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    Home Page > Cinespigolature > Libri - 'MARILYN. UN INTRIGO DIETRO LA MORTE' di ELISABETTA VILLAGGIO (Recensione a cura di PAOLA ALBERTI)

    Libri - 'MARILYN. UN INTRIGO DIETRO LA MORTE' di ELISABETTA VILLAGGIO (Recensione a cura di PAOLA ALBERTI)

    La scrittrice PAOLA ALBERTI rilegge il noir di MARILYN MONROE - MARILYN: LA STORIA DI UN SOGNO MALEDETTO - dalle accorate pagine della regista, scrittrice e giornalista ELISABETTA VILLAGGIO

    23/02/2013 - Libri - ELISABETTA VILLAGGIO, MARILYN. Un intrigo dietro la morte , Roma 2012, Bonanno Editore, Collana 'Storia e Politica' (88 pagg.) ISBN: 978-88-7796-952-1 (Prezzo di vendita: 10 E.)

    MARILYN: LA STORIA DI UN SOGNO MALEDETTO (A cura di PAOLA ALBERTI)

    Sembra di vederla, bionda, con tutte le forme al posto giusto e la paura e la rabbia di una bambina che attraversa l'inferno con grande determinazione. Eccola Marilyn Monroe, al secolo Norma Jeane, che camminava sola lungo i boulevard di Los Angeles, la città degli angeli. “Ce la farò solo perché il mio sogno è più forte di quello degli altri”: questo pensava Norma Jeane, figlia di quella Gladys che aveva lavorato come tagliatrice di pellicole e assistente al montaggio alla Consolidated Film Industries e nipote della rossa Grace, la zia che voleva fare l'attrice e diventare qualcuno.

    Insieme ad Elisabetta Villaggio (nella terza foto di questo articolo) ripercorriamo l'inferno dell'infanzia di Marilyn, che paga lo scotto della mancanza di un padre e viene anche abbandonata in un orfanatrofio - la paura di rimanere sola non l'abbandonerà più, per tutta la vita, tanto che di notte telefonava a tutti gli amici. Sarà proprio lei a dire: “Il telefono? Uno dei miei migliori amici. E' più forte di me quando non riesco a dormire devo telefonare a qualcuno per fare due chiacchiere, mi placa le ansie”. Nell'agosto del '46 Marilyn firma il suo primo contratto cinematografico, 6 mesi a 125 dollari a settimana per il film The shocking Miss Pilgrim di George Seaton, in cui recita una piccola parte, tanto che il suo nome compare in 38° posizione nel cast. Ma risulterà subito evidente che “buca lo schermo”. Ella Fitzgerald, sua amica, la definì “una donna particolare, all'avanguardia”. E, in effetti, Marilyn esce dagli schemi della donna comune americana del periodo, ma prende le distanze anche dal modello di attrice che in quel momento va per la maggiore a Hollywood. Nonostante il suo terrore per il momento in cui entra in scena, che prima la fa vomitare e quasi delirare, la sua naturalezza poi non ha eguali. Nel momento in cui recita la bambina impaurita e rabbiosa Norma Jeane e la Marilyn che sorride facendo impazzire gli uomini di tutto il mondo si uniscono nell'estremo bisogno di essere amata dal pubblico, il cui affetto aveva sostituito a quello familiare che non aveva mai avuto. Ma Marilyn è una continua sorpresa: si scopre la sua grande passione per le piante e la sua lettura preferita: L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud - conoscerà la figlia del fondatore della psicoanalisi Anna Freud a Londra, mentre gira Il principe e la ballerina.

    Hugh Hefmer, fondatore di "Playboy", che dedicò all'attrice la copertina, nel 1992, pur non avendola mai conosciuta, comprò la tomba accanto a quella di Marilyn al Westwood Village Memorial Park Cemetery, sostenendo che il successo iniziale della rivista lo doveva a lei. Il mitico giocatore di baseball Joe Di Maggio, che condivise con lei un burrascoso anno di matrimonio, per vent'anni portò rose rosse sulla sua tomba. E l'attrice Jean Russel, a fianco a lei nel '52 nel film Gli uomini preferiscono le bionde, dichiarò che Marilyn “era una persona particolarmente sensibile e dolce e molto più intelligente di quello che diceva la gente”.

    L'anno successivo Marilyn sarà consacrata come una top-star di Hollywood e nel '55 comincerà a frequentare il grande scrittore Arthur Miller, che poi diventerà suo marito. Solo allora sceglie di studiare all'Actor Studio di New York e Lee Strasberg affermò: “Ho lavorato con centinaia e centinaia di attori e solo due sono sopra a tutti gli altri: il numero uno è Marlon Brando e la seconda è Marilyn Monroe”. Ma, come sottolinea l'autrice di Marilyn un intrigo dietro la morte (Bonanno Editore, 2012), per Marilyn girare un nuovo film è decisamente molto problematico, tanto da far dire a Billy Wilder: “Fare un film con Marilyn è come andare dal dentista. Durante è sempre un inferno, ma dopo è meraviglioso”. Ed è famoso l'astio dell'attore Tony Curtis per gli eccessivi ritardi di Marilyn sul set.

    Come in un buon thriller, dove il finale è a sorpresa ed è sempre importante, l'autrice Elisabetta Villaggio si tiene per l'ultimo terzo del libro la torbida vicenda della morte di Marilyn virando decisamente verso l'ipotesi dell'omicidio e non del suicidio. La donna che fu amata da due Kennedy, Bob e John, forse conosceva pericolosi segreti di Sato che potevano riguardare la famosa Area51 e gli UFO o la Guerra Fredda e i rapporti con Cuba. Come in un vero e proprio poliziesco l'autrice analizza ogni indizio che porta verso la strada dell'omicidio piuttosto che a quella del suicidio, senza tralasciare le testimonianze dei vicini di casa e le ultime telefonate di Marilyn. Noi lasciamo al lettore il piacere di seguire l'intera vicenda umana ed artistica di Marilyn senza togliere il gusto di scoprire, proprio come farebbe un bravo segugio, le tracce che portano alla verità sulla storia di una donna-bambina, che con gli occhi sbarrati, ma con un incantevole sorriso sulle labbra, attraversa l'inferno personale e quello della storia con la S maiuscola che appartiene a tutti noi.

    ABSTRACT del Libro:

    Cinquant’anni fa, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, moriva Marilyn Monroe. La diva veniva trovata morta sul suo letto. Suicidio per overdose da barbiturici dissero subito i suoi medici che con la governante scoprirono il cadavere. Questa versione si dimostrò molto traballante: la posizione del corpo non era naturale per una persona che si fosse suicidata con pillole, l’orario della morte fu cambiato più volte, i tabulati telefonici sparirono così come alcuni referti medici e molte persone chiave non vennero interrogate. Questo libro cerca di capire come si svolsero i fatti perché Marilyn era diventata una persona pericolosa che minacciava di parlare facendo tremare i poteri forti. Ma chi poteva avere paura di quello che avrebbe potuto raccontare? Cosa sapeva quella donna che aveva fatto impazzire milioni di uomini compresi presidenti e boss mafiosi? Cosa successe e chi fu coinvolto in quella vicenda che mise fine alla vita della dea di Hollywood?

    CENNI BIOGRAFICI dell'autrice del libro: ELISABETTA VILLAGGIO

    Elisabetta Villaggio è nata a Genova, e le manca il mare, ma vive ed è vissuta fin da bambina a Roma tranne per 5 anni trascorsi a Los Angeles dove è nato suo figlio. Ha sempre amato scrivere ed è stata intrigata dalla figura di Marilyn infatti ha scritto l’opera teatrale Marilyn gli ultimi 3 giorni andata in scena dall’autunno 2011. Ha lavorato a lungo in televisione, ha pubblicato il romanzo Rosa, edito da Morganti, ha scritto sceneggiature e ha collaborato e collabora con riviste e giornali.

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