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    IL MAESTRO GIARDINIERE

    RECENSIONE in ANTEPRIMA - Dal 14 Dicembre - Dalla 79. Mostra del Cinema di Venezia - Il film, con First Reformed e Il collezionista di carte va a completare una trilogia sulla redenzione dei protagonisti.

    "Sono stato parte di una generazione che ha scritto film anche molto violenti in un tempo che appartiene al passato. L'idea di sé e di come possiamo partecipare alla nostra redenzione è evoluta. Abbiamo l'immaginario cristiano della redenzione attraverso il sangue, ma le cose evolvono e in questo film c'è una fine violenta ma non così tanto, una fine che dà redenzione. Il giardino poi è una metafora antica, tutto ha inizio nel giardino, lì ti puoi nascondere e tutti i miei personaggi si nascondono. In origine ho pensato che il protagonista potesse essere una persona del programma protezione testimoni, ma era un cliché, allora ho pensato di prendere un personaggio come quello di Narvel Roth, metterlo in un giardino e vedere se potesse essere perdonato. Noi con l'arte creiamo queste situazioni ipotetiche su cui possiamo rimuginare"
    Il regista e sceneggiatore Paul Schrader

    (Master Gardener; USA 2022; Thriller; 107'; Produz.: Curmudgeon Films, Kojo Studios; Distribuz.: Movies Inspired)

    Locandina italiana Il Maestro giardiniere

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    Titolo in italiano: Il Maestro giardiniere

    Titolo in lingua originale: Master Gardener

    Anno di produzione: 2022

    Anno di uscita: 2023

    Regia: Paul Schrader

    Sceneggiatura: Paul Schrader

    Soggetto: Master Gardener va a completare un trilogia di film, con First Reformed e Il collezionista di carte, che fanno propria la tematica della redenzione come esigenza portante dei personaggi primari.

    Cast: Joel Edgerton (Narvel Roth)
    Sigourney Weaver (Norma Haverhill)
    Quintessa Swindell (Maya)
    Esai Morales (Agente Oscar Neruda)
    Eduardo Losan (Xavier)
    Victoria Hill (Isobel)
    Amy Le (Janine)
    Erika Ashley (Maggie)
    Jared Bankens (R.G.)
    Matt Mercurio (Sissy)
    Rick Cosnett (Agente Stephen Collins)
    Samuel Ali (Giardiniere)

    Musica: Devonté Hynes

    Costumi: Wendy Talley

    Scenografia: Ashley Fenton

    Fotografia: Alexander Dynan

    Montaggio: Benjamin Rodriguez Jr.

    Effetti Speciali: Marty Pepper (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Ashley Kent (direttrice makeup); Myeisha Wade (direttrice acconciature)

    Casting: Matthew Morgan

    Scheda film aggiornata al: 04 Gennaio 2024

    Sinossi:

    In breve:

    Al centro le vicende di Narvel Rot, un orticoltore della storica dimora di Gracewood Gardens che, spinto dalla padrona della tenuta, dovrà assumere e formare la giovane nipote della donna, una ragazza dei quartieri poveri.

    E' dunque la storia di Narvel Roth (Joel Edgerton), un meticoloso orticoltore che cura i giardini e i terreni della magnifica e storica tenuta di Gracewood Gardens. Oltre a occuparsi degli esterni della proprietà, l'uomo cerca anche di assecondare sempre i bisogni della sua datrice di lavoro, la signora Norma Haverhill (Sigourney Weaver), una ricca vedova. Quando quest'ultima gli chiede di prendere la sua ribelle nipote Maya (Quintessa Swindell) come nuova apprendista, la tranquilla e mite esistenza di Narvel precipita nel caos, portando a galla oscuri segreti provenienti da un passato che sembrava sepolto per sempre...

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Arriverà mai al cinema? (*). Per adesso è passato fuori Concorso alla 79. Mostra del Cinema di Venezia, ed è cronaca il fatto che questo Master Gardener vada a completare una trilogia sulla redenzione dei protagonisti, con First Reformed (2027) e Il collezionista di carte (2021). Trilogia a firma del premiato con il Leone d’Oro alla Carriera Paul Schrader (American Gigolò, The Walker, The Canyons, Il nemico invisibile, Cane mangia cane). Ma se è indiscutibile il tratto autoriale di gran parte dei suoi film, in merito alla trilogia in questione, è ancor più certo che la redenzione di questi protagonisti, in storie ovviamente ben diverse l’una dall’altra, non passa al setaccio della moralità, o almeno sembra non curarsene troppo. Basta voltar pagina insomma, non importa come. Ed è ovviamente opinione personale che in questo trittico ideologico-redentivo la spunti il First Reformed con Ethan Hawke e Amanda Seyfried, più costruttivo e

    plausibile, oltre che ottimamente recitato: con interpreti catalizzatori in grado di rendere vivo e tridimensionale lo spessore del personaggio è più semplice, oltre che tutto più comprensibile ed accettabile. Non si può dire lo stesso né per Il collezionista di carte, né per Master Gardener che, d’altra parte, non si può neppure dire che difetti, a modo suo, sul tocco d’autore.

    Tocco d’autore che è palpabile già in apertura sui titoli di testa: dal fondo nero, mentre affiorano sulla sinistra interpreti e firme a vario titolo coinvolte nella produzione, sulla destra prendono vita dei corti animati di floricoltura, laddove sbocciano fiori di varia natura. E subito si fa largo la voce fuori campo maschile del protagonista che declama quel che va scrivendo da tempo e con regolarità in un diario personale. Un tipo riservato e dedito ad un giardino elettivo, una sorta di parco, che abbraccia una villa storica altrettanto elettiva,

    la storica dimora di Gracewood Gardens. Elettiva quasi quanto la padrona snob che la abita: la signora Norma Havervhill di Sigourney Weaver, di cui avremmo voluto sapere di più, conoscere meglio quelle zone d’ombra del suo passato cui si accenna soltanto. Invece, il suo cameo si espande quanto basta a delineare un personaggio arrogante, insidioso e puntiglioso, pronto a prendersi quel che ha deciso che le spetta di diritto, con tutta l’amarezza di fondo che trasuda, a dispetto dell’ostentata fierezza. Un personaggio il suo che sfuma i suoi contorni per copione fino a scomparire, a tutto vantaggio del primo protagonista: il capo mastro giardiniere appunto, il Narvel Roth di Joel Edgerton, in un’interpretazione abbastanza piatta ed asfittica, ben poco interessante, se non fosse per quelle schegge di background che affiorano negli incubi notturni o in qualche flashback, distillati in gocce qua e là, mentre dominano le sue riflessioni nella dilagante

    voce fuori campo. Una persona quieta che è stata il suo opposto, come tradisce anche la sconcertante mappa di un corpo integralmente tatuato, non certo con messaggi di pace. La sceneggiatura lega in modo sofisticato certi tratti di alcuni fiori, con caratteri e sfumature umane, nell’intenzione di dare un senso più profondo alla scoperta del personaggio stesso.

    A scompaginare la dimensione emergente di questo orticoltore, che scopriremo essere lì secondo un piano di espiazione di colpe pregresse, è lo sconfinamento - a comando - nel letto della signora Norma/Weaver ma, soprattutto, l’arrivo, sempre per volontà della stessa, di una pronipote di sangue misto poco più che ventenne, rimasta orfana. Realtà che lascia trapelare il conflittuale rapporto condotto dalla prozia con la figlia, madre della ragazza. Le intenzioni della signora Norma/Weaver sono quelle di insegnare alla giovane Maya (Quintessa Swindell), vista solo anni prima, i rudimenti basilari del giardinaggio, in collaborazione

    con la squadra di supporto, in modo da offrile un ipotetico futuro. L’incontro tardivo e acido tra le due, in coda ad evidenti rancori pregressi con la madre e figlia della signora, ormai defunta, non promette nulla di buono: “Sono qui per un piacevole pranzo e mi ritrovo nel letame del passato”. E le cose sono destinate a peggiorare man mano che si fa più nitido il ritratto della stessa ragazza, pestata da spacciatori perché tossicodipendente a sua volta. L’aiuto concreto arriva proprio da questo giardiniere che avrebbe potuto essere la provvidenziale figura paterna mancante per la ragazza. Peccato che si vada ben oltre quel confine, al che, la redenzione del personaggio sembra assumere una dimensione più torbida di quella che si è lasciato alle spalle. E ancor più alla luce della scelta della protagonista per interpretare Maya, più prossima ad una bambina che ad una ragazza formata. Dunque, nostro

    malgrado, viene da trovarci in sintonia con la visione della ben poco simpatica signora Norma/Weaver quando in merito al loro rapporto - più in linea con un impulso del momento che come una relazione sostanziale a lungo termine - lo considera, “osceno!”. Come darle torto?!

    (*) Beh, adesso possiamo dire di si (9 Dicembre 2023).

    Links:

    • Paul Schrader (Regista)

    • Sigourney Weaver

    • Joel Edgerton

    • Amy Le

    1 | 2

    Galleria Video:

    Master Gardener - trailer ufficiale (V.O.)

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