ma quanto basta per osservare e prendere atto del perché “la montagna lo fa”. La voce fuori campo dell’autore del racconto dalle Memorie Marsicane, chiude infine questa storia come a volerla incastonare nella cornice più idonea: un’aura da poetica pastorale che per esprimersi non ha però avuto alcuna necessità di ricorrere alla retorica, confidando per lo più nella genuinità.

    Perle di sceneggiatura

    Agnese (Virginia Raffaele): Mi sa che l'ho trovato, eh. Non lo so, quello o è morto assiderato o se lo so' mangiato i lupi.

    Agnese: Lui è il maestro Michele.

    Voce off: Cioè tu da Roma ti sei fatto trasferire qua?

    Agnese: Ghiaccio, neve, tormenta... la scuola non deve chiudere mai!

    Agnese: L'istituto scolastico chiude.
    Michele (Antonio Albanese): Come chiude?
    Agnese: O qui entro una settimana troviamo quattro bambini o la scuola chiude!

    Agnese: C***o vuo' ancora?!
    Michele: Agnese?!
    Agnese: Ah, scusa, eh, pensavo fossi mio marito!

    Michele: Loro hanno bisogno di una casa, di un Paese che li ospiti... noi dei bambini.

    Michele: Che belli che sono! Ma cosa sono cervi?
    Agnese: Sì...
    Michele: Un branco, vero?!
    Agnese: Sì, sono più di uno, quindi sono un branco!

    Agnese: E pure te sei entrato in un mondo a parte... il nostro.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di UN MONDO A PARTE

    Links:

    • Riccardo Milani (Regista)

    • Antonio Albanese

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    Galleria Video:

    Un mondo a parte - trailer ufficiale

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