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    Home Page > Movies & DVD > Bandit

    BANDIT

    Dal 7 agosto su Prime Video (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) - RECENSIONE in ANTEPRIMA

    “Nessuno nasce cattivo, ma come qualunque altra cosa ci vuole pratica, e quando alla fine capisci che la tua casa non è un posto che puoi trovare su una mappa o nel quale puoi fermarti a lungo, il male diventa quel luogo rassicurante dove tutto è possibile”.
    Gilbert Galvan Jr/Robert Whiteman (Josh Duhamel)

    “Chiunque dice che i soldi non fanno la felicità può trasferirli sul mio conto... Avrò anche la terza media ma ho una laurea in vita da strada”.
    Tommy Kay (Mel Gibson)

    (Bandit; CANADA 2022; Thriller poliziesco; 126'; Produz.: Yale Productions, LB Entertainment in associazione con BondIt Media Capital, Complex Corp, Goldrush Entertainment, Head Gear Films, Kreo Films FZ, Lucky 13 Productions, Metrol Technology; Distribuz.: Minerva Pictures Group)

    Locandina italiana Bandit

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis

    Titolo in italiano: Bandit

    Titolo in lingua originale: Bandit

    Anno di produzione: 2022

    Anno di uscita: 2023

    Regia: Allan Ungar

    Sceneggiatura: Kraig Wenman

    Soggetto: Ispirato al libro The Flying Bandit di Robert Knuckle & Ed Arnold, in cui si narra la storia del cosiddetto "Flying Bandit", per l'appunto, Kenneth Laishman, un canadese che tra il 1957 e il 1968 si rese responsabile di una grande quantità di rapine - tra le quali il più grande furto d'oro mai avvenuto in Canada - e che riuscì a fuggire per due volte dalla prigione, prima di essere catturato definitivamente.

    Cast: Mel Gibson (Tommy Kay)
    Josh Duhamel (Gilbert Galvan Jr/Robert Whiteman)
    Elisha Cuthbert (Andrea Hudson)
    Nestor Carbonell (John Snydes)
    Olivia d'Abo (Linda)
    Swen Temmel (Hoffman)
    Rachael Markarian (Cute Clerk)
    Keith Arthur Bolden (Diamond Dave)
    Ashley Dougherty (Valletta)
    Chiara D'Ambrosio (Jill)
    Dylan Flashner (Vescovo)
    Mary DeMatteo (Matty O)

    Musica: Aaron Gilhuis

    Costumi: Annie Simon

    Scenografia: Burns Burns

    Fotografia: Alexander Chinnici

    Montaggio: Michael Lane, Allan Ungar

    Effetti Speciali: Zackary Monroe Keeler

    Makeup: Claire Mints (direzione); Stacy Lockhart (makeup per Elisha Cuthbert)

    Scheda film aggiornata al: 31 Agosto 2023

    Sinossi:

    In breve:

    Dopo essere fuggito da una prigione del Michigan, un audace criminale in carriera assume una nuova identità in Canada e raggiunge il record di 63 banche e gioiellerie rapinato mentre viene braccato da una task force.

    In dettaglio:

    Gilbert Galvan Jr, un affascinante criminale in carriera, fugge da una prigione del Michigan e attraversa il confine con l'Ontario, in Canada, dove assume una nuova identità come Robert Whiteman. Dopo essersi innamorato di una donna che non può mantenere, si dedica a rapinare banche e scopre di essere eccezionalmente bravo a farlo.

    Sotto le spoglie di un analista della sicurezza, Robert inizia a volare in tutto il paese derubando più città in un giorno, attirando infine l'attenzione delle agenzie di stampa nazionali che lo soprannominano The Flying Bandit. Con la sua notorietà che cresce a tempo di record, viene messo nel mirino diretto di un detective spietato che non si fermerà davanti a nulla per abbatterlo.

    Synopsis:

    Gilbert Galvan Jr, a charming career criminal, escapes from a Michigan prison and crosses the border into Ontario, Canada where he assumes a new identity as Robert Whiteman. After falling in love with a woman he cannot provide for, he turns to robbing banks and discovers that he is exceptionally good at it. Under the guise of a security analyst, Robert begins flying around the country robbing multiple cities in a day, eventually catching the attention of national news outlets that dub him The Flying Bandit. With his notoriety growing in record time, he is put into the direct sights of a ruthless detective who will stop at nothing to bring him down.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    C’è una sorta di mantra che apre e chiude questa incredibile storia vera. Non si direbbe, eppure è così: è talmente vera da aver raggiunto una sorta di guinness dei primati nella storia del Canada. Peccato che si tratti di rapine condite con un paio di evasioni dal carcere, fino all’epilogo in cui il nostro protagonista viene finalmente beccato. Eppure, con oltre sessanta rapine al suo attivo, oggi non ha un soldo da parte e fa il camionista. Storia che nelle mani del regista canadese Allan Ungar (Tapped Out, Gridlocked) diventa una commedia sull’arte della sopravvivenza… senza limiti e confini! Regia, sceneggiatura e montaggio - fluido, infarcito di didascalie di commento ironico o integrativo della voce del protagonista che racconta in prima persona in voce fuori campo - ce l’hanno messa tutta per farne una chicca di puro divertimento, a dispetto del dramma radicato in una ‘ristagnazione economica’ che non

    ha aiutato certo il ‘sogno americano’. Siamo negli anni Ottanta in quel di Londra quando la storia ha inizio ed il protagonista si fa avanti con quel mantra in punta di riflessione di cui si diceva poco prima. Ed è questo: “Nessuno nasce cattivo, ma come qualunque altra cosa ci vuole pratica, e quando alla fine capisci che la tua casa non è un posto che puoi trovare su una mappa o nel quale puoi fermarti a lungo, il male diventa quel luogo rassicurante dove tutto è possibile”. Parola di Gilbert Galvan Jr. che nella sua arte del ‘trasformismo’ per eccellenza di lì a poco sarà Robert Whiteman, perché, come assicura lui stesso, quando “i guai sono al Sud, a volte è meglio dirigersi verso il Nord, e il Canada lo era”, e così via.

    Non fatevi ingannare dalla presenza di Mel Gibson sul campo: questa volta non è lui

    a vestire i panni di questa simpatica canaglia, bensì Josh Duhamel, mentre Gibson farà la sua comparsa più avanti, come spalla, nelle vesti del boss malavitoso, nonché gestore di un locale ‘strip’ per copertura, Tommy Kay, con cui il nostro Gilbert/Robert/Duhamel farà affari entrando in società, da metà percorso in poi. E Tommy/Gibson è, a sua volta, il tipo di persona con una filosofia sua propria, del tipo: “Chiunque dice che i soldi non fanno la felicità può trasferirli sul mio conto”. Beh! Non fa una piega! Niente male per il cosiddetto “re del crimine: uno strozzino che ricicla denaro sporco” che sfugge a sua volta alla polizia come un’anguilla. D’altra parte, come considera lui stesso, “Avrò anche la terza media ma ho una laurea in vita da strada”!

    Ma la commedia si fa davvero brillante con gli svariati siparietti allestiti da questo soggetto - Robert/Duhamel - nelle banche di diverse

    città, alcune rapinate nello stesso giorno e talaltre più di una volta. Un soggetto dalle mille risorse e dai mille talenti, oltre che dai mille travestimenti a seconda delle situazioni: talvolta con un’affinità straordinaria con alcuni personaggi di Woody Allen, con la differenza che Robert/Duhamel riesce sempre, o quasi, a sfangarla con successo, mentre Allen, beh, sappiamo bene quanto ami calzare come un guanto il profilo tipo dello sfigato. Soggetto di successo dunque, al punto che, con il solito mix di pseudo candore ed un certo fascino, strada facendo, riesce ad impalmare una giovane assistente sociale (la Andrea Hudson di Elisha Cuthbert), conosciuta per l’appunto ad un rifugio per senzatetto, cui, una volta accettato, arriva perennemente in ritardo, oltre il limite orario consentito delle 23 serali.

    Un soggetto, quello di Robert/Duhamel, con cui non riesci ad avercela più di tanto, perché in mezzo ad un cumulo di bugie snocciolate ovunque

    e a chiunque, al fine di sfangarla, riesci ad intravedere non il cuore di un criminale, ma di un romantico con una dipendenza verso la rapina seriale. Nella dinamica stessa di ogni rapina, con tutte le variabili del caso, non c’è difatti cattiveria né violenza alcuna, ma una comica determinazione a portare a segno la sfida: quella di riuscire, a dispetto di tutto, a vivere quel dannato ‘sogno americano’ che le stesse banche negano ‘rapinando’ i cittadini. Ci ha difatti provato a vivere onestamente per un certo periodo di tempo, con moglie e figli - il secondo lo vede dalla grata del carcere - poi il denaro, per quanto raccolto in gran quantità, finisce sempre, e allora…

    In questo scenario la polizia brancola nel buio come spesso capita, finché una coppia più tosta di altri non fa sodalizio per tentare di acciuffare Tommy/Gibson e colui che nel frattempo è diventato

    il suo socio, Robert/Duhamel. Così, dopo numerosi tentativi, tanto fallimentari quanto comici, arriveranno a far centro. Ma che direste se, mentre è in attesa del colloquio con il poliziotto in carcere, il soggetto in questione non cede affatto alla disperazione?! Il che sarebbe anche la cosa più naturale! Invece lui che fa? Racconta una barzelletta al tizio di guardia e di lì a poco scopriamo che è pure riuscito ad ordinare una pizza che giunge a destinazione nel bel mezzo dell’interrogatorio. Insomma, questo è il soggetto. Se non fosse che tanto talento ha versato preziosa linfa sul lato sbagliato della legge, quando lo vediamo in un cameo alla fine, in carne ed ossa, a cavallo di una manciata di didascalie informative, verrebbe voglia di fargli un applauso. Un tizio da Oscar, se non fosse tutto, tristemente reale!

    Links:

    • Mel Gibson

    • Josh Duhamel

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    Galleria Video:

    Bandit - trailer

    Bandit - trailer ufficiale (V.O.)

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