I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Dal 5 Ottobre - Nia Vardalos torna a scrivere e questa volta anche a dirigere il terzo atto de Il mio grosso grasso matrimonio greco
(My Big Fat Greek Wedding 3; USA 2023; Commedia; 92'; Produz.: Focus Features, Playtone, Gold Circle Films, Home Box Office (HBO); Distribuz.: Universal Pictures)
Titolo in italiano: Il mio grosso grasso matrimonio greco 3
Titolo in lingua originale:
My Big Fat Greek Wedding 3
Anno di produzione:
2023
Anno di uscita:
2023
Regia: Nia Vardalos
Sceneggiatura:
Nia Vardalos
Soggetto: Sequel del film del 2016 Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 di Nia Vardalos.
Cast: Nia Vardalos (Fotoula 'Toula' Portokalos) John Corbett (Ian Miller) Elena Kampouris (Paris Miller) Lainie Kazan (Maria Portokalos) Andrea Martin (Zia Voula) Louis Mandylor (Nick Portakalos) Gia Carides (Nikki Portokalos) Joey Fatone (Angelo) Maria Vacratsis (Theia Freida) Elias Kacavas (Aristotle) Melina Kotselou (Victory) Stephanie Nur (Qamar) Giannis Vasilottos (Christos) Alexis Georgoulis (Peter) Anthi Andreopoulou (Alexandra)
Musica: Stephanie Economou
Costumi: Timothy A. Wonsik
Scenografia: Grant Armstrong
Fotografia: Barry Peterson
Montaggio: Annette Davey e Craig Herring
Makeup: Alexandra Myta (direttrice makeup); Ioulia Sygrimi (direttrice acconciature)
Scheda film aggiornata al:
01 Dicembre 2023
Sinossi:
In breve:
Dopo la morte del patriarca Gus, la famiglia greco-americana dei Portokalos si reca in Grecia per ritrovare le proprie origini.
Short Synopsis:
Join the Portokalos family as they travel to a family reunion in Greece for a heartwarming and hilarious trip full of love, twists and turns.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
Chi troppo vuole nulla stringe! Nia Vardalos ha azzardato il debutto alla regia per il terzo atto de Il mio grosso grasso matrimonio greco e ha fallito alla grande. Perché se c’è qualcosa che non va nell’ennesima parata familiare allargata in e per la grecità, è proprio la regia. Grecità che alla lunga stucca e stufa! Soprattutto quando siamo a corto di battute e si lascia che cibo, bevande e danze la facciano da padrone a braccetto con paesaggi e silenziose riflessioni! Il reiterato ritornello che apre in musica mentre scorrono piatti succulenti e foto d’epoca, all’insegna del fatidico OPA, non solo non fa più notizia ma si direbbe che al riguardo ormai abbiamo tutti sviluppato una vera e propria intolleranza!
Il ‘mcguffin’ per il viaggio in Grecia, in odore di rimpatriata per i Portakalos, con la Fotoula 'Toula' (la stessa Nia Vardalos) in testa, è il diario personale del
padre ormai defunto, da consegnare a tre amici greci come eredità morale e per onorare le proprie radici. La madre è in uno stato di demenza senile ondivaga, che va e viene, e che vorrebbe far ridere, mancando l’obiettivo. “Sarà la nostra prima volta in Grecia”, commenta in voce fuori campo Tula/Vardalos. Il marito è in pensione, per quanto si dica che “un greco va in pensione una settimana dopo che è morto” e la grande famiglia, con disappunto della più giovane Paris (Elena Kampouris) che ha mentito ai genitori sull’esito egli esami al college e che si è lasciata con diversi ragazzi, Aristotele compreso (Elias Kacavas), parte alla volta della Grecia. Chissà come, però, se lo ritrova sull’aereo. La zia Voula (Andrea Martin) ha colpito ancora, ed è l’unica a smuovere qualche sorriso e a rubare spesso la scena agli altri, Tula/Vardalos compresa. Ed è anche quella secondo cui
sono veramente tante le cose che non si possono dire perché ‘porta sfortuna’. Una sorta di ‘vudu greco’, snobbato dalla giovane Paris ma non dagli altri. Ed è pure quella che sputa sentenze del tipo che ‘le donne non si ubriacano mai’. Detto fatto! Tula/Vardalos ubriaca fradicia invia la sua ‘proposta indecente’ all’indirizzo del marito: “vuoi andare a pomiciare nel pollaio?” Ecco, è questo il livello delle poche battute nel film. E che dire dei confetti messi sotto il guanciale in caso si sogni un ragazzo? Quello sarà il promesso sposo! Paese che vai, tradizione che trovi!
Tutti i personaggi sono per lo più semplicemente ‘caricaturali’, comprese, anzi, si direbbe soprattutto, le new entry del sindaco tuttofare, imparentata con loro in qualche modo, e la vecchia Alexandra (Anthi Andreopoulou), una dei sei abitanti del villaggio, che compare ad ogni angolo all’improvviso, perennemente arrabbiata. Scoprire che la donna è una vecchia fiamma
del padre defunto e che ha pure un figlio, un fratellastro di Tula, e dunque un altro componente della famiglia, non suscita alcuna emozione, come pure tutto il resto, compresi i modi e le maniere impiegati per rintracciare i tre amici non più residenti al villaggio. Si tergiversa qua e là, lambendo a volo d’uccello il ben più complesso problema dell’immigrazione: come ripopolare il villaggio svuotato dei suoi abitanti greci se non con gli immigrati? Questa volta il ‘grosso grasso matrimonio greco’ sarà difatti tra l’assistente siriana di Alexandra/Andreopoulou e suo figlio, fratellastro di Tula/Vardalos. Addobbi, danze e illuminazioni ‘globali’ sono d’obbligo, tanto quanto il fatidico OPAAA! Ma intanto i vuoti di contenuto si rincorrono e sono pure in numero maggiore dei pieni, che comunque sono riempiti con ‘frittura di paranza’ (la spiaggia nudista è una di queste): la frizzante verve comica latita, così come le ceneri del padre defunto
che sono tornate in Grecia all’insaputa di Tula/Vardalos, che, in voce fuori campo, si avvia a tirare le conclusioni sul viaggio in Grecia - necessario - e sulla famiglia: ‘non ha importanza chi è al comando, ma lo stare tutti uniti, tenuti insieme dal nostro stesso sudore’! Si, ma che noia però!