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    Home Page > Movies & DVD > Il concorso

    IL CONCORSO

    RECENSIONE - Keira Knightley e Gugu Mbatha-Raw protagoniste del film leggero e vivace di Philippa Lowthorpe, che racconta la sfilata di Miss Mondo del 1970 interrotta dalle manifestanti femministe - Dal 25 al 27 dicembre sui circuiti di sale digitali MioCinema e #iorestoinSALA e, da gennaio, in Premium Video on Demand

    "Il Concorso è un film sul concorso di Miss Mondo 1970 raccontato da numerosi punti di
    vista diversi. Ciò nonostante, l'attenzione si concentra prevalentemente su due gruppi: delle giovani donne intenzionate a conquistare il mondo attraverso il loro comportamento turbolento per far conoscere il loro messaggio di liberazione ed eguaglianza; e le giovani donne che partecipano al concorso di bellezza, abbracciando l'opportunità offerta loro dal titolo di Miss Mondo sperando di farsi conoscere in un modo diverso
    "
    La regista Philippa Lowthorpe.

    (Misbehaviour; REGNO UNITO/FRANCIA 2020; dramma storico; 106'; Produz.: Pathé, BBC Films, British Film Institute (BFI), Ingenious Media, Left Bank Pictures, Pathe UK, Rococo Films; Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana Il concorso

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: Il concorso

    Titolo in lingua originale: Misbehaviour

    Anno di produzione: 2020

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Philippa Lowthorpe

    Sceneggiatura: Rebecca Frayn e Gaby Chiappe

    Soggetto: Storia di Rebecca Frayn incentrata sulla sfilata di Miss Mondo del 1970 interrotta dalle manifestanti femministe.

    Cast: Keira Knightley (Sally Alexander)
    Jessie Buckley (Jo Robinson)
    Gugu Mbatha-Raw (Jennifer Hosten - Miss Grenada)
    Loreece Harrison (Pearl Jansen - Miss Africa Sud)
    Rhys Ifans (Eric Morley)
    Keeley Hawes (Julia Morley)
    Greg Kinnear (Bob Hope)
    Lesley Manville (Dolores Hope)
    Charlotte Spencer (Marjorie Jones)
    Suki Waterhouse (Sandra Wolsfeld - Miss Stati Uniti)
    Clara Rosager (Maj Christel Johansson - Miss Svezia)
    Emma Corrin (Jillian Jessup - Miss Sud Africa)
    Maya Kelly (Abi)
    Ruby Bentall (Sarah)
    Alexa Davies (Sue)
    Cast completo

    Musica: Dickon Hinchliffe

    Costumi: Charlotte Walter

    Scenografia: Cristina Casali

    Fotografia: Zac Nicholson

    Montaggio: Úna Ní Dhonghaíle

    Effetti Speciali: Chris Reynolds (supervisore Regno Unito)

    Makeup: Renata Gilbert, Karleigh Williams e Louise Young

    Casting: Nina Gold

    Scheda film aggiornata al: 27 Gennaio 2021

    Sinossi:

    Londra, 1970. L'attivista per i diritti delle donne Sally Alexander si trova coinvolta - come tutti gli abitanti della sua città e della sua nazione - dal circo mediatico scatenato dal concorso di Miss Mondo, che Sally disapprova e che, ben presto, decide di osteggiare in prima persona attraverso picchetti, manifestazioni di dissenso e proteste di vario genere. Insieme con il suo gruppo di femministe, la protagonista pianifica addirittura di infiltrarsi nel pubblico per sabotare dall'interno l'organizzazione. Lei e le sue sodali, infatti, portano avanti la convinzione - non ancora una polemica ricorrente come oggi - che la manifestazione contribuisca alla diffusione di una visione popolare denigratoria e degradante nei confronti del genere femminile e che favorisca la mercificazione del corpo delle donne. Mentre combatte la sua crociata, però, Sally scopre che il concorso viene vissuto in maniera diametralmente opposta dalle modelle di colore che vi prendono parte e la femminista britannica si scontra con il fatto che, per queste concorrenti, Miss Mondo rappresenta un'enorme opportunità di portare avanti la propria lotta per il riconoscimento a livello fattuale di pari diritti per tutti, senza discriminazioni etniche di sorta.

    In dettaglio:

    È il 1970 e alla Facoltà di storia dello University College di Londra, SALLY ALEXANDER (Keira Knightley), siede di fronte a una commissione selezionatrice composta di soli uomini. Donna, madre single e studentessa matura, percepisce la disapprovazione degli esaminatori mentre lotta per essere presa seriamente in considerazione come candidata. Intanto, in una base militare statunitense in Vietnam, il leggendario intrattenitore BOB HOPE (Greg Kinnear) interpreta il suo collaudato monologo comico di fronte a migliaia di soldati. Dal palcoscenico accenna all'attuale Miss Mondo e le truppe si scatenano. Sono gli anni in cui l'annuale concorso di bellezza è il programma televisivo più seguito al mondo, con oltre cento milioni di spettatori. Tornando a Londra, ERIC MORLEY (Rhys Ifans) e JULIA MORLEY (Keeley Hawes), la coppia di coniugi che organizza la kermesse di Miss Mondo, è alla ricerca di una star internazionale a cui affidare la conduzione dell'imminente spettacolo. Decidono di offrire l'incarico a Bob Hope. Di ritorno nella sua casa di Los Angeles, insieme alla sua insofferente coniuge DOLORES HOPE (Lesley Manville), un civettuolo Bob si lascia ‘persuadere’ ad accettare l'offerta dalla sua giovane e prestante assistente. Dolores è furibonda. Sally partecipa alla prima riunione del neonato Movimento di Liberazione delle Donne dove conosce JO ROBINSON (Jessie Buckley) e le sue amiche attiviste. Jo mostra un fare sprezzante con Sally che, a suo modo di vedere, desidera far parte dell'Establishment anziché lottare per sovvertirlo. Dal canto suo, Sally liquida la militanza di Jo come un'inefficace politica di facciata. Più tardi, Sally vede Jo spruzzare a vernice degli slogan su un tabellone pubblicitario maschilista e quando si accorge che un paio di poliziotti si stanno avvicinando interviene riuscendo ad evitare a Jo di essere arrestata. Malgrado intraprendano la lotta contro la diseguaglianza da angolazioni diverse, le due donne sono curiose una dell'altra e Jo invita Sally ad entrare a far parte del suo gruppo di militanza. Sally è felice di ricevere l'offerta di un posto nel corso di storia all'università, ma quando si rende conto di essere tagliata fuori nei suoi seminari tutoriali in quanto unica donna il suo entusiasmo si smorza rapidamente. A casa, insieme a EVELYN (Phyllis Logan), madre conservatrice, GARETH (John Hefferman), il suo compagno che l'appoggia, e alla figlioletta Abbie, guarda uno speciale televisivo sull'imminente selezione di Miss Mondo. Affascinata, la piccola Abbie si mette a sfilare per la stanza come una reginetta di un concorso di bellezza. Sally inorridisce per l'influenza che l'evento esercita e si convince ad entrare a far parte del gruppo femminista di Jo. La comune nella zona nord di Londra dove la sezione ha sede pullula di dibattiti sull'opportunità o meno di dimostrare contro la kermesse di Miss Mondo. Sally si domanda come rendere note le loro obiezioni se si rifiutano di confrontarsi con gli organi di informazione (rigettati perché considerati parte dell'Establishment). Per tutta risposta, viene coinvolta nella stesura di un manifesto da affiggere abusivamente in tutta la città. Un attivista anti-apartheid avvicina Eric per la strada e gli dice che consentendo al Sud Africa di candidare solo contendenti bianche, l'organizzazione di Miss Mondo si schiera a favore di un regime razzista. Temendo un boicottaggio, Eric decide che quell'anno il Sud Africa concorrerà con una partecipante bianca e una nera. Le concorrenti di Miss Mondo arrivano a Londra e si riuniscono in un albergo per farsi prendere le misure e vedersi assegnare uno chaperon. L'impertinente e altezzosa Miss Stati Uniti, SANDRA ANNE WOLSFELD (Suki Waterhouse) e la cerebrale Miss Svezia, MAJ CHRISTEL JOHANSSON (Clara Rosager) sono tra le contendenti favorite alla vittoria. Miss Africa del Sud, PEARL JANSEN (Loreece Harrison), la sudafricana nera selezionata in tutta fretta, è al settimo cielo per l'opportunità che le si presenta. Una serena JENNIFER HOSTEN (Gugu Mbatha-Raw), la prima Miss Grenada della storia, riconosce l'ansia di Pearl e interviene in suo soccorso. Dichiara che la partecipazione a questo evento internazionale immensamente popolare è un'enorme occasione per entrambe. Con l'aumentare dell'interesse dei mezzi di comunicazione per l'imminente competizione, si intensificano le voci della protesta. Julia vuole assolutamente modernizzare almeno un aspetto del concorso diversificando la composizione della giuria e dunque nomina tra i giudici il Primo Ministro di Grenada, Sir Eric Gairy. Le concorrenti, indossando i loro costumi da bagno, si riuniscono per la presentazione alla stampa. Pearl e JILLIAN JESSUP (Emma Corrin), la Miss Sud Africa bianca, posano una accanto all'altra e Julia è costretta a sviare le domande rivolte loro sulla politica dell'apartheid nel loro paese. Ma la maggior parte dei giornalisti si concentra sulle due favorite, Maj e Sandra, ignorando quasi del tutto Jennifer. Sally e Jo apprendono che i loro manifesti abusivi hanno attirato l'attenzione della BBC,
    che ora sta cercando una portavoce del Movimento di Liberazione delle Donne che partecipi a un programma di attualità per discutere di Miss Mondo. Jo propone una riluttante Sally. Eric segue le prove di tutte le concorrenti, istruendole sul percorso e i movimenti che dovranno fare sul palco e su quanto ci si aspetta da loro la sera della gara. La sua performance suscita allegria in molte delle ragazze, ma l'ilarità abbandona rapidamente Jennifer e Maj. Si appartano per una chiacchierata in privato e si confidano reciprocamente come sono arrivate a competere per il titolo di Miss Mondo e cosa sperano di ottenere. Jennifer asserisce che i mezzi di informazione sono molto meno interessati a lei perché è una contendente di colore, ma questo la rende ancora più
    determinata a vincere. Bob vola da Los Angeles a Londra accompagnato da Dolores. Mentre il marito flirta con una hostess, Dolores confida a uno degli autori comici di Bob che l'ultima volta che ha condotto il concorso di Miss Mondo si è portato a casa la vincitrice.
    Nel corso del programma televisivo di Robin Day, una nervosa Sally illustra in modo eloquente il punto di vista delle femministe: la loro protesta non è contro le concorrenti, ma contro una competizione che le mercifica, e se il valore di un uomo non viene
    giudicato in base al suo aspetto, per quale motivo dovrebbe esserlo quello di una donna? Benché Sally venga liquidata come una guastafeste dagli altri opinionisti invitati, la trasmissione viene vista da Jennifer e Maj e da Julia ed Evelyn, tutte visibilmente toccate
    dalle sue parole. Vari gruppi di donne si riuniscono per pianificare la loro protesta contro il concorso di Miss Mondo. Jo e Sally decidono di estendere la loro dimostrazione fuori dal teatro all'interno della sala stessa con l'intenzione di interrompere la diretta televisiva per garantire alla loro causa una platea mondiale. Per riuscire a introdurre di nascosto il loro arsenale di bombe di farina, sonagli e fischietti, pistole ad acqua caricate a inchiostro e striscioni di protesta, convengono che dovranno vestirsi come donne ‘normali’. Pearl confida a Jennifer di essere stata minacciata dalle autorità sudafricane: non le sarà permesso di rientrare in patria se si esprimerà contro il regime. Jennifer si domanda se cambierebbero atteggiamento nel caso Pearl fosse incoronata Miss Mondo. Pearl ride, sostenendo che nessuna contendente nera vincerà mai il titolo. Evelyn è furibonda quando Sally torna a casa tardi dopo la riunione organizzativa. Ritiene che Sally stia ignorando i suoi obblighi di moglie e di madre. Sally ribatte che sta lottando per rendere il mondo un luogo migliore per Abbie, uno in cui non avrà bisogno di sentirsi intrappolata in una ‘piccola’ vita domestica. Evelyn la prende come una critica personale nei confronti della sua scelta di fare la casalinga ed esce dall'appartamento della figlia
    sbattendo la porta. Il giorno prima del concorso, un altro gruppo di protesta decide di sfruttare l'ingente presenza dei mass media. La cellula anarchica The Red Brigade (la Brigata Rossa) fa esplodere una bomba in un furgone della BBC parcheggiato fuori dal teatro. Malgrado non ci siano feriti, un preoccupato Gareth presume che il conseguente aumento nelle misure di sicurezza persuaderà Sally a desistere dalla manifestazione di protesta. Sally si arrabbia quando Gareth le dice cosa deve fare, ma è chiaramente nervosa per il pericolo che corre di essere arrestata e il potenziale impatto che questo avrebbe sia sulla sua famiglia sia sulla sua carriera accademica. Manifesta i suoi dubbi a Jo che tuttavia è determinata a procedere e rimprovera Sally per i suoi ripensamenti. Julia si reca in visita a Bob nella sua camera d'albergo per rassicurarlo che è tutto sotto controllo, nonostante le azioni delle femministe, della Red Brigade e dei dimostranti antiapartheid. Mentre le femministe dell'intero paese marciano alla volta del teatro, Sally è a casa sua che cerca di studiare, ma si distrae guardando Abbie che gioca al medico e all'infermiera. All'ultimo minuto, Sally arriva al teatro, decisa a rischiare il tutto per tutto per lottare per il futuro di sua figlia. Jo è scontenta dell'indecisione di Sally, ma le altre militanti sono felici di riaccoglierla mentre si accomodano ai loro posti in platea senza dare nell'occhio e lo spettacolo del concorso di Miss Mondo ha inizio. Le dimostranti siedono in silenzio mentre il resto del pubblico mostra tutto il glamour dell'evento. Lo spettacolo ha inizio con lo sfavillante giro dei costumi nazionali e le finaliste tornano sul palco vestite in costume da bagno. Quando alle concorrenti viene chiesto di voltarsi in modo che i giudici possano valutarle da dietro, Jo è sul punto di esplodere, ma Sally la trattiene. Mentre i giudici sono riuniti per deliberare, Bob Hope sale sul palco. Denuncia la presenza dei manifestanti fuori dal teatro e fa una serie di battute sessiste che finiscono col far perdere le staffe a Sally che balza in piedi facendo ruotare una raganella e gridando “Vergogna!”. A quel punto le altre dimostranti sparse in tutta la platea si alzano dai loro posti, srotolano i loro striscioni e lanciano bombe di farina sul palcoscenico. Sally prende di mira Bob puntandogli addosso la sua pistola ad acqua e viene subito atterrata dalla polizia. Prima che la BBC abbia il tempo di reagire e di interrompere la trasmissione, 100 milioni di persone hanno assistito alla degenerazione dello spettacolo nel caos: Gareth ed Evelyn fissano scioccati i loro televisori, mentre Dolores getta la testa all'indietro e scoppia in una fragorosa risata. Quando la polizia ristabilisce l'ordine e confina le femministe nel backstage, la diretta televisiva riprende e Bob Hope - che di era rifugiato nel suo camerino – viene riaccompagnato sul palco per concludere lo spettacolo. Mentre Bob annuncia i risultati finali, gli applausi si smorzano quando Pearl viene proclamata seconda classificata e la platea sussulta quando viene resa nota la vincitrice – non è la favorita dei bookmaker Maj ad ottenere il titolo, bensì Jennifer, la prima donna nera ad essere incoronata Miss Mondo. Nel retropalco, Sally e Jo vengono condotte fuori dall'edificio in malo modo dalla polizia. Sally chiede di poter usare il bagno. Resta di sasso quando entra e si ritrova faccia a faccia con Jennifer. Jennifer si ricorda di Sally dall'intervista televisiva e coglie l'opportunità per controbattere alle sue affermazioni, dicendole che in quanto donna nera ambisce ad avere le stesse possibilità di scelta che ha Sally nella sua vita e che è orgogliosa di essere un modello per donne che potrebbero emanciparsi grazie alla sua conquista del titolo di Miss Mondo. La loro conversazione è interrotta dalla polizia che impone a Sally di andare alla centrale. Di ritorno nel suo albergo, uno scosso Bob cerca invano conforto nella moglie Dolores. Sally e Jo si riconciliano condividendo la stessa cella. Jo confida di essere incinta e preoccupata per le conseguenze degli strattoni della polizia. Il giorno dopo una scoraggiata Julia, insieme ad Eric, passa in rassegna i titoli delle prime pagine delle principali testate internazionali, tutte dominate dalla notizia della protesta. Le femministe sono riuscite a dare al Movimento di Liberazione delle Donne un'eco mondiale. Sally e Jo vengono rilasciate in attesa del processo. Sally è sollevata quando trova a prenderla non solo Gareth e Abbie ma anche Evelyn, che l'abbraccia confessando che nemmeno lei dava mai retta a sua madre. Nei cartelli alla fine del film, accompagnati dalle immagini delle vere protagoniste così come sono oggi, apprendiamo che:

    - Jennifer è stata accolta come un'eroina nazionale a Grenada. In seguito ha studiato scienze politiche e relazioni internazionali all'università, prima di diventare Alto Commissario grenadino per il Canada;

    - Sally e Jo sono state giudicate colpevoli di disturbo della quiete pubblica. Sally è diventata Professoressa di Storia Moderna all'Università di Londra e Jo (diventata madre cinque mesi dopo il processo) ha ottenuto il diploma di ostetrica;

    - Pearl ha fatto ritorno nel Sud Africa dell'apartheid. Anni dopo ha realizzato il suo sogno di diventare cantante.

    Short Synopsis:

    A group of women hatch a plan to disrupt the 1970 Miss World beauty competition in London

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Il 'mercato delle vacche' anni Settanta

    E’ tratto da una storia vera, d’accordo! Eppure si sente che è una storia ‘datata’, polverosa! Ambientata nella Londra degli anni Settanta, su questa storia spirano venti che furono del ‘pianeta donna’ nei Cinquanta: vi dice qualcosa l’espressione ‘angelo del focolare domestico’? Beh, non c’era bisogno di andare a scovare proprio questa, per rimasticare per l’ennesima volta l’impasto della donna ‘oggetto’ e senza pari diritti rispetto all’uomo. E non c’era bisogno neppure di rimarcare il fatto che, malgrado i passi avanti, ci sia ancora strada da percorrere in tal senso. Il che suona un po' retorico alla luce delle cariche politiche & Co. al femminile nella Gran Bretagna di oggi. E suona ancor più retorico alla luce del fatto che il fatidico ‘Concorso’ del titolo italiano - quello britannico Misbehaviour equivale a ‘disobbedienza’ - di Philippa Lowthorpe (più impegnata sul piccolo che sul grande schermo),

    esiste ancora oggi più vivo e vegeto che mai. L’elezione di Miss Mondo non ha difatti mai chiuso i battenti passando di giuria in giuria, allora tutta rigorosamente maschile -non so oggi per totale disinteresse personale alla kermesse da sempre - a prescindere dal boicottaggio delle femministe dell’epoca. Problemi annosi, masticati e rimasticati dalla celluloide più e più volte, in cui svariate generazioni di giovani donne e madri hanno rivendicato, nel corso dei decenni, il diritto di una formazione e di un riconoscimento professionale adeguati. Qui a ripresentare la questione c’è una Keira Knightley acqua e sapone che nella sua Sally, ritrae una giovane donna divorziata e madre di una bambina, con un nuovo compagno tanto accondiscendente quanto del tutto inconsistente come personaggio: idealmente il fantoccio auspicabile come marito e come sostegno alla propria libertà personale? Compagno che, insieme alla madre di lei, tampona le sue assenze e i

    suoi compiti in famiglia mentre Sally è tutta protesa a migliorare la propria condizione culturale e a partecipare alle proteste del comitato ‘di donne per le donne’ di allora.

    Non c’era bisogno di rispolverare un evento tanto remoto per trattare una questione a tutt’oggi irrisolta: forse è più facile e comodo che non trattare e porre a confronto - nel film domina il montaggio alternato tra la quotidianità delle protagoniste e certe dinamiche e fasi del famigerato concorso - risvolti analoghi odierni in svariati contesti, se pur meglio ‘camuffati’. Si direbbe difatti non esser cambiato molto in seno al ‘concorso’ da sempre indicizzato sul registro della ‘bellezza’ femminile, al di là delle variabili sul concetto stesso di ‘bellezza’, e si direbbe altresì che ancora oggi, esattamente come allora, le donne stesse scelgano quel concorso come trampolino di lancio, professionale e/o personale (e del popolo di appartenenza), come nel caso della

    Miss Mondo di colore di allora. E per quanto non si dica, il che è solo ipocrita, per la donna la bellezza, magari non solo prettamente fisica, (è quel che da sempre si spera), rappresenta la carta vincente nella maggior parte dei contesti ed occasioni, soprattutto in seno allo ‘spettacolo’. E questo con il consenso o meno delle donne stesse, come confermano i succinti costumini ‘inguinali’ della tanta TV spazzatura odierna che continuano a propinarci, o certi provocatori spot di pubblicità che trovano donne accondiscendenti a farne parte a dispetto della disapprovazione e del disgusto di altre. Così va il mondo, di allora e di oggi! E ormai non fa neppure più notizia. Per Il concorso di Philippa Lowthorpe non rappresenta granché oggi come oggi, mentre si pescherebbe magari qualcosa di ben più piccante in materia in quel di Hollywood, ad esempio sul modo di fare carriera delle tante star

    e starlette sul campo. E oltretutto, Misbehaviour o Il concorso che dir si voglia, si direbbe mancare di fascino e mordente di particolare rilievo! Uno scatto alquanto sbiadito e datato che assimiliamo come documento, mentre facciamo la conoscenza delle vere protagoniste dell’epoca sui titoli di coda.

    P.S.: Paradossalmente le voci tra le righe sono più altisonanti di quelle delle protagoniste: prestate attenzione alla voce della sarcastica ed acuminata moglie del patron della kermesse, nonché a quella della madre di Sally. Storie parallele che meriterebbero un film a parte.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)








    trailer ufficiale:



    trailer ufficiale (V.O.):



    clip 'Il discorso':



    clip 'Le semifinaliste':

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de IL CONCORSO

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    • Gugu Mbatha-Raw

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