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    Home Page > Movies & DVD > Tonya

    TONYA

    RECENSIONE - Vincitore dell'Oscar 2018 e Golden Globe 2018 per la 'Migliore Attrice Non Protagonista' (Allison Janey) - Dalla XII. Festa del Cinema - Nomination ai Gotham Independent Film Awards 2017 per il 'Miglior Film' e Nomination per la 'Miglior Attrice Protagonista' (Margot Robbie) - Dal 29 Marzo

    "...Nel film mi interessava sottolineare soprattutto la determinazione e l’energia di Tonya, e questo significava molti movimenti di camera, stacchi veloci e una colonna sonora che aiutasse a trasmettere il caos e l’euforia della sua vita all’epoca... scoprendo il mondo da cui proveniva Tonya e la perseveranza e la determinazione con cui aveva inseguito il sogno di partecipare a due olimpiadi, nel caos di una vita personale tormentata e difficile, ho cominciato a vederla con occhi completamente diversi... I media l’hanno sempre dipinta come la 'cattiva', ma la sua vita è stata molto più complicata e tragica di quanto non sembri... mi sembrava che la storia di Tonya fosse diversa da com’era stata raccontata. Volevo umanizzare Tonya provando a mettermi nei suoi panni"
    Il regista Craig Gillespie

    (I, Tonya; USA 2017; Biopic drammatico; 121'; Produz.: AI-Film/Clubhouse Pictures/LuckyChap Entertainment; Distribuz.: Lucky Red)

    Locandina italiana Tonya

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    Trailer

    Titolo in italiano: Tonya

    Titolo in lingua originale: I, Tonya

    Anno di produzione: 2017

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Craig Gillespie

    Sceneggiatura: Steven Rogers

    Cast: Margot Robbie (Tonya Harding)
    Sebastian Stan (Jeff Gilooly)
    Julianne Nicholson (Diane Rawlinson)
    Paul Walter Hauser (Shawn Eckhardt)
    Allison Janney (LaVona Harding)
    Bobby Cannavale (Reporter)
    Caitlin Carver (Nancy Kerrigan)
    Bojana Novakovic (Dody Teachman)
    Mckenna Grace (Tonya adolescente)
    Maizie Smith (Tonya bambina)
    Jason Davis (Al)
    Dan Triandiflou (Bob Rawlinson)

    Musica: Peter Nashel

    Costumi: Jennifer Johnson

    Scenografia: Jade Healy

    Fotografia: Nicolas Karakatsanis

    Montaggio: Tatiana S. Riegel

    Effetti Speciali: Jeffery D. Woodrel (supervisore)

    Makeup: Deborah La Mia Denaver (direttrice); Ren Rohling

    Casting: Lindsay Graham e Mary Vernieu

    Scheda film aggiornata al: 28 Aprile 2018

    Sinossi:

    In breve:

    La pattinatrice Tonya Harding è stata, nel 1994, la protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. La celebre atleta è finita sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo con l’accusa di essere responsabile dell'aggressione della rivale Nancy Kerrigan. Il film racconta, con un linguaggio sfrontato e divertente, una delle figure più controverse dello sport americano, facendo emergere i problemi personali, l’opprimente influenza della madre e il complesso rapporto con l’ex marito, Jeff Gillooly.

    In dettaglio:

    I, Tonya si basa sulla vita della pattinatrice Tonya Harding (Margot Robbie), protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. Prima atleta americana a distinguersi durante i campionati nazionali statunitensi del 1991, per l'esecuzione perfetta di un triplo axel, la parabola discendente della sua carriera comincia appena un anno dopo, quando si piazza in quarta posizione ai Giochi olimpici di Albertville. Conosciuta per il temperamento focoso, che plasma anche lo stile energico e scattante, la Harding finisce sulle pagine dei quotidiani come responsabile dell'aggressione della rivale Nancy Kerrigan (Caitlin Carver). Colpita alle gambe da uno sconosciuto dopo gli allenamenti, la Kerrigan è costretta a ritirarsi dai campionati nazionali. L'incidente pilotato dall'ex marito di Tonya, Jeff Gillooly (Sebastian Stan), consacra la protagonista come una delle figure più controverse e competitive dello sport americano.

    Short Synopsis:

    Competitive ice skater Tonya Harding rises amongst the ranks at the U.S. Figure Skating Championships, but her future in the activity is thrown into doubt when her ex-husband intervenes

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Sarà di certo piaciuto a Woody Allen. Non perché Tonya rispecchi il suo stile. Ma perché omaggia senz'altro una delle sue chiavi preferite per aprire lo scrigno del modo di raccontare, con acida ironia. Quel modo che pone in primo piano i protagonisti, sguardo dritto in macchina, chiamati ad intervenire con la testimonianza diretta, in una sorta di commento critico, di sguardo personale sulla vicenda. E qui si va persino molto oltre. Alle volte capita che il commento sia quello alternato, o persino congiunto, di una coppia di personaggi, che sopraggiunge per tratteggiare diverse sfumature di un certo episodio. E sempre sul filo della memoria, corre anche lo split screen, talmente diffuso e variegato in Tonya, da costituire la punteggiatura di sceneggiatura e film. Si direbbe un volteggio abile e disinvolto tanto quanto le ardite e complesse figure intraprese dalla stessa competitiva e controversa pattinatrice artistica Tonya Harding, di cui

    qui si ripercorrono l'ascesa e la rovinosa caduta. Protagonista che dà per l'appunto titolo al film e che, in originale suona I, Tonya, in modo da lasciare pochi dubbi sul timbro da biopic.

    Che si tratti di una storia vera viene espressamente dichiarato in apertura mentre si afferma che è il film è basato sulle interviste fatte ai protagonisti. Il che ne motiva anche lo stile di cui sopra e quello che ne deriva conseguentemente: ossia che il Tonya di Craig Gillespie (L'ultima tempesta) è un film con grinta. Tanta. E non solo perché dote innata - oltre che arma a doppio taglio - della protagonista del titolo. La sua interprete, Margot Robbie (The Wolf of Wall Street, Whiskey Tango Foxtrot, Suicide Squad), risulta in effetti letteralmente magnetica e particolarmente illuminata -diverse le nominations tra cui al Golden Globe - mentre volteggia sul ghiaccio (probabili controfigure permettendo), brillando di tutta

    la rabbia interiore caricata su se stessa come una mina vagante, o bomba ad orologeria che dir si voglia. Ma la sua non è una storia di sola arte. Tutt'altro.

    La pietra angolare più ingombrante sul percorso di Tonya è rappresentata da sua madre - beh! almeno anagraficamente parlando - che non a caso è anche la prima a rivolgersi allo spettatore, per proseguire poi per tutta la durata del film, non mancando di intervenire, incalzando costantemente, con osservazioni, o con controbattute, più o meno discutibili ma di un appeal cinematografico e di una portata interpretativa che ha valso, meritatamente, ad Allison Janney (Mom, Miss Peregrine, La ragazza del treno) il Premio Oscar e Golden Globe per la 'Migliore Attrice Non Protagonista'. Le danno il cambio la stessa Tonya/Robbie e il suo manesco e violento marito Jeff (Sebastian Stan) - finito non troppo presto e non senza combattimenti da ring

    nel cesto degli 'ex' - il folle compare sedicente 'guardia del corpo' Shawn (Paul Walter Hauser), l'insegnante di Tonya (la Diane di Julianne Nicholson) e un reporter (Bobby Cannavale) che sottoscrive il racconto nel racconto. Ma la cifra stilistica che fa da cornice a questo mosaico narrativo è poi in definitiva quella di varcare i limiti della stessa cornice, con certe colorite ed effervescenti fuori uscite che innestano tra loro testimonianza diretta in stile intervista e interpretazione cinematografica con una sorta di falsa pausa all'interno. La falsa pausa che si prende l'interprete per comunicare qualcosa di più confidenziale e tra le righe direttamente allo spettatore.

    Stile di regia e levatura di performance diventano in conclusione il nervo di questa incredibile storia che odora di complesso e drammatico spaccato sociale ancor prima che di guinness dei primati o dello stesso scandalo dai cangianti risvolti che parteggia per la riabilitazione d'immagine

    della protagonista. Stile che a tratti potrà anche peccare di eccesso di virtuosismo ma che alla fine, sempre in bilico tra pungente comicità e realismo anticonformista, così com'è nelle corde dell'australiano regista Craig Gillespie, ti prende come non mai fino a travolgerti del tutto. Magari mentre pesca, com'è ovvio in un biopic, in certi episodi chiave dell'infanzia di Tonya, in cui ritroviamo, tra altre piccole interpreti, anche l'eccellente McKenna Grace già apprezzata di recente in Gifted-Il dono del talento. Fase che illustra le radici di un disagio sociale cresciuto insieme con la protagonista che adesso, passata ormai abbastanza acqua sotto i ponti, tiene a far sapere - didascalie finali del film docent - che è moglie e madre appagata, con l'ex nei paraggi ormai acquietato o quanto meno sotto controllo. E alla fine la vediamo, la vera Tonya, mentre volteggia e trionfa sui titoli di coda, a cavalcioni del nervoso

    e focoso cavallo alimentato da un'impareggiabile adrenalina, da un invidiabile talento e da un carattere incorreggibile, forgiato nel crogiuolo opposto a quello dell'oro che cola.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di TONYA

    Links:

    • Margot Robbie

    • Bobby Cannavale

    • Julianne Nicholson

    • Sebastian Stan

    • Mckenna Grace

    • Paul Walter Hauser

    • Il miglior cinema dell'anno 2018/The best movies of 2018 Year (CineSpigolature)

    • TONYA - INTERVISTA al regista CRAIG GILLESPIE (Interviste)

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    Galleria Video:

    Tonya - trailer

    Tonya - trailer (versione originale) - I, Tonya

    Tonya - spot 'Che cosa dirà la gente di me?'

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