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    Dalla 62° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica al Lido di Venezia

    I due più grandi interessi della mia vita sono da sempre il cinema e la filosofia della religione, e anche se questo film non è un tentativo di fornire risposte metafisiche, si ripropone comunque di sollevare interrogativi di portata spirituale… Il vantaggio di essere capace di procedere per flashback durante le scene nell’aula di tribunale appuntate sulle diverse prospettive riguardo alla possessione e all’esorcismo di Emily Rose, permette allo spettatore di rivedere le proprie convinzioni riguardo a ciò che pensa possa o non possa essere successo. La mia intenzione era fare un film che portasse la gente a porsi degli interrogativi riguardo alla propria opinione sul diavolo e sul demoniaco. Inevitabilmente, quando ci si pone interrogativi di questo tipo, si finisce per chiedersi anche che cosa si pensa riguardo a Dio, alla moralità, alla natura della memoria e della verità”.
    Il regista Scott Derrickson

    (The Exorcism of Emily Rose, USA 2005; drammatico/Horror; 119’; Produz.: Lakeshore Entertainment; Distribuz.: Sony Pictures Releasing Italia)

    Locandina italiana The Exorcism of Emily Rose

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    Trailer

    Titolo in italiano: The Exorcism of Emily Rose

    Titolo in lingua originale: The Exorcism of Emily Rose

    Anno di produzione: 2005

    Anno di uscita: 2005

    Regia: Scott Derrickson

    Sceneggiatura: Scott Derrickson e Paul Harris Boardman

    Soggetto: Soggetto ispirato a fatti realmente accaduti

    Cast: Laura Linney (Erin Burner)
    Tom Wilkinson (Padre Moore)
    Jennifer Carpenter (Emily Rose)
    Colm Feore (Karl Gunderson)
    Joshua Close (Jason)
    Ken Welsh (Dr. Mueller)
    Duncan Frazer (Dr. Cartwright)
    Jr Bourne (Ray)
    Mary Beth Hurt (Giudice Brewster)
    Henry Czerny (Dr. Briggs)
    Shohreh Aghdashloo (Dr. Adani)
    Steve Archer (ragazzo nel bar)
    Arlene Belcastro (donna orante)
    David Berner (Karl’s Corny)
    (…)

    Musica: Christopher Young

    Costumi: Ish Monaghan

    Scenografia: David Brisbin

    Fotografia: Tom Stern

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    “Con una decisione estremamente rara, la Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente la possessione demoniaca di una matricola universitaria di 19 anni. Ricorrendo a terrificanti flashback, il film ripercorre l’ossessionante processo cui viene sottoposto il prete accusato della negligenza che ha portato alla morte della ragazza ritenuta invasata”.

    Dal Catalogo della 62° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La Biennale di Venezia, Milano 2005, Mondatori Electa Editore, pp. 102-103

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    ’THE EXORCISM OF EMILY ROSE’, UN DRAMMATICO CASO REALMENTE ACCADUTO PORTATO SUL GRANDE SCHERMO, IN UN CONFRONTO DIRETTO TRA SCIENZA E SPIRITUALITA’, CHE SPINGE LO SPETTATORE A RIFLETTERE SULL’ESISTENZA DEL DEMONIO E, DUNQUE, DI DIO

    Se sconcerta la bravura con cui Jennifer Carpenter ha interpretato la protagonista Emily Rose, sconcerta ancor di più apprendere che il film è ispirato ad un fatto realmente accaduto e che oggi la tomba di Emily Rose è meta di pellegrinaggio. Il film affronta questa storia macabra e inquietante non lesinando scene dall’impatto decisamente forte e ascrivibili a pieno titolo al genere horror, là dove, al precursore L’esorcista, di tutt’altra impostazione, offre qualche omaggio discreto, ma The Exorcism of Emily Rose, nel complesso, va per la sua strada. Una strada che imbocca gli impervi sentieri del dramma giudiziario, dove scienza e Fede si confrontano e si intrecciano scambiandosi talora di posto. E’ ad esempio il caso

    dei due avvocati: il difensore di Padre Moore, imputato di colpevolezza ai danni di Emily, è Erin Burner (Laura Linney), agnostica, mentre l’accusa è credente.
    Decisamente la carriera rampante di avvocatessa non fa per Laura Linney, la rende rigida e amaramente cinica, totalmente presa dal raggiungimento delle proprie vittorie giudiziarie. Ruolo che nella sua carriera di attrice ha affrontato almeno per la seconda volta: la prima era a fianco di Richard Gere, in Schegge di paura e lì, in quella battaglia legale ebbe la peggio. Con un tocco particolare, di maggiore originalità - ben diverso è del resto il contesto - in The Exorcism of Emily Rose nelle vesti dell’avvovato Burner, la Linney consegue una vittoria a metà sul piano giudiziario, riscattata però a pieno da una personale crescita interiore sul piano spirituale che la cambia radicalmente nel modo di vedere e sentire (e questo accadeva in forma ben più

    lieve anche nell’altro caso). Del resto, quando si è conosciuto il potere delle tenebre, non si può più continuare come se nulla fosse. E si può essere agnostici quanto si vuole, ma certe strane coincidenze, la morte improvvisa e drammatica di testimoni e ciò che succede alle tre di notte a diverse persone, sono tutti elementi che, alla lunga, non potrebbero lasciare indifferenti neppure i sassi. Si vede che il regista Scott Derrickson (già sceneggiatore del film di Wim Wenders The Land of Plenty) non è digiuno di teologia e affronta qua e là argomentazioni a carattere filosofico religioso, pur senza la pretesa di porgere risposte, bensì, come dichiarato da lui stesso, “di sollevare interrogativi di portata spirituale”. Un esempio eclatante è rappresentato proprio dall’arringa finale dell’avvocato difensore, tutta incentrata a sottolineare che non si tratta di fatti ma comunque di possibilità che non possono essere negate, e dunque non

    meno importanti dei fatti stessi. Il verdetto di colpevolezza di Padre Moore emesso dalla Giuria riserva una sorpresa sulla Sentenza vincolata da una precisa richiesta pronunciata dalla stessa Giuria. Quanto il regista Scott Derrickson abbia realmente applicato, qui con The Exorcism of Emily Rose, di Dante Alighieri (nella sua “passione morale e teologica”), di Dario Argento (nella sua “estetica magnifica e audace”), o persino di Akira Kurosawa, il suo preferito, a quanto dichiarato da lui stesso, non è quantificabile se non a livello di un’impressione generale che lo stesso Derrickson riassume asserendo che “… entrambi - (Alighieri e Argento, fa impressione solo un accostamento del genere!) – hanno compreso che la grande narrativa gotica non terrorizza soltanto, ma anche arricchisce”.
    Ad ogni modo, sicuramente una tra le sequenze più interessanti del film è la delicata risoluzione cinematografica riservata all’incontro-visione dell’indemoniata Emily Rose con la Vergine Maria: un incontro che Derrickson risolve

    con lo sdoppiamento di Emily, quasi a parafrasare visivamente esperienze comunemente note come di ‘pre-morte’, in cui le spoglie corporeee giacciono inanimate a terra mentre l’anima, che non a caso vediamo nella persona di Emily senza ferite o deturpazioni fisiche ben evidenti invece nel corpo di lei distesa a terra, è in piedi avvolta dalla nebbia. La risposta di Emily alla Vergine segue un precedente breve colloquio dove si chiede il perché di quello che succede e segue una supplica che risuona equivalente all’invocazione Cristologica “Padre, se possibile allontana da me questo calice”. Ma la risposta di Emily alla Vergine sembra persino ricalcare, strutturalmente e formalmente parlando, l’impianto dell’Annunciazione: nel caso di Emily l’accettazione senza riserve di restare e affrontare fino in fondo il martirio, affinché il mondo possa ricavare preziosa testimonianza da questo sacrificio, possa credere all’esistenza del demonio e dunque a quella di Dio.

    Links:

    • Scott Derrickson (Regista)

    • Laura Linney

    • Tom Wilkinson

    1

    Galleria Video:

    exorcism_emily.mov

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