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MICKEY 17
RECENSIONE - Dalla Berlinale 2025 - Special Gala - Dal 6 Marzo - Un ritorno alla fantascienza speculativa per Bong Joon-ho, che è diventato stratosferico con la sua satira psicologica vincitrice dell'Oscar Parasite
"Warner Bros mi ha inviato il romanzo di Edward Ashton perché pensavano potesse piacermi e in effetti avevano ragione. Appena l’ho letto mi è venuta voglia di scriverci una sceneggiatura. A conquistarmi è stata l’idea della stampante di esseri umani: lo human printing è un concetto che trovo allo stesso tempo divertente e tragico per come unisce la meccanica di una semplice stampante all’essenza umana. Quando Robert è entrato nel progetto ho pensato fosse l’interprete perfetto. Mi metteva di buon umore pensare di stamparlo e ristamparlo così tante volte nel corso del film. Credo sia una persona molto 'stampabile'... Per me 'Mickey 17' parla di questo, un po’ come tutta la fantascienza: dell’essere umani, di cosa significhi e comporti. Questo film in particolare è ambientato nel futuro, ma secondo me profuma molto di passato, specie in come racconta i personaggi dispotici e dittatoriali che comandano la colonia"
Il regista e co-sceneggiatore Bong Joon-ho
"Ha provato a fare i macaron sulla Terra, ma è andato in bancarotta. Si è indebitato con gente poco raccomandabile e, per sfuggire ai creditori, è finito nello spazio. Peccato che non abbia letto il contratto: ha firmato per una vita da clone sacrificabile. Ogni volta che muore, viene rimpiazzato da una nuova versione di sé. È un inferno, ma per lui è comunque un passo avanti rispetto alla sua vita precedente"
L'attore Robert Pattinson
Galleria Fotografica:
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