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    Home Page > Movies & DVD > La Bestia nel Cuore

    Dalla 62a Mostra alla sala cinematografica : LA BESTIA NEL CUORE

    “Se dovessi raccontare il film in un minuto direi: è la storia di una donna che ha un grande incubo che la mette in contatto con una parte di sé che non conosce e arriva a stravolgere tutta la sua vita. Scoprendo la verità, potrà ricominciare a vivere. La scoperta di una verità lacerante è un elemento che tutti i personaggi hanno in comune: ognuno di loro potrà costruire qualcosa di nuovo solo dopo che questa verità sarà stata svelata. Non a caso, il momento più intenso del film, il suo apice drammatico, è la confessione che Daniele è costretto a fare a Sabina”.
    La regista Cristina Comencini

    La Bestia nel Cuore, Italia 2005; drammatico; Durata: 120’; Produz.: RAI Cinema e Cattleya; Distribuz.: 01 Distribution;

    Locandina italiana La Bestia nel Cuore

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    Titolo in italiano: La Bestia nel Cuore

    Titolo in lingua originale: La Bestia nel Cuore

    Anno di produzione: 2005

    Anno di uscita: 2005

    Regia: Cristina Comencini

    Sceneggiatura: Francesca Marciano, Cristina Comencini e Giulia Calenda

    Soggetto: Soggetto: Tratto dall’omonimo romanzo di Cristina Comencini (Edizioni Feltrinelli)

    Cast: Giovanna Mezzogiorno (Sabina)
    Alessio Boni (Franco)
    Stefania Rocca (Emilia)
    Angela Finocchiaro (Maria)
    Giuseppe Battiston (regista Negri)
    Luigi Lo Cascio (Daniele)
    Valerio Binasco (Padre)
    Francesca Inaudi (Anita)
    Lucy Akhurst (Anne)
    Lewis Lemperuer Palmer (Giovanni)
    Jeke-Omer Boyayanlar (Bill)
    Simona Lisi (Madre)
    Alessandra Mastronardi (Commessa amante)

    Musica: Francesco Piersanti

    Costumi: Antonella Berardi

    Scenografia: Paola Comencini

    Fotografia: Fabio Cianchetti

    Scheda film aggiornata al: 03 Ottobre 2015

    Sinossi:

    “Sabina è bella, ha un compagno che la ama, una vita serena…
    Ma è davvero felice? Da qualche tempo, strani incubi la tormentano.
    Quando scopre di aspettare un bambino una finestra di ricordi si apre sul suo mondo interiore: l’infanzia, la famiglia, i riti di una borghesia severa e rassicurante al tempo stesso.
    Ma questa è soltanto la superficie.
    Più in fondo si agita qualcosa di oscuro e inquietante…
    La Bestia nel Cuore è un film intenso sui chiaroscuri della normalità, sull’eccesso dell’amore, dell’attrazione, del desiderio”.

    Dal >Press-Book< di La Bestia nel Cuore

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    FINALMENTE UN FIORE ALL’OCCHIELLO DEL CINEMA ITALIANO! CON ‘LA BESTIA NEL CUORE’ CRISTINA COMENCINI PIAZZA LA MACCHINA DA PRESA NELL’ANIMA DEI PROTAGONISTI. NE ESCE UNA CIFRA STILISTICA ELEGANTEMENTE E SOTTILMENTE SOFT CHE NULLA TOGLIE ALL’INTENSITA’ DI DRAMMI TERRIFICANTI. CON ‘LA BESTIA NEL CUORE’ CRISTINA COMENCINI OFFRE UNA EFFICACE DIMOSTRAZIONE CHE IL MATRIMONIO TRA CINEMA E LETTERATURA E’ POSSIBILE. QUI ABBIAMO UN BRANO D’ARTE CINEMATOGRAFICA DA COLLEZIONARE E DELLE VERITA’ SCOTTANTI SU CUI RIFLETTERE, EVITANDO IL RUOLO DELLO STRUZZO. UN FILM PREZIOSO PARTORITO DA UNA INVIDIABILE SINERGIA TRA UNA REGIA ECCELLENTE E UN CAST SEMPLICEMENTE PERFETTO

    Non sempre cinema e letteratura possono andare a braccetto. Sono anche due mezzi espressivi diversi l’uno dall’altro, a volte poco conciliabili, ma quando il tipo di storia lo consente, soprattutto quando è particolarmente densa e intensa sul piano introspettivo dei personaggi, in grado di favorire, fino a far da perno della stessa storia, la performance

    degli attori, il matrimonio tra letteratura e cinema può davvero funzionare a meraviglia. Il cast giusto va a rendere giustizia e anzi, può addirittura far da cassa di risonanza, al buon nome di una storia e di chi l’ha scritta. Questo soggetto di Cristina Comencini, autrice del romanzo La bestia nel cuore edito da Feltrinelli, così come della sua trasposizione cinematografica come regista, sta a dimostrare il caso ideale di ‘matrimonio’ tra letteratura e cinema, ottimamente riuscito. Certo che, al di là della modestia di questa straordinaria ‘storyteller’, convinta di far la regista solo per dirigere gli attori, riteniamo ancora di dover imputare alla direzione, la maggiore responsabilità per la validità della confezione generale di un’opera cinematografica. E siamo fermamente convinti che il collante degli ottimi ingredienti utilizzati, ciò che ne permette la lievitazione, stia proprio nel tocco di regia.

    Premesso questo, la versione cinematografica di La bestia nel cuore,

    si impone all’attenzione, - finalmente! - come un fiore all’occhiello del cinema italiano. E in un complesso intreccio di tematiche drammatiche, dolorose, ma non prive di speranza, c’è pure spazio per un pizzico di ironia e di sana e costruttiva polemica appuntata su un certo modo di far televisione, sui modi e le possibilità di far cultura, ‘applicata’ e ‘riconosciuta’, ad un certo livello nell’Italia di oggi. C’è spazio, tra le righe, per una dichiarazione d’amore viscerale per il cinema d’autore, con un velo nostalgico nei confronti di cineasti come lo stesso Luigi Comencini (padre di Cristina), Vittorio De Sica e Pier Paolo Pasolini, con l’ombra lunga di Federico Fellini come morbido e avvolgente abbraccio.
    E ci sentiamo di imputare al talento della regia l’opzione di una cifra stilistica in qualche modo discreta e quasi ‘soft’, per trattare i drammi interiori dei protagonisti, senza peraltro sminuirne le note acuminate che

    lacerano in profondità. Si tratta di un dramma dominato da schegge di pedofilia in seno alla propria famiglia e, un po’ più in sottofondo, dei sentimenti affettivi che possono arrivare a nutrire uomini adulti per ragazzine che per età stanno a loro come figlie, elementi cui vanno a contrapporsi in termini di più distesa positività, condizioni di omosessualità e di cecità fisica e/o psichica. Nel labirinto dei grovigli psicologici pulsanti e trasparenti dai vari vissuti, vestiti di normale quotidianità, si avviano percorsi interattivi tra loro e intimamente legati da una cura sottile per i dettagli, attraverso le visioni-collante della regia. Visioni ora appuntate sulle carrellate con cui l’occhio della macchina da presa si insinua e svela la ormai vuota e polverosa casa ‘degli orrori’, malgrado l’apparente tranquillità familiare, ora su un’antica immagine di ‘drago-cariatide’ raffigurata sul capezzale del letto, a simboleggiare la ‘bestia’ nel cuore e nella mente della

    protagonista bambina, o sullo stop audio quando nel ricordo, il padre invita uno dei propri bambini a seguirlo in camera da letto, e dal pigiama occhieggia sulle parti intime una zona in nero, andando a ricreare un’immagine dal tocco surreale che può ricordare certa pittura di Magritte, cui va ad aggiungersi una valenza metaforico-psicanalitica. E l’elenco di una meticolosa cura per i dettagli potrebbe proseguire all’infinito: dall’attenzione alle rispondenze fisionomiche dei familiari, madre-figlio, padre-figlia attraverso le foto o sul filo dei flashback di memorie, cancellate e poi riesumate, capaci di riaffiorare nei momenti più impensati. Tra questi rigurgiti di memoria si colloca la sequenza in cui la protagonista Sabina (per un’ottima interpretazione di Giovanna Mezzogiorno) è alle prese con il delirio delle doglie per il parto, e cerca aiuto aprendo la porta della carrozza del treno dove si trova, o quando tocca il finestrino: su queste immagini si insinuano per

    sovrimpressione, la porta a vetri dello studio del padre e altre immagini frammentarie dell’infanzia che improvvisamente quasi le esplodono nella mente, prima che la macchina da presa le giri in tondo ripetutamente a immortalare la soggettiva della protagonista in quel momento.

    Va certo detto che il ruolo degli attori ha giocato molto per la tenuta di livello di un film che deve sicuramente molto anche ad un profondo e incisivo lavoro di cesello su un complesso caleidoscopio di sfumature sul piano introspettivo e dove ognuno sembra aver dato il meglio di sé. Personaggio sorprendente e particolarmente difficile nella resa di un’armonica fusione di note comiche ad altre drammatiche è quello della matura Maria, magistralmente interpretata da Angela Finocchiaro, tradita e abbandonata dal marito per una ragazzina compagna di scuola della figlia, alle prese con un altro, inedito e imprevisto, affetto nascente per Emilia, la giovane cieca amica di Sabina. Emilia è

    l’altro delicato ruolo affidato a Stefania Rocca, la quale ha dovuto certamente affrontare un lavoro di preparazione preliminare non indifferente per calarsi nei panni del suo personaggio, affetto da una cecità cui è gradualmente approdato intorno ai vent’anni, cercando di evitare il rischio di cadere in un’interpretazione stereotipata sia sul piano della cecità che dell’omosessualità. Esperto del tormento psicologico, Luigi Lo Cascio interpreta Daniele, il fratello di Sabina che continua ad amare l’Italia dagli Stati Uniti, dove si è stabilito sposandosi, da qualche anno padre di due bambini che non riesce ad abbracciare a causa del dramma vissuto durante la sua infanzia. E’ questo il personaggio che si porta ancora fresco dentro di sé il fardello maggiore, che si è fatto carico della difesa della sorella, ignara di tutto il suo sofferto cammino sfociato poi in altro drammatico epilogo. Un personaggio criptico che si svela, sciogliendosi a poco a poco,

    fino alla finestra che apre alla speranza, malgrado tutto, perché, come conclude la stessa sceneggiatura del film: “Ci sono dolori da cui è impossibile guarire. Il nostro è uno di questi. Ma questo non ci impedisce di camminare insieme agli altri con le spalle dritte e i piedi fermi a terra. Ora che sei madre capirai quanto è importante saperlo fare. Una cicatrice non è un segno indelebile, non una malattia. La vita, quello che pensavamo ci avessero tolto, possiamo riprendercela, anche se per farlo abbiamo dovuto cancellare il ricordo dei bambini che eravamo”.

    Links:

    • Cristina Comencini (Regista)

    • Giovanna Mezzogiorno

    • Angela Finocchiaro

    • Stefania Rocca

    • Giuseppe Battiston

    • Francesca Inaudi

    • Alessandra Mastronardi

    • 62a Mostra: Lido di Venezia, 8 settembre 2005 ROUND TABLE & DINTORNI : La Bestia nel Cuore per la regia di CRISTINA COMENCINI (Interviste)

    • INTERVISTE A CRISTINA COMENCINI, FABIO VOLO, AMBRA ANGIOLINI, AISSA MAIGA ED ERIQ EBOUANEY PER 'BIANCO E NERO' (Interviste)

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    Galleria Video:

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