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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Attori > Meryl Streep

    Il cinema di Meryl Streep

    Biografia

    (A cura di PATRIZIA FERRETTI)

    (Summit, New Jersey-USA, 22 giugno 1949 - )

    MARY LOUISE - detta MERYL (nella vita e nell’arte) - STREEP nasce a Summit, un piccolo centro industriale del New Jersey. Il padre, Harry Streep II, dirigente di un’industria farmaceutica, le mette il nome della moglie, Mary Louise, ma la mamma, una creativa disegnatrice indipendente di discreto livello, sceglie subito il soprannome di Meryl per offrire alla propria figlia un tratto di distinzione. Primogenita di tre figli - ha altri due fratelli maschi, Harry III detto ‘Third’ e Dana - la piccola Meryl si distingue comunque anche per un carattere non facile, sia pure senza ripercussioni di rilievo su un’infanzia in linea di massima serena. La famiglia così allargata è in cerca di maggior spazio perciò si trasferisce prima a Basking Ridge e successivamente a Bernardsville, sempre nel New Jersey. Quel che si dice una famiglia unita e protetta che, d’altra parte, non è sufficiente ad evitare a Meryl la cosiddetta sindrome del ‘brutto anatroccolo’, di cui è affetta fin dai primi anni di scuola, quando sono i suoi stessi compagni ad appuntarle questa irritante etichetta. Tutta colpa di un profilo, come dire, inconsueto, e un corpo ipersviluppato per la sua giovane età: l’apparecchio per i denti, gli occhiali a lenti spesse, i capelli neri e crespi, le guance paffute e la bocca larga ne rimarcano all'epoca i tratti non propriamente attraenti. E’ lei stessa a dichiarare che a sette anni il suo profilo si assimilava più agevolmente a quello di una quarantenne che ad una bambina della sua età. Una ‘bruttina precocemente stagionata’ per così dire, ma con una determinazione già sopra le righe che affiora dal fondo di un carattere autoritario e irascibile, capriccioso e dispotico, naturalmente incline alla lite quanto al canto di marca soprano. Una dote che Meryl non mancherà di valorizzare coniugandola abilmente con la recitazione fin dagli inizi della sua carriera attoriale. La scoperta di questa naturale predisposizione nutre il sogno di sua madre di vederla cantante, così quando Meryl ha 12 anni le fa prendere lezioni di canto presso una delle migliori scuole di New York, dove insegna la gloriosa cantante d’opera Estelle Liebling. Cinque anni di assiduo addestramento affinano l’apprendimento anche ‘mimetico’ della giovane Meryl che intanto medita anche sulla propria ‘metamorfosi’ fisica, fermamente decisa a ricercare in se stessa un certo fascino da abbinare con il naturale talento. Di qui il distacco dai fastidiosi ‘accessori’: apparecchio dentario, occhiali e capelli scuri. Così all’epoca in cui Meryl frequenta l’High School di Bernardsville - una sorta di oasi distante dai clamori di contestazioni studentesche e rigurgiti di marca vietnamita - la trasformazione da ‘brutto anatroccolo’ a cigno è già avvenuta ed è tale da consentirle di sfoderare un inedito fascino da leader, destando persino invidie e gelosie tra le sue coetanee. La malinconica adolescenza è ormai alle spalle e, oltre a numerosi flirt, ora Meryl colleziona anche successi scolastici, distinguendosi particolarmente in lingua francese e letteratura inglese. Sul filo della sua spiccata vivacità intellettiva gli interessi si moltiplicano, così passa dal nuoto alla collaborazione al giornale studentesco, per partecipare poi con appassionato fervore al club teatrale, scoprendo l’irresistibile attrattiva per la recitazione “come una varietà dell’essere, come uno sviluppo dell’autenticità e non come un mascheramento o un rifiuto della realtà”.

    Il primo incontro sentimentale con il brillante campione liceale di football americano Bruce Thompson non la distoglie dalla sua dominante passione per il teatro, soprattutto di Broadway: fin da bambina infatti, The Music Man (1957) è la sua commedia musicale preferita e per sua fortuna l’insegnante di teatro alla Bernards High School, Dick Everhart, decide di usare proprio quel testo come spettacolo di fine d’anno. Così con la sua sorprendente performance Meryl si aggiudica il ruolo da sempre sognato della bibliotecaria Marian e la sera del debutto è subito trionfo, tale da instillare nel pubblico la convinzione che lei possa avere un futuro da soubrette di commedie musicali. Da questo momento Meryl si conquista il ruolo della protagonista di tutti gli spettacoli di fine anno: così seguono l’effervescente personaggio di Laurie in una recita scolastica del celebre musical Oklaoma!, scritto da Richard Roders e Oscar Hammerstein nel 1943 e la brillante direttrice del coro in una versione dell’ironico fumetto di Li’l Abner. Tutto questo le vale di diritto la nomina di ‘reginetta del teatro’, trampolino di lancio ‘dilettantesco’ liceale prima di approdare alla prestigiosa università del Vassar College nel New Haven: istituto di antica reputazione dove si sono formate scrittrici come Mary McCarthy, signore dell’alta società come Jacqueline Kennedy o attrici del calibro di Jane Fonda. E’ dunque tempo di fare sul serio e incuriosita dal repertorio classico del dipartimento teatrale del college, controlla i suoi timori affrontando il saggio che, di norma, rappresenta una vera prova di iniziazione attoriale. Saggio per il quale Meryl veste le emozioni nevrotiche della Blanche Dubois di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams. Tuttavia, l’insegnante, il regista Clint Atkinson, la trova perfetta nei panni de La signorina Gulia di Strindberg, complesso personaggio di cui Meryl, appena diciassettenne, mette straordinariamente in risalto le perversioni tragiche. Sono già maturi i tempi per prefigurarsi il suo futuro da star…

    (SEGUE...)

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