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    Home Page > Movies & DVD > Green Book

    GREEN BOOK

    Cinema sotto le stelle 2019 - VINCITORE agli OSCAR 2019 di 3 statuette: 'Miglior Film', 'Miglior Attore Non Protagonista' (Mahershala Ali), 'Miglior Sceneggiatura Originale' - RECENSIONE - OSCAR 2019: Nominations al 'Miglior film'; 'Miglior Attore Protagonista' (Viggo Mortensen); Miglior Attore Non Protagonista' (Mahershala Ali); 'Miglior Sceneggiatura Originale'; 'Miglior Montaggio' - VINCITORE di 3 GOLDEN GLOBES 2019: 'Miglior Film Commedia o Musical'; 'Miglior Attore Non Protagonista' (Mahershala Ali); Miglior sceneggiatura - 5 NOMINATION ai GOLDEN GLOBE 2019: 'Miglior Film'; 'Miglior Regista' (Peter Farrelly); 'Miglior Attore' (Viggo Mortensen); 'Miglior Attore Non Protagonista' (Mahershala Ali); 'Miglior Sceneggiatura' - XIII. Festa del Cinema di Roma (18 ottobre-28 ottobre 2018) - Selezione Ufficiale - VINCITORE del People’s Choice Award al Toronto International Film Festival 2018 - Mahershala Ali e Viggo Mortensen sono i protagonisti di una storia, ispirata alla storia vera di Tony Lip, che racconta l'amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell'America negli anni Sessanta - Dal 31 Gennaio

    "Questo film parla del vedere il mondo attraverso gli occhi di un'altra persona e dell’imparare a vivere nei panni dell'altro. In molti modi, entrambi gli uomini sono due pesci fuor d'acqua. All'inizio di questa storia, queste due persone non hanno niente in comune, non si sarebbero mai dovuti incontrare, non dovrebbero nemmeno stare insieme. Ma la loro storia dimostra che persone molto diverse possono capirsi e rispettarsi a vicenda".
    Il produttore Brian Hayes Currie

    (Green Book; USA 2018; Biopic Dramedy; 130'; Produz.: DreamWorks, Participant Media, Amblin Partners; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Green Book

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    Trailer

    Titolo in italiano: Green Book

    Titolo in lingua originale: Green Book

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Peter Farrelly

    Sceneggiatura: Peter Farrelly, Brian Hayes Currie e Nick Vallelonga

    Soggetto: Il film è ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga.

    PRELIMINARIA - IL 'NEGRO MOTORIST GREEN BOOK':

    Green Book prende il titolo da The Negro Motorist Green Book, una guida turistica che è stata pubblicata annualmente dal 1936 al 1966, che elencava le strutture, come locande, hotel e ristoranti, che ammettevano e servivano clienti di colore. Il 'Green Book', come veniva chiamato, fu creato e pubblicato da un postino afroamericano di New York, Victor Hugo Green, e divenne uno strumento di sopravvivenza indispensabile per gli afroamericani che viaggiano in auto. Originariamente copriva solo la zona di New York, ma si espanse gradualmente fino a coprire la maggior parte del Nord America, dei Caraibi e delle Bermuda. Negli Stati Uniti, divenne molto prezioso nel sud, dove le leggi sulla segregazione razziale di Jim Crow variavano da contea a contea e da stato a stato, e le regole non ufficiali nelle "città del coprifuoco" proibivano ai neri americani di stare fuori casa dopo il tramonto. Il 'Green Book', che veniva venduto nelle stazioni di servizio Esso e spedito tramite abbonamenti, ha consentito ai viaggiatori neri di pianificare i loro viaggi su strada, senza incombere in molestie, arresti o violenze.

    Dopo che il presidente Lyndon B. Johnson firmò il Civil Rights Act nel 1964 e le leggi di Jim Crow divennero illegali, il 'Green Book' non fu più necessario e lentamente svanì nella storia. Victor Hugo Green morì nel 1960 e non visse fino alla fine della segregazione. La sua vedova, Alma, continuò a pubblicare il 'Green Book' fino al 1966.

    Cast: Viggo Mortensen (Tony Lip)
    Mahershala Ali (Don Shirley)
    Linda Cardellini (Dolores)
    Sebastian Maniscalco (Johnny Venere)
    Dimiter D. Marinov (Oleg)
    Mike Hatton (George)
    P.J. Byrne (Produttore discografico)
    Don Stark (Jules Podell)
    Brian Stepanek (Graham Kindell)
    Iqbal Theba (Amit)
    Tom Virtue (Morgan Anderson)
    Nick Vallelonga (Augie)
    Joe Cortese (Joey Loscudo)
    Jenna Laurenzo (Fran Venere)
    Paul Sloan (Carmine)
    Cast completo

    Musica: Kris Bowers

    Costumi: Betsy Heimann

    Scenografia: Tim Galvin

    Fotografia: Sean Porter

    Montaggio: Patrick J. Don Vito

    Makeup: Tarra D. Day (direzione); Ashley Kent Bolotte, Amanda Bravender, Jonny Bullard, Nicole Enna, Courtney Jarrell, Natalie Christine Johnson, Courtney Lether, Darryl Lucas, Annabelle MacNeal, Stacey Perry e Ashley Treadaway; Sarit Klein (per Mahershala Ali)

    Casting: Rick Montgomery

    Scheda film aggiornata al: 31 Luglio 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Nel 1962, dopo la chiusura di uno dei migliori club di New York in cui lavorava, il buttafuori italoamericano Tony Lip deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide si seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra i due si instaurerà una forte amicizia.

    In altre parole:

    Green Book racconta del buttafuori Tony Lip (Viggo Mortensen), un italoamericano con un'educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall'essere legittimamente acquisiti.

    Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche l'umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.

    Short Synopsis:

    A working-class Italian-American bouncer becomes the driver of an African-American classical pianist on a tour of venues through the 1960s American South

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Il talento non basta, ci vuole il coraggio per cambiare il cuore della gente

    Lo scenario sullo sfondo del Green Book di Peter Farrelly (Tutti pazzi per Mary, Amore a prima svista, Lo spaccacuori, Scemo & più scemo) non è affatto nuovo: l’America degli anni Sessanta ha cavalcato la spina sociale della segregazione razziale con annessi & connessi come fosse una corsa a premi nel raggiungere il gradino più basso dell’umanità. In uno sguardo al femminile il - pure molto apprezzato - The Help di Tate Taylor ha fatto da apripista, ma potremmo avviare una vera e propria litanìa di film sul tema. Persino il recentissimo Se la strada potesse parlare, per altri versi, tratto una storia d’amore ‘segregata’ e sacrificata ad una ‘mala giustizia’, in nome di un diverso colore di pelle, ha avuto molto da dire in proposito, ma già siamo un decennio avanti, negli anni Settanta! The Help

    invece, risponde meglio al confronto con Green Book per cronologia e location: ricordate i bagni separati per domestici di colore e bianchi? Come pure altri luoghi pubblici, magari ristoranti!? Scenario che pure ricorda quello nazista nei rispetti degli ebrei nell’epoca post-bellica, quando certi negozi si fregiavano di targhe del tipo: ‘vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei’. Le infami guerre contro il diverso che tutt'oggi tentano di farsi strada su altri registri. Ma questa è materia buona per altri film. Questa nuova storia invece, che come tante muove dalla realtà vera, parte da uno scenario familiare per raccontare un’altra vicenda, più, come dire, intima e verace. Direi che a conti fatti, il pregio migliore del Green Book di Peter Farrelly sia proprio la ‘schiettezza’. Una schiettezza a tutto tondo, per autenticità di caratteri, situazioni, talenti mortificati, dignità schiacciate e pestaggi gratuiti in nome di un diverso colore di pelle, ma,

    soprattutto, una bella storia d’amicizia, la più improbabile all’epoca, ma non solo per questioni razziali.

    Ce ne rendiamo conto non appena entra in scena, imbolsito (in sovrappeso per il ruolo di ben 15 kg) e rozzo, anche se vestito da cameriere di lusso, con giacca porpora e farfallino nel cuore della New York City del 1962, in un locale 'alla page' dove la musica è sovrana, e dove d’altra parte è possibile trovarsi spettatori dal vivo di una rissa scoppiata all’improvviso. Ma in locali del genere, la musica è sovrana, per l’appunto, e nulla e nessuno può rovinare una serata, perché c’è lui, cameriere di regola, imbattibile ed efficace buttafuori all’occorrenza. Dalle maniere cortesi, secondo i suoi parametri naturalmente, alle maniere forti, ma forti davvero! E lui è un inedito, straordinariamente ‘sottile’ nella spiazzante interpretazione, Viggo Mortensen, appena riconoscibile tradotto nell’italo americano Tony Lip (Vallelonga), personaggio ispirato al padre dello

    sceneggiatore Nick Vallelonga. Ed ecco spiegata la ragione di tanta schiettezza narrativa, di tanta intima visceralità di carattere. E’ una storia che lo stesso padre Tony raccontava spesso al figlioletto Nick da bambino, il quale bambino, da adulto e in qualità di narratore per il cinema, ha deciso di rendere pubblica proprio sul grande schermo. Fattore cui va ad aggiungersi la partecipazione di alcuni membri della vera famiglia Vallelonga, a cominciare dallo stesso Nick.

    Il film è dunque ispirato ad una vicenda vissuta a pelle nell’ambito della propria famiglia e trova per l’appunto il suo cuore nell’amicizia tra il buttafuori italo americano Tony Lip/Viggo Mortensen ed il pianista afroamericano Don Shirley (Mahershala Ali, già premio Oscar al 'Miglior Attore Non Protagonista' per la sua performance in Moonlight ed interprete ne Il diritto di contare). Ma per prima cosa dobbiamo fare conoscenza con Tony, con la sua essenza ‘rustica’ e ‘spiccia’,

    con la sua sottesa preoccupazione di raggranellare denaro a sufficienza per la famiglia, in particolare a seguito della chiusura bimestrale per restauri del locale dove ha sempre lavorato. Un buttafuori buttato fuori a sua volta che deve trovare il modo di sbarcare il lunario: beh, dopo aver visto la gara a chi mangia il maggior numero di hot dog - naturalmente con salsa, tanto per ridurre il carico! - e vederlo vincere con 26 sui 24 del contendente, abbiamo un’idea di come Tony/Mortensen riuscisse a mettere in pratica l’arte dell’arrangiarsi, facendone una vera e propria religione! Ma, ovviamente “non potrò mangiare hot dog per sempre, ogni giorno!” dice lui stesso alla moglie Dolores (Linda Cardellini). E per evitare di cadere nella trappola dei soldi facili, scansando i vicoli mafiosi made in Italy di marca siciliana nella New York di allora, occorreva una certa abilità. Ma Tony ci sapeva fare, come

    abbiamo modo di constatare nel film.

    C’è un altro episodio, di focale importanza, che precede l’incontro di Tony con il suo nuovo datore di lavoro, il Don Shirley di Mahershala Ali, caratterialmente e socialmente agli antipodi. Ed è l’episodio legato alla sua visione, chiaramente ‘razzista’, che lo spinge a gettare nella pattumiera i due bicchieri con cui la moglie ha servito poco prima la limonata ai due poliziotti di colore. Ecco che, vederlo acconsentire (a dir la verità il consenso viene richiesto alla moglie) di far da autista (non domestico!) ad un uomo di colore in una tournee bimestrale nel sud degli Stati Uniti, tournee che lo tiene per contratto così a lungo via da casa, lontano da moglie e figli ancora piccoli, e dalla famiglia allargata di stampo patriarcale, beh, suona come un bel paradosso! Uomo di colore che si intuisce subito di grande cultura e non solo legata alla

    musica - da Tony scambiato per un dottore per sovrumana ignoranza - ma anche molto solo e scollegato persino dal suo popolo. Aspetto questo, che raggiunge il suo climax in una sequenza in particolare, di notevole impatto emotivo senza che sia pronunciata parola alcuna. Ed è il momento in cui Tony e Dr. Shirley si accostano sul lato della strada da qualche parte nel sud, in modo che Tony possa aggiustare la macchina. E' lo stesso produttore Brian Hayes Currie a descriverla al meglio nei tratti salienti: "Dr. Shirley sta guardando fuori dal finestrino, dall'altra parte della strada, verso questi contadini neri che lavorano nei campi - uno scenario immutato nel sud degli Stati Uniti da centinaia di anni. E c'è Dr. Shirley, questo afroamericano ben vestito con un autista bianco, che li guarda arrancare nel caldo e nell'umidità. E loro, a loro volta, lo guardano. Non avevano mai

    assistito a una cosa del genere. L'intera scena è senza parole, eppure parla molto in termini di valore"

    La storia, con una buona dose di humour, controbilanciata da sequenze inequivocabilmente drammatiche, decolla con la partenza di questi due antitetici personaggi, in un viaggio ‘on the road’, frazionato nelle tappe previste dai concerti messi in programma dal pianista, nella consapevolezza che si sarebbero incontrati non pochi problemi: i canonici problemi che ci si poteva aspettare attraversando diverse località nel Sud degli Stati Uniti, laddove il razzismo era preso all’epoca ben più seriamente che non nel Nord. Talmente sul serio da richiedere la consultazione di un Green Book, una vera e propria guida di percorso per attenersi alla regole, per lo più assurde, ma comunque regole, per evitare guai. E i guai non mancheranno di certo, come avremo modo di constatare in presa diretta sul grande schermo! Saranno d’altra parte paradossalmente proprio quelli

    a portare a maturazione il frutto acerbo della più improbabile delle amicizie. La musica, farà loro eco, in un accompagnamento discreto, mai invasivo, ma espressivo di un talento che fa appello più alla sensibilità che alla cultura. Ed è sulla sensibilità che per l’appunto si appianeranno le divergenze! Una dialettica che ha qualcosa in comune - il motivo di come scrivere le lettere all’amata ad esempio - con il Mario Ruoppolo di Massimo Troisi e il poeta Pablo Neruda di Philippe Noiret ne Il postino di Michael Radford.

    Un viaggio del cuore e della ricerca di un riscatto di dignità proprio là dove tutto è più difficile. Tony scoprirà più tardi perché Don Shirley non si è accontentato di restare a New York City dove poteva farsi pagare i concerti tre volte tanto e, in qualche modo, la questione ha a che vedere con il messaggio politico, umanitario, con la

    visione sociale, dei fratelli Kennedy. Il rapporto stridente di questi due antitetici personaggi, gli svariati incidenti di percorso, le discussioni sui punti di vista perennemente in rotta di collisione, l’evoluzione del loro approccio iniziale - di cui il pollo fritto non è che una minimalista scheggia - fanno il film. Così, mentre si va intensificando un insospettabile, reciproco sostegno amicale, si arriva a cedere al prevedibile sulle battute finali. Nulla togliendo alla miriade di Nominations incassate dal film, che si è già aggiudicato il People’s Choice Award al Toronto International Film Festival 2018 e 3 Golden Globe - 'Miglior Film Commedia o Musical'; 'Miglior Attore Non Protagonista' (Mahershala Ali); Miglior sceneggiatura - in attesa della scalata agli Oscar, occasione in cui vedremmo benissimo la consegna della statuetta a Viggo Mortensen come 'Miglior Attore Protagonista'.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)

    trailer ufficiale:



    clip 'Lettera':



    clip 'Pollo':



    clip 'Salato':



    clip 'Dignità':



    featurette 'A Look Inside' (sub ITA):



    featurette 'A Big Story' (sub ITA):

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di GREEN BOOK

    Links:

    • Viggo Mortensen

    • Linda Cardellini

    • Mahershala Ali

    • Iqbal Theba

    • OSCAR 2019 - And the WINNER is...'GREEN BOOK' è il 'MIGLIOR FILM'!!! Tutti i VINCITORI!!! (Speciali)

    • Green Book (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Green Book - trailer

    Green Book - trailer (versione originale)

    Green Book - clip 'Lettera'

    Green Book - clip 'Pollo'

    Green Book - clip 'Salato'

    Green Book - clip 'Dignità'

    Green Book - featurette 'A Look Inside' (versione originale sottotitolata)

    Green Book - featurette 'A Big Story' (versione originale sottotitolata)

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