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    SUPERSTAR: NELLA SATIRA CONTEMPORANEA DI XAVIER GIANNOLI SU CELEBRITA' E RAPACITA' MEDIATICA, KAD MERAD (GIU' AL NORD) E CECILE DE FRANCE (HEREAFTER)

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dalla 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia - FRANCIA: 29 AGOSTO 2012 - QUELLI CHE... della distribuzione italiana non se ne sa nulla!!!

    "Martin Kazinski è intrappolato in un labirinto contemporaneo dove agiscono media rapaci e social network invadenti e dove i valori umani crollano e la cultura si disgrega. Volevo dare a questo tentativo di sfuggire alla follia che sembra afferrare il mondo un'energia cinematica, kafkiana e hitchcockiana insieme. Volevo che gli spettatori si sentissero vicini a quest'uomo come a un fratello, per sentirne le speranze e le paure, che gli stessero accanto nel suo calvario, a volte crudele, a volte buffo e si emozionassero per il suo sguardo malinconico su un mondo che si dissolve al suono dell'applauso automatico di una trasmissione televisiva. E' la storia di un uomo solo che si erge contro l'oppressione. La storia di un uomo che vuole conservare la propria dignità, l'anonimato, il pudore. Spero che sia anche la storia della società umana, passata e presente, con il suo bisogno di idolatria e sacrificio, quella cieca pazzia che si impossessa delle folle e le spinge a tagliare teste, a bruciare libri o a twittare mentre guardano la tv. In questo tumulto volevo condurre la mia macchina da presa, su questi volti volevo cercare ciò che per noi resta della verità umana e gli spazi in cui volevo esplorare la nostra Storia".
    Il regista Xavier Giannoli

    (Superstar; FRANCIA/BELGIO 2012; Dramedy; 112'; Produz.: Rectangle Productions/STUDIO 37/France 3 Cinéma/Scope Pictures; Distribuz.: Wild Bunch (distribuzione internazionale))

    Locandina italiana Superstar

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Superstar

    Titolo in lingua originale: Superstar

    Anno di produzione: 2012

    Anno di uscita: 2012

    Regia: Xavier Giannoli

    Sceneggiatura: Xavier Giannoli

    Soggetto: Liberamente tratto dal romanzo L'idole di Serge Joncour

    Cast: Kad Merad (Martin Kazinski)
    Cecile De France (Fleur Arnaud)
    Louis-Do de Lencquesaing (Jean-Baptiste)
    Cédric Ben Abdallah (Alban)
    Alberto Sorbelli (Albert)
    Pierre Diot (Morizot)
    Christophe Kourotchkine (Fabrice)
    Stephan Wojtowicz (Edouard Laurence)
    Garba Tounkara (Saia)
    Hervé Pierre (Dottor Barreinbhom)

    Musica: Mathieu Blanc-Francard

    Costumi: Nathalie Benros

    Scenografia: François-Renaud Labarthe

    Fotografia: Christophe Beaucarne

    Montaggio: Célia Lafitedupont

    Effetti Speciali: Olivier Blanchet (effetti visivi)

    Casting: Sarah Teper

    Scheda film aggiornata al: 20 Novembre 2013

    Sinossi:

    IN BREVE

    Improvvisamente un perfetto sconosciuto diventa celebre senza sapere il perché.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    SATIRA SU OSSESSIONI, MANIPOLAZIONI E RAPACITA' MEDIATICA DELLA NOSTRA SOCIETA' CONTEMPORANEA, VOTATA ANIMA E CORPO ALLA CELEBRITA' E ALL'AUDIENCE A TUTTI I COSTI. UNA SORTA DI 'REALITY' IN SALSA FRANCESE CON ESPLICITI OMAGGI A ROBERTO BENIGNI E WOODY ALLEN

    Improvvisamente un perfetto sconosciuto diventa celebre senza sapere il perché. Capita a Martin Kazinski, dedito al riciclaggio di computer. Ad incarnare questo uomo qualunque è Kad Marad (Giù al Nord), perfetto nel dotare il suo personaggio di un'anima profondamente charlottiana in cui la tragicomicità delle situazioni si traduce in un dramma personale destinato ad amplificarsi fino a tingersi di grottesco e surreale, diventando un tormentone di proposito per farsi voce univoca con il reale sistema di informazione prediletto dai notiziari televisivi e mass media sull'onda dell'ossessione. Non può non saltare agli occhi come lo stesso Woody Allen con il recente To Rome with Love abbia toccato la stessa tematica

    per mezzo del personaggio di Pisanello, interpretato dal nostro Roberto Benigni. Ora, il regista di Superstar Xavier Giannoli, parigino doc, classe '72, deve aver qualche legame affettivo-culturale con l'Italia, e non solo per il cognome che, contrariamente al nome, non sembra avere granché di francese. L'osservazione si rende pertinente quando, man mano che ci inoltriamo nella visione di questo suo divertente dramedy , ci accorgiamo che Giannoli cita Roberto Benigni a piene mani: ad esempio il rapporto del personaggio di Martin/Marad con i collaboratori di lavoro down, con uno in particolare, ricorda subito il Lillo di Johnny Stecchino e la sequenza con la panoramica del condominio preso di mira, ammicca ad analogo rimando. Nel Superstar di Giannoli non mancano d'altra parte punti di contatto sostanziali con il The Truman Show di Peter Weir e similari (anche Matteo Garrone ha appena realizzato un suo Realityz), nella misura del 'pedinamento' invasivo

    di ogni mossa, azione, parola del personaggio in questione in tempo reale. Con Internet in canna e cellulari alla mano, la diffusione di immagini, scatti e video corre e si spande a macchia d'olio con un clamore invasivo surreale. E la sceneggiatura di per sè spumeggiante, effervescente e sferzante incontra un montaggio fresco e ballerino che irrora di una vivacità giovanile l'intera pellicola, dando vita ad una surreale e grottesca satira contemporanea, spruzzata di schegge di autoironia (a cominciare dalla battuta su un francese che finalmente fa qualcosa di rilevante).

    Ogni epoca si sa, ha innalzato il proprio 'vitello d'oro' e i propri idoli, incensandoli come meglio ha creduto in base agli usi e costumi correnti, ma l'era contemporanea potrebbe vincere il mongolino d'oro per le scelte su cui immola quotidianamente la propria dignità di esseri umani, sempre più con un cervello vuoto prima ancora che con un portafoglio pieno. Il

    cinico sciacallaggio mediatico che cavalca l'onda più impervia ed assurda per guadagnare audience è qui protagonista a tutti gli effetti sulle spalle del povero malcapitato che mal si balcamena in questa alluvione torrenziale di assurdità, tra cui la più personale delle reazioni può diventare il 'leit motiv' di dominio collettivo sul filo dell'emulazione (vedi la grottesca ed esilarante tragicomica sequenza del liberatorio quanto persistente urlo a squarciagola). Ma dall'amore sviscerato si può passare all'odio senza freni in men che non si dica. Basta una parola (vedi il polverone suscitato da 'banale'), un malinteso, una voce messa in circolo per far cadere qualcuno dalle stelle alle stalle (anche questo trasmetteva Pisanello/Benigni nell'alleniano To Rome with Love) per diventare l'unica verità del momento, inappellabile e sovrana. Superstar illustra anche la manipolazione a più livelli di informazione così come delle stesse persone, sull'onda di una mercificazione eletta ad ambìto protocollo professionale immolato al

    successo. E qui entra in scena, tra gli altri, il personaggio di Cecile De France che sembra elaborare un altro risvolto del personaggio già incarnato in Hereafter di Clint Eastwood. Ma Cecile De France ha dalla sua il grande pregio di sfoderare glamour e fascino al naturale, e riuscire ad incantare, pur con poche mosse, fino a rendersi insostituibile. Giannoli non è d'altra parte Clint Eastwood e mentre l'incontro tra Matt Damon e Cecile De France aveva un senso profondo e senza sbavatura alcuna in Hereafter qui, in Superstar quello di lei con Kad Marad non solo non funziona alla stessa maniera ma lascia alquanto perplessi sull'onda dell'improbabile.

    Pressbook:


    ENGLISH PRESSBOOK of SUPERSTAR

    Links:

    • Cecile De France

    • Kad Merad

    • SOMEWHERE - INTERVISTA alla regista SOFIA COPPOLA (Interviste)

    • ANIMALS UNITED 3D - INTERVISTA al regista, sceneggiatore e produttore REINHARD KLOOSS (Interviste)

    • BLACK SWAN INTERVISTA al regista DARREN ARONOFSKY (Interviste)

    • THE IRON LADY - INTERVISTA alla regista PHYLLIDA LLOYD (Interviste)

    1

    Galleria Video:

    Superstar - trailer (versione originale)

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