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    IN DARKNESS: ECCO LO SCHLINDER POLACCO DI AGNIESZKA HOLLAND PER UN'ALTRA DELLE MILLE FACCE DELL'OLOCAUSTO NEL CINEMA

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - NOMINATION all'OSCAR 2013 come 'MIGLIOR FILM STRANIERO' - Dal 24 GENNAIO

    "Il 2009 ha portato una quantità di storie nuove sull’Olocausto attraverso libri e film. Viene da chiedersi se non sia stato detto tutto sull’argomento. Eppure, secondo me, il mistero principale non è stato ancora rivelato e nemmeno analizzato completamente. Com’è stato possibile questo crimine (l’eco del quale risuona ancora in diverse parti del mondo, dal Ruanda alla Bosnia)? Dove si trovava l’Uomo in quel periodo critico? Dov’era Dio? Tali vicende e azioni rappresentano l’eccezione nella storia umana o rivelano piuttosto una verità oscura, intima sulla nostra natura? Esaminare le molte storie di questo periodo mostra un’incredibile varietà di destini e vicissitudini, spiegate in un ricco tessuto di trame e drammi, con personaggi che affrontano scelte morali e umane difficili dando prova sia del meglio che del peggio della nostra natura. Tra le varie storie c’è quella di Leopold Socha che nasconde il gruppo di ebrei del ghetto nelle fognature di Lvov. Il protagonista è ambiguo: apparentemente un brav’uomo di famiglia, però anche un ladruncolo e un truffatore, religioso e immorale allo stesso tempo, forse solo un uomo qualunque, che vive tempi terribili. Nel corso della narrazione, Socha cresce in diversi modi come essere umano. Non c’è nulla di semplice o sentimentale nel suo percorso. È questa la cosa affascinante, il motivo per cui facciamo questo viaggio insieme con lui. Le persone che Leopold salva non sono angeli. La paura, le condizioni terribili, l’innato egoismo le rendono complesse e difficili, a tratti sono esseri umani insopportabili, ma sono reali e vivi, e le imperfezioni avvalorano la loro rivendicazione per il diritto alla vita più di quanto farebbe una qualsiasi versione idealizzata delle vittime. La storia mi è piaciuta da subito, ne ho apprezzato il potenziale, i personaggi e la sceneggiatura. La sfida più grande, ma anche la più eccitante per me come regista era l’oscurità (darkness). Vivono al buio, nel fetore e nell’umidità, in isolamento per oltre un anno. Sapevamo di dover esplorare il mondo sotterrano in una maniera molto speciale, realistica, umana. Volevamo che il pubblico avesse una percezione sensoriale dello stare lì, per mantenere viva la tensione, man mano che lo spettatore si concentra sulla storia. La dinamica del film è costruita alternando il mondo dei due leader, Socha e Mundek. I due universi si uniscono e diventano uno, il mondo nel quale devono collaborare per sopravvivere".
    La regista Agnieszka Holland

    (In Darkness; POLONIA/GERMANIA/CANADA 2011; Drammatico di guerra; 145'; Produz.: Schmidtz Katze Filmkollektiv/The Film Works co-finanziato da Polski Instytut Sztuki Filmowej; Distribuz.: Good Films)

    Locandina italiana In Darkness

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    Titolo in italiano: In Darkness

    Titolo in lingua originale: In Darkness

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Agnieszka Holland

    Sceneggiatura: David F. Shamoon

    Soggetto: Tratto dal libro In The Sewers of Lvov (Nelle fogne di Lvov) di Robert Marshall.

    Cast: Robert Wieckiewicz (Leopold Socha)
    Benno Fürmann (Mundek Margulies)
    Agnieszka Grochowska (Klara Keller)
    Maria Schrader (Paulina Chiger)
    Herbert Knaup (Ignacy Chiger)
    Marcin Bosak (Yanek Weiss)
    Julia Kijowska (Chaja)
    Jerzy Walczak (Jacob Berestycki)
    Oliwer Stanczak (Pawel Chiger)
    Milla Bankowicz (Krystyna Chiger)
    Krzysztof Skonieczny (Szczepek)
    Kinga Preis (Wanda Socha)
    Aleksander Mincer (Szlomo Landsberg)
    Piotr Glowacki (Icek Frenkiel)
    Maria Semotiuk (Mania Keller)

    Musica: Antoni Komasa-£azarkiewicz

    Costumi: Katarzyna Lewiñska e Jagna Janicka

    Scenografia: Erwin Prib

    Fotografia: Jolanta Dylewska

    Montaggio: Michal Czarnecki

    Effetti Speciali: Jens Döldissen e Arek Rosczak

    Makeup: Janusz Kaleja

    Casting: Heta Mantscheff e Weronika Migon

    Scheda film aggiornata al: 10 Febbraio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    In Darkness racconta la storia vera di Leopold Socha, operaio del sistema fognario e ladruncolo a Lvov, nella Polonia occupata dai Nazisti. Dopo essersi imbattuto in un gruppo di ebrei nelle fogne della città, Socha accetta di nasconderli per denaro. Quello che inizia come un mero accordo 'economico', prende, però, una piega inaspettata. Tutti dovranno trovare un modo per scampare alla morte nei 14 mesi vissuti in un continuo stato di allerta.

    IN DETTAGLIO:

    Polonia, Lvov nel 1943, sotto l’occupazione nazista: il debole opprime il più debole, il povero ruba al meno povero. Non ci si può fidare di nessuno. Leopold Socha, operaio nelle fognature e ladruncolo, si industria per sbarcare il lunario e mantenere moglie e figlia. Il suo amico Bortnik, un alto ufficiale ucraino, avanza la promessa di una vita migliore: tutto quello che Socha deve fare è trovare gli ebrei nascosti nelle fogne. Dopotutto, nessuno conosce il sistema meglio di lui che lo utilizza per nascondere la refurtiva. Ben presto Socha si imbatte in un gruppo di ebrei che vuole nascondersi nelle fognature per tentare di fuggire all’imminente rastrellamento del ghetto. I fuggiaschi gli offrono denaro in cambio di protezione. Sebbene Socha sia pienamente consapevole che aiutare un ebreo potrebbe voler dire fucilazione immediata per lui e la sua famiglia, considera la proposta come un modo per ottenere soldi facili, così stringe un accordo. Nel gruppo Mundek Margulies non si fida per niente di lui. Ciononostante, quando i Nazisti battono in perlustrazione, Socha aiuta gli ebrei, tra cui due bambini, a rifugiarsi nelle fogne. Iniziano le difficoltà per Socha, che deve fugare i sospetti di Bortnik sempre più convinto che l’amico abbia un segreto. Socha valuta la situazione: da una parte il denaro (non sufficiente) che riceve, dall’altra la minaccia di morte certa per lui e la sua famiglia. Sopraffatto dalla pressione, decide di abbandonare il gruppo al suo destino. Tuttavia, capita qualcosa di assolutamente imprevisto. Socha salva la vita di Mundek aiutandolo a uccidere un miliziano ucraino e, imbattutosi nei due bambini che vagano senza meta nelle fogne, sconvolti, si rende conto che non può abbandonare queste persone. Le prove per Socha e il gruppo sono incessanti. Una donna è costretta a partorire lì nelle fogne con conseguenze tragiche. Mundek si innamora della giovane e risoluta Klara e decide di cimentarsi in una missione disperata: penetrare nell’orrore, nel cuore di tenebra di Janowska, il campo di concentramento dove si trova la sorella dell’amata, e liberarla. Convince Socha ad aiutarlo, salvo poi scappare dal campo costringendolo ad affrontare rischi ancora peggiori. Inevitabilmente, i soldi degli ebrei finiscono, ma a questo punto non è possibile tornare indietro. Socha acquista loro del cibo con i propri risparmi, li sposta da un condotto all’altro, li protegge mentre fuori la guerra si trascina e Bortnik è vicino come non mai a smascherarlo. E poi, la catastrofe. Un’alluvione improvvisa e devastante inonda le fognature. Bortnik scopre l’effettivo tradimento del suo amico e Socha è costretto a un ultimo, disperato atto di coraggio.

    SHORT SYNOPSIS:

    A dramatization of one man's rescue of Jewish refugees in the Nazi-occupied Polish city of Lvov.

    IN DARKNESS tells the true story of Leopold Soha who risks his own life to save a dozen people from certain death. Initially only interested in his own good, the thief and burglar hides Jewish refugees for 14 months in the sewers of the Nazi-occupied town of Lvov (former Poland).

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    Insieme a Paul Verhoeven, Juan José Campanella e tanti altri colleghi, Agnieszka Holland (che ha collaborato anche con Kieslowski alle sceneggiature di Film blu e Film bianco) è una di quelle autrici che alternano una prolifica produzione ad Hollywood, tra cinema e televisione, con medio-alti risultati, per fare poi ogni tanto una capatina in patria per dirigere opere all’apparenza più personali, ma comunque ormai retaggio del mainstream americano. Con In Darkness, la regista polacca vuole raccontare l’ennesima storia sugli ebrei durante la seconda guerra mondiale (la base è un libro di Robert Marshall, In The Sewers of Lvov). E non è un caso se il film, rientrato nella cinquina dell’Oscar per il miglior film straniero lo scorso anno, esca in concomitanza nella settimana della Giornata della Memoria che ricorrerà il prossimo 27 gennaio. Questa volta però la prospettiva del tema è un po’ diversa: protagonista della vicenda non è infatti

    un ebreo bensì un cristiano, Leopold Socha, un operaio delle fognature di Lvov, in Polonia, e ladruncolo da quattro soldi, che per mantenere le adorate moglie e figlia si ingegna, durante la seconda guerra mondiale, a proteggere e nascondere nelle fognature famiglie di ebrei che tentano di sfuggire ai rastrellamenti tedeschi in cambio di denaro. Ma quel che viene fatto inizialmente per una motivazione puramente lucrosa si trasforma ben presto in un sentimento più forte e partecipativo.

    La regista costruisce una pellicola perfettamente orchestrata sui canoni narrativi del genere, che si trasforma nella presa di coscienza del protagonista, capace di redimere se stesso attraverso le sue buone azioni. Sembra così che In Darkness sia una nuova versione di Schindler’s List, dove il protagonista eroico è una figura che si prodiga per salvare delle vite umane, anche a dispetto della salvaguardia personale e della propria famiglia. Ma il film della Holland, per

    quanto interessante nella sua ricerca di mostrare l’inverosimile vita di un gruppo di persone all’interno di uno spazio angusto come quello delle fognature (con descrizione pedissequa di tutti i disagi immaginabili del caso) - realizzato attraverso una fotografia estremamente curata che gioca con la luce e il buio ed orchestrato nella ricerca di una forma teatrale - possiede tutti i limiti di una pellicola che affronta l’abusato tema ebraico: pedanteria, ripetitività, noia, prolissità, mancanza di idee. Perché, per quanto il dato di fatto storico sia tragico, inumano e inaccettabile, ma certo non unico (perché tanti altri genocidi nella storia dell’umanità si sono perpetrati), il cinema e l’Olocausto sembrano essere un connubio così intrecciato da definirne, con questo medesimo intreccio, una battuta d’arresto da un punto di vista artistico perché totalmente uguale a se stessa. Non c’è evoluzione nel cinema di questi ultimi anni in rapporto a queste storie e le

    sceneggiature sembrano alla fine tutte uguali, con l’aggravante che in questo caso, eccettuato il protagonista, gli altri personaggi non si distinguono per costruzione caratteriale.

    Mancano le idee dunque. A parte la descrizione del periodo storico con la implicita drammaticità degli eventi e l'aver scovato la particolare storia di Leopold Socha, l’unica cosa che ci fa comprendere il film della Holland è che quegli anni sono sempre stati tragicamente uguali a se stessi. Ma questo, molti di noi, lo sanno già. Anche se il monito è quello di non dimenticare: giustissimo, ma non basta mettere di mezzo l’Olocausto e dintorni per fare un buon film e ricevere premi; bisogna prima di tutto tenere presente il fine del mezzo cinema, con le sue regole e le sue necessità. E, se è giusto raccontare ogni singola storia che avviene nell’universo, è anche giusto propinare allo spettatore un’angolazione originale, un guizzo narrativo interessante, un barlume

    di novità. Non un qualcosa di molto simile ad una fiction della Rai solo fatta un po’ meglio e ben recitata.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Good Films e REGGI & SPIZZICHINO Communication.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di IN DARKNESS

    Links:

    • Agnieszka Holland (Regista)

    • Benno Fürmann

    • Maria Schrader

    • Robert Wieckiewicz

    • Agnieszka Grochowska

    • Milla Bankowicz

    • Krzysztof Skonieczny

    Altri Links:

    - Sito ufficiale

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    Galleria Video:

    In Darkness - trailer

    In Darkness - trailer (versione originale polacca sottotitolata in inglese)

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