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    Home Page > Movies & DVD > Il curioso caso di Benjamin Button

    IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON: BRAD PITT OTTANTENNE SCOPRE L'ELISIR DI GIOVINEZZA. RAGGIUNTI I CINQUANT'ANNI IL SUO PERSONAGGIO COMINCIA DIFATTI INSPIEGABILMENTE A RINGIOVANIRE...

    13 Candidature all'OSCAR 2009, tra cui 'Miglior film', 'Miglior Regia', 'Miglior Attore Protagonista' (Brad Pitt), 'Miglior Attrice Non Protagonista' (Taraji P. Henson) e 'Miglior Sceneggiatura Non originale'.

    La vita sarebbe infinitamente più felice se solo potessimo nascere a 80 anni e gradualmente raggiungere i 18”.
    Mark Twain

    "... Abbiamo iniziato a parlare della storia e un quarto d’ora dopo stavamo chiacchierando delle persone che avevamo amato e che erano morte, di quelle che amavamo ma non ci ricambiavano, di chi desideravamo e di chi ci desiderava. Il film è interessante proprio perché provoca questo effetto su tutti noi... Mio padre è morto cinque anni fa, e ricordo l’esperienza di essere stato con lui quando ha esalato l’ultimo respiro. Un’esperienza molto profonda. Quando si perde una persona che ha aiutato la tua formazione in tanti modi, che è la tua ‘stella polare’, perdi il punto di riferimento della tua vita. Non cerchi più di far piacere a qualcuno, non reagisci contro qualcosa. Sei veramente solo".
    Il regista David Fincher

    (The Curious Case of Benjamin Button USA 2008; Drammatico sentimentale del mistero; 167'; Produz.: Paramount Pictures/The Kennedy/Marshall Company/Warner Bros. Pictures; Distribuz.: Warner Bros.)

    Locandina italiana Il curioso caso di Benjamin Button

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    (See Review by Todd McCarthy, "www.variety.com", here - Voice: 'Il giudizio della critica' - 'International Press')
    Trailer

    Titolo in italiano: Il curioso caso di Benjamin Button

    Titolo in lingua originale: The Curious Case of Benjamin Button

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2009

    Regia: David Fincher

    Sceneggiatura: Eric Roth

    Soggetto: Preliminaria:

    Il curioso caso di Benjamin Button nasce come racconto breve scritto negli anni ’20 da F. Scott Fitzgerald che, a sua volta, si era ispirato a una citazione di Mark Twain: “La vita sarebbe infinitamente più felice se solo potessimo nascere a 80 anni e gradualmente raggiungere i 18”.

    Cast: Brad Pitt (Benjamin Button)
    Cate Blanchett (Daisy)
    Tilda Swinton (Elizabeth Abbott)
    Elle Fanning (Daisy all'età di 6 anni)
    Julia Ormond (Caroline)
    Jason Flemyng (Thomas Button)
    Elias Koteas (Monsieur Gateau)
    Taraji P. Henson (Queenie)
    Faune A. Chambers (Dorothy Baker)
    Emma Degerstedt (ballerina)
    Josh Stewart (Pleasent Curtis)
    Bianca Chiminello (la migliore amica di Daisy)
    Megan Brown (la donna che bacia Benjamin)
    Charles Henry Wyson (Benjamin all'età di 5 anni)
    Eve Brent
    Cast completo

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Jacqueline West

    Scenografia: Donald Graham Burt

    Fotografia: Claudio Miranda

    Scheda film aggiornata al: 17 Dicembre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    E' la storia dell'ottantenne Benjamin Button che, per uno strano caso del destino, arrivato a 50 anni inizia inspiegabilmente a ringiovanire. Durante questo processo Benjamin si innamorerà della dolce Daisy, ma mentre lei invecchierà, lui continuerà a ringiovanire...

    IN DETTAGLIO:

    Sono nato in circostanze particolari
    Così inizia Il curioso caso di Benjamin Button, adattato da un racconto degli anni ’20 di F. Scott Fitzgerald su un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario: un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo. Da New Orleans alla fine della Prima Guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, in un percorso insolito come può essere la vita di ognuno, il film è lo straordinario racconto di un uomo non così comune e delle persone e dei luoghi che scopre lungo il percorso, gli amori che trova e che perde, le gioie della vita e la tristezza della morte e quello che resta oltre il tempo.

    Dal >Press-Book< de Il curioso caso di Benjamin Button

    Nota: Si ringrazia Valerio Roselli (Ufficio Stampa Warner Bros.)

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    Quando era nato era vecchio. Per davvero. Non vecchio nell’animo, ma nel corpo, con tanto di artrite, canizie, rugosità. Ma poi divenne sempre più giovane, fino ad essere un neonato. Questa in breve la storia (è il caso di dirlo, davvero curiosa) di Benjamin Button, un bambino venuto al mondo nel giorno in cui, nel 1918, gli Stati Uniti si liberavano dall’ombra della prima guerra mondiale e la cui vita sarebbe stata testimone di quasi novanta anni di storia americana e avrebbe raggiunto un senso circolare perché si sarebbe spenta nel medesimo luogo in cui era stata accolta, in cui aveva trascorso i primi anni di vita, quelli fondamentali della propria formazione resi meno dolorosi per mezzo dell’amore della donna che lo aveva cresciuto amorevolmente e che si era conquistata, così, il diritto di essere madre (nota di merito alla Taraji P. Henson che le dà corpo). Quel luogo

    era una casa per anziani a New Orleans (una città la cui essenza è metafora stessa del rapporto fra passato e futuro), dove il piccolo avrebbe imparato molto presto che la morte era una compagna della quale si deve fare l’abitudine. Sullo sfondo c’è un’America dilaniata dalla sua stessa Storia e governata da un orologio le cui lancette vanno al contrario fino ad essere sommerse definitivamente nell’acqua dell’uragano Katrina. Il curioso caso di Benjamin Button inizia con un evento positivo (la fine di un conflitto sanguinoso come la Grande Guerra) e finisce con uno negativo (l’uragano Katrina). La vita, quella vera, non è così?

    L’opera, basata su un racconto di Francis Scott Fitzgerald, è lunga quasi tre ore ed è diretta da David Fincher, regista, in genere, molto lontano dai toni malinconici e romantici di questo tipo. Inoltre, ha avuto una lunga gestazione e diverse stesure di sceneggiatura prima che venisse

    approvato il mix di Eric Roth (Oscar per lo script di Forrest Gump, e si vede perché lo stile è quello e fin troppi sono i punti di contatto) e Robin Swicord, che però alla fine si rivela il punto più debole di tutto il film. Nonostante tanta carne al fuoco, la pellicola firmata da Fincher si ferma a metà portando alla luce i difetti interiori di un’opera impeccabile dal punto di vista estetico, i cui meriti, di questa angolazione, non sono da attribuire né al regista né, come già accennato, agli sceneggiatori, ma al grande apparato tecnico che si è stagliato dietro le loro mani. In fondo, è più un film valorizzato dalla raffinatezza della fotografia, dei costumi, della scenografia, degli effetti speciali e quant’altro. È questa la sua vera grandezza. È, quindi, un’opera che appare fortemente seducente, ma che dopo la prima metà, senza dubbio la meglio riuscita

    la parte della vecchiaia dell’inizio, perde interesse fino a scivolare nel manierismo di una banale storia d’amore, quella fra Benjamin e Daisy. In realtà, molto più affascinante e interessante è la breve relazione che si instaura fra l’uomo ed Elizabeth (interpretata da una Tilda Swinton che brilla di luce propria), la moglie di un diplomatico-spia, che ogni notte si incontrano nella hall dell’albergo nel quale alloggiano, lì in mezzo a quel nulla del quale sono prigionieri entrambi. Quei quindici minuti sono la perla del film, l’unico momento in cui la stilizzazione esterna, al suo massimo livello, confluisce verso un elevato linguaggio cinematografico, tanto da sfiorare la verità dell’immagine poetica.

    In tutto l’arco delle storie narrate, gli interessanti argomenti di fondo, che sono quelli cardine dell’esistenza umana quali la vecchiaia, la giovinezza, la morte e l’amore, acquisiscono, nel personaggio di Benjamin Button, una straordinaria propulsione causata dalla sua diversità fisica. L’analisi

    dello sfondo di un’America che crolla su se stessa sempre di più non è altri che la metafora di un mondo che sta procedendo al contrario, ma tale svisceramento storico, nel film, si blocca alla seconda guerra mondiale perché gli ultimi sessanta anni diventano soltanto un’illustrazione molto bella, ma nulla di più. A segnare quel tempo, più che il ringiovanimento repentino di Brad Pitt, che diventa sempre più se stesso fino all’inevitabile somiglianza con il suo viso dei tempi di Thelma & Louise e Vento di passioni (e qui vi ritrova anche la “desaparecido” Julia Ormand), è senza dubbio la bellezza elegante, altera e raffinata di una Cate Blanchett in stato di grazia, il cui pesante trucco, usato, all’interno della vicenda, per evidenziare il trascorrere degli anni, accresce il suo fascino, nonostante venga penalizzata, a causa della scrittura, da una mancata costruzione psicologica del suo personaggio. Eppure non si

    può non innamorarsi della sua Daisy. È la pellicola stessa che, con il suo proseguo, và verso quella direzione morale della società: al suo culmine crolla, inesorabilmente. E questo nonostante Cate Blanchett, nonostante Tilda Swinton e i “suoi” quindici minuti, nonostante l’estetica del film, nonostante tutto. Risulta, così, una pellicola fortemente altalenante dove subentra la voglia di dire: “Che peccato, poteva essere un capolavoro e invece è soltanto un film costoso che regala solo pochissimi istanti di felicità e purezza linguistica. E poi un Forrest Gump è più che sufficiente”.

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO de IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

    Links:

    • David Fincher (Regista)

    • Julia Ormond

    • Cate Blanchett

    • Brad Pitt

    • Elle Fanning

    • Tilda Swinton

    • Taraji P. Henson

    • Madisen Beaty

    • Academy Awards 2009: STAR, PERSONAGGI E PERSONE ALLO SPECCHIO (CineSpigolature)

    1

    Galleria Video:

    Il curioso caso di Benjamin Button (versione originale).mov

    Il curioso caso di Benjamin Button (versione italiana).mov

    Il curioso caso di Benjamin Button (versione originale)Trailer 3.mov

    Il giudizio della critica

    The Best of Review

    International Press

    TODD MCCARTHY("www.variety.com"):

    "'The Curious Case of Benjamin Button' represents a richly satisfying serving of deep-dish Hollywood storytelling. This odd, epic tale of a man who ages backwards is presented in an impeccable classical manner, every detail tended to with fastidious devotion. An example of the most advanced technology placed entirely at the service of story and character, this significant change-of-pace from director David Fincher poses some daunting marketing challenges, even with Brad Pitt atop the cast. Strong critical support will be needed to swell interest in this absorbing, even moving, but emotionally cool film, which is simultaneously accessible and distinctive enough to catch on with a large public if luck and the zeitgeist are with it".

    Italian Press

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