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    DUNE - PARTE 2

    RECENSIONE - Denis Villeneuve torna su Dune dirigendo l'atto secondo della saga sci-fi tratta dal romanzo di Frank Herbert. Nel sequel, protagonista della storia è ancora Paul Atreides (Timothée Chalamet), accompagnato, nella nuova avventura, dalla Fremen Chani (Zendaya) - Dal 28 Febbraio

    "La prima parte era più contemplativa. Era la storia di un ragazzo vittima degli eventi che ha cercato di sopravvivere insieme alla madre Jessica. Questa seconda parte è più viscerale, più muscolosa, volevo fare un film più emotivo e spero che si avverta quest'emozione".
    Il regista e co-sceneggiatore Denis Villeneuve

    (Dune: Part Two; USA/CANADA 2021; Avventura drammatica Sci-Fi; 166'; Produz.: Legendary Entertainment, Warner Bros. Entertainment, Villeneuve Films; Distribuz.: Warner Bros. Pictures)

    Locandina italiana Dune - Parte 2

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    Titolo in italiano: Dune - Parte 2

    Titolo in lingua originale: Dune: Part Two

    Anno di produzione: 2021

    Anno di uscita: 2024

    Regia: Denis Villeneuve

    Sceneggiatura: Denis Villeneuve e Jon Spaihts

    Soggetto: Dal romanzo di Frank Herbert.

    Preliminaria - La girandola di personaggi:

    Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet: nuovo duca di Casa Atreides.

    Lady Jessica, interpretata da Rebecca Ferguson: Bene Gesserit e madre di Paul.

    Chani, interpretata da Zendaya: giovane Fremen che si legherà a Paul.

    Gurney Halleck, interpretato da Josh Brolin: guerriero e menestrello della Casa Atreides e mentore di Paul.

    Barone Vladimir Harkonnen, interpretato da Stellan Skarsgård: nemico giurato degli Atreides e capo della Casa Harkonnen.

    Shaddam IV, interpretato da Christopher Walken: l'imperatore della galassia appartenente alla casa Corrino.

    Principessa Irulan Corrino, interpretata da Florence Pugh, figlia dell'imperatore.

    Feyd-Rautha Harkonnen, interpretato da Austin Butler, fratello di Glossu Rabban e quindi altro nipote del barone Harkonnen.

    Glossu Rabban Harkonnen detto la "Bestia", interpretato da Dave Bautista: nipote del barone Harkonnen già presente nel primo film.

    Thufir Hawat, interpretato da Stephen McKinley Henderson: il mentat leale alla Casa Atreides.

    Gaius Helen Mohiam, interpretata da Charlotte Rampling: reverenda madre Bene Gesserit e veridica dell'imperatore.

    Stilgar, interpretato da Javier Bardem: capo della tribù dei Fremen del sietch Tabr.

    Lady Margot Fenring, interpretata da Léa Seydoux: adepta Bene Gesserit e moglie del conte Hasimir Fenring.

    Cast: Timothée Chalamet (Paul Atreides)
    Zendaya (Chani)
    Rebecca Ferguson (Lady Jessica Atreides)
    Josh Brolin (Gurney Halleck)
    Austin Butler (Feyd-Rautha Harkonnen)
    Florence Pugh (Principessa Irulan Corrino)
    Dave Bautista (Glossu 'Bestia' Rabban Harkonnen)
    Christopher Walken (Imperatore Shaddam IV)
    Stephen McKinley Henderson (Thufir Hawat)
    Léa Seydoux (Margot Fenring)
    Stellan Skarsgård (Barone Vladimir Harkonnen)
    Charlotte Rampling (Gaius Helen Mohiam)
    Javier Bardem (Stilgar)
    Alan Mehdizadeh (Maestro d'armi)
    Ana Cilas (Harpie)
    Cast completo

    Musica: Hans Zimmer

    Costumi: Jacqueline West

    Scenografia: Patrice Vermette

    Fotografia: Greig Fraser

    Montaggio: Joe Walker

    Effetti Speciali: Gerd Nefzer (supervisore)

    Makeup: Donald Mowat (direzione)

    Casting: Dixie Chassay (Regno Unito); Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 09 Aprile 2024

    Sinossi:

    In breve:

    Scampato alla caduta della casata degli Atreides, Paul (Timothée Chalamet) si è rifugiato presso i Fremen, che però guardano a lui come a un lungamente atteso Messia. Per lui sembra una situazione senza uscita: per sconfiggere gli usurpatori Harkonnen non può non seguire il proprio destino tra i Fremen, anche se questo sembra preludere a future e sanguinose guerre.

    In altre parole:

    La storia riprende da dove era finito il primo Dune: Paul Atreides (Timothée Chalamet) e sua madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson) vivono con i Fremen: un antico popolo che abita nel deserto del pianeta Arrakis, tra di loro esiste da sempre una profezia: parla di un messia, qualcuno che arriverà a salvare la comunità e a condurla al paradiso. Tutti pensano si tratti di Paul, lo crede soprattutto Stilgar (Javier Bardem), il capogruppo dei Fremen, che lo ha reclutato per combattere gli Harkonnen, la casata che ha conquistato Arrakis. Tra le fila dei guerrieri c’è anche Chani (Zendaya): è la migliore combattente della tribù, insegna a Paul tutto ciò che deve sapere per muoversi al meglio nel deserto e finisce per innamorarsene. Sia Stilgar che Chani riconoscono in Paul un grande soldato e possibile condottiero, ma hanno delle idee completamente opposte rispetto alla predizione: per Stilgar ogni piccolo successo di Paul è una conferma di come sia lui il Lisan Al-Gaib, ovvero "La voce dal mondo esterno", il nome con cui viene chiamato il messia dai Fremen, per Chani tutte queste credenze non hanno alcun significato, andrebbero ignorate e non alimentate.

    Il mito del salvatore è stato anticamente diffuso dalle Bene Gesserit, un gruppo di donne dai poteri esoterici di cui fa parte Lady Jessica, che al contrario di Chani fa di tutto per dar credito alle credenze religiose, e spera che proprio suo figlio possa prendere il comando dei Fremen. Nel frattempo nella casata degli Harkonnen, quella responsabile dell’uccisione di Leto Atreides, padre di Paul, stanno cambiando le gerarchie, Feyd-Rautha (Austin Butler) nipote del Barone Harkonnen (Stellan Skarskard), ha preso il comando delle operazioni militari, sostituendo suo fratello Glossu Raban (Dave Bautista), e punta all’annientamento di tutti i popoli minori per potersi impossessare di ogni particella di spezia, la sostanza più preziosa del pianeta. A governare sull’intera galassia, dove si svolgono i fatti di Dune, c’è l’imperatore Shaddam IV (Christopher Walken) che ha una figlia: la Principessa Irulan (Florence Pugh). Paul, che inizialmente respingeva la profezia, inizia a maturare una sempre più crescente fame di potere che lo porterà a dover compiere delle scelte in conflitto con i suoi sentimenti, per poter diventare un leader e vendicare la morte di suo padre.

    In dettaglio:

    La principessa Irulan Corrino scrive segretamente che Paul Atreides potrebbe essere ancora vivo, mentre suo padre, l'imperatore Shaddam IV, è scoraggiato dopo la caduta della Casa Atreides. Sulla strada per Sietch Tabr su Arrakis, le truppe Fremen di Stilgar, tra cui Paul e Lady Jessica, affrontano un'imboscata degli Harkonnen ma la superano con successo. Al Sietch, sorgono sospetti sul fatto che Jessica e Paul siano spie. Alcuni Fremen hanno fede in loro, credendo nella profezia di una madre e di un figlio che portano prosperità ad Arrakis.

    Stilgar informa Jessica che la loro Reverenda Madre sta morendo, convincendola a diventare una sostituta bevendo l'Acqua della Vita, un veleno mortale che è fatale per i maschi e i non addestrati. Trasmuta il veleno e, così facendo, sopravvive ed eredita i ricordi di ogni antenata femminile del suo lignaggio genetico. All'insaputa di tutti tranne che di Paul, Jessica è incinta di sua sorella; l'Acqua della Vita risveglia prematuramente la mente di sua figlia prima della nascita. In seguito a ciò, Jessica inizia ad avere conversazioni spirituali con il bambino nel suo grembo e crede che coloro che si trovano a nord di Arrakis debbano essere convinti prima della profezia, a partire dai deboli di mente. Chani e la sua amica Shishakli pensano che la profezia sia falsa, ma quando Paul fa un discorso sul non cercare il potere e sul voler solo combattere al loro fianco, Chani sviluppa rispetto per lui.
    Paul abbraccia i modi dei Fremen e impara la loro lingua, superando le prove come cavalcare un verme della sabbia. Stringe una relazione romantica con Chani, diventa un combattente Fedaykin e assiste durante le incursioni contro i raccoglitori di spezie Harkonnen, guadagnandosi i mantelli "Muad'Dib" e "Usul" con cui i Fremen lo identificano. Jessica guida spiritualmente la sua ascesa e quindi alimenta la religione di cui è diventata una figura di spicco. Rabban, la cui presa sulla produzione di spezie si è allentata, intensifica le incursioni sui Fremen per compiacere suo zio, il Barone Vladimir Harkonnen, che ritorna sul suo pianeta natale di Giedi Prime. Lì, l'altro nipote del barone, Feyd-Rautha, combatte nei tornei di gladiatori come suo sport sanguinario preferito. Il Barone degrada Rabban per non essere riuscito a fermare le rivolte dei Fremen, facendo di Feyd-Rautha il nuovo sovrano di Arrakis. Margot Fenring, un'accolita delle Bene Gesserit inviata dalla Reverenda Madre Gaius Mohiam, seduce Feyd. Jessica completa la sua ricerca religiosa nel Nord e viaggia verso Sud per unirsi ai fondamentalisti locali. Tuttavia, Paul è furioso con le sue azioni e teme che una guerra santa, che prevedeva, si accenderà se procede a sud come un messia; Paul rimane a nord per continuare a combattere gli Harkonnen. Paul si riunisce con Gurney Halleck, che si è unito ai contrabbandieri dopo la caduta degli Atreide. Vedendo che Paul si sta preparando per una guerra, Gurney lo conduce alle testate atomiche nascoste di Casa Atreides.
    Jessica scopre presto che l'Acqua della Vita è un liquido escreto da un verme delle sabbie adolescente una volta annegato. Le truppe di Feyd attaccano Sietch Tabr, uccidendo Shishakli e costringendo i sopravvissuti, tra cui Paul, a viaggiare verso sud. Contro il volere di Chani, Paolo consuma l'Acqua della Vita; sviene ma viene risvegliato da Chani con un senso più chiaro del passato e del futuro, vedendo una visione di sua sorella Alia e rendendosi conto che il Barone è suo nonno materno.
    I leader dei Fremen meridionali sperano che Paul sfidi Stilgar per la leadership, ma Paul lo denuncia. Accettando finalmente il suo destino messianico, Paolo si dichiara il Lisan al Gaib e rifiuta di rimuovere con la forza un grande combattente come Stilgar. Assume il pieno potere sui Fremen e sfida l'Imperatore, che arriva su Arrakis con Irulan, Mohiam e le sue truppe Sardaukar.
    Paul interrompe lo scontro tra l'Imperatore e il Barone lanciando le testate atomiche contro la fortezza di Arrakeen. Cavalcando i vermi delle sabbie, i Fremen sopraffanno le forze Sardaukar e fanno breccia nelle difese di Arrakeen; Gurney uccide un Rabban in fuga.
    All'interno di Arrakeen, Paul entra nella sala del trono, uccide il Barone chiamandolo "nonno", e ordina all'Imperatore e agli altri di essere trasportati alla Residenza, dove minaccia di distruggere per sempre la spezia planetaria con le rimanenti scorte atomiche a meno che l'Imperatore non gli ceda il trono imperiale. Feyd-Rautha sfida Paul in nome dell'Imperatore a duello con la lama dell'Imperatore in mano, ma perde.
    Irulan offre quindi la sua mano in sposa a Paolo per accettare la sua vittoria. Non avendo altra scelta, l'imperatore cede all'ultimatum di Paolo inginocchiandosi davanti all'anello con sigillo di Paolo. Chani, arrabbiata per la decisione di Paul di sposare Irulan, lascia la Residenza, preparandosi a montare un verme delle sabbie altrove. Sopra Arrakeen, le navi contenenti molte Grandi Casate si rifiutano di accettare l'ascesa di Paul, spingendolo a ordinare al suo esercito Fremen di "condurli in paradiso". Nel frattempo, Jessica e la nascitura Alia riflettono sul fatto che questo è l'inizio della guerra santa di Muad'Dib.

    Synopsis:

    Princess Irulan Corrino secretly journals that Paul Atreides may still be alive, while her father, Emperor Shaddam IV, is dispirited after the fall of House Atreides. En route to Sietch Tabr on Arrakis, Stilgar's Fremen troops, including Paul and Lady Jessica, face a Harkonnen ambush but successfully overcome it. At the Sietch, suspicions arise about Jessica and Paul being spies. Some Fremen have faith in them, believing in the prophecy of a mother and son bringing prosperity to Arrakis.

    Stilgar informs Jessica that their Reverend Mother is dying, convincing her to become a replacement by drinking the Water of Life, a deadly poison that is fatal to males and the untrained. She transmutes the poison and by doing so, survives and inherits the memories of every female ancestor in her genetic lineage. Unbeknownst to anyone but Paul, Jessica is pregnant with his sister; the Water of Life prematurely awakens her daughter's mind before birth. Following this, Jessica begins to have spiritual conversations with the child in her womb and believes that those in the North of Arrakis must be convinced first of the prophecy, starting with the weak-minded. Chani and her friend Shishakli think the prophecy is false, but when Paul makes a speech about not seeking power and only wanting to fight alongside them, Chani develops respect for him.

    Paul embraces the Fremen ways and learns their language, passing tests like riding a sandworm. He forms a romantic relationship with Chani, becomes a Fedaykin fighter, and assists during raids on Harkonnen spice harvesters, earning the mantles "Muad'Dib" and "Usul" by which the Fremen identify him.[3] Jessica spiritually guides his ascent and thereby fuels the religion of which she has become a prominent figure. Rabban, whose grip on spice production has been loosening, intensifies raids on the Fremen to please his uncle, the Baron Vladimir Harkonnen, who returns to his homeworld of Giedi Prime. There, the Baron's other nephew, Feyd-Rautha, fights in gladiator tournaments as his preferred blood sport. The Baron demotes Rabban for failing to stop the Fremen revolts, making Feyd-Rautha the new ruler of Arrakis. Margot Fenring, a Bene Gesserit acolyte sent by the Reverend Mother Gaius Mohiam, seduces Feyd to secure his genes should Paul’s bloodline be unsalvageable.

    Jessica completes her religious quest in the North, and travels South to unite with the fundamentalists there. However, Paul is furious with her actions and fears that a holy war, which foreseen, will ignite if he proceeds South as a messiah; Paul remains in the North to continue fighting the Harkonnens. Paul reunites with Gurney Halleck, who joined the smugglers after the Atreides' downfall. Seeing that Paul is preparing for a war, Gurney leads him to House Atreides' hidden atomic warheads. Jessica soon learns that the Water of Life is a liquid excreted by an adolescent sandworm once it is drowned. Feyd's troops attack Sietch Tabr, killing Shishakli and forcing the survivors, including Paul, to journey South. Against Chani's wishes, Paul consumes the Water of Life; he passes out but is reawakened by Chani with a clearer sense of the past and future, seeing a vision of his sister Alia and realizing the Baron is his maternal grandfather.

    Southern Fremen leaders hope for Paul to challenge Stilgar for leadership, but Paul denounces this. Finally accepting his messianic destiny, Paul declares himself the Lisan al Gaib and refuses to remove by force a great fighter such as Stilgar. He assumes full power over the Fremen and challenges the Emperor, who arrives on Arrakis with Irulan, Mohiam, and his Sardaukar troops. Paul interrupts the Emperor's confrontation with the Baron by launching the atomic warheads at Arrakeen's stronghold fortress. Riding sandworms, the Fremen overpower Sardaukar forces and breach Arrakeen's defenses; Gurney slays a fleeing Rabban.

    Inside Arrakeen, Paul enters the throne room, kills the Baron while calling him "grandfather", and orders the Emperor and others to be transported to the Residency, where he threatens to destroy the planetary spice forever with the remaining atomic stockpiles unless the Emperor surrenders the Imperial throne to him. Feyd-Rautha challenges Paul in the name of the Emperor to a duel with the Emperor's blade in hand, but loses. Irulan then offers her hand in marriage to Paul to accept his victory. Left with no other choice, the Emperor gives in to Paul's ultimatum by kneeling before Paul's signet ring. Chani, angered by Paul's decision to wed Irulan, leaves the Residency, preparing to mount a sandworm elsewhere. Above Arrakeen, ships containing many Great Houses refuse to accept Paul's ascendancy, prompting him to order his Fremen army to "lead them to paradise." Meanwhile, Jessica and the unborn Alia reflect that this is the beginning of Muad'Dib's holy war.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Più che un film, una vera e propria esperienza sensoriale da vivere! Regia ed interpreti al top, al centro del nuovo capitolo di una saga complicata, cui non si è voluto sottrarre proprio nulla

    Denis Villeneuve è un regista che ama le sfide. Altrimenti non si sarebbe preso la briga di subentrare a Ridley Scott ben trentasette anni dopo (2017), per riallacciarsi al primo cult Blade Runner (1982) con il tardivo sequel Blade Runner 2049. Così come non ha avuto timore di tuffarsi nella saga Dune. Ci vuole coraggio, dote d’altra parte del tutto inutile senza vero talento. Ma si può affermare ormai con certezza che Denis Villeneuve ha dimostrato di possedere entrambe le doti. E si può anche dire che abbia inventiva tanto quanto impostazione artistica: i suoi sono affreschi potenti, già a cominciare da La donna che canta (2011), proseguendo poi su diversi step filmici, passando per Enemy (2014),

    fino a raggiungere quel capolavoro di Arrival (2017).

    Così oggi ha pensato bene di superare se stesso con il secondo atto di Dune (il primo risale al 2021). Vera e propria saga epica Sci-Fi in cui c’è sempre spazio per la competizione, ma anche per la riflessione su temi universali reali - dal fanatismo religioso all’avida sete di potere - così come di norma succede in ogni fantasy di ottima fattura che si rispetti. A capo dei motivi che rendono speciale questo secondo atto c’è la giovane, esplosiva, coppia in celluloide di Timothée Chalamet e Zendaya, qui tradotti, di nuovo, rispettivamente in Paul Atreides e Chani, combattente dei Fremen. Quel che si dice, l’espressione più vitale di due opposti che si attraggono e si compensano: lui incarna l’emblema dell’ambizione, se non proprio del delirio di onnipotenza, caricato dal proposito di vendicare la morte del padre - pur convinto di non essere

    l’Eletto come invece da un certo punto in poi sono convinti i Fremen - con tutti i pericoli che questo comporta, quando mancano gli argini, le sponde di contenimento; mentre lei si erge a specchio in cui confrontarsi, laddove si può riconoscere l’immagine cangiante dell’amore in ogni sua forma e raccoglierne a piene mani tutti i benefici. Due diamanti incastonati nel metallo più prezioso forgiato dal tocco d’artista di una regia che non delude mai, lenticolare e meticolosa in ogni sua scelta, a cominciare dall’estetica per finire alla puntuale ricerca di profondità emotiva, celebrate in pulsanti visioni d’insieme e minimalisti piani sequenza di grande intensità. Fattori che la rendono una regia inappuntabile ed estremamente coinvolgente. Villeneuve prende letteralmente in ostaggio lo spettatore e lo rilascia quando è ormai certo di aver seminato una traccia indelebile del suo rapimento. E non è da tutti.

    Già l’avvio può ascriversi nell’olimpo del miglior cinema

    d’autore, laddove a schermo nero, e con un sonoro da manuale, si apre con un messaggio chiave che riassume in un’unica frase la portata della posta in gioco: “Potere della spezia significa perdere tutto”. E questo prima che una voce fuori campo femminile introduca verso il cuore della saga, focalizzandone i preliminari. Vorrei poter soprassedere sulla trama (in dettaglio alla sinossi della scheda film) ma si rende necessario aprire almeno una finestra semplificata nelle sue linee guida narrative principali al netto di uno stuolo di personaggi non indifferente.

    La storia riprende da dove era finito il primo Dune: Paul Atreides (Timothée Chalamet) e sua madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson) vivono con i Fremen: un antico popolo che abita nel deserto del pianeta Arrakis, tra di loro esiste da sempre una profezia: parla di un messia, qualcuno che arriverà a salvare la comunità e a condurla al paradiso. Tutti pensano si tratti

    di Paul, lo crede soprattutto Stilgar (Javier Bardem), il capogruppo dei Fremen, che lo ha reclutato per combattere gli Harkonnen, la casata che ha conquistato Arrakis. Tra le fila dei guerrieri c’è anche Chani (Zendaya): è la migliore combattente della tribù, insegna a Paul tutto ciò che deve sapere per muoversi al meglio nel deserto e finisce per innamorarsene. Sia Stilgar che Chani riconoscono in Paul un grande soldato e possibile condottiero, ma hanno delle idee completamente opposte rispetto alla predizione: per Stilgar ogni piccolo successo di Paul è una conferma di come sia lui il Lisan Al-Gaib, ovvero "La voce dal mondo esterno", il nome con cui viene chiamato il messia dai Fremen, per Chani tutte queste credenze non hanno alcun significato, andrebbero ignorate e non alimentate. Il mito del salvatore è stato anticamente diffuso dalle Bene Gesserit, un gruppo di donne dai poteri esoterici di cui fa parte

    Lady Jessica, che al contrario di Chani fa di tutto per dar credito alle credenze religiose, e spera che proprio suo figlio possa prendere il comando dei Fremen. Nel frattempo nella casata degli Harkonnen, quella responsabile dell’uccisione di Leto Atreides, padre di Paul, stanno cambiando le gerarchie, Feyd-Rautha (Austin Butler) nipote del Barone Harkonnen (Stellan Skarskard), ha preso il comando delle operazioni militari, sostituendo suo fratello Glossu Raban (Dave Bautista), e punta all’annientamento di tutti i popoli minori per potersi impossessare di ogni particella di spezia, la sostanza più preziosa del pianeta. A governare sull’intera galassia, dove si svolgono i fatti di Dune, c’è l’imperatore Shaddam IV (Christopher Walken) che ha una figlia: la Principessa Irulan (Florence Pugh). Paul, che inizialmente respingeva la profezia, inizia a maturare una sempre più crescente fame di potere che lo porterà a dover compiere delle scelte in conflitto con i suoi sentimenti, per poter

    diventare un leader e vendicare la morte di suo padre.

    E questo a grandi linee è il canovaccio narrativo del secondo atto della saga. Atto in cui di particolare interesse spicca la novità del dialogo con la Forza della Mente anche con la sorella di Paul Atreides, ancora allo stato embrionale nel grembo materno, eppure già in grado di interloquire e di porre a sua volta domande per aver indirettamente bevuto l’Acqua della Vita assunta dalla Madre prima di ricoprire il ruolo di Madre Reverenda. Materiale buono per il terzo atto, a nascita avvenuta, di cui peraltro abbiamo già avuto un assaggio in una visione futura di Paul.

    Ma in un’epopea come questa dove ci è richiesto tempo, pazienza e massima allerta per non perdersi in un vero e proprio labirinto narrativo - di cui solo i fan più fedeli riusciranno a trovare per primi una via di uscita - in

    mezzo a tanto rigore anche nel caos più dichiarato, è possibile trovare una scena madre che riscatti il fantasy sul piano reale contemporaneo? Si. Ma solo verso l’ultima parte. E non si tratta del duro confronto finale con il fedele accolito dell’Imperatore, responsabile della morte del padre di Paul e della disfatta degli Atreides - occasione per una rivelazione shock anticipata poco prima dalla scoperta della vera linea di sangue di Paul Atreides - motivo dell’approdo rifugio di lui e della madre presso il popolo Fremen: anche se bisogna ammettere che fa il suo effetto sentirlo chiamare ‘nonno’ prima che gli sia data la morte. Si sa che la famiglia non è mai unilaterale e c’è sempre qualcuno che preferisce il lato oscuro della Forza, Star Wars docet. E non si tratta neppure del duello climax tra Paul/Chalamet e Feyd-Rautha (Austin Butler) nipote del Barone Harkonnen (Stellan Skarskard), dalla fisionomia

    di un pallido lunare, e ferocemente luciferina, analogamente a quella femminile - la Luv di Sylvia Hoeks - creata dallo stesso Villeneuve per Blade Runner 2049: un gladiatore del male - vedi il duello corale di piazza ai danni degli ultimi sopravvissuti Atreides - che, come da copione, malgrado l’eccellenza dell’addestramento e della incontrovertibile abilità di combattente avido di sangue, è costretto a cedere il passo al Bene che avanza, come dettato dalla profezia. No, non di questo si tratta, per quanto in questo secondo atto di Dune, di scene pulsanti di umanità, nel Bene e nel Male, se ne possono pescare parecchie: nel marasma dell’inevitabile azione, scenografica come meglio non si poteva fare e alimentata da un palinsesto sonoro davvero eccezionale (Hans Zimmer).

    Ma nulla può eguagliare i passaggi che preparano il climax dei climax tra Paul Moadib (colui che indica la via) Usul/Chalamet, annientato dal sembrare morto per

    aver bevuto l’acqua della vita (cui di norma sopravvivono solo le donne) e Chani/Zendaya, a quel punto furiosa con la madre di lui, nonché nuova Madre Reverenda, Lady Jessica/Rebecca Ferguson, perché lo ha permesso. Del resto la posta in gioco era altissima, perché l’Acqua della Vita era l’unico, potente veicolo in grado di aprire la Mente, attraversare il passato per poter vedere il Futuro nella sua versione integrale, o, per meglio dire, diversi futuri - interessante ammiccamento di ultima generazione agli Universi Paralleli - in cui individuare la ‘stretta via’ da intraprendere per la salvezza. Ma Chani/Zendaya scopre di far parte a sua volta della profezia e unisce le sue lacrime all’Acqua per resuscitare il suo Paul, cui non manca di assestare un sonoro ceffone. La prospettiva del resto, non consente - quasi mai - ai sentimenti di avere la meglio, non quando chiama all’appello la responsabilità della salvezza dei

    popoli, orizzonte in cui, come venti medievali suggeriscono, i matrimoni combinati possono fare la differenza.

    Sembra dunque che anche in Dune 2 ci siano tutti gli archetipi narrativi che da sempre nutrono vari fantasy epici, indispensabili per esorcizzare le reali paure e pericoli, di cui si ergono a monumentali metafore. Il resto è puro intrattenimento. La chiave del successo dell’operazione è il dosaggio dei vari ingredienti, il loro grado di potenza narrativa e di recitazione. Villeneuve ha creato per la propria, blasonatissima, girandola di interpreti, un’alcova sabbiosa dove combattere, amare, sperare e credere in una via d’uscita per la sopravvivenza, magari non disdegnando il vezzo di qualche auto citazionismo formale: il monolite di pietra in sospensione che si fa micidiale arma di guerra ha una forma che ricorda quella coniata dallo stesso Villeneuve in Arrival.
    E come al solito ci si sorprende a constatare che, con tanta dovizia di mezzi avveniristici,

    alla fin fine ci si ritrovi a fare i conti con una società ancora di marcato stampo feudale, in cui si pone particolare attenzione alle profezie, e in cui si è disposti a mietere vittime su scala planetaria per il potere: ad Arrakis era la spezia, oggi magari è il petrolio. Cambia il colore, ma la sostanza resta sempre la stessa! Ad ogni modo in Dune 2, i pilastri per la Guerra Santa ci sono tutti, non resta che aspettare il terzo atto, anche se, a quanto pare, non più a regia Villeneuve. E questo potrebbe non essere una buona cosa.

    Perle di sceneggiatura

    Paul Atreides (Timothée Chalamet): È mozzafiato! Dove vedi sabbia, immagina acqua. Se ti tuffi, non raggiungi il fondo.
    Chani (Zendaya): Se ti tuffi?
    Paul Atreides: Sì, si chiama nuotare.
    Chani: Non ti credo!

    Principessa Irulan Corrino (Florence Pugh): Nelle ombre di Arrakis si celano molti segreti. Il più oscuro di tutti, però, rimane... la fine di Casa Atreides.

    Lady Jessica Atreides (Rebecca Ferguson): Tuo padre non credeva nella vendetta.

    - “Vuoi controllare un popolo? Digli che un Messia arriverà e aspetteranno per secoli”

    Lady Jessica Atreides (Rebecca Ferguson): “Non devo avere paura, la paura uccide la mente”

    Paul Moadib (colui che indica la via) Usul: “Quando non abbiamo più risorse non ci resta che la paura”

    - “Possiamo fermarli insieme, c’è una Forza in te”

    Principessa Irulan Corrino: E se Paul Atreides fosse ancora vivo?!

    Stilgar (Javier Bardem): Non cercare di impressionare. Sei coraggioso, lo sappiamo tutti. Sii semplice, sii diretto. Senza fantasia.

    Chani: Tu non puoi perdermi Paul Atreides!

    Lady Jessica Atreides: Abbiamo dato loro qualcosa in cui sperare.

    Paul Atreides: Non c'è speranza!

    Links:

    • Denis Villeneuve (Regista)

    • Javier Bardem

    • Christopher Walken

    • Charlotte Rampling

    • Josh Brolin

    • Stellan SkarsgÃ¥rd

    • Léa Seydoux

    • Dave Bautista

    • Rebecca Ferguson

    • Timothée Chalamet

    • Florence Pugh

    • Zendaya

    • Austin Butler

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    Dune: Parte Due - trailer ufficiale 3

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