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    Home Page > Movies & DVD > The Northman

    THE NORTHMAN

    Nella saga di vendetta vichinga ambientata in Islanda all'inizio del X secolo, Alexander Skarsgård, Nicole Kidman, Ethan Hawke, Anya Taylor-Joy, Willem Dafoe - RECENSIONE - Dal 21 Aprile

    "Non ho mai voluto fare un film sui Vichinghi. Pensavo che i Vichinghi fossero bruti violenti
    e massicci senza nulla di interessante. Mia moglie al contrario, amava le Saghe Islandesi, le stimate storie medievali della tradizione Vichinga, ed era convinta che le avrei apprezzate. Ma anche su sua insistenza, non ho mai aperto uno di questi grandi libri. Quando siamo andati in Islanda nel 2015, i paesaggi epici e travolgenti mi hanno totalmente ispirato. Ho subito immaginato figure solitarie del X° secolo in sella ad un cavallo, sovrastate da montagne, ghiacciai e cieli infiniti dai colori soprannaturali. C'era qualcosa negli elementi e nella forza della natura che emergeva dai paesaggi. Poi ho iniziato a pensare ai Vichinghi e ad apprendere cosa era realmente esistito nei primi decenni del X° secolo in Scandinavia, e allo stesso tempo sono stato attento alle reinterpretazioni e agli elementi imprecisi che erano stati proiettati sulla cultura Vichinga nei millenni successivi. Ho trovato una civiltà ricca e complessa, fatta di arte meravigliosa, fusione culturale e religiosa, tecniche evolute, costumi elaborati e codici di onore e giustizia. Ma era anche una cultura di estrema violenza e sottomissione, in cui gli orribili cicli di vendetta non conoscevano fine. L'umanità, a quanto pare, non cambia mai. Forse è per questo che sono attratto dal passato. È uno specchio oscuro e lontano. Dopo un pranzo fatale con Alexander Skarsgård, l'idea di realizzare un film sui Vichinghi si è concretizzata. Sapevo (scusate l'arroganza) che dovevo provare a fare il film sui Vichinghi: quello definitivo. Con l'aiuto del geniale scrittore e poeta islandese Sjón, ci siamo imbarcati nella realizzazione del film sui Vichinghi storicamente più accurato e radicato di tutti i tempi. Abbiamo lavorato con archeologi e storici, cercando di ricreare le minuzie del mondo fisico, tentando anche di catturare, senza giudizio, il mondo interiore della mente vichinga: le loro credenze, la mitologia e la vita rituale. Ciò ha significato che in questo film il soprannaturale è realistico quanto l'ordinario, perché per loro è stato così. Le recenti rappresentazioni televisive, cinematografiche e video ludiche della mitologia Vichinga e della cultura norrena sono romanzate e fatte per sembrare appariscenti e cool. Oggi la concezione pubblica di un Vichingo sembra più quella di una rockstar di fantascienza che di una sacerdotessa, una contadina, una guerriera o di una regina dell'antico norreno. Con la nostra ricerca maniacale abbiamo cercato di ridefinire questa immagine in qualcosa di radicato ed elementale come i paesaggi, che sono stati tanto ispiratori. Le arti visive dell'era Vichinga, così come la loro poesia, sono ricche, intricate e complesse, ma a differenza della poesia, sono astratte e non ‘atmosferiche’. Quindi, visivamente, saranno i paesaggi e gli elementi – il vento, il fango, la pioggia, la neve, la terra, il ghiaccio, la cenere e il fuoco - a creare l'atmosfera di questo film, insieme ai suoni della natura e quelli degli strumenti dell'epoca Vichinga. Le riprese saranno senza tempo, con grafica, programmazione, messa in scena desolata e Nordica. E la telecamera in continuo movimento è pensata per essere ipnotica e coinvolgente. Le riprese lunghe e dense, che immergono lo spettatore nella cultura di quell’epoca antica e al contempo raccontano la storia, hanno richiesto un'immensa disciplina e una totale collaborazione. Tutti i soggetti coinvolti, attori, cineoperatori, stuntman, costumisti, gioiellieri, armaioli, realizzatori di oggetti di scena, conduttori di animali, suonatori di flauto di betulla e osso - persino i dirigenti dello studio - erano tutti concentrati sull'obiettivo di realizzare un intero progetto coeso, basato sulla storia – unendo le forze – spingendoci a fare del nostro meglio al di là delle nostre capacità. Nella storia della creazione del mito norreno, il mondo e i suoi elementi sono costituiti dalle parti del corpo di un gigante ucciso. Noi siamo stati tutti questi elementi: il sangue, le ossa, i denti e il cervello, che insieme - e solo insieme – abbiamo formato l'imperfetto gigante immolato: The Northman
    ".
    Il regista e co-sceneggiatore Robert Eggers

    (The Northman; REGNO UNITO/USA 2021; thriller storico; 138'; Produz.: New Regency Productions, Focus Features; Distribuz.: Universal Pictures)

    Locandina italiana The Northman

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    Trailer

    Titolo in italiano: The Northman

    Titolo in lingua originale: The Northman

    Anno di produzione: 2021

    Anno di uscita: 2022

    Regia: Robert Eggers

    Sceneggiatura: Robert Eggers, Sjón Sigurdsson

    Cast: Alexander Skarsgård (Amleto)
    Nicole Kidman (Regina Gudrún)
    Claes Bang (Fjölnir)
    Ethan Hawke (Re Aurvandil)
    Anya Taylor-Joy (Olga)
    Björk (Profetessa)
    Willem Dafoe (Heimir il Pazzo)
    Ingvar Sigurdsson (Stregone)
    Murray McArthur (Hákon Ironbeard)
    Ian Whyte (Thórvaldr)
    Hafþór Júlíus Björnsson (Thorfinnr)
    Kate Dickie (Halldora la Pitti)
    Gustav Lindh (Thórir l'Orgoglioso)
    Elliott Rose (Gunnar)
    Phill Martin (Hallgrimr)
    Cast completo

    Musica: Robin Carolan e Sebastian Gainsborough

    Costumi: Linda Muir

    Scenografia: Craig Lathrop

    Fotografia: Jarin Blaschke

    Montaggio: Louise Ford

    Effetti Speciali: Sam Conway (supervisore effetti speciali); Angela Barson e David Scott (supervisori effetti visivi)

    Makeup: Stefania Pellegrini (supervisore); Kyra Panchenko (per Nicole Kidman)

    Casting: Kharmel Cochrane

    Scheda film aggiornata al: 04 Giugno 2022

    Sinossi:

    In breve:

    Saga di vendetta vichinga ambientata in Islanda all'inizio del X secolo.

    La storia è ambientata all'inizio del X secolo in Islanda e racconta la storia del principe nordico Amleo (Alexander Skarsgård) in cerca di vendetta contro gli assassini di suo padre.

    In altre parole:

    Il giovane principe Amleth sta per diventare un uomo quando il padre viene brutalmente assassinato da suo zio, che poi rapisce sua madre. Fuggendo dal regno insulare in barca, il ragazzo giura vendetta. Due decenni dopo, Amleth è un berserker vichingo che fa irruzione nei villaggi slavi, dove una veggente gli ricorda il suo voto: vendicare suo padre, salvare sua madre, uccidere suo zio. Viaggiando su una nave di schiavi verso l'Islanda, Amleth si infiltra nella fattoria di suo zio con l'aiuto di Olga, una donna slava ridotta in schiavitù, e si propone di onorare il suo voto.

    Short Synopsis:

    Viking revenge saga set in Iceland at the turn of the 10th century

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ti vendicherò padre,
    ti salverò madre,
    ti ucciderò Fjölnir


    Pur non essendo nelle prime intenzioni di fare un film sui Vichinghi, alla fine, sono stati i paesaggi mozzafiato dell’Islanda, visti di persona in un viaggio del 2015, a far cambiare idea al regista Robert Eggers. E questo perché aveva un pregiudizio: ”…Pensavo che i Vichinghi fossero bruti violenti e massicci senza nulla di interessante”. Ironia della sorte, quest’idea sui Vichinghi deve esserglisi radicata dentro, perché nel suo The Northman è proprio questa l’impressione che se ne ricava. Nell’Anno Domini 895, il ritorno di un Re a casa, rende felice il piccolo Amleth, ignaro del fatto che tale fatto costituisca l’inizio della fine. Insomma, Eggers ha realizzato una saga di vendetta vichinga animata da tutta la brutalità possibile di un popolo che, vestendo copricapo di pelle di lupo, sembra mantenerne l’anima più nera e violenta. Anche tra consanguinei, ed è questo che disturba. E

    quando si arriva a scoprire le carte sulla vera identità della madre, sui suoi reali sentimenti nei confronti di quel figlio, violato nell’innocenza e serenità dell’infanzia, il disturbo fa presto a tramutarsi in disgusto. Poco importa se a vestire i panni di questa madre snaturata, le cui origini non sono così regali, sia Nicole Kidman. Il tocco ‘cool’ in questo film è bandito. Insomma una brutta storia, che è poi quella di Amleto. Storia che nei secoli ha fatto strada al punto da essere rivisitata nientemeno che da William Shakespeare.

    Così, sul filo della leggenda, di antiche tradizioni e un po' di religiosa magia che lotta con ataviche superstizioni e credenze, con una solida base ‘animista’, tra un rito tribale e l'altro, e preveggenze da stregoneria, il The Northman decolla tra le oscurità appena rischiarate dai piccoli fuochi a parete, in pendant con il fuoco centrale, immancabile, sul pavimento. Si

    vede che il regista Robert Eggers ha una predilezione per le oscurità, già per altri versi sperimentate nel suo The Lighthouse. Qui calca la mano, avvantaggiato dalle esigenze di copione per un’epoca qui dipinta in termini più preistorici che medievali, così come l’indole di questi vichinghi, a partire dallo stesso The Northman, l'uomo del Nord, l’Amleto che, come testimone oculare della morte del padre (il Re Aurvandil di Ethan Hawke) per mano del fratello Fjölnir (Claes Bang) e del rapimento della madre (la regina Gudrún di Nicole Kidman), dopo essere scampato lui stesso alla morte che lo zio voleva dargli, cresce con una sete di vendetta più bestiale che umana. Ma l’Amleth adulto, incarnato da Alexander Skarsgård, sembra rifugiarsi nel trucco e parrucco da vichingo e nelle urla continue affidategli dal copione, per convincersi di tutta la brutalità del suo ruolo di principe norreno del X° secolo, in fuga

    dalla sua terra natale proprio in seguito a quell’atto orribile. Un agguerrito 'berkserker' determinato a vendicare la ferocia inflitta alla sua famiglia, persino sotto le mentite spoglie di schiavo, cavalcando tutta una serie di avventure in cui si urla e si uccide molto. E la ragione, per quanto ben poco armonica e divertente alla visione, sembra annidarsi in una logica storico-epocale che ha le sue radici proprio nel significato portante dell’essere ‘berkserker’, termine anglicizzato di ‘Berserkir’ (dalla parola norrena, al singolare ‘Berserkr’): termine che va ad indicare i feroci guerrieri scandinavi invasati dallo spirito di Odino/Wotan/Woden (ovvero, ‘furore’). Sembra che prima della battaglia entrassero in uno stato mentale di furia, detto ‘berserksgangr’, che li rendeva particolarmente feroci e insensibili al dolore e alla sofferenza. Si parla di vera e propria ‘trance’. E questa è la chiave di lettura fondamentale per comprendere questo film, in cui si intessono forse fin

    troppi fili narrativi, come la imprevista ‘liason’/sodalizio di sopravvivenza reciproca tra Amleth/Skarsgård e la sensitiva slava Olga di Anya Taylor-Joy. Congiunti, per poco, da un destino parafrasato in quel che eccelle in questa pellicola: fotografia ed effetti visivi la fanno da padrone e danno punti ai personaggi, rispondendo alla visione scenografica in cui gli elementi raccolti nei suggestivi paesaggi – il vento, il fango, la pioggia, la neve, la terra, il ghiaccio, la cenere e il fuoco – fanno letteralmente le atmosfere anche emotive di chi li abita.

    Dunque una ben studiata rivisitazione di miti norreni, saghe islandesi e leggende vichinghe, anche attraverso l’arte e fonti autentiche che, d’altra parte manca di quel senso di equilibrio e di armonia indispensabili a rendere davvero epico questo poliedrico e confusionario racconto. E questo pure a dispetto della scansione in capitoli finché non si raggiungono 'Le porte di Hel'. Le idee ci sono tutte,

    suggerite da più versanti: a partire dallo stesso Skarsgård, che da tempo nutriva l’ambizione di fare un film sui vichinghi (amore di patria!), e dallo sceneggiatore (nonché poeta, romanziere e paroliere) islandese Sjón Sigurdsson (Lamb; Dancer in the Dark). Suggerimenti che hanno supportato Robert Eggers nel dare anima e corpo visivo a questa epopea vichinga in cui non mancano i climax: su tutti vince la sequenza del confronto/scontro tra la regina e madre Gudrún di Kidman e il figlio adulto Amleth di Skarsgård, all’altezza dell’inattesa, sconcertante rivelazione. Come salvare chi non vuol essere salvato? Come portare a termine la propria missione di vendetta? Tra urla selvagge, fiumi di violenza e oscurità, sia ambientale che interiore, si direbbe che Eggers non sia riuscito a scrollarsi di dosso la sua prima impressione sui Vichinghi: “bruti violenti e massicci senza nulla di interessante”.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)









    trailer ufficiale:



    primo trailer ufficiale:

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di THE NORTHMAN

    Links:

    • Nicole Kidman

    • Ethan Hawke

    • Willem Dafoe

    • Alexander Skarsgård

    • Anya Taylor-Joy

    • The Northman (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

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