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    Home Page > Movies & DVD > L'uomo del labirinto

    L'UOMO DEL LABIRINTO

    Tra i più attesi!!! - Dustin Hoffman e Toni Servillo in coppia nel nuovo thriller di Donato Carrisi - RECENSIONE - Dal 30 Ottobre

    "Il mio scopo è sempre stato scrivere romanzi che sembrano dei film e fare dei film che assomigliano a un romanzo... c'è tutto il cinema che mi piace in questo film. Come quando scrivo penso a libri che vorrei leggere, così con i film penso a qualcosa che vorrei vedere al cinema. Qui volevo rievocare i grandi thriller anni '90: 'Il silenzio degli innocenti', 'Seven', 'I soliti sospetti', 'The Game'. Poi quei tipo di film hanno smesso di farli, e le mie creature cinematografiche si nutrono di quei riferimenti"
    Il regista, sceneggiatore e scrittore Donato Carrisi

    (L'uomo del labirinto; ITALIA 2019; Thriller; 130'; Produz.: Gavila, Colorado Film; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana L'uomo del labirinto

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    See Short Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: L'uomo del labirinto

    Titolo in lingua originale: L'uomo del labirinto

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Donato Carrisi

    Sceneggiatura: Donato Carrisi

    Soggetto: Tratto dall'omonimo romanzo di Donato Carrisi.

    Preliminaria - Trama del libro:

    L'ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l'avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d'ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l'Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l'unico a inseguire il mostro. Là fuori c'è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l'ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c'è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine... E questa è l'occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L'Uomo del Labirinto l'ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.

    Cast: Dustin Hoffman (Dottor Green)
    Toni Servillo (Bruno Genko)
    Valentina Bellè (Samantha Andretti)
    Vinicio Marchioni (Simon Berish)
    Katsiaryna Shulha (Linda)
    Riccardo Cicogna (Paul Pacinsky)
    Orlando Cinque (Bauer)
    Filippo Dini (Delacroix)
    Sergio Grossini (Peter Lai/Rizzo)
    Stefano Rossi Giordani (Ragazzo cicatrice)
    Carla Cassola (Sig.ra Wilson)
    Luis Gnecco (Mordecai Lumann)
    Sergio Leone (Bunny)
    marta Richeldi (Sig.ra Lai)
    Diego Facciotti (Prete)

    Musica: Vito Lo Re

    Costumi: Patrizia Chericoni

    Scenografia: Tonino Zera

    Fotografia: Federico Masiero

    Montaggio: Massimo Quaglia

    Makeup: Simona Castaldi

    Casting: Valeria Miranda (UICD)

    Scheda film aggiornata al: 14 Novembre 2019

    Sinossi:

    In breve:

    Una ragazza rapita riappare dopo quindici anni. È sotto shock ma viva, con lei il dottor Green (Dustin Hoffman) cerca di ricostruire cosa è successo nel labirinto in cui è stata imprigionata da uno psicopatico.

    Nel frattempo, un investigatore privato, Bruno Genko (Toni Servillo), apre la caccia all’uomo per quello che potrebbe essere il suo ultimo caso.

    In dettaglio:

    E' la storia di Samantha Andretti (Valentina Bellè), una ragazza rapita mentre si recava a scuola durante una mattina di inverno. L'investigatore privato Bruno Genko (Toni Servillo) viene incaricato dalla famiglia di ritrovare la figlia, ma ogni tentativo è sembrato invano. Quindici anni dopo la ragazza si risveglia in un letto d'ospedale, è cosciente, ma non ricorda dove ha trascorso l'ultimo periodo, né dove è stata o cosa le è accaduto.

    Insieme a lei c'è un profiler, il dottor Green (Dustin Hoffman), con il compito di sostenerla e aiutarla a recuperare la memoria così da riuscire a individuare e catturare chi l'ha tenuta prigioniera negli ultimi anni. La caccia al mostro, però, non avverrà nel mondo reale, come una comune indagine, ma nella mente della ragazza. Al tempo stesso Genko, venuto a sapere che Samantha è riapparsa, si sente in debito con lei e tenta di ricostruire gli eventi per risalire al suo sequestratore. Nonostante i suoi intenti, quella dell'investigatore è una corsa contro il tempo, dal momento che un medico gli ha comunicato che gli restano solo due mesi di vita. E, per uno strano scherzo del destino, i mesi sono scaduti proprio il giorno in cui Sam è riapparsa dalle tenebre dell'oblio.

    Chi tra Genko e il dottor Green riuscirà a trovare per primo la verità? Ma siamo sicuri che, alla fine di tutto, ci sia un’unica verità? Questa indagine, infatti, non è poi così semplice, qualcuno sta mentendo per nascondere un segreto. Un'indagine che somiglia al labirinto mentale di Sam, fatto di corridoi e porte, ognuna delle quali nasconde un enigma o un inganno.

    Short Synopsis:

    Samantha, a young kidnapped girl, resurfaces in shock after being imprisoned and hospitalized. Next to her is Dr. Green, a profiler who investigates victims' minds to find clues. Genko, a private investigator, is also on the kidnapper's trail. What Samantha does not know is that she was not kidnapped, as she believes, a few months earlier

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Questa volta Donato Carrisi mostra una padronanza inedita sul grande schermo: le sue ‘scritture’ da romanziere hanno coinvolto man mano una platea di pubblico non indifferente. Ma il cinema è un’altra cosa. Dopo il timido e scarsamente luminescente esordio alla regia con La ragazza nella nebbia, Carrisi si direbbe aver acquisito disinvoltura nell’uso di strumenti che non è avvezzo a maneggiare tutti i giorni. Insomma, con L’uomo del labirinto ha realizzato una sorta di fluorescente sciarada che tracima tensione emotiva da ogni spiraglio della complessa griglia architettonica da cui si dipana una trama multistrato: letterale, metaforico-allegorica, in seno ad una mappatura tanto labirintica e alle volte insondabile come la stessa psicoanalisi, da sempre chiamata in causa nei thriller crime. Così L’uomo del labirinto cinematografico non ha nulla da invidiare all’omonima fonte letteraria, partorita dallo stesso creatore: anzi, sembrano tenersi testa con dignità, pattinando fianco a fianco su un’unica pista ghiacciata,

    con la massima sicurezza di sé.

    E con L’uomo del labirinto non era affatto facile! Non era affatto scontato raggiungere un risultato del genere! Mantenere la labirintica complessità del soggetto, senza intorbidare le acque, e al contempo canalizzare, convogliando in un unico flusso, l’infinita gragnola di rivoli pronti a fare la loro comparsa ad ogni angolo buio, reale o mentale: rivoli che altro non sono che indizi, iconici simboli, intessuti a citazioni cinematografiche di genere a grappolo. Un labirinto nel labirinto, insomma. Un gioco complicato ed intrigante come la tessitura ordita per sostenerlo. Il fiore all’occhiello di questa seconda regia di Carrisi, che qui sa farsi sorprendente pilota di un volo macabro e contorto quanto la mente dell’ignoto autore della scomparsa di una ragazza. Una o più di una? Non c’è nulla di lineare in questo ardito thriller in cui realtà e proiezione mentale giocano a nascondino senza mai stancare lo

    spettatore. E questo perché ognuno dei personaggi in campo costituisce un vero e proprio labirinto introspettivo a sé, con il potenziale di ‘film nel film’ ad persona, estendibile ad una sorta di matrioska cinematografica. Esistenze e situazioni che si intrecciano l’una all’altra, con un collante forte e tanto solido da garantire tenuta assicurata, mentre si lascia attendere il momento climax della sequenza in cui prende corpo e anima il significato pieno e risolutivo dell’enigma. Il finale lasciato aperto non pregiudica difatti la luminosa schiarita d’insieme innescata da quella sequenza, sull’onda di una cruciale digressione temporale: l’unica in cui due protagonisti focali - in cui si contendono lo scettro due star da paura - condividono lo stesso spazio. Una scelta illuminata che paga volentieri l’alto prezzo per accordare il giusto valore all’attesa, più che motivata, e parte integrante della sciarada narrativa stessa.

    Non è dunque certo la scintilla che accende il motore

    narrativo di fondo a dar lustro a L’uomo del labirinto, bensì la maestria con cui si alternano i vari livelli di registro narrativo, in un andamento ondivago di schegge che Carrisi pone sempre nel giusto orientamento per ritrovare gradualmente il rispettivo posto in seno al grande puzzle. Così come i movimenti di pensiero e di azione di personaggi torniti come sculture, intonse in corso d’opera come il ‘non finito’ mighelangiolesco: stiamo parlando di personaggi immensi tanto quanto i loro interpreti. E se su Dustin Hoffman ognuno di noi nutriva innegabili, enormi, aspettative, del resto sempre garantite e mai tradite, restiamo indubbiamente impressionati dall’espansione introspettiva a macchia d’olio che qui, il nostro amato Dustin riesce a tradurre nel suo ambiguo e mellifluo Dottor Green, concentrato e assorbito dalla seduta psicanalitica ad oltranza, della ragazza scomparsa e ritrovata dopo lunga prigionia: la Samantha Andretti di Valentina Bellé rappresenta senz’altro una rivelazione e

    un prezioso valore aggiunto al film. Ma che dire di Toni Servillo? Già protagonista per Carrisi del precedente La ragazza nella nebbia (con ben più modesti risultati) tocca qui con l'investigatore privato Bruno Genko l’apice della trasformazione psico-fisica in favore del suo personaggio: a mio avviso il migliore in assoluto di tutta la sua carriera. Un alter ego artistico che ricorderemo amabilmente nel tempo. Fotografie e riprese poi - il fumo sarà anche dannoso per la salute ma al cinema flirta con il personaggio da non temere rivali - esaltano l’anima sagace dell’investigatore dotato di un acume tanto illuminato quanto di uomo alla deriva, considerate le circostanze.

    Come lo stesso Carrisi, mi limito a seminare indizi, inutile svelare, dire raccontare. E Carrisi si dimostra qui un fanatico di simboli iconici che servono l’indizio. La sua formazione da avvocato criminologo gli ha servito buon gioco, fantasia arte e professionalità maturata nel

    tempo hanno fatto il resto: dalla pallina rossa manipolata dal dottor Green, all’oggetto figurativo del gioco come cubo labirintico, al mancato equilibrio psico-fisico del ‘freak’ - i figli del buio - ai giochi di superfici riflettenti, alla plurivalenza degli specchi, ai codici di accesso ammiccanti come il 2323, ai cunicoli bui di sotterranei con porte chiuse e aperte dal gioco del labirinto, e persino la ‘radio pentecostale’ che interviene di tanto in tanto a somministrare pillole sottilmente interattive con il flusso narrativo … C’è una strada infinita, lastricata di immagini iconiche, su cui non è permesso di sostare nel tragitto, perché sarebbero in grado di aprire da sole interi universi paralleli, con il rischio di smarrirsi del tutto. Ma ce n’è uno che li sovrasta tutti e che sa ergersi sullo scranno regale per raccontare una storia nella storia: quella testa di coniglio con gli occhi rossi a forma di

    cuore, inquietante, psichedelica e ammonitrice, un groviglio di simboli di per sé, che ne L’uomo del labirinto si lega ad un fumetto, a sua volta scrigno di diaboliche valenze, in particolar modo se coniugato ad uno specchio. Simbolo elettivo che si fa carico di tutto il nefasto e malato potenziale proprio di chi è stato ‘infettato’ dal buio. Un altro affascinante veicolo su cui siamo invitati a salire durante questo sinuoso viaggio mai intrapreso prima. Non in questo modo almeno. Perché, a partire dal Donnie Darko di Richard Kelly, al Suspiria di Dario Argento, fino alle sfumature Lynchiane di analoghi elementi, L’uomo del labirinto ne ha assorbita di ‘substantia’ cinematografica doc, ma ha tutto il merito di aver metabolizzato le sue fonti culturali per generarne una autonoma, con vita propria. Se dunque L’uomo del labirinto di Donato Carrisi ha acquisito un respiro internazionale, anche sul piano cinematografico, dopo quello letterario

    - in grado di scartare dal fiato corto di impronta televisiva ancora respirato, ahimè, da numerose pellicole italiane - non è certo per la presenza di Dustin Hoffman, sia pure provvidenzialmente divina. E’ il respiro di chi ha imparato a gestire l’ossigeno a disposizione tenendo a bada l’intrusione dell’anidride carbonica. Il respiro di chi ha acquisito una profonda conoscenza delle dinamiche narrative, non solo su carta, sapendo bene dove e quando affacciarsi di fronte a quel dedalo di vicoli secondari aperti sulla strada principale. Le immagini e la consapevolezza di una sincronizzazione temporale minimalista lo rafforzano. Il che fa davvero ben sperare per un auspicabile seguito cinematografico di Donato Carrisi.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)






    trailer ufficiale 90":



    trailer ufficiale 60":



    clip 'Genko porta il fumetto alla galleria Mordecai':



    clip 'Il cubo è stato il primo gioco':



    clip 'La signora della fattoria parla dei figli del buio':



    clip 'Genko interroga il ragazzo con la cicatrice':



    clip 'Linda':

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de L'UOMO DEL LABIRINTO

    Links:

    • Donato Carrisi (Regista)

    • Dustin Hoffman

    • Toni Servillo

    • Valentina Bellè

    Altri Links:

    #LUomoDelLabirinto

    1 | 2

    Galleria Video:

    L'uomo del labirinto - trailer 2

    L'uomo del labirinto - trailer

    L'uomo del labirinto - clip 'Genko porta il fumetto alla galleria Mordecai'

    L'uomo del labirinto - clip 'Il cubo è stato il primo gioco'

    L'uomo del labirinto - clip 'La signora della fattoria parla dei figli del buio'

    L'uomo del labirinto - clip 'Genko interroga il ragazzo con la cicatrice'

    L'uomo del labirinto - clip 'Linda'

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