Streaming Netflix: Dal 29 Ottobre - RECENSIONE - Colin Farrell e Tilda Swinton in coppia per il thriller del mistero di Edward Berger
"l'avidità , la cupidigia, la ricerca di un significato nei posti sbagliati (Qualcosa che) ha a che fare con la civiltà occidentale che tutti condividiamo, dove viene data un'importanza sempre maggiore al successo. Non sono contrario, ma è fuorviante identificare il proprio valore esclusivamente attraverso il successo... Dicono che Macao sia Las Vegas sotto steroidi, ma per me è il contrario. Mi sembra più orientata alle famiglie rispetto a cosa possa essere Vegas. Non ho visto nessuno ubriaco. Ma lì sono molto concentrati sul gioco d'azzardo. È davvero un luogo di grande contrasto. Old Town, Macao, Coleran, e poi nel mezzo, questo colosso brulicante di vita. È stato un assalto ai sensi ed è stato strano vivere in un hotel casinò per otto settimane. Ero costantemente circondato e immerso nell'ambiente. I luoghi sono importanti, sia che si tratti di In Bruges o The Banshees of Innisharen... Non sono un gran giocatore d'azzardo, ma ho giocato quando ero giovane a Las Vegas, all'inizio dei miei vent'anni. Non sono mai stato molto bravo e non mi è mai interessato molto. Se credo nella fortuna? Beh, dipende dai giorni. Alcuni giorni sì, altri no, altri ancora dico che sì, la fortuna e il caso esistono, mentre altri giorni penso che tutto sia collegato e che la fortuna sia creata dalle nostre scelte. Credo però nella sincronicità . Adoro quelle cose che alcune persone potrebbero comprensibilmente definire coincidenze, e che io definisco volentieri dei segnali
L'attore Colin Farrell
(Ballad of a Small Player; Germania, Regno Unito 2024; Thriller drammatico del mistero; 102'; Produz.: Good Chaos, Nine Hours, Stigma Films; Distribuz.: Netflix)
Cast: Colin Farrell (Lord Doyle) Tilda Swinton (Cynthia Blithe) Fala Chen (Dao Ming) Margaret Cheung (Assistente Manager al Royale Casino) Alex Jennings (Adrian Lippett) Chik-Ka Lai (Receptionist al Royale Casino) Alan K. Chang (Bellman Kai) Jason Tobin (Mr. Huang (Hotel Manager)) Deanie lp (Nonna) Selena Fong (Croupier del Casinò Arcobaleno) Christina Yong (Cameriera del Casinò Arcobaleno) Tsz-Wai Suen (Nonna Body Guard) Suki Wong (Giovane vedova)
Musica: Volker Bertelmann
Costumi: Lisy Christl
Scenografia: Jonathan Houlding
Fotografia: James Friend
Montaggio: Nick Emerson
Makeup: Morag Ross (per Tilda Swinton)
Casting: Nina Gold, Martin Ware
Scheda film aggiornata al:
24 Novembre 2025
Sinossi:
In breve:
Lord Doyle (Colin Farrell) si nasconde a Macao e trascorre giorno e notte nei casinò, bevendo pesantemente e giocandosi i pochi soldi che gli sono rimasti. Mentre cerca in tutti i modi di far fronte ai debiti in rapido aumento, riceve un’ancora di salvezza dalla misteriosa Dao Ming (Fala Chen), l’impiegata di un casinò con segreti tutti suoi. Ma alle sue calcagna c’è Cynthia Blithe (Tilda Swinton), un’investigatrice privata pronta a metterlo davanti a ciò da cui sta fuggendo. Mentre Doyle cerca di raggiungere la salvezza, i confini della realtà iniziano a stringersi intorno a lui.
Storyline:
Lord Doyle, portrayed by Colin Farrell, spends his days and nights gambling and drinking in Macau, where he is trying to avoid his creditors. As his financial situation worsens, he encounters Dao Ming, a mysterious casino employee played by Fala Chen, who may hold the key to his salvation. However, he is also pursued by Cynthia Blithe, a private investigator portrayed by Tilda Swinton, who is determined to confront him about his past. As Doyle navigates this dangerous landscape, the boundaries of reality begin to blur, leading to a gripping narrative of survival and self-discovery.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
Quel che si dice una garanzia! Ormai ci sentiamo obbligati ad abbracciare ogni prodotto filmico di questo cineasta di razza superiore: il tedesco, naturalizzato svizzero, Edward Berger si è fatto largo, generando già stupore e ammirazione con Niente di nuovo sul fronte occidentale, Conclave e, adesso, certo non si smentisce con La ballata di un piccolo giocatore. Una sorta di parabola a crescita redentiva esponenziale, dopo aver toccato il fondo della dannazione da dipendenza cronica, dal gioco d’azzardo, annaffiato con l’alcool. Solo Berger poteva tirare fuori l’inimmaginabile dal primo protagonista: il Lord Doyle di un Colin Farrell al suo climax di carriera, a cominciare dalla sua entrata in campo… da manuale! E questo ancora prima di presentarsi in voce fuori campo:
“Il mio nome è Doyle, Lord Doyle, sono un giocatore d’azzardo su una brutta china, un giocatore d’azzardo con un paio di guanti fortunati, sbarcato sulla costa di Macao, del
gioco d’azzardo la capitale del mondo, la città dei miracoli, in una terra strappata al mare, ma io non credo più nei miracoli, e tra pochi giorni, la mia vita così come la conosco sarà finitaâ€.
entro un'escalation emotiva di perdizione, per sfumare poi, come onde infrante in battigia, sull’approdo, sudatissimo ed imprevedibile, in vetta alla redenzione. D’altra parte, si tratta di un percorso dove la spiritualità costeggia, lambendo a più riprese, per quanto per lo più invisibile, l’intero percorso, tratteggiato dall’onirico che gareggia con momenti di allucinazione post sbronza. Una dipendenza patologica da alcool e gioco d’azzardo che può dirsi quasi genetica, così come rivelato dallo stesso protagonista.
Fin dalle prime virate di ripresa, si capisce subito che, ancora una volta, Berger sa andare oltre ogni convenzione, stilistica o di genere, innescando impreviste svolte ad ogni angolo, con la complicità della fotografia autoriale di James Friend (già Premio Oscar per l’appunto con Niente di nuovo sul fronte Occidentale). Ad ogni angolo di Macao, la Las Vegas d’Oriente, che troneggia da grande, vibrante, interprete, in un co-protagonismo a tutto tondo, cui Berger riesce a conferire piena facoltÃ
di risplendere, in un turbinìo di neon, roulette e di quello sfarzo ostentato a go-go che da sempre la rappresenta. Ma se anche la metropoli asiatica ha un’anima si deve al modus operandi di ripresa artistica che caratterizza il ‘Berger touch’, in un dialogo intimo e unico con lo status stesso del protagonista che, per sua auto dichiarata ammissione, ancora una volta in voce fuori campo, afferma: “A Macao sono un… fantasma straniero avvolto nell’invisibilità , qui a malapena esisto, qui posso essere chiunque voglia essereâ€.
Ancora non lo sappiamo, ma l’affiancamento a Doyle/Farrell di Dao Ming (Fala Chen), enigmatica impiegata del casinò, che all’occorrenza fornisce prestiti a giocatori in difficoltà , esattamente come il nostro protagonista, sarà , presto o tardi, la chiave di svolta. Una svolta con un suo percorso tutto da metabolizzare nel tempo, prima che le cose cambino davvero. Una svolta per passa per la perdizione in ogni sua
degradante e vergognosa stazione, prima che per quel sostegno immateriale, spirituale, che qui cade, secondo tradizione, nella cosiddetta ‘Festa del Fantasma Affamato’. Ma Dao/Chen, con segreti tutti suoi, ha riconosciuto subito in Doyle/Farrell ‘un’anima persa’, di contro alla cinica ironia della ‘nonna’ (Deanie lp) al tavolo da gioco, vincitrice cronica e sensitiva che vede gli spiriti e, per inciso, dall’aspetto fisiognomico familiare al fantasma della vecchia signora nel The Others di Alejandro Amenà bar.
Lungo questo scintillante, eppure tortuoso cammino, le riflessioni, in veste di pillole di saggezza, si snocciolano in vari modi come briciole di pane, anche se in quel momento, Doyle/Farrell non sembra intenzionato a raccoglierle. Una gli arriva proprio da Dao/Chen: “Hai mai sentito parlare dell’inferno buddista? Il regno dei fantasmi affamati. E’ per le persone spinte dall’avidità , dalle grandi bocche e i colli sottili. E per quanto possano mangiare o bere, non riescono mai a saziarsiâ€. Persino uno
dei bastardi giocatori di sua conoscenza gliene offre una: “Conosci quella storiella del giocatore che si risveglia nell’al di là in uno strepitoso casinò dove vince sempre? ‘Non credevo di essere destinato al Paradiso, credevo di essere destinato all’altro posto’… E’ questo l’altro posto… Morale: ‘vincere ti ucciderà più velocemente di perdere†(storiella peraltro raccontata in un episodio della serie de I confini della realtà ).
(ad esempio nel doppio ruolo di Thora Tacker/Thessaly Tacker nell’Ave, Cesare! dei fratelli Coen). Ma Doyle/Farrell crede davvero nelle false promesse, nelle bugie che racconta, nei ripieghi e nelle elemosine che chiede a sue vecchie conoscenze, agognando sempre più la colossale vincita in una sola fortunata mano di ‘Baccarat’, forte di quei guanti ‘magici’ da cui non si separa mai quando deve giocare?
Il gioco è gioco, si sa, parente stretto dell’avidità malata di chi pensa di risolvere tristezze e povertà della vita con il denaro. Questo quando va bene, ma quando va male, capita di vedere qualche povero diavolo gettarsi nel vuoto dai piani più alti, regalando una voragine di disperazione ai familiari. E’ quello il momento in cui sbocciano nuove riflessioni esistenziali nel modo più spontaneo e naturale possibile: Doyle/Farrell: “La vita non è un’improbabilità statistica?â€; Dao/Chen “La vita è un dono misteriosoâ€. Questa giovane donna, ‘pentita’ di
scorci più spettacolarmente umbratili da regia e fotografia in una sinergia unica - irradia ovunque raggiungendo il climax della perdizione con improvvise vincite a raffica. Ma è solo un’impressione, è solo la strada obbligata che qualcuno gli ha preparato per farlo rinascere a nuova vita, quella più sana e responsabile. E in tal senso, quel falò si erge come una delle sequenze più magiche, spirituali e redentive, in ringraziamento per la vita vera ritrovata, restituitagli da ‘un’anima persa’ come lo stesso protagonista, che ha scelto l’annientamento per la salvezza di qualcun altro. La metafora più nobile che fa di questa splendida parabola laico-buddista - così come si può leggere La ballata di un piccolo giocatore - un autentico gioiello in celluloide.
Dao Ming (Fala Chen): “Hai mai sentito parlare dell’inferno buddista? Il regno dei fantasmi affamati. E’ per le persone spinte dall’avidità , dalle grandi bocche e i colli sottili. E per quanto possano mangiare o bere, non riescono mai a saziarsiâ€.
Lord Doyle (Colin Farrell): "Credi che siamo diretti lì?"
Dao Ming (Fala Chen): “Non è troppo tardi per te. Ci vorrebbe un miracolo per cambiare una come me"