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    AIR- LA STORIA DEL GRANDE SALTO

    RECENSIONE - Dal 12 Maggio in streaming su Prime Video in tutto il mondo - Ben Affleck torna alla regia, abbracciando anche la co-sceneggiatura con l'amico e collega Matt Damon, entrambi pure protagonisti al fianco di Viola Davis, Jason Bateman e Chris Messina, tra gli altri. E mentre il tandem artistico di sceneggiatura per Ben Affleck e Matt Damon conta qui la sua terza occasione, dopo Will Hunting-Genio ribelle e The Last Duel, è invece la prima in cui Affleck dirige Damon - Uscito al cinema il 6 Aprile -

    "Michael Jordan è un eroe per me. E so bene quanto la sua figura sia importante e ricca di significato. Non ho mai conosciuto nessuno con questo tipo di carisma e potere e volevo che lui fosse d'accordo, perché mi dicevo che se Michael Jordan non fosse stato d'accordo con il progetto, allora, non dovevamo realizzarlo. Così sono andato da lui e gli ho chiesto se fosse qualcosa che gli andasse a genio. Gli ho detto 'Mike, non farò questo film se non ti va a genio qualcosa. Semplicemente non lo farò. Voglio sapere quali aspetti sono importanti per te"
    Il regista, co-sceneggiatore e attore Ben Affleck

    (Air; USA 2022; Dramma sportivo; 112'; Produz.: Amazon Studios, Mandalay Pictures, Skydance Media; Distribuz.: Warner Bros. Italia)

    Locandina italiana Air - La storia del grande salto

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis

    Titolo in italiano: Air - La storia del grande salto

    Titolo in lingua originale: Air

    Anno di produzione: 2022

    Anno di uscita: 2023

    Regia: Ben Affleck

    Sceneggiatura: Ben Affleck, Alex Convery, Matt Damon

    Soggetto: Preliminaria - A proposito del tandem artistico Ben Affleck-Matt Damon:

    Questa è la terza volta che Ben Affleck e Matt Damon scrivono una sceneggiatura insieme. La loro prima volta è stata quella di Will Hunting - Genio ribelle (1997) che ha vinto l'Oscar per la 'Migliore Sceneggiatura Originale' grazie a loro. La seconda è stata con The Last Duel (2021) diretto da Ridley Scott. Inoltre, questa è la prima volta che Affleck dirige Damon.

    Preliminaria - Colonna sonora:

    La colonna sonora è solamente uno dei tanti omaggi alla cultura anni Ottanta e ne costituisce una parte fondamentale. La tracklist ufficiale tradisce infatti numerose hit di quella decade:

    Money for Nothing - Dire Straits
    Blister in the Sun - Violent Femmes
    Ain't Nobody - Chaka Khan
    Sister Christian - Night Ranger
    All I Need is a Miracle - Mike + The Mechanics
    Born in the U.S.A. - Bruce Springsteen
    Sirius - The Alan Parsons Project
    Rock the Casbah - The Clash
    My Adidas - Run DMC
    In a Big Country - Big Country
    Tempted - Squeeze
    Time After Time - Cyndi Lauper
    Can't Fight This Feeling - REO Speedwagon

    Cast: Matt Damon (Sonny Vaccaro)
    Ben Affleck (Phil Knight)
    Jason Bateman (Rob Strasser)
    Marlon Wayans (George Raveling)
    Chris Messina (David Falk)
    Chris Tucker (Howard White)
    Viola Davis (Deloris Jordan)
    Matthew Maher (Peter Moore)
    Julius Tennon (James R. Jordan Sr.)
    Gustaf Skarsgård (Horst Dassler)
    Barbara Sukowa (Kathy Dassler)
    Joel Gretsch (John O'Neil)
    Dan Bucatinsky (Richard)
    Tom Papa (Stu Inman)
    Jessica Green (Katrina Sainz)
    Cast completo

    Musica: Vedi voce 'Preliminaria-colonna sonora' nel Soggetto

    Costumi: Charlese Antoinette Jones

    Scenografia: François Audouy

    Fotografia: Robert Richardson

    Montaggio: William Goldenberg

    Effetti Speciali: Mark R. Byers (supervisore effetti speciali); Hansjeet Duggal (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Luisa Abel (direttrice makeup); Carla Farmer (direttrice acconciature)

    Casting: Lindsay Graham e Mary Vernieu

    Scheda film aggiornata al: 29 Maggio 2023

    Sinossi:

    In breve:

    Il film segue la storia del venditore di scarpe Sonny Vaccaro (Matt Damon) e come ha guidato Nike nella sua ricerca del più grande atleta della storia dello sport: Michael Jordan. In pratica si entra nel merito delle complesse manovre in seno ad una campagna promozionale dell'azienda Nike per legare il brand a Michael Jordan negli anni Ottanta. Ben Affleck veste invece i panni del cofondatore Phil Knight.

    In altre parole:

    Il venditore Sonny Vaccaro (Matt Damon) si vede a capo dell'operazione che portò negli anni Ottanta la Nike a corteggiare, e poi conquistare, la star del basket Michael Jordan come testimonial d'eccezione. E l'operazione vede al suo fianco il cofondatore dell'azienda Nike, Phil Knight (Ben Affleck). L'impresa costrinse i responsabili della campagna ad avvicinarsi al campione tramite il suo entourage, un vero muro che, oltre ad allenatore, amici e consulenti, comprendeva anche la madre del giocatore. Sonny fece di tutto per raggiungere Michael. Operazione in cui la Nike riuscì nell'impresa di ottenere i diritti per realizzare le scarpe sportive Air Jordan, per l'appunto, diventate popolarissime, anzi, mitiche! La partnership Jordan-Nike ha finito poi per ridefinire del tutto le sponsorizzazioni di marchi atletici, trasformando la Nike in un'industria multimiliardaria.

    Short Synopsis:

    Follows the history of shoe salesman Sonny Vaccaro, and how he led Nike in its pursuit of the greatest athlete in the history of sports: Michael Jordan.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    “Una scarpa è solo una scarpa finché qualcuno non se la mette”

    Può pure non essere una storia ad alto indice di gradimento, ma se il modo di raccontarla riesce comunque a catturare l’attenzione dall’inizio alla fine, rendendola imprevedibilmente interessante, allora è fatta. Significa che al timone della regia c’è una mente navigata al punto da pattinare sul soggetto come sulla migliore pista al top delle proprie possibilità. Ed è questo il caso: Air-La storia del grande salto, di e con Ben Affleck, uno che ha imparato bene a masticare la celluloide fin da giovanissimo, magari al fianco dell’amico e collega Matt Damon, che qui sbaraglia come protagonista nelle vesti di Sonny, esperto di basket che, tra mille difficoltà, riesce a fare la differenza. Ancora oggi si parla della loro prima, collaborazione green, in Will Hunting-Genio Ribelle - Oscar 1998 per la ‘Miglior Sceneggiatura Originale’ ad Affleck e Damon - e

    ancora oggi se ne vedono i rilessi, in quel che, mi piace definire, un team imbattibile che odora di gioco di squadra ad alto tasso di intesa. E’ per questo che anche questo film funziona alla grande: è il loro modo di vedere le cose, costruito sulla solida narrazione dei fatti - per quanto rivisitata in funzione del cinema - tanto quanto sul lato umano della posta in gioco prima ancora che su quello economico. Ma non solo.

    L’apertura del film con quella sorta di manifesto, costellato, come in un immenso puzzle, di frammenti di video ed immagini, con tutto quel che c’è stato di più rilevante nell’anno 1984 - inclusa la playlist della stupenda soundtrack - l’anno del ‘grande salto’, per l’appunto, la dice lunga sul tocco di stile di Ben Affleck regista: elegante e raffinato narratore senza mai risultare accademico, perché ci mette il cuore, e, con tutta

    la previdenza possibile, ricerca pure i consensi di approvazione di un progetto prima ancora che questo prenda davvero forma. E non solo quello di Matt Damon, evidentemente al suo fianco, ma quello del primo protagonista che, paradossalmente, non compare mai, neppure una volta. Una scelta davvero curiosa e, d’altra parte, grande assenza che non equivale a lacuna, perché, di fatto, il film parla di un ‘accordo impossibile’, tra l’azienda di scarpe sportive Nike, all’epoca in ribasso rispetto ad Adidas e Converse, e un ragazzino diciottenne promessa futura del basket, almeno agli occhi e nella sensibilità di chi sapeva coglierne l’enorme potenziale. Ragazzino che rispondeva e che risponde a tutt’oggi al nome di Michael Jordan, che il tempo ha decretato il più grande campione di basket di tutti i tempi. Ma ai navigati del basket non occorre precisare di chi si è trattato. Le dinamiche di come si arriva a questo

    accordo, potranno sorprendervi, ma sono quelle che fanno il film. Film che, per funzionare alla grande, punta molto sulle persone, prima che sull’affare.

    La storia di base è sulla carta prima che sullo schermo:
    1984, Beaverton (Oregon). Nella sede della Nike il manager Sonny Vaccaro (un Matt Damon impeccabile nella sua elaborazione mentale prima che operativa), esperto di basket, è alla ricerca di giovani talenti a cui proporre un contratto di sponsorizzazione, all'epoca marchio fortemente votato al running e con quota di mercato nel settore del basket, per l’appunto, nettamente inferiori ai colossi come Converse ed Adidas.

    “I veri campioni non mettono scarpe di terz’ordine… faresti la figura del pollo, e per di più vecchio e grasso”. E’ quanto si sente dire Sonny/Damon quando esprime la sua idea di tentare di reclutare Michael Jordan per la Nike, e pure se quest’ultimo ha già escluso il marchio dalle sue opzioni a prescindere.

    Sonny/Damon è perplesso e sa bene quanto rischia e quanto farebbe rischiare ad altri, a bordo dell’azienda, ma, non senza difficoltà, riesce pian piano a far breccia sul suo CEO Phil Night (Ben Affleck) per investire l’intero budget a disposizione per chiudere un contratto con la stella emergente del basket: Michael Jordan, appunto. In teoria, ma nella pratica, è ancora tutto da vedere e da vendere! Per riuscire nel suo obiettivo Sonny/Damon deve vincere non solo le resistenze di Phil/Affleck, del manager di Jordan e dello stesso Michael, all'epoca molto più attratto dalle sirene dell'Adidas, ma di chi, nei fatti, nell’intera vicenda, conta veramente più di tutti: la madre di Michael, Deloris Jordan (Viola Davis). E lei non è solo una madre e dunque alquanto sensibile riguardo al potenziale del figlio e a chi crede in lui, è anche una manager senza pari che saprà andare ben oltre ai termini

    di un contratto già molto vantaggioso di per sé, avanzando la richiesta di percentuali sul prodotto venduto nel mondo: la scarpa Nike ‘Air Jordan’, appunto.

    “Realizzeremo una scarpa intorno all’atleta, una scarpa deve rappresentare chi la indossa”. E sarà veramente un design mai sperimentato prima, con dominante cromatica in rosso, quando per legge doveva essere il bianco. Ma quello che farà franare ogni resistenza sarà il discorso di Sonny/Damon durante il tanto desiderato incontro con Michael Jordan, i genitori e tutto lo staff della Nike al completo. Un discorso sulla possibilità di raggiungere l’apice, il ‘grande salto’ - di qualità, di carriera e di marketing - andato poi a sostituire il logo di base, tenendo conto dell’inevitabile caduta successiva, quella che deve sperimentare nella vita ogni essere umano di successo. Si può andare oltre con l’immortalità, vale a dire con il non essere mai dimenticati, con il fare la differenza

    al punto da continuare il mito e la vendita di un prodotto che porta il proprio nome. Un discorso che spiazza tutti e che traduce la strategia di Sonny/Damon, da azzardata a vincente. Di fronte alla proposta per il proprio figlio di un ruolo di assoluto primo piano nelle strategie commerciali della Nike, al punto da inventare ex novo una scarpa ed una linea di abbigliamento, la Air Jordan appunto, progettata esclusivamente per il campione, quale madre-manager non capitolerebbe?

    Le foto e i video di repertorio sui titoli di coda - intervallati da fotogrammi del film in cui Ben Affleck con occhiali neri sembra sottoscrivere convinto mentre così prende commiato dagli spettatori - danno man salda al film che celebra una storia vera con i suoi successi postumi illustrati nelle didascalie informative, tra cui si evince che la Nike ha poi assorbito in seguito (1996) il marchio avversario Converse. Una storia

    indubbiamente di successo nelle acquisizioni di marketing, che, d’altra parte, Ben Affleck, con Matt Damon, ha tratteggiato con le tinte più calde del prontuario cromatico dell’umanità. In tutto questo ad eccellere in particolare, è la sequenza del padre divorziato che vede la propria figlia solo poche ore la domenica, e che per non farsi dimenticare, le regala ogni volta un paio di scarpe Nike. Se l’accordo fosse fallito avrebbe perso non solo il lavoro e dunque lo stipendio, ma anche la considerazione della figlia, ancora molto piccola, di soli sette anni. Una posta in gioco non certo da poco. Memorabile! E dei proventi andati a famiglie bisognose per dare ai loro ragazzi una qualche opportunità, ne vogliamo parlare? Alla fine, e prima di tutto, una storia profondamente, intensamente, umana, incastonata in un gran bel film, dove peraltro, nessuno recita, perché tutti sono quel che hanno deciso di essere, ed è

    tutto così schiettamente sincero da essere vero.

    Perle di sceneggiatura

    Howard White (Chris Tucker): La gente non sa cosa sia una Nike!
    Sonny Vaccaro (Matt Damon): Che cos'è una Converse?
    Howard White: La scarpa delle star dell'NBA!

    George Raveling (Marlon Wayans): La Nike non ha niente di fico.

    Sonny Vaccaro: Mi hai chiesto che faccio qui, ecco che faccio: ti trovo i giocatori. E stavolta ci siamo! Ok, è rischioso, ma lo era anche quando giravi con la tua auto, vendendo sneakers. Non cambiare adesso!
    Phil Knight (Ben Affleck): È una matricola?!
    Sonny Vaccaro: Sì!
    Phil Knight: Uno che non ha mai giocato in NBA, Sonny!
    Sonny Vaccaro: È esattamente la definizione di matricola, sì.

    Sonny Vaccaro: Mi serve la migliore scarpa da basket mai creata.
    Peter Moore (Matthew Maher): Chi è il giocatore?
    Sonny Vaccaro: Michael Jordan.

    Sonny Vaccaro: Ho fiducia in suo figlio, in lui vedo il futuro e la sua storia ci infonderà la voglia di volare, ma una scarpa è solo una scarpa.
    Deloris Jordan (Viola Davis): Finché mio figlio non se la mette.

    Phil Knight: Ce l'avete un nome?
    Sonny Vaccaro: AIR Jordan.

    Links:

    • Ben Affleck (Regista)

    • Matt Damon

    • Ben Affleck

    • Viola Davis

    • Jason Bateman

    • Chris Tucker

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    Galleria Video:

    Air-La storia del grande salto - trailer ufficiale

    Air-La storia del grande salto - trailer ufficiale (V.O.) - Air

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