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    Home Page > Movies & DVD > Grazie ragazzi

    GRAZIE RAGAZZI

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Riccardo Milani apre una nuova finestra a carattere sociale che vede una rinascita interattiva tra insegnante (Antonio Albanese) e scolari in nome dell'Arte - Uscito al cinema il 12 Gennaio e in DVD e Blu-Ray il 9 Maggio

    "La visione della pellicola francese è stata l’occasione per adattare la vicenda alle nostre carceri con il filtro della commedia così da arrivare a un pubblico più largo. Un film che racconta la capacità del teatro di dare un’opportunità, di scavare nell’animo umano di chi assiste, ma anche, e in questo caso soprattutto, di chi si mette in gioco recitando su un palcoscenico. Cinque detenuti, fino a quel momento lontanissimi dalla cultura e da qualsiasi forma espressiva, alle prese con il teatro fanno inaspettatamente propri gli interrogativi sull’esistenza che pone Samuel Beckett in 'Aspettando Godot': Cosa stiamo a fare qui?. Cercando così un senso all’attesa che caratterizza il loro tempo trascorso in una cella... Avevo iniziato a conoscere le strutture, l’ambiente, le persone, i direttori e a costruire a poco a poco un’idea di racconto. Ho cercato di descrivere l’ambiente penitenziario nel modo più fruibile possibile per un pubblico più ampio, senza nasconderne le criticità, ma cercando di condividere meglio le sensazioni attraverso l’ironia, evitando di girare un film troppo cupo"
    Il regista e co-sceneggiatore Riccardo Milani

    (Grazie ragazzi; ITALIA 2022; Commedia; 117'; Produz.: Palomar e Wildside, società del gruppo Fremantle, con Vision Distribution; Distribuz.: Vision Distribution)

    Locandina italiana Grazie ragazzi

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis

    Titolo in italiano: Grazie ragazzi

    Titolo in lingua originale: Grazie ragazzi

    Anno di produzione: 2022

    Anno di uscita: 2023

    Regia: Riccardo Milani

    Sceneggiatura: Michele Astori, Riccardo Milani

    Soggetto: Tratto dal film Un Triomphe scritto da Emmanuel Courcol e Thierry de Carbonnières, diretto da Emmanuel Courcol, liberamente ispirato alla vera storia di Jan Jonson e prodotto da Agat Films & Cie, Marc Bordure Robert Guédiguian

    Cast: Antonio Albanese (Antonio)
    Sonia Bergamasco (Laura)
    Fabrizio Bentivoglio (Michele)
    Vinicio Marchioni (Diego)
    Giacomo Ferrara (Aziz)
    Giorgio Montanini (Mignolo)
    Andrea Lattanzi (Damiano)
    Nicola Rignanese (Ettore)
    Bogdan Iordachioiu (Radu)
    Imma Piro (Giudice di sorveglianza)
    Gerhard Koloneci (Christian)
    Liliana Bottone (Marianna)

    Musica: Andrea Guerra

    Costumi: Alberto Moretti

    Scenografia: Marta Maffucci

    Fotografia: Saverio Guarna

    Montaggio: Patrizia Ceresani, Francesco Renda

    Makeup: Martina Cossu (makeup); Teresa Di Serio (acconciature)

    Casting: Antonio Rotundi

    Scheda film aggiornata al: 04 Giugno 2023

    Sinossi:

    Si racconta la storia di Antonio, un attore con una grande passione per la recitazione, ma che purtroppo non riesce a trovare un lavoro in questo campo. È così che decide di accettare un impiego come insegnante e di tenere un laboratorio teatrale a degli alunni molto particolari; Antonio, infatti, dovrà insegnare in un carcere e la sua classe sarà composta da detenuti.
    Nonostante inizialmente sia molto scettico riguardo questa iniziativa, l'attore dovrà ricredersi quando si ritroverà di fronte delle persone con un talento. Questa scoperta lo entusiasma così tanto da risvegliare in lui quella passione per il teatro, che con il tempo si stava smorzando. Antonio si rivolge quindi alla direttrice dell'istituto penitenziario per chiederle il permesso di portare la compagnia di detenuti fuori dalle mura del carcere, per dare loro l'opportunità di salire su un vero palcoscenico e mettere in scena l'opera di Beckett, "Aspettando Godot".
    Lezione dopo lezione i suoi alunni riescono ad aprirsi con lui, grazie alla recitazione, che permette loro di avere anche una valvola di sfogo. E una volta che Antonio riesce a conquistare pienamente la fiducia della sua classe, la compagnia darà il "via" a un vero e proprio tour teatrale.

    Short Synopsis:

    Antonio is a passionate but often unemployed actor. Faced with a lack of job offers, he accepts a job as a teacher in a theater workshop within a prison.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    “E’ una roba vostra, nessuno ve la può portare via, neppure una perquisizione!”

    Dovremmo far proprio quel Grazie ragazzi del titolo, rivolgendolo al regista Riccardo Milani (Benvenuto Presidente!, Come un gatto in tangenziale 1 e 2), ad Antonio Albanese – qui davvero monumentale! – e a quei ragazzi, dal carcere con fervore, attori per caso, nientemeno che con il classico Aspettando Godot di Samuel Beckett. Sempre pensato che la cultura avesse il potere di cambiare le cose, i cuori e le menti di chiunque. Ma la cosa più curiosa è che il soggetto del film è liberamente ispirato alla vera storia di Jan Jonson: una storia peraltro molto intensa, e ricca di significato, occorsa in Svezia nella metà degli anni Ottanta, e già approdata al cinema nel 2020 con Un Triomphe del francese Emmanuel Courcol. Un successo nel successo, sicuramente sia come film che come esperienza culturale. Peccato non si possa

    dire lo stesso per quanto riguarda l’esito finale, dove il desiderio di essere liberi, celebrato dal brano (Liberi, liberi) di Vasco Rossi abbia avuto la meglio sulla rappresentazione al Teatro Argentino di Roma: l’apice di una tournee impensabile per questo eterogeneo gruppo ‘umano’ di detenuti, chiamati a recitare in un esperimento destinato a cambiare le loro vite, tanto quelle di Antonio (Antonio Albanese), il regista resuscitato incredibilmente dal fallimento definitivo proprio da questi ragazzi.

    In Grazie ragazzi si parte alla grande con la commedia più brillante: la sequenza iniziale sui titoli di testa, di cui l’audio che nega l’immagine tradisce il doppiaggio in corso di un film porno, è da sballo. E’ quanto si vede costretto a fare l’attore di teatro che fu, Antonio/Albanese, per sbarcare il lunario, dopo che da anni, malgrado il naturale talento, per qualche ragione messo ‘in attesa’, non ha più messo piede su un palcoscenico. La

    telefonata del collega Michele (Fabrizio Bentivoglio) con quella che sembra a tutta prima una ‘proposta indecente’ – un seminario teatrale in un carcere - è destinata ad una svolta impensabile. Svolta non certo priva delle sue oggettive difficoltà, tali da riportare la potenziale commedia entro gli argini di un realismo che trasuda dramma da ogni cellula di quell’umanità ‘borderline’ con cui Antonio si ritrova a fare i conti: da Christian (Gerard Koloneci) ad Ettore (Nicola Rignanese), da Mignolo (Giorgio Montanini) ad Aziz (Giacomo Ferrara), dal rumeno Radu (Bogdan Iordachioiu ) al carismatico Damiano (Andrea Lattanzi) che, pur non sapendo leggere e affetto da balbuzie, tra una sbroccata e l’altra arriverà a recitare fluentemente battute proprio da Aspettando Godot di Samuel Beckett. Il tardo inserimento di Diego (Vinicio Marchioni) apre poi tutta un’altra serie di problematiche su certe dinamiche intestine al carcere stesso, ma è anche la testimonianza ‘vivente’ di un

    potenziale ‘umano’ sommerso, ancora inconsapevole di voler risalire la china.

    Ed ecco la chiave di tutto: l’attesa. Per i detenuti in un carcere l’attesa diventa il leitmotiv delle loro esistenze, isolate da affetti e riscontri sul piano sociale. Un testo, quello di Beckett, che si ritroveranno dunque non solo a recitare, ma a vivere, riuscendo inaspettatamente a comprendere il significato di quell’attesa, così come lo scopo della loro esistenza. L’eccellente montaggio, risfoglia poi le migliori frasi di Beckett, sfumando sulla reiterazione delle varie sedi teatrali della tournee in Toscana, a seguito del primo successo. Ma il cuore del film si annida proprio in quelle prove ‘nervose’, quasi impossibili, spesso ‘combattute’ da questi improbabili attori, con i loro recalcitranti impulsi primari, il loro grossi limiti, che dovranno imparare a controllare e a levigare. Antonio/Albanese fa un gran lavoro con loro e per loro, non senza titubanze, con i suoi bravi scozzi, e

    con la mediazione, basculante tra l’intransigente e la solidale comprensione, della direttrice del carcere Laura (Sonia Bergamasco). Una parabola di redenzione questa, che, man mano che procede, lascia sempre più indietro la commedia per cedere il passo al dramma umano che rende inevitabile la commozione e … la comprensione di ciò di cui normalmente non ci curiamo, o su cui non ci soffermiamo a pensare.

    Grazie ragazzi di Riccardo Milani provvede così a colmare questa lacuna, con tutta la complicità di Antonio Albanese e del suo registra teatrale riabilitato: nel climax del monologo finale, orientato più verso la tragedia che la commedia, sembra ricongiungere altresì l’anima dei due Antonio su un’intesa unica, accordati sulla stessa lunghezza d’onda, così come fa l’Arte nei rispetti della Vita. Capita che l’Arte non possa guarire del tutto da quel vuoto che sa farsi voragine solitaria, senza libertà, con l’unico supporto di inesorabili perquisizioni: quando

    l’attore torna detenuto e l’amaro in bocca diventa tanto doloroso quanto l’epilogo su cui resta appeso il suo destino. E’ soprattutto il regista teatrale Antonio/Albanese a trovarsi in debito di gratitudine per aver ritrovato se stesso su quel palcoscenico. E allora, Grazie ragazzi, di cuore!

    Perle di sceneggiatura

    Antonio (Antonio Albanese): E io cosa ci devo fare con quelli?!
    Michele (Fabrizio Bentivoglio): Monta su quel palco e dimostra a tutti che sei ancora vivo!

    Antonio: Ascolta, loro sanno cosa vuol dire "aspettare"!

    Antonio: Reciterete in un teatro vero. Ci sarà un pubblico, i vostri amici, le vostre famiglie, ma dovete lavorare e mai scoraggiarvi. Vi fidate di me?

    Antonio: Damiano non sa scrivere, balbetta, ma ha imparato un monologo di tre pagine. È come scalare l'Everest, lo stiamo scalando tutti!

    Laura (Sonia Bergamasco): E mentre ha preteso che voi veniste pagati, lui lo sta facendo gratis. Lo fa per voi... E voi? Perché lo fate?

    Antonio: Beckett lo abbiamo recitato, ma con questi ragazzi si è riempito di significato!

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di GRAZIE RAGAZZI

    Links:

    • Riccardo Milani (Regista)

    • Antonio Albanese

    • Grazie ragazzi (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Grazie ragazzi - trailer ufficiale

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