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    LA MUSICA DEL SILENZIO

    I recuperati di CelluloidPortraits - RECENSIONE - VINCITORE del PREMIO 'CAPRI BIOPIC '17' della XXII edizione di Capri, Hollywood - The International Film Festival, (26 dicembre – 2 gennaio 2018) - Dalla Berlinale 2017 - 18, 19 e 20 Settembre

    "Cercavo un conflitto, un corto circuito. C'è un ragazzo che scopre di avere una voce importante. Vuole diventare cantante ma è cieco".
    Il regista e co-sceneggiatore Michael Radford

    (The Music of Silence; REGNO UNITO/ITALIA 2016; Biopic; 114'; Produz.: Picomedia/AMBI Media Group; Distribuz.: QMI Stardust)

    Locandina italiana La musica del silenzio

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: La musica del silenzio

    Titolo in lingua originale: The Music of Silence

    Anno di produzione: 2016

    Anno di uscita: 2017

    Regia: Michael Radford

    Sceneggiatura: Michael Radford e Anna Pavignano

    Soggetto: Tratto dall’omonima autobiografia di Andrea Bocelli edita in Italia da De Agostini.

    Le riprese hanno inizio a Roma Cinecittà il 22 Novembre 2016 - Di fronte al pianoforte a coda su un palco dalle luci soffuse, i ciak di Radford catturano la famosa aria pucciniana Nessun dorma intonata dal tenore toscano Andrea Bocelli.

    Cast: Antonio Banderas (Maestro di musica)
    Toby Sebastian (Amos Bardi [alter ego di Andrea Bocelli])
    Jordi Mollà (Sandro)
    Luisa Ranieri (Edi)
    Alessandro Sperduti (Adriano)
    Antonella Attili (Signora Giamprini)
    Paola Lavini (La moglie del proprietario)
    Francesca Prandi (Katia)
    Anthony Souter (Umberto)
    Daniel Vivian (Uomo Russo)
    Nadir Caselli (Eleonora)
    Francesco Salvi (Ettore)
    Ennio Fantastichini (Zio Giovanni)
    Emanuela Aurizi (Oriana)
    Mariella Lo Sardo (Zia Olga)

    Musica: Gabriele Roberto

    Costumi: Paola Marchesin

    Scenografia: Francesco Frigeri

    Fotografia: Stefano Falivene

    Montaggio: Roberto Missiroli

    Casting: Marita D'Elia e Sharon Howard-Field

    Scheda film aggiornata al: 22 Novembre 2022

    Sinossi:

    Il film ci porta alla scoperta del passato di Andrea Bocelli, la voce italiana più conosciuta e apprezzata nel mondo.
    Sicuramente tutti conoscono la sua voce, le sue canzoni, le interpretazioni di famose arie liriche, la sua popolarità internazionale. Meno però si conosce della vita privata del grande tenore e del percorso che lo ha portato da Lajatico, paese della campagna toscana, dove è cresciuto nella fattoria di famiglia, agli allori della sua carriera attuale.
    Questo film permetterà a tutti di sapere la sua storia e rivivere i momenti importanti che hanno portato Bocelli ad essere il tenore che oggi tutti conosciamo.

    Protagonista del film è Amos Bardi (Toby Sebastian), alter ego di Bocelli. Nato con il dono di una voce che si manifesta di gran pregio fin da bambino, contemporaneamente ha però un grave problema agli occhi che lo rende quasi cieco.
    Vede chiaroscuri, contorni, non di più. La malattia lo costringe ad un calvario di interventi chirurgici.
    Presto deve separarsi dalla famiglia per entrare in un istituto per non vedenti ed imparare il Braille. Ma è proprio lì che gli accade un terribile incidente, una pallonata in faccia che lo porta alla cecità totale. E' il buio.
    Nonostante questo problema, Bocelli, continuerà con determinazione la sua vita e i suoi studi laureandosi in Giurisprudenza. Parallelamente porterà avanti le sue passioni per il pianoforte, il sassofono e il canto. Quest'ultima prendendo lezioni con l'idolo tenorile del Novecento, Franco Corelli, che nel film è interpretato da Antonio Banderas. La sua vita sarà una sfida senza soste fino a quando non riuscirà a raggiungere il suo primo grande successo.
    La sua carriera ha infatti inizio con un'audizione tenuta da Zucchero per realizzare Miserere, canzone pensata inizialmente per Pavarotti. Quest'ultimo, però, colpito dalla voce di Bocelli vorrà che sia lui a cantarla. Da qui comincerà la carriera di Bocelli, tra Festival di Sanremo, concerti e registrazioni di album, fino ad arrivare alle interpretazioni di opere liriche. Il suo successo sarà immediato e la sua vita piena di impegno e soddisfazioni.

    Oltre ad Antonio Banderas e Toby Sebastian, nel cast del film troviamo: Jordi Mollà nella parte del padre, Luisa Ranieri nei panni della madre e Ennio Fantastichini sarà lo zio Giovanni.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Quando capita che, vedendo un film, viene voglia di leggere anche il libro, vuol dire che si tratta di una storia più che avvincente. Ed è proprio il caso de La musica del silenzio che è, per l’appunto, un’autobiografia prima ancora di un film. Un film che non ha cambiato neppure il titolo del libro e che ne ha senz’altro raccolto l’essenza di quell’anima palpitante e struggente quanto può essere la parabola esistenziale di un grande artista. Stiamo parlando nientemeno che di Andrea Bocelli, tenore immenso che, ad un certo punto della sua maturità artistica, nonché di uomo salito sugli scranni della ribalta di un successo incondizionato, ha sentito l’esigenza di rivedersi in quel percorso che gli si è parato davanti indubbiamente in salita. Percorso cui non è stato regalato nulla, ma proprio nulla, e che si è conquistato la dimensione artistica tanto elettiva nel mondo della musica e della

    voce, sudando tutte le camicie a lui consegnate come corredo dal destino. Partendo a dir poco, svantaggiato. Eppure, nel suo caso sembra che lo svantaggio si sia convertito gradualmente in vantaggio. E ce lo svela la pellicola omonima, a tutto cuore, di Michael Radford: già regista de Il postino di cui fu anche co-sceneggiatore con la stessa Anna Pavignano con cui ora firma lo script de La musica del silenzio. Pellicola che si fa perdonare presto la cadenza didascalica di un biopic che, dalla nascita, raggiunge la sfera più o meno attuale di Andrea Bocelli, innescando a sua volta interessanti sfumature d’arte in seno alla stessa Arte che racconta.

    A cominciare dalla più semplice, con cui prende avvio questa storia: è difatti lo stesso Andrea Bocelli in voce fuori campo a raccontare in prima persona, mentre scrive, la storia di Amos Bardi, accolto con entusiasmo da genitori e parenti perché

    maschio. E lo fa mentre è in attesa di andare in scena, nella forma di una lunga lettera dedicata: “Cara Veronica…”, il cui contenuto pieno prende corpo nelle parole del finale, stupendo, struggente e saturo di una commozione naturale condivisa, anche sulla scia di quegli scatti in bianco e nero rubati alla vita vera che trasudano ‘verità’ nell’essenza esistenziale, tanto quanto Arte, da tutti i pori.

    Così, dal pianto del neonato durato 5 mesi - una cosa che sua madre percepisce come spia di qualcosa che non va prenotando una visita in ospedale con l’inclemente responso - prende avvio la difficile crescita di un bambino costretto al calvario di svariate operazioni e cure che una pallonata in pieno volto azzera, dalla visione parziale alla cecità completa. E quando pure le sue soggettive patinate si spengono del tutto, la reazione della madre è una di quelle che non si dimenticano. E proprio

    ai genitori - nel film la Edi di un’accorata Luisa Ranieri e il Sandro di Jordi Mollà - grande risorsa per il figlio, Bocelli e Radford rendono grazie con tutta la gentilezza possibile, per scritto e per immagini, passando per l’altro fondamentale supporto dello zio Giovanni qui incarnato dal compianto Ennio Fantastichini. Lo scopritore del talento vocale del nipote - l’alter ego di Andrea Bocelli, Amos Bardi - nonché primo agente nelle sue performance iniziali, prima della crisi adolescenziale con l’inevitabile cambio di voce. Seguono gli studi al Liceo Classico e la laurea in Giurisprudenza, con il supporto di un tutor, paradossalmente con la sola quinta elementare. Dalle prime esibizioni ai piano bar, dove conosce la sua futura moglie, le lezioni di ‘conduzione’ della voce con il Maestro di canto (Antonio Banderas), dove scopre proprio quella ‘musica del silenzio’ del titolo, fino al mitico e sofferto - in coda ad

    una interminabile e snervante attesa - incontro artistico con Zucchero Fornaciari. Quel Miserere mixato dal tenore lirico ormai formato Andrea Bocelli e l’anima rock di Zucchero è un qualcosa che penetra nelle viscere e che il film incastona in questa preziosa pellicola, con lo spezzone climax tratto dal vero concerto del 31 Maggio del 1993. Di contro al ricorso ai tanti interpreti diversi quanto le varie età di Andrea Bocelli, necessari alla finzione evocativa del vero, per quanto tutti estremamente aderenti al servizio del personaggio e della sua storia.

    Forte di un montaggio sfumato come è solito fare un pittore più che un regista, Radford raggiunge infine la tappa successiva di Sanremo che, al confronto col magico duetto Bocelli-Zucchero, sembra appiattirsi sulla sponda del rigor di cronaca. La voce fuori campo di Andrea Bocelli interviene qua e là a sottoscrivere la veridicità del racconto per immagini e ne raggiunge le

    vette pirotecniche con il discorso conclusivo tanto personale quanto affettuosamente rivolto al suo grande pubblico. Una lezione di vita e d’amore che si fa quasi scambio confidenziale tra l’artista e il mondo con cui si è interfacciato e continua ad interfacciarsi in un modo sempre diverso. Un modo comunque unico e speciale, mutevole e cangiante tanto quanto la vita stessa e l’Arte che ne riflette ogni variabile cromatica, con le sue luci e le sue ombre.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)






    trailer ufficiale:

    Perle di sceneggiatura


    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano gli Uffici Stampa Studio Nobile Scarafoni e Manzo Piccirillo.

    Links:

    • Michael Radford (Regista)

    • Antonio Banderas

    • Ennio Fantastichini

    • Alessandro Sperduti

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    Galleria Video:

    La musica del silenzio - trailer 2

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