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    C’era una volta Sergio Leone e il mito di un’America rievocata in un lungo e intenso flashback di dolorosa memoria

    40° Anniversario - 2024 - Evento al cinema il 28, 29 e 30 Ottobre: versione in 4K - I bellissimi di ‘CelluloidPortraits’ - Dal 65. Festival del Cinema di CANNES - 'CANNES CLASSICS' - 'EXTENDED VERSION' RESTAURATA con SCENE INEDITE - Dal 18 OTTOBRE e (a grande richiesta) Dall'8 NOVEMBRE al cinema - In DVD dal 7 DICEMBRE

    ’C’era una volta in America’ non posso non amarlo: è proprio la ‘summa’ di tutta la mia carriera, sia per quanto riguarda i contenuti che, soprattutto, lo stileâ€.
    Sergio Leone

    (Once Upon a Time in America; ITALIA/USA 1984; gangster drammatico; 218'; Produz.: Arnon Milchan per The Ladd Company; Distribuz.: Titanus)

    Locandina italiana C'era una volta in America

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    Storyline

    Titolo in italiano: C'era una volta in America

    Titolo in lingua originale: Once Upon a Time in America

    Anno di produzione: 1984

    Anno di uscita: 1984

    Regia: Sergio Leone

    Sceneggiatura: Sergio Leone, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco Arcalli, Franco Ferrini

    Soggetto: Dal romanzo di Harry Grey The Hoods (Mano Armata)

    Cast: Robert De Niro (‘Noodles’ - David Aaronson)
    James Woods (‘Max’ - Maximilian Bercovicz)
    Elizabeth McGovern (Deborah Gelly)
    Treat Williams (James Conway O’Donnell)
    Tuesday Weld (Carol)
    Joe Pesci (Frankie Manoldi)
    Burt Young (Joe)
    Danny Aiello (Capo della Polizia Vincent Aiello)
    William Forsythe (Cockeye)
    James Hayden (Patsy)
    Darlanne Fleugel (Eve)
    Larry Rapp (“Fat†Moe)
    Amy Rider (Peggy)
    Olga Karlatos (Donna nel teatro cinese)
    James Russo (Bugsy)
    Cast completo

    Musica: Ennio Morricone

    Costumi: Gabriella Pescucci

    Scenografia: Carlo Simi

    Fotografia: Tonino Delli Colli

    Montaggio: Nino Baragli

    Casting: Cis Corman e Joy Todd

    Scheda film aggiornata al: 27 Novembre 2025

    Sinossi:

    In breve:

    Il quartiere del Lower East Side della New York anni '20 costituisce il campo delle gesta di una piccola banda di ragazzini. Li capeggiano due inseparabili amici: Max (James Woods) e Noodles (Robert De Niro). La strada è il loro regno per scippi, furterelli, ricatti al poliziotto di quartiere e così via. Ma i ragazzi crescono, l'epoca del proibizionismo incalza e la diffidente amicizia tra Max e Noodles sfocia nella morte e nel mistero...

    In dettaglio:

    New York, 1933, sul finire del Proibizionismo: Quattro spietati sicari italoamericani, inviati da ignoti mandanti, cercano rabbiosamente il gangster David "Noodles" Aaronson, dopo aver assassinato Eve, la sua compagna. "Fat" Moe Gelly, proprietario del bar dove Noodles risiede, viene pestato a sangue nel piano superiore del suo locale, finché non indica un teatro cinese con annessa fumeria d'oppio, luogo dove Noodles si potrebbe trovare. Effettivamente Noodles si trova lì, ma per dimenticare la morte dei suoi tre amici e compari, Patrick "Patsy" Goldberg, Philip "Cockeye" Stein e Maximilian "Max" Bercovicz. In un flashback si vede Noodles assistere all'incendio di un camion carico di casse di whisky e alla morte degli amici. Sull'asfalto giacciono i loro corpi, uno dei quali, quello di Max, è completamente carbonizzato.

    Due dei quattro scagnozzi irrompono nel teatro cinese, ma Noodles fugge in tempo da un'uscita secondaria. Recatosi al locale di Moe, uccide il terzo sgherro, ma non soccorre l'amico così da scagionarlo agli occhi dei sicari. Prende quindi una chiave riposta in un orologio a pendolo e si reca in una stazione ferroviaria, dove apre una cassetta di sicurezza, al cui interno c'è una valigia che contiene solo vecchi giornali. Confuso e rassegnato, decide di salire sul primo treno in partenza, diretto a Buffalo, scappando per sempre da New York per rifarsi una nuova vita sotto il falso nome di Robert Williams.

    New York, 1968: Noodles, oramai ultrasessantenne, torna a New York e reincontra Moe, il quale continua a gestire il bar. I due discutono di una strana lettera che Noodles ha ricevuto, apparentemente speditagli da un rabbino locale, in cui lo invita a trattare il trasferimento delle salme dei suoi tre amici. Come Moe gli riferisce, il trasferimento è in realtà avvenuto già otto mesi prima, a spese di un ignoto benefattore nel sontuoso cimitero di Riverdale, nel Bronx. Noodles dunque suppone che la missiva costituisca il messaggio di un vecchio nemico, che gli fa così intendere di averlo rintracciato, nonostante egli viva altrove sotto falso nome. Moe decide di ospitare Noodles per la notte nell'appartamento adiacente al locale. Egli, ora solo, vaga per il locale e guardando attraverso una feritoia che dà su sul magazzino del locale, vede affiorare alla mente la sua adolescenza.

    New York, 1918: Noodles, un adolescente ragazzo di strada del quartiere ebraico del Lower East Side di New York che vive di espedienti, spia la bella Deborah Gelly, sorella di Moe, mentre si esercita aspirando a diventare una ballerina. Il suo è amore a prima vista. Imbattutosi fortuitamente in un suo coetaneo, lo smaliziato Max, il quale si è appena trasferito dal Bronx, i due decidono di costituire, assieme gli amici Patsy, Cockeye e Dominic una propria gang indipendente. Con questa iniziativa, tuttavia, si inimicano il piccolo boss locale Bugsy.

    Il giorno del Pesach, ovvero della pasqua ebraica, mentre tutta la comunità è in preghiera in sinagoga, Noodles incontra Deborah, rimasta da sola nel bar dei Gelly. La fanciulla, seppur infatuata da Noodles, non approva il suo stile di vita e perciò, a malincuore, non vuole concedersi a lui. Proprio nel bel mezzo del dialogo, Noodles viene richiamato fuori da Max e abbandona Deborah. Una volta in strada, i due ragazzi vengono malmenati e derubati da Bugsy e dai suoi compari per la loro iniziativa di mettersi in proprio. Noodles, sanguinante, cerca rifugio bussando alla porta di Deborah, la quale però, nel rimarcare il proprio disappunto, lo abbandona fuori al proprio destino.

    Noodles e i suoi amici, nonostante le intimidazioni, continuano le loro attività in proprio, fino a mettere a punto un espediente per recuperare le casse di whisky gettate in mare dai contrabbandieri italo-americani, eludendo così le motovedette della polizia fluviale. Con questo stratagemma ottengono ingenti guadagni e inaugurano un fondo comune, custodito in una valigia depositata presso una cassetta di sicurezza di una stazione ferroviaria.

    Bugsy, furioso per lo sgarbo, tenta di eliminare la gang una volta per tutte. A farne le spese, tragicamente, è Dominic, ucciso con un colpo di pistola alle spalle. Dopo che Dominic spira tra le braccia di Noodles, quest'ultimo si vendica uccidendo Bugsy, ma viene colto in flagrante da due poliziotti. Nel tentativo di difendersi dall'arresto accoltella uno degli agenti di polizia, ragion per cui viene condannato a scontare una pena detentiva di dodici anni.

    New York, 1968: Noodles si reca al cimitero di Riverdale, nella monumentale cappella fatta erigere per i suoi amici dallo sconosciuto benefattore. All'interno legge anche il proprio nome su una targa commemorativa e al cui interno trova una chiave, che riconosce essere identica a quella della cassetta di sicurezza usata anni prima. Giunto alla stazione ferroviaria, Noodles trova una valigia con una cospicua somma ed un messaggio: "Pagamento anticipato per il tuo prossimo lavoro".

    New York, 1930: Noodles esce finalmente di prigione. Ad attenderlo trova Max, che stenta a riconoscere, il quale lo informa che nel frattempo la banda ha ingrandito le proprie attività, trasformando l'esercizio di Moe in un bar dove si distribuiscono clandestinamente alcolici, in quanto è entrato in vigore il Proibizionismo. Noodles scopre inoltre che i suoi tre amici hanno iniziato a compiere dei lavori importanti al soldo di organizzazioni molto potenti di cui Max vuole garantirsi la protezione. Uno di questi incarichi consiste in una rapina ad una gioielleria di Detroit per conto di un potente boss italo-americano, Frankie Monaldi, e del suo referente, Joe. Il colpo però assume risvolti grotteschi: durante la rapina Noodles, provocato da una commessa di nome Carol, arriva a violentarla sebbene ella dimostri compiacenza.

    Al momento della consegna della refurtiva, Max e i suoi compari si sbarazzano di Joe e della sua banda, perché Max si era segretamente accordato con Monaldi per eliminare la concorrenza di Detroit. Noodles, visibilmente contrariato e sdegnato per la violenza dell'agguato, redarguisce Max per averlo tenuto all'oscuro e lo accusa di voler tradire la loro linea indipendente stabilita anni prima. Questo litigio rappresenta l'inizio di una graduale frattura, che porta Noodles a diffidare sempre più delle ambizioni del suo amico, palesemente avido di denaro e potere.

    New York, 1968: Nel bar di Moe, Noodles apprende da un notiziario televisivo che il senatore Christopher Bailey[N 1] è scampato miracolosamente ad un attentato dinamitardo. Il politico risulta coinvolto in una controversa indagine per corruzione, durante la quale sono già stati assassinati altri testimoni. Nel servizio appare una vecchia conoscenza di Noodles, il sindacalista James Conway O'Donnell.

    New York, 1932: Mentre imperversano le lotte del movimento operaio, la banda riceve un incarico da Sharkey, un politico vicino al Sindacato dei Trasporti. Chicken Joe, uno sgherro al servizio di un certo Crowing, direttore di una fabbrica occupata, ha preso in ostaggio O'Donnell per costringerlo a porre termine ad uno sciopero. Noodles e la sua banda intervengono sequestrando Crowing per obbligare Chicken Joe allo scambio dei due ostaggi. Quest'ultimo però non demorde ed ordina la gambizzazione di O'Donnell, che si scopre essere amico di Monaldi. La risposta di Max e Noodles è un'imboscata ai danni del boss, che risparmia solo l'impietrito Crowing. Per garantire il successo dell'operazione, la banda arriva a ricattare il capo della polizia Vincent Aiello, scambiando i braccialetti ai neonati nel reparto ospedaliero in cui si trova il figlio appena nato del capo della polizia.

    In questo modo diviene sempre più chiara la commistione tra la malavita, il sindacato, la politica e le forze dell'ordine, tanto che, nell'imminenza della fine del Proibizionismo, Sharkey propone nuovi affari a Noodles e alla sua banda. Max, sempre più ambizioso, accetterebbe di buon grado, mentre Noodles manifesta ancora una volta tutta la propria disapprovazione. Max viene invitato da Sharkey a liberarsi dell'amico, considerato ormai una palla al piede, ma l'uomo rifiuta.

    Per conquistare Deborah, della quale Noodles non si è dimenticato affatto, e che anzi ha sempre amato profondamente durante la sua prigionia, organizza una splendida serata in un ristorante sul mare prenotato esclusivamente per loro due, durante la quale le chiede di sposarlo. Lei, pur ricambiandolo, declina nuovamente la proposta per l'annoso motivo del suo stile di vita, che comporterebbe soprattutto la rinuncia alle proprie aspirazioni artistiche. Deborah infatti è in procinto di partire per Hollywood e diventare un'attrice. Noodles, profondamente deluso, si offre di riaccompagnarla a casa solamente per poi violentarla brutalmente in automobile, senza che l'autista intervenga. Così facendo, Noodles la perde definitivamente.

    Carol, la commessa della gioielleria di Detroit, diviene la donna di Max e Noodles ripiega su Eve, una ragazza conosciuta la notte in cui ha violentato Deborah. Viene annunciata ufficialmente la data della fine del Proibizionismo. Max, in un crescendo di ambizione, confida a Noodles il piano per rapinare la Federal Reserve Bank di New York, con lo scopo di garantirsi definitivamente ricchezza e potere. Giudicando il piano un'ennesima follia, Noodles medita di sventarlo ed in una telefonata anonima informa la polizia di un imminente trasporto di alcolici, ancora formalmente proibiti, a cui partecipano i suoi amici. L'esito sarà la sparatoria mortale che porterà alla morte di Patsy, Cockeye e Max.

    New York, 1968: Noodles riceve un invito ad un ricevimento presso la residenza del senatore Bailey a Long Island. Per cautelarsi, fa visita dapprima a un'ormai anziana Carol in una casa di riposo, e da lei apprende dell'amicizia di Deborah con il politico, probabilmente il suo amante, e della sua brillante carriera teatrale. Racconta anche che Max, durante quella sparatoria con la polizia, fece esplodere per primo dei colpi di pistola, quasi a volersi far uccidere. Noodles raggiunge quindi Deborah a Broadway e le fa visita in camerino. Alquanto scossa, Deborah gli racconta delle vicissitudini di Bailey, un immigrato dal passato sconosciuto che, dopo aver sposato una donna molto ricca e aver avuto un figlio da essa, ebbe modo, grazie alla sua eredità, di accumulare fortuna e divenire un ricco finanziere. Entrato in politica da cinque anni, è però ora coinvolto in un'intricatissima inchiesta giudiziaria. La visita inaspettata di David, figlio del senatore, straordinariamente somigliante a Max da giovane, chiarisce il sospetto di Noodles sull'identità di Bailey, ovvero il suo vecchio amico Max, fattosi credere morto nel 1933.

    Noodles, nonostante le suppliche di Deborah a desistere, viene ricevuto in privato da Bailey/Max, che lo mette al corrente del fatto che nel 1933 il suo tentativo di salvare gli amici denunciandoli era stato ampiamente previsto da lui e dalla malavita. Max si era infatti organizzato con la parte corrotta della polizia per far trovare un cadavere già sfigurato e fuggire.[N 3] Il senatore illustra poi la tragica situazione in cui versa, e delle minacce di morte dei suoi ex alleati che vogliono impedirgli di comparire al processo. L'uomo prega Noodles di ucciderlo con un colpo di pistola, per avere una morte onorevole e potersi sdebitare dell'antico sgarbo.

    «Ho rubato la tua vita e l'ho vissuta al tuo posto, t'ho preso tutto, i tuoi soldi, la tua donna. Cosa aspetti a sparare?»
    (Senatore Bailey/Max a Noodles)

    Lui, però, ricordando i momenti della sua infanzia e la sua antica fedeltà a valori quali amicizia e amore, declina, spiazzandolo e negando qualsiasi addebito, chiamandolo sempre "Mr. Bailey", fingendo così di non riconoscere in lui Max e augurandogli il meglio per il processo che lo aspetta.

    Noodles esce dal cancello della villa di Bailey, di fronte al quale staziona un camion della nettezza urbana, il quale, mentre lui sta incamminandosi lungo la strada per andarsene, si mette in moto. Noodles si volta e vede da lontano Bailey/Max[N 4] uscire dal cancello e avanzare verso il mezzo appena partito. Bailey/Max sembra sparire misteriosamente dietro di esso, forse lanciatosi nelle lame compattatrici. Noodles osserva il camion allontanarsi fino a scomparire nel buio, quando ad un tratto spunta un corteo di auto d'epoca con a bordo dei giovani festanti sulle note di God Bless America, di Irving Berlin.

    New York, 1933: Siamo nuovamente nel teatro cinese. Noodles giace sul letto sorridendo, inebriato dai fumi dell'oppio.

    Storyline:

    In the 1930s, three thugs search for a man named "Noodles". Noodles is drugging himself in an opium den with a newspaper next to him featuring the death of bootleggers Patrick Goldberg, Philip Stein and Maximilian Bercovicz. He recalls the police removing their corpses, one burnt beyond recognition. Noodles evades capture and leaves the city.

    In 1918, David "Noodles" Aaronson leads a gang of his three friends—"Patsy" Goldberg, "Cockeye" Stein and Dominic—performing jobs for local gangster Bugsy. They meet Max as he foils one of their robberies but has the booty stolen from him by corrupt police officer Whitey. Max joins their gang, and they blackmail Whitey to get the same police protection as Bugsy.

    The gang becomes successful liquor smugglers. They deposit their earnings in a locker, giving the key to a trusted friend, Moe. Noodles is in love with Moe's sister Deborah, who dreams of becoming a dancer. Due to his socialization as a gangster, Deborah sees no future for their love. Bugsy, now a rival, ambushes the gang and fatally shoots Dominic. Noodles kills Bugsy and is sentenced to prison.

    When he is released a decade later, Noodles rejoins his gang. During a diamond heist, they use jewelry employee Carol as their informant. She goads Noodles into hitting her, after which he rapes her; she soon becomes Max's girlfriend. Noodles realizes that the heist was commissioned by a syndicate figure to eliminate competition. This leads to tensions between Max and Noodles, the latter seeking independence. The gang provides protection for Teamsters' union boss O'Donnell, during the course of which they exchange newborns at a clinic, punishing the head of police, whose wife has just given birth to a boy at that clinic. This results in the police withdrawing their actions against striking workers.

    Noodles takes Deborah on a lavish date. When she reveals her plans to pursue a career in Hollywood, he snaps and rapes her. As she departs the next day, he attempts to catch a glance of her sitting on the train, but she avoids eye contact.

    The repeal of Prohibition forces the gang to look for alternative activities. Max suggests a New York Federal Reserve Bank heist, which Noodles and Carol deem too risky. Carol convinces Noodles to inform the police about a lesser offense, hoping brief incarceration will cool off Max's ambition. After Noodles calls the police, Max knocks him out. On regaining consciousness, Noodles learns that Max, Patsy and Cockeye have been killed by the police during the heist, as established at the beginning of the film. A guilt-ridden Noodles hides in the opium den. During his subsequent escape, he realizes that the locker money has disappeared.

    In the 1960s, after receiving a letter indicating that his identity has been uncovered, Noodles returns to Manhattan for the first time since the 1930s, seeking to find who is responsible. He learns that the bodies of his three friends have been relocated to Riverdale. He visits their mausoleum in Riverdale and finds a key to a railway locker.

    The locker reveals a suitcase full of money, stated to be the advance on his next job. Noodles learns of the corruption scandals around Senator Christopher Bailey and visits Carol in a retirement home run by the Bailey Foundation. She tells him that Max manipulated them into tipping him off to the police and that Max opened fire first, wishing to die young.

    In a memorial photograph, Noodles spots Deborah, who has become a major actress, and he starts to suspect a connection between Deborah and Bailey. He tracks down Deborah and visits her, telling her about his invitation to a party at Bailey's mansion, and challenging her to tell him about the mysterious job, as well as the identity of Bailey. Deborah admits to being Bailey's lover and begs Noodles to leave the city before facing hurtful revelations. Ignoring her advice, Noodles leaves her after seeing Bailey's son, who resembles Max when he was younger.

    Noodles meets Bailey, who turns out to be Max. Noodles learns that Max faked his death, stole the gang's money, and reinvented himself as a self-made businessman. He also made Deborah his mistress, thus robbing Noodles of everything that he had. Faced with ruin due to the corruption scandal, Max reveals that he is behind the mysterious job, which is for Noodles to kill him. Noodles refuses. As Noodles leaves the estate, a garbage truck passes, and a man, presumably Max, walks toward Noodles until the truck passes between them. Noodles sees the truck's auger conveyor grinding garbage, but the man is nowhere to be seen.

    In the 1930s, Noodles comes back to the opium den. He smokes a pipe and smiles.

    Perle di sceneggiatura

    Il celebre scambio di battute tra Noodles e Moe al momento del loro incontro da vecchi, si carica di grande significato, una sorta di linfa consuntiva del film, esprimendo “lo scorrere del tempo, i mutamenti interiori delle persone e il dolore del ritornoâ€:

    Moe: “Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?â€
    Noodles: “Sono andato a letto prestoâ€

    Commenti del regista

    Sul concetto di cinema:

    “Per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mitoâ€

    A proposito di questo suo ultimo film C’era una volta in America:

    “Il tempo è il vero grande protagonista del film ‘C’era una volta in America’. Gli eventi cambiano, le cose, attraverso il tempo assumono… insomma, il tempo li determina. La cosa più difficile era far accettare al pubblico i passaggi dl tempo che però hanno un valore preciso: quello che volevo dimostrare era come attraverso il personaggio di Noodles che fa questo viaggio attraverso l’oppio – egli non sia mai uscito da quel 1930, sognando, attraverso l’oppio, tutto il suo futuro. Sapete che l’oppio è l’unica droga che crea immagini completamente nuove, ti lascia immaginare cose che non conosci e quindi questo offriva anche a me il pretesto – non essendo un regista americano – di viaggiare insieme a Noodles attraverso questa memoria del passato e quseta rêverie immaginifica che il film si porta dietro… è un’interpretazione, ecco…â€.

    Da: Angela Prudenzi e Sergio Toffetti (a cura di-), Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, Fondazione Scuola Nazionale di Cinema (Quaderni della Cineteca), Roma 2000, pp. 36-37.

    “C’era una volta in America può essere un fashback, e quindi una storia che Noodles ormai vecchio ricorda al momento in cui torna sui luoghi della sua giovinezza. Ma può anche darsi che Noodles non sia mai uscito dalla fumeria d’oppio (una droga che annulla la memoria e proietta nel futuro), e che il film sia perciò il sogno di un drogato. Quel sorriso è un sigillo a questa ambiguità… Quel mistero, quel senso di vago e indefinito, quei piccoli salti narrativi fanno parte della storia, anzi ne sono un elemento quasi essenziale… E’ un omaggio alle cose che ho sempre amato, e in particolare alla letteratura americana di Chandler, Hammett, Dos Passos, Hemingway, Fitzgerald. Personaggi che, quando li ho conosciuti, erano proibiti in Italia. Li ho letti in clandestinità ai tempi del fascismo, e come tutte le cose proibite hanno assunto un significato anche superiore alla loro importanza effettiva. In secondo luogo è la ricostruzione più compiuta di quell’America che ho inseguito e sognato per anni, l’America delle contraddizioni e del mito. Infine, è una riflessione sullo spettacolo, sull’arte visiva. Non a caso, il film inizia e finisce in un teatro di ombre cinesi: il pubblico delle ombre cinesi sta alle ombre cinesi come il pubblico del film sta al film. C’è una simbiosi tra loro e noi. E’ un doppio schermo, anzi un pubblico che guarda uno schermo su cui è proiettato un altro pubblico che guarda un altro schermoâ€.

    (Da Francesco Mininni, Sergio Leone, Il Castoro Cinema. La Nuova Italia, n. 139, Roma 1989, pp. 12-13)

    Sui personaggi, in particolare Noodles (De Niro) in C’era una volta in America:

    “I miei personaggi sono eroi perché sono raccontati con affetto. Chi è Noodles ? Noodles (Robert De Niro) è come una vetrata che uno attraversa senza sapere fino in fondo chi è e quello che vuole…â€.

    Da: Angela Prudenzi e Sergio Toffetti (a cura di-), Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, Fondazione Scuola Nazionale di Cinema (Quaderni della Cineteca), Roma 2000, p. 39

    Altre voci dal set:

    Ennio Morricone sulla musica in C’era una volta in America:

    “… Il lavoro maggiore lo ha richiesto il sottolineare i momenti temporalmente diversi, e poi il film ha una componente onirica talmente significativa… Credo che il risultato sia una musica fortemente evocativa, struggente, che intreccia più temi e costituisce una struttura musicale ben più importante di quella di un semplice Leitmotiv. La sua valenza drammaturgica è indubbia. Leone sapeva quando far parlare la musica, quando sostituire le note alle parole e ai gesti, era uno dei pochi in grado di farlo. Certi sguardi sorretti dalla sola musica, credo siano nella memoria di tuttiâ€.

    Da: Angela Prudenzi e Sergio Toffetti (a cura di-), Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, Fondazione Scuola Nazionale di Cinema (Quaderni della Cineteca), Roma 2000, p. 78

    Pressbook:

    PRESSBOOK in ENGLISH di ONCE UPON A TIME IN AMERICA (C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA)
    RESTAURO di ONCE UPON A TIME IN AMERICA (C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA)

    Links:

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    • Jennifer Connelly

    • Burt Young

    • James Woods

    • Joe Pesci

    • James Russo

    • 65. Festival del Cinema di CANNES (16-27 Maggio 2012) - DAILY 19 MAGGIO - LA SCELTA DI 'CELLULOIDPORTRAITS': 'C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA' DI SERGIO LEONE IN UNA VERSIONE PIU' LUNGA DI 25 MINUTI (Speciali)

    • C'era una volta in America (BLU-RAY)

    1 | 2 | 3 | 4

    Galleria Video:

    C'era una volta in America - trailer ufficiale per il 40° anniversario

    C'era una volta in America - trailer ufficiale

    C'era una volta in America - trailer

    C'era una volta in America - trailer ufficiale (V.O.) - Once Upon a Time in America

    Il giudizio della critica

    The Best of Review

    Tra mito e verità

    “In quest’impasto ambiguo e volutamente irrisolto di mito e verità si trova uno dei motivi più stimolanti dell’operaâ€
    Giuseppe Rausa

    (Giuseppe Rausa, C’era una volta in America, in “Segno Cinemaâ€, anno IV, n. 15, p. 71)

    International Press

    Italian Press

    E’ di scena la memoria

    “… il tema vero di ‘C’era una volta in America’ è la memoria, che annulla il tempo e accresce la sofferenza umana… La struttura temporale a incastri consente a Leone di anticipare e/o ritardare i colpi di scena, secondo una strategia sottile, un poco misteriosa. Si ha sempre l’impressione che esista una verità da scoprire e alla fine si scopre che la verità era già evidente fin dall’inizio, dal prologo delle ombre cinesi nella fumeria d’oppio. E la storia si chiude circolarmente nella stessa fumeria, allo stesso livello temporale, sullo stesso personaggio di loser, che Robert De Niro fa suo con una straordinaria identificazioneâ€.
    Fernaldo Di Giammatteo

    (Fernaldo Di Giammatteo, Nuovo Dizionario Univerale del Cinema di Fernaldo di Giammatteo (in collaborazione con Cristina Bragaglia)-I film, Roma 1994 (II ediz., p. 263 )

    Questo film-sogno di Sergio Leone sul mito americano è un sogno tutto europeo

    “Difficile dire se c’era una volta in America è l’opera più bella del suo autore; certo è la più ambiziosa, la più meditata, la più ricca di stimoli e di cultura. Quel che si è perso in immediatezza, compattezza e favolosa ingenuità si è guadagnato in complessità (basti pensare all’ormai famosa struttura narrativa ad incastri), in intensità poetica e in suggestione evocativa… Questo è il film-sogno di Leone sul mito (del cinema) americano… Ma è un sogno tutto europeo, a cominciare dai ritmi dilatati della narrazione, all’attenzione spropositata per i dettagli, all’interesse primario volto alle situazioni più che all’azione, elemento quest’ultimo, i cui interventi fulminanti, quasi disturbano un universo che pare muoversi silenzioso e sommesso, all’epos melodrammatico che funge da costante background e avvicina quest’America all’Italia del Bertolucci di ‘Novecento’…â€.
    Giuseppe Rausa

    (Giuseppe Rausa, C’era una volta in America, in “Segno Cinemaâ€, Anno IV, n. 15, novembre 1984, p. 70)

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