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    LAMB

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Dal Festival di Cannes 2021 (in anteprima mondiale) nella sezione 'Un Certain Regard' - Il primo film in cui Noomi Rapace recita in islandese, lingua che ha imparato mentre viveva in Islanda da bambina - Dal 31 Marzo

    (Lamb; ISLANDA/SVEZIA/POLONIA 2022; dramma horror; 106'; Produz.: Black Spark Film & TV, Go to Sheep, Madants; Distribuz.: Wanted Cinema)

    Locandina italiana Lamb

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    Celluloid Portraits:



    See Synopsis

    Titolo in italiano: Lamb

    Titolo in lingua originale: Lamb

    Anno di produzione: 2022

    Anno di uscita: 2022

    Regia: Vladimir Jóhannsson

    Sceneggiatura: Vladimir Jóhannsson

    Cast: Noomi Rapace (Maria)
    Hilmir Snaer Gudnason (Ingvar)
    Ingvar Sigurdsson (L'uomo della televisione)
    Björn Hlynur Haraldsson (Pétur)
    Ester Bibi (Donna)
    Arnþruður Dögg Sigurðardóttir (Donna)
    Theodór Ingi Ólafsson (Uomo)
    Sigurður Elvar Viðarson (Autista del camion)
    Gunnar Þor Karlsson (Autista del bus)
    Lára Björk Hall (Ada) (Voce)

    Musica: Þórarinn Guðnason

    Costumi: Margrét Einarsdóttir

    Scenografia: Snorri Freyr Hilmarsson

    Fotografia: Eli Arenson

    Montaggio: Agnieszka Glinska

    Effetti Speciali: Freyr Ásgeirsson (supervisore)

    Makeup: Lois McIntosh (per Noomi Rapace)

    Scheda film aggiornata al: 04 Ottobre 2022

    Sinossi:

    Il film racconta la storia di una coppia, formata da María (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snaer Gudnason), che vivono in una remota fattoria immersa nella fredda natura islandese, dove accudiscono il loro gregge e lavorano la terra.
    Un giorno i due rinvengono un neonato in un loro campo agricolo e non sanno come mai si trovi lì da solo. Non avendo figli, ma allettati dalla prospettiva di una vita familiare, Maria e Ingvar decidono di tenere il piccolo con loro. Non sanno che il loro momento di gioia è destinato a finire e li porterà alla completa distruzione...

    Synopsis:

    Haunted by the indelible mark of loss and silent grief, sad-eyed María and her taciturn husband, Ingvar, seek solace in back-breaking work and the demanding schedule at their sheep farm in the remote, harsh, wind-swept landscapes of mountainous Iceland. Then, with their relationship hanging on by a thread, something unexplainable happens, and just like that, happiness blesses the couple's grim household once more. Now, as a painful ending gives birth to a new beginning, Ingvar's troubled brother, Pétur, arrives at the farmhouse, threatening María and Ingvar's delicate, newfound bliss. But, nature's gifts demand sacrifice. How far are ecstatic María and Ingvar willing to go in the name of love?

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ce ne rendiamo conto fin dai primissimi fotogrammi che la natura è la protagonista dominante. Tanto dominante da condizionare animali e persone. Dalla mandria di cavalli allo stato brado nella ripresa in progress che da lontano li avvicina sempre più, alle capre dentro e fuori dall’ovile, che speciali primi piani dotano di una personalità e di una spiritualità sottese. I tempi sono dilatati tanto quanto l’orologio rurale nella scansione di una quotidianità ripetitiva e dolente che sa farsi direttamente cinema, senza sconti. Un cinema di meditazione dunque, e di pensieri silenti trattenuti, lasciati in sospensione tra un passato mai pienamente rivelato e un presente raccolto e vissuto per quello che è. Ma per quanto lasciato nell’ombra, il mistero, qualcosa o qualcuno di oscuro, aleggia nell’aria fin dall’inizio, e chi sa attendere, troverà nella tardiva rivelazione, una sorpresa alquanto sconcertante. Al di là della rivelazione, arriva presto però il momento di

    demarcazione tra il presente reale e il surreale, che affiora dalla naturalezza del parto di una capra assistita da Maria: Noomi Rapace è sempre all’altezza di situazioni e di sentimenti a dir poco inconsueti. E quel che diventa sostegno morale per lei - un po' meno per il marito Ingvar (Hilmir Snaer Gudnason) che passivamente accetta - che vede l’evento come un nuovo inizio, per noi è il momento in cui si intensifica lo sconcerto, con conseguenti domande a grappolo che non trovano risposta, almeno non nell’immediato, e di certo non senza il ricorso a quella sfera mitologico-metaforica che appartiene alle leggende folk di stampo nordico, venate di una calibrata componente di horror.

    E’ questa l’opera prima del regista islandese Vladimir Jóhannsson, uno che sembra conoscere bene la sua terra e come filmarla dal suo interno più profondo, laddove include gli istinti umani ed animali più ancestrali. E

    questo malgrado la civiltà che pur trasuda da TV, libri e musica, intrecciata con la dimensione contadina di stampo nordico. Di questo si nutre il suo spettacolo, con la sua bellezza ma anche il suo orrore, mixati ad una voragine di solitudine e disperazione. Il suo è un cinema di simboli, che devono bastare ad una narrazione tanto dilatata quanto essenziale, quasi scarnificata, a dispetto della scansione narrativa in capitoli che potrebbe preannunciare il contrario. Per questo al posto dei possibili flashback, troviamo una piccola croce in mezzo ad una distesa innevata, così come si preferisce solo ammiccare, ad un risvolto narrativo che ci apparirà più chiaro in seguito. E’ quanto ci è concesso sapere del lutto di un passato oscuro e privo di gioia, cui oggi viene in soccorso un ibrido, normalmente inaccettabile per chiunque. Eppure, è tutto nel titolo, che poi è una sola parola, Lamb, agnello. E,

    a pensarci bene, in quella unica parola, c’è un mondo intero, e basta a se stessa, così come all’intera storia e al microcosmo dei suoi personaggi. Una sola parola cullata da sontuosi brani musicali, la più alta sceneggiatura di quei desolati silenzi, in odore di una tragedia non propriamente annunciata.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)









    trailer ufficiale:

    Links:

    • Noomi Rapace

    • IL COMPLEANNO DI... OSCAR! (CineSpigolature)

    • CALICO JOE - JOHN GRISHAM E IL SUO RAPPORTO COL CINEMA (A cura di FRANCESCA CARUSO) (CineSpigolature)

    • IN AMORE NIENTE REGOLE: INTERVISTA a GEORGE CLOONEY e RENÉE ZELLWEGER (A cura di PATRIZIA FERRETTI) (Interviste)

    • FAST & FURIOUS - SOLO PARTI ORIGINALI - INTERVISTA a VIN DIESEL e MICHELLE RODRIGUEZ (A cura dell'inviato ERMINIO FISCHETTI) (Interviste)

    • IL TEMPO CHE CI RIMANE - INTERVISTA al regista, sceneggiatore e attore ELIA SULEIMAN (Interviste)

    • MISSION: IMPOSSIBLE - PROTOCOLLO FANTASMA - INTERVISTA a RICCARDO CAPRASECCA, importante esponente del 'Free Climbing Italiano' (Interviste)

    • MISSION: IMPOSSIBLE - PROTOCOLLO FANTASMA - INTERVISTA ad ALESSANDRO LAMBERTI (Jolly Power), importante esponente del 'Free Climbing Italiano' (Interviste)

    • 69. Festival del Cinema di Cannes (11-22 Maggio 2016) - MONEY MONSTER - INTERVISTA alla regista JODIE FOSTER (A cura di Rebecca Ford, The Hollywood Reporter) (Interviste)

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    Galleria Video:

    Lamb - trailer

    Lamb - trailer (versione originale sottotitolata in inglese)

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