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    RESISTANCE - LA VOCE DEL SILENZIO

    RECENSIONE in ANTEPRIMA - Storia della salvezza di migliaia di orfani ai tempi dell'Olocausto e del mimo più famoso del mondo all'inizio del Novecento Marcel Marceau (Jesse Eisenberg), l'artista che da giovane fece parte della resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale: al suo fianco, l'attrice francese Emma (Cléménce Poesy) e l'attore venezuelano Sigmund (Édgar Ramírez) - Disponibile direttamente in streaming online dal 23 giugno 2020

    "E' di gran lunga il progetto al quale più legato. Scrivere la sceneggiatura e realizzare questo film mi ha avvicinato alla memoria dei miei nonni e mi ha aiutato ad avvicinarmi alla Germania, un paese che fin da bambino, mi hanno insegnato a temere. Ogni giorno sul set si presentavano problematiche che si riallacciavano ad esperienze personali. Ho visto i bambini agire sul set e non ho potuto fare a meno di pensare ai milioni di bambini ebrei assassinati in quel Paese. Non è passato un solo giorno in cui non abbia pianto - sia con dolore che con gioia. E non è successo soltanto a me: tutti gli attori hanno avvertito un legame personale con questa storia molto speciale"
    Il regista e sceneggiatore Jonathan Jakubowicz

    (Resistance; FRANCIA/USA/GRAN BRETAGNA/GERMANIA 2020; Biopic drammatico di guerra; 120'; Produz.: Pantaleon Films/Vertical Media/Bliss Media in associazione con: Epicentral Studios/Ingenoius Media/Riverstone Pictures/Rocket Science; Distribuz.: Vision Distribution e Cloud 9 Film)

    Locandina italiana Resistance - La voce del silenzio

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    Titolo in italiano: Resistance - La voce del silenzio

    Titolo in lingua originale: Resistance

    Anno di produzione: 2020

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Jonathan Jakubowicz

    Sceneggiatura: Jonathan Jakubowicz

    Soggetto: Basato sulla vita di Marcel Marceau, attore teatrale e mimo francese, nato a Strasburgo il 22 marzo 1923. Morto nel 2007 all'età di 84 anni, ha deliziato generazioni di spettatori nel corso della sua carriera. Marceau è stato il mimo più famoso di tutto il mondo.

    Preliminaria - Quale Marcel Marceau?:

    Chi si cela dietro un celeberrimo artista, il mimo Marcel Marceau? La sua carriera lo ha reso una vera icona nella sua forma d’espressione artistica, che lui chiamava “l’arte del silenzio”, ma per forza di cose non si sa niente di lui, almeno non è noto al grande pubblico, che probabilmente non ne ha mai neanche ascoltato la voce.

    Si è esibito in giro per il mondo per oltre sessant'anni, creando nel 1959 la sua scuola di pantomima a Parigi. È stato amico per vent'anni di Michael Jackson, che ha detto di utilizzare le tecniche di Marceau nei suoi passi di danza.
    Quello che poco di conosce, e che viene indagato da Resistance, è che l’artista, nato nel 1923, fece parte da giovane della resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale, vivendo nascosto. La sua prima grande performance pubblica lo vide protagonista davanti a tremila soldati dopo la liberazione di Parigi, nell’agosto 1944. Dopo la guerra studiò arte drammatica e mimo nella capitale.

    Sono quindi proprio questi anni giovanili e meno noti al centro di un film diretto da Jonathan Jakubowicz.

    Preliminaria - il regista Jonathan Jakubowicz:

    Venezuelano di nascita, Jonathan Jakubowicz si è fatto conoscere per Secuestro Express, nominato nel 2005 come 'Miglior Film Straniero' agli Oscar. L’allora presidente, Hugo Chavez, non gradì la maniera in cui venne raffigurato il crimine nel Paese, tanto che processò due volte il regista, fino a costringerlo ad emigrare. La sua carriera è proseguita con Hands of Stone (2016), la storia del pugile panamense Roberto Duran, con Robert De Niro nei panni del suo allenatore.

    Cast: Jesse Eisenberg (Marcel)
    Clémence Poésy (Emma)
    Matthias Schweighofer (Klaus Barbie)
    Félix Moatii (Alain)
    Géza Röhrig (George)
    Bella Ramsey (Elsbeth)
    Edgar Ramirez (Sigmund)
    Ed Harris (George S. Patton)
    Alicia von Rittberg (Regine)
    Karl Markovics (Charles Mangel)
    Vica Kerekes (Mila)

    Musica: Angelo Milli

    Costumi: Katharina Ost

    Scenografia: Tomas Voth

    Fotografia: M.I. Littin-Menz

    Montaggio: Alexander Berner e Jonathan Jakubowicz

    Effetti Speciali: Martin Pryca (supervisore)

    Makeup: Charlotte Chang e Daniel Eisenmann

    Casting: Maya Kvetny

    Scheda film aggiornata al: 19 Luglio 2020

    Sinossi:

    E' la storia dell'immenso potere di un sogno, e del potere dell'arte stessa di portare tra la gente il sorriso e un soffio di speranza anche in un momento così oscuro. In un'epoca in cui l'odio sfrenato regnava sull'Europa, Marcel Marceau ha dimostrato quanto si possa ottenere perseguendo con forza il bene.

    Tutto ciò che Marcel Marceau (Jesse Eisenberg) desidera è una vita dove l'arte sia al centro di ogni cosa. Di giorno lavora nella macelleria del padre e di sera cerca di realizzare il suo sogno esibendosi nei piccoli palcoscenici della città. Oltre all'arte la sua passione è Emma (Clémence Poésy), una ragazza politicamente molto attiva. Per conquistarla e compiacerla, Marcel accetta di partecipare a una missione pericolosa che cambierà per sempre il corso della sua esistenza: bisogna salvare 123 orfani ebrei dalla presa dei nazisti tedeschi e dello spietato Obersturmführer delle SS Klaus Barbie (Matthias Schweighöfer) e portarli oltre il confine in Svizzera. Insieme a Emma, Marcel si unisce alla Resistenza francese per combattere con coraggio e fermezza le atrocità della guerra. La sua arte si rivelerà la più grande arma contro gli orrori del nazismo...

    Synopsis:

    The story of a group of Jewish Boy Scouts who worked with the French Resistance to save the lives of ten thousand orphans during World War II

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ogni volta la stessa cosa. Sembrano incredibili le scene che al cinema ricreano le azioni che tutti ben conosciamo come tipiche espressioni del nazismo. “Non sono umani”, dice ad un certo punto Emma (una accorata e convincente Clémence Poésy) nel Resistance del regista venezuelano Jonathan Jabkubowicz (Nomination agli Oscar come ‘Miglior Film Straniero’ nel 2005 per Secuestro Express). No, non sono umani, non lo sono mai stati. E potrà cambiare luogo o popolo delle loro scellerate invasioni ma le atroci dinamiche, la mentalità folle ed oscena, i loro crimini, si assomigliano ovunque. Lo abbiamo visto e sentito più e più volte al cinema. Una canzone di morte le cui note lasciano il segno in chiunque abbia ancora conservato un briciolo di umanità. Al top resta il film dei film con lo Schlinder’s List di Steven Spielberg, sua opera magna in cui vive sul grande schermo una storia, con molte altre

    piccole storie satellite, incastonate nella grande Storia. Così, questa nuova, piccola e particolare, storia di ‘resistenza’ al nazismo, in cui si celebra un altro piccolo eroe, quasi per caso, visto che all’inizio era riluttante, sembra in effetti figlia, sia pure dimessa e di ben altre dimensioni, dell’imperante Schindler’s List spielberghiano. E la lista di Marcel Marceau, attore teatrale e mimo francese, famoso in tutto il mondo è una lista ebraica molto speciale, bisognosa di protezione doppia, perché si tratta di bambini e per di più orfani. Orfani di tutti quei padri e madri trucidati dai nazisti, non di rado sotto i loro occhi. Come è per l’appunto il caso della ragazzina protagonista che domina soprattutto il prologo del film, appuntato in quel di Monaco nel cuore della Germania nazista, esattamente il 9 Novembre del 1938. Un prologo che si fa pietra miliare di questa storia che il generale George S.

    Patton (il cameo di Ed Harris) racconta a migliaia di soldati in radunata, prima di presentare in carne ed ossa l’eroico protagonista di questa storia. Storia e protagonista encomiabili cui, purtroppo, non ha reso onore al suo meglio un Jesse Eisenberg poco centrato nel suo Marcel Marceau, figlio di un macellaio - un esercizio a conduzione familiare che va avanti da generazioni - che mostra di non capire la passione del figlio per l’Arte: figlio che si ostina a dipingere la scenografia per una sua commedia e si diletta nella recitazione del mimo nella convinzione di essere un attore. Ed è un attore a tutti gli effetti, perché… “non ha altra scelta”.

    Sono diversi i registri toccati da questo film basato sui fatti, peraltro ancor più accreditati da una manciata di inserti in filmato di repertorio ovviamente in bianco e nero, in cui è in azione l’Hitler originale. Così non potremo

    neppure dire che il cattivo di turno, il nazista Klaus Barbie - egregiamente dipinto da Matthias Schweighofer nella carogna che si scioglie diventando un’altra persona mentre parla della figlia neonata - sia un ‘ritratto’ esagerato sulle ali della fantasia. Ci sono scene davvero di un’atrocità inimmaginabile, per quanto talora sfumate sulla scia di urla mozzate sulla dissolvenza in nero, tanto da far sembrare un agnellino, al confronto, il nazista Amon Goeth di Ralph Fiennes nel succitato Schindler’s List. Questo Barbie non solo ha saputo essere uno spietato bulldozer e un implacabile esecutore di morte, ma ha avuto la mostruosa grazia di farlo mentre suonava il piano e beveva birra, prima di passare a torturare verbalmente e con i fatti due sorelle ebree della Resistenza - la Emma di Poesy e la Mila di Vica Kerekes - nel vano tentativo di estorcere loro informazioni sugli uomini in carica. Un uomo che

    persino sua moglie (la Regine di Alicia von Rittberg) guarda con sospetto fino al terrore ‘certificato’. Ed è storia vecchia, ahimè!, quella dei ‘collaboratori’ dei nazisti pronti a tradire i connazionali pur di avere un beneficio personale spesso illusorio, persone senza dignità, schernite dagli stessi nazisti. E’ dunque in questo tempo, in queste circostanze che si incastona il percorso esistenziale di Marcel che, in gioventù, vide ‘qualcosa’ per la quale non poteva più pensare solo a se stesso, alla sua Arte, decidendo che non poteva restare a guardare. Una storia rimasta nell’ombra, giacché il suo eroico operato, a favore della Resistenza francese e a vantaggio dei molti ragazzi ebrei resi orfani dai nazisti, risale agli anni di gioventù, per l’appunto, all’altezza della Seconda Guerra Mondiale, quando viveva nascosto mentre si dava da fare dietro le quinte. Ed è nei fatti quanto raccontato sullo schermo che la sua prima grande performance

    pubblica lo vide protagonista davanti a tremila soldati dopo la liberazione di Parigi, nell’agosto del 1944. Dopo la guerra Marcel Marceu studiò arte drammatica e mimo nella capitale e deve difatti a questo la sua fama mondiale. Ma oggi, abbiamo un motivo ben più nobile della sua stessa Arte - peraltro mal rappresentata nel film a parte la sottile ironia dell’intrecciare l’iperrealismo di Hitler con la satira artistica di Charlie Chaplin - per onorarne la memoria nella Memoria. E, soprattutto, per non dimenticare mai! Del resto, recuperare ogni briciola di memoria rimasta per strada, è già una conquista impareggiabile!

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)











    trailer ufficiale:



    trailer ufficiale (V.O.):



    Clip 'Il Dottor Freud':



    Clip 'Coro in treno':




    Clip 'Mimo':




    Clip 'Sorriso':

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di RESISTANCE - LA VOCE DEL SILENZIO

    Links:

    • Ed Harris

    • Edgar Ramirez

    • Jesse Eisenberg

    • Clémence Poésy

    • Alicia von Rittberg

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    Galleria Video:

    Resistance-La voce del silenzio - trailer

    Resistance-La voce del silenzio - trailer (versione originale) - Resistance

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