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    ECCO UN'ALTRA 'FAVOLA ETERNA', ABITATA DA IMMORTALI 'CAVALIERI DEI DRAGHI' CON UNA MISSIONE DA COMPIERE

    "Le sabbie del tempo non si fermano. Gli anni passano, volenti o nolenti... ma noi possiamo ricordare. Quel che è perduto rivive nelle nostre memorie. Ciò che ascolterete sarà imperfetto e lacunoso, ma serbatelo come un tesoro, poiché senza di voi non esisterebbe. Vi narrerò una storia a lungo dimenticata, celata nella nebbia incantata dei tempi…"
    Brom il Cantastorie

    "... l’aspetto fantasy del romanzo richiedeva naturalmente una dose massiccia di effetti visivi, ciononostante il mio primo pensiero è stato che si trattava di una grande storia emotiva, con un arco narrativo ben preciso".
    Il regista Stefen Fangmeier

    (Eragon, USA 2006; Fantastico; 104'; Produz.: Fox 2000 Pictures/20th Century Fox/Davis Entertainment/Ingenious Film Partners; Distribuz.: 20th Century Fox)

    Locandina italiana Eragon

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Eragon

    Titolo in lingua originale: Eragon

    Anno di produzione: 2006

    Anno di uscita: 2006

    Regia: Stefen Fangmeier

    Sceneggiatura: Peter Buchman & Lawrence Konner; Mark Rosenthal e Jesse Wigutow

    Soggetto: Da una storia di Christopher Paolini

    Cast: Ed Speleers (Eragon)
    Jeremy Irons (Brom)
    John Malkovich (Re Galbatorix)
    Robert Carlyle (Durza)
    Sienna Guillory (Arya)
    Garrett Hedlund (Murtagh)
    Djimon Hounsou (Ajihad)

    Musica: Patrick Doyle

    Costumi: Kym Barrett e Carlo Poggioli

    Scenografia: Wolf Kroeger

    Fotografia: Hugh Johnson

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    "Prima che nascessero i padri dei vostri nonni e prima ancora i loro padri, vennero formati i Cavalieri dei draghi. La loro missione era di proteggere e custodire e per migliaia di anni hanno tenuto fede al loro compito. La loro abilità in battaglia non temeva rivali, poiché ognuno di loro aveva la forza di dieci uomini. Erano immortali, a meno che la spada o il veleno non li colpissero. Utilizzavano i loro poteri esclusivamente al servizio del bene e sotto la loro protezione vennero costruite delle imponenti città e torri di pietra viva. La ricchezza si diffondeva nelle città dell’Alagaesia e gli uomini prosperavano.
    Sebbene nessun nemico potesse sconfiggerli, essi non riuscirono a difendersi da loro stessi. E, proprio all’apice della loro potenza, avvenne la nascita di un bambino, Galbatorix. A dieci anni, venne messo alla prova e si scoprì che nascondeva un grande potere dentro di sé. I cavalieri lo accettarono quindi come uno di loro ed egli dimostrò subito di essere migliore di tutti gli altri. Dotato di una mente acuta e di una grande forza fisica, si fece rapidamente strada nella gerarchia dei Cavalieri.
    I cavalieri divennero sempre più arroganti, ignorando cosa fosse la prudenza. Durante un pericoloso viaggio, Galbatorix e due suoi amici subirono un’imboscata, che portò alla morte dei compagni e al massacro del drago. Egli vagò per mesi, divenendo sempre più folle, fino a quando non venne ritrovato privo di sensi da un buon contadino, e fece così ritorno al Consiglio dei Cavalieri.
    Quando i Cavalieri si rifiutarono di assegnarli un altro drago, Galbatorix impazzì di rabbia. Dopo aver giurato vendetta ai Cavalieri, iniziò ad affinare le sue conoscenze dei segreti delle arti oscure, imparate da uno Spettro. Quindi, nel cuore della notte rapì un cucciolo di drago, e convinse Morzan, un Cavaliere debole, ad unirsi a lui nella pratica dei segreti oscuri e della magia proibita. Insieme, divennero sempre più forti, e scatenarono una guerra per vendicarsi dei Cavalieri. Altri dodici Cavalieri, in cerca di potere e di vendetta si unirono a Galbatorix, divenendo così i Tredici Rinnegati.
    Nell’ultima, sanguinosa, battaglia, Galbatorix prevalse su tutti e si autoproclamò re di tutta l’Alagaesia. E, da quel giorno, regnò indisturbato.
    Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, ritiene che si tratti di una fortunata scoperta di un povero ragazzo agricoltore. Ma quando si accorge che la pietra nasconde un cucciolo di drago, Eragon capisce di essersi imbattuto in un'eredità antica quasi come l'Impero.
    Eragon sarà in grado di dimostrare di essere il degno erede dei leggendari Cavalieri dei Draghi? Il destino dell’Impero potrebbe essere nelle sue mani".

    Dal >Press-Book< di Eragon

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    CINE PANETTONE IN VESTE DI FAVOLA MAGICO-FANTASY CON DRAGHI E CAVALIERI D’ALTRI TEMPI, PER FARCI DESIDERARE LA POSSIBILITA’ DI FAR PROPRI OGGI - LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE - UN GENERE DI UMANITA’ E DI VALORI ANTICHI CHE SEMBRANO PERDUTI. IN TAL SENSO, PER QUANTO LEZIONE PIUTTOSTO ELEMENTARE E SENZA SORPRESE ECLATANTI, ERAGON VALE FORSE IL BIGLIETTO SOPRATTUTTO PER I PIU’ PICCOLI, SEMPRE PIU’ AVVEZZI A BRUTALITA’ DI OGNI GENERE ANCHE NELLA REALTA’. SE PER LORO IL ‘SIGNORE DEGLI ANELLI’ AVEVA TONI E IMPRONTA A TRATTI PIU’ SOFISTICATI, ECCO PER LORO L’ENNESIMA FAVOLA BUONISTA, TUTTO SOMMATO GRADEVOLE, FATTA ECCEZIONE PER ALCUNI PASSAGGI DOVE STORIA ED EVENTI SEGNANO UN TANTINO IL PASSO.

    Gli ingredienti ci sono tutti: una pietra misteriosa che poi si rivelerà un uovo del tutto speciale; l’eroe impavido e imprevisto incarnato da un contadinello poco più che adolescente, a rappresentare la rinascita del Bene; il cattivo di turno

    come contraltare, icona spettrale del Male come da copione senza alcun che di originale, con tanto di mostruosi adepti al seguito, visti e rivisti anche nel look; le consuete schiere di soldati alle prese con le stesse angherie di sempre da infliggere alla popolazione in stato di perenne sudditanza, in nome del fantomatico re. La magia aleggia sul tutto, materializzandosi qua e là in varie situazioni, contraddistinta dall’emblematica spirale che resta incisa nelle carni (del palmo della mano) dei cosiddetti cavalieri dei draghi, pronta ad animarsi in un vortice di luce azzurrina nel momento in cui si sprigiona, liberandosi in tutta la sua portata, il flusso di un immenso, benefico potere, in grado di fronteggiare, fino all’annientamento, ogni malefica forza contaria. Eragon, che poi non è altro che il nome del giovane protagonista (interpretato dall’esordiente, angelico, Ed Speelers), avrebbe potuto intitolarsi benissimo Il ritorno dei cavalieri dei draghi, tema sui

    cui ruota l’intero film tra una peripezia e l’altra. Vale a dire un’epoca passata da recuperare, in quanto priva di crudeltà e paura, temporaneamente perduta per il colpo bastardo di un insaziabile assetato di egemonia da potere. Quel che oggi potrebbe più o meno inquadrarsi in un ‘colpo di stato’. Ma il film sembra eludere di proposito violenze gratuite o compiaciute, preferendo di gran lunga il registro ‘poetico’ per una confezione leggiadra, tanto perbene e gentile da figurare al femminile persino Saphira, il drago di Eragon che tradisce i tratti del gentil sesso nella voce e nell’animo, battibecchi compresi (vedi il rapporto conflittuale instaurato con il suo giovane cavaliere Eragon). L’impronta dominante è senz’altro meno plateale de Il Signore degli Anelli che resta incontrastato Kolossal sul genere fiabesco contemporaneo. La cifra di Eragon, ben più dimessa e contenuta, pizzica volentieri le canoniche corde umane, a scandire sinergicamente la crescita interiore

    del giovane predestinato. Il destino dell’eroe, e la sua graduale scoperta, è l’altro immancabile ingrediente della favola classica.
    Il racconto, di per sé assolutamente favolistico, non neutralizza però del tutto l’elemento reale nella contestualizzazione ambientale, spesso mantenuta nella sua connotazione naturale (si vedano certi scorci paesistici, colti in campi lunghi, di alture boschive o al mare). E per quanto Eragon calchi prioritariamente le orme della favola antica, eludendo il ricorso ad elementi futuribil-fantascientifici, l’ingrediente magico-spirituale di una Forza superiore intrinseca, che accompagna e tutela il protagonista, non può non far venire in mente il giovane Luke Skywalker di Star Wars, qui rianimato sotto altre spoglie e in un’atmosfera semmai più prossima agli incanti di Mago Merlino, con tanto di libri miniati e mozziconi di candela accesi grondanti di cera, e con l’occhieggiare di massime moraliste o di orgoglioso amor proprio, del tipo “Meglio chiedere il perdono che il permesso”. Si

    perde nella notte dei tempi l’ideale miraggio di una civiltà priva di oppressi e oppressori, in cui ognuno possa esercitare liberamente i propri diritti senza il pericolo di essere accoppato fisicamente e/o moralmente. Ma il Male e le catastrofi da esso innescate sono sempre lì in agguato, pronte a spiazzare. Non c’era comunque bisogno di esaltarne la portata chiamando in causa - citazione letterale virata in parte nella forma senza intaccarne il contenuto - la celeberrima frase di Blade Runner: “Ho visto cose che…tu nemmeno immagini. Sogni, visioni, premonizioni, combattimenti fino alla noia e inevitabili morti. Ma se “la morte non è cosa da festeggiare”, è da affrontare senza perdere onore e fierezza, valori qui tradotti nella metafora del volo di Brom (Jeremy Irons) ferito sul dorso del drago.
    Insomma, l’ennesima favola sull’incrollabile confronto senza tempo tra il Bene e il Male, con un finale persino aperto ad un possibile

    sequel, non certo auspicabile.

    Bibliografia:

    Sito ufficiale: www.eragonmovie.com

    Links:

    • John Malkovich

    • Garrett Hedlund

    • Jeremy Irons

    • Sienna Guillory

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