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    SOPRAVVIVERE COI LUPI: 'UNO STRAZIANTE RACCONTO SULLA FEROCIA DEGLI UOMINI E L'UMANITA' DEGLI ANIMALI'

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’

    "Sono ebrea, di origine russo-polacca, sono anta in Francia ed ho sempre desiderato fare un film sull’Olocausto, ma non riuscivo a trovare il giusto taglio. Mi dicevo che raccontare ciò che tanti avevano già narrato, sarebbe risultato di scarso interesse. Parlare dell’Olocausto attraverso la storia di questa bambina era certamente, per me, il modo migliore di farlo... La cosa più difficile in un film, a differenza di un romanzo, è la manipolazione del tempo. Non potevo raccontare tutti e tre gli anni della storia, né l’intero viaggio ed il ritorno a casa. Un film è la selezione di alcuni momenti e vicende. Volevo innanzitutto fare un film per la famiglia, e poi restare nell’ottica di una storia tragica. Ho quindi deciso di tenere nel film gli episodi con i genitori Reuven (...) e Gerusha (...), con Ernst (...), con i russi che sono gentili con lei, con i bambini scappati dal ghetto e ovviamente con i lupi. Ho inoltre scelto delle scene evocative più che esplicative. Non sono in grado di filmare l’orrore. Forse altri lo sanno fare, io no".
    La regista e sceneggiatrice Vera Belmont

    (Survivre avec les Loups; Francia 2007; Drammatico, 90'; Produz.: Stephan Films Les Aventuriers de l’ image XO Productions Inc.(Francia) e Saga Film (Belgio) in associazione con Dalka-Zuta Film Produktion (Germania) e Motion Investment Goup (Belgio); Distribuz.: Videa – CDE, Warner Bros Pictures Italia)

    Locandina italiana Sopravvivere coi lupi

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Sopravvivere coi lupi

    Titolo in lingua originale: Survivre avec les Loups

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Vera Belmont

    Sceneggiatura: Vera Belmont

    Soggetto: Dal romanzo di Misha Defonseca, un racconto straziante sulla ferocia degli uomini e l’umanità degli animali.

    Cast: Mathilde Goffart (Misha)
    Benno Fürmann (Reuven)
    Michèle Bernier (Marthe)
    Marie Kremer (Janine)
    Guy Bedos (Ernest)
    Marie-Lorna Vaconsin (Una paesana)
    Franck de la Personne (Signor Valle)
    Anne-Marie Philipe (Signora Valle)
    Paul Emile Petre (Léopold)
    Gerusha (Yael Abecassis)

    Musica: Emile Simon

    Scenografia: Anette Reuther

    Fotografia: Pierre Cottereau

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Una bambina di otto anni percorre l’Europa nazista alla ricerca dei suoi genitori. Si chiama Misha ed è ebrea. Suo padre e sua madre sono stati deportati e l’unica cosa di cui lei è a conoscenza è che si trovano a est. Con l’aiuto di una bussola, lascia il Belgio, suo paese natale e raggiunge l’Ucraina a piedi attraversando Germania e Polonia, nella speranza di ritrovarli. Per sopravvivere ruba cibo e vestiti, evita gli uomini e la loro violenza, si unisce a un branco di lupi e diventa una di loro.

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Eco di molti racconti che narrano la guerra dal punto di vista dei bambini, il film di Vera Belmont, che si ispira a quella storia vera e controversa che negli anni ’40 ha visto protagonista la scrittrice Misha Defonseca che ha fatto della sua terribile esperienza una memoria nell’omonimo libro (pubblicato in Francia nel 1997), punta a leggere da un punto di vista incredibilmente sottile e personale la vicenda della bambina Misha e della sua avventura che la porterà ad attraversare tre paesi, dal Belgio, alla Polonia, fino in Russia e ritorno.
    A metà fra sovvertimento dell’ordine tradizionale e degli equilibri dell’immaginario collettivo, la storia di Misha diventa paradigma della cattiveria dell’uomo e dell’innato spirito materno degli animali che sanno accudire e crescere una bambina che gli uomini avevano rifiutato.
    Romanzo ed insieme fiaba dalla trama amara, la fanciullezza di Misha passa infatti dai mesi di esodo (di nascondiglio in nascondiglio) con

    la famiglia per scampare alle persecuzioni antisemite, all’adozione presso una famiglia borghese di città in cui incontra una sorta di matrigna-benefattrice (dal cuore ben poco tenero); il taglio scelto dalla regista è quello dell’autobiografia vissuta per immagini, in un film che rappresenta documento ed libro insieme, suscitando i ricordi che questo genere evoca nel lettore (si pensi anche a I giorni della mia giovinezza di Ana Novac, al Diario di Anna Frank e L’isola in via degli uccelli, di Uri Orlev) adulto ma anche capace di suscitare la sensibilità dei più piccoli attraverso la narrazione di una storia vera che utilizza fotografia, montaggio e colonna sonora atte a tramite dell’elemento naturale e dell’intreccio degli eventi.
    In un film-documento in cui non è il dialogo ma la natura a dominare, non passa certo inosservata la piccola protagonista (Mathilde Goffart), che si trova perfettamente a suo agio nella parte e interpreta

    con vivo sentimento il dolore di una vicenda vera e struggente.

    Commenti del regista

    "La storia di Misha è sconvolgente e serviva una musica che l’accompagnasse senza appesantirla. Un giorno ho sentito un brano di Emile Simon. C’era qualcosa di etereo nei suoi brani, qualcosa che ricordava la natura. Ho messo la sua musica sotto le prime immagini del film e magicamente questa ha accompagnato la pellicola alla perfezione".

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    • Benno Fürmann

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