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    IL MIO GROSSO GRASSO MATRIMONIO GRECO 2

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by GEOFF BERKSHIRE, (www.variety.com) - Ed ecco finalmente in arrivo l'atteso seguito della commedia romantica di maggior successo di tutti i tempi che vede protagonista e sceneggiatrice Nia Vardalos - Uscito al cinema il 22 Marzo 2016

    (My Big Fat Greek Wedding 2; USA 2015; Commedia; 89'; Produz.: Gold Circle Films/HBO Films/Playtone; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

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    Celluloid Portraits:



    See SHORT SYNOPSIS

    Titolo in italiano: Il mio grosso grasso matrimonio greco 2

    Titolo in lingua originale: My Big Fat Greek Wedding 2

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Kirk Jones

    Sceneggiatura: Nia Vardalos

    Cast: Nia Vardalos (Toula Miller)
    John Corbett (Ian Miller)
    Michael Constantine (Gus Portokalos)
    Lainie Kazan (Maria Portokalos)
    Andrea Martin (Zia Voula)
    Gia Carides (Cugina Nikki)
    Joey Fatone (Angelo)
    Elena Kampouris (Paris Miller)
    Alex Wolff (Bennett)
    Louis Mandylor (Nick Portokalos)
    John Stamos (George)
    Rita Wilson (Anna)
    Mark Margolis (Panos)
    Ian Gomez (Mike)
    Jayne Eastwood (Mrs. White)
    Cast completo

    Musica: Christopher Lennertz

    Costumi: Gersha Phillips

    Fotografia: Jim Denault

    Montaggio: Mark Czyzewski

    Makeup: Marie Nardella (direttrice); Teresa Young

    Scheda film aggiornata al: 16 Giugno 2023

    Sinossi:

    La vita di Toula Portokalos Miller è un disastro. La sua agenzia di viaggi è fallita a causa della recessione, così come la lavanderia di famiglia; l'unica attività ancora aperta è il ristorante fondato da suo padre, Gus. Suo marito Ian è preside della scuola frequentata dalla loro figlia Paris che nel frattempo si sta preparando per il college. Paris è sempre più mortificata dal soffocante affetto della sua famiglia e ciò la spinge a far domanda per dei college lontani da casa. Ian e Toula fanno fatica a mandare avanti il loro matrimonio perché Toula cerca sempre di "aggiustare" tutto quello che va storto in casa, finendo col trascurare il marito.

    Nel frattempo, Gus è sempre più convinto di essere un diretto discendente di Alessandro Magno e consulta un sito online per averne la conferma. Mentre cerca informazioni nei documenti di famiglia, scopre che il suo certificato di matrimonio non è mai stato firmato dal prete che ha sposato lui e Maria cinquant'anni prima. Rimane poi frustrato quando scopre che il suo attuale prete non può semplicemente firmare quel documento ma deve di nuovo sposare la coppia. Maria ride all'idea di doversi sposare di nuovo dopo cinquant'anni di vita insieme ma accetta a patto che Gus le faccia la proposta in modo serio. Gus si rifiuta e Maria lo manda a dormire sul divano. Tuttavia, quando è costretto ad andare all'ospedale e Maria si rifiuta di accompagnarlo, le chiede di sposarlo e lei accetta.

    Maria vuole le nozze che ha sempre sognato ma non ha mai potuto avere. Decide quindi di assumere una wedding planner, che però si dimette quando scopre che le scelte della famiglia sono troppo lontane dai suoi gusti. L'intera famiglia, inclusi i genitori di Ian, Rodney e Harriet, cerca quindi di organizzare le nozze. Una delle sorprese per il giorno del matrimonio è l'arrivo del fratello di Gus, Panos, arrivato dalla Grecia per assistere alla cerimonia. Avendo bevuto troppo ouzo durante il tragitto, Gus, Panos e Taki non riescono a rimanere seri una volta arrivati in chiesa. Vedendo il marito in quelle condizioni, Maria se ne va infuriata, pensando che Gus non stia prendendo il matrimonio in modo serio. Panos le confida che Gus ha bisogno di lei e Maria alla fine decide di procedere con le nozze.

    Paris è stata accettata dalla Northwestern University di Chicago e dalla New York University di New York. In un primo momento, quando capisce quanto sua madre tenga davvero a lei, decide di rimanere a Chicago, ma poi la sua bisnonna le fa capire che in realtà vuole andare a New York. Paris chiede a Bennet, un ragazzo della sua scuola che ha sempre guardato da lontano, di andare al ballo insieme a lei, scoprendo in seguito che anche lui proviene da una pazza famiglia greca. Poiché il ballo è lo stesso giorno del matrimonio, decide di non partecipare alla cerimonia nuziale, ma di raggiungere la famiglia durante il banchetto. Ian e Toula guardano Gus e Maria pronunciare i loro voti, mentre Paris e Bennet si scambiano il primo bacio. Durante il banchetto, Gus riceve una lettera che conferma la sua idea, dichiarandolo discendente diretto di Alessandro Magno. Tuttavia Toula rivela a Ian di aver scritto lei la lettera per rendere felice suo padre. La famiglia accompagna Paris a New York, pronta per iniziare una nuova avventura al college.

    SHORT SYNOPSIS:

    After spending most of their time focusing on their troubling teenage daughter, Toula and Ian are facing marital problems while also having to deal with yet another Greek wedding - this time, even bigger and fatter.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Con il cambio di timone l’atto secondo de Il mio grosso grasso matrimonio greco ci guadagna. Mentre la sceneggiatura mantiene la firma della protagonista Nia Vardalos (Toula), questa volta la regia è condotta dal
    regista britannico Kirk Jones (Svegliati Ned, Nanny McPhee-Tata Matilda, Stanno tutti bene-Everybody’s Fine, Cosa aspettarsi quando si aspetta). E si vede! Il film mantiene la linfa pilota dell’orgoglio greco ma aggiunge maggior spessore e, di conseguenza, divertimento. E pure con un certo stile! A cominciare dall’inizio di questa nuova storia che sintetizza il reiterato OPA del capitolo precedente, in veste di targa apposta sull’auto: ‘OPA-La felicità dell’essere greco’, accompagnata dalle note musicale tipicamente ellenistiche. Un lasciapassare, praticamente, per la visione del film!

    Il passaggio generazionale che vede Toula/Vardalos madre di Paris (Elena Kampouris), già in età da college e dunque in procinto di lasciare il nido - verso quale orizzonte volerà? Università locale di Chicago o New York?

    - rinnova ansie e responsabilità in cui la famiglia - allargata alla miriade di parenti che ben sappiamo - resta sempre al centro di ogni problema individuale. Privacy e radice greca non vanno di pari passo, a quanto pare! E comunque, ritroviamo qui gli inossidabili, comici personaggi, a cominciare da quel patriarca di Gus (Michael Constantine) che ora rivolge alla nipote appena diciassettenne lo stesso mantra - ‘ti conviene sposarti, sembri vecchia’ - con cui spronava la figlia Toula/Vardalos prima del matrimonio con Ian Miller (John Corbett), adesso Preside della scuola frequentata dalla figlia. Toula dal canto suo, è il tappabuchi che sistema ogni piccolo e/o grosso guaio di famiglia, in perenne ansia per la figlia, i genitori e… ben poco tempo per se stessa e per il marito. Ma, per quanto consapevoli e con l’intenzione di porvi rimedio, anche quando da soli, Toula e Ian finiscono per parlare sempre

    della figlia Paris, o vengono sorpresi in auto dall’intera famiglia, mentre magari sono alle prese con effusioni intime. E poi c’è il padre, Gus/Constantine che, ossessionato dalle sue radici, intende ricercare un ipotetico suo collegamento diretto nientemeno che con Alessandro Magno. Incredibile a dirsi ma lo vedremo alle prese con il computer, naturalmente assistito da Toula e dall’intera famiglia a rotazione, di cui il montaggio registra lo sfiancamento per la ‘missione impossibile’.

    Ora, se qualcuno si stesse chiedendo quale ‘grosso grasso matrimonio greco’ si celebrasse questa volta, può prendere nota del fatto che il certificato di nozze dei genitori di Toula non è stato firmato dal sacerdote: dunque, dopo cinquant’anni, la coppia scopre di non essere sposata. Le gag e le scaramucce si sprecano su questo registro prima di arrivare ai mega preparativi dell’evento di cui finirà per occuparsi questa grande famiglia. Intanto però si nicchia, così Toula/Vardalos rispedisce comicamente

    al mittente paterno lo stesso suo mantra: “si papà, ti conviene sposarti, cominci a sembrare vecchio”. E tutto questo, incastonato in un altro capitolo di ‘commedia assolutamente corale’, mentre le nuove generazioni scoprono nuovi amori, imprevedibilmente di origine greca, com’è il caso di Paris/Kampouris. Secondo voi, visto che è stato annunciato il terzo atto, di chi sarà il prossimo ‘grosso, grasso matrimonio greco’?

    Secondo commento critico (a cura di GEOFF BERKSHIRE, www.variety.com)

    This 14-years-later sequel is every bit as sitcom-ish and saccharine as its predecessor, but considerably less distinctive.

    Making a sequel to one of the biggest sleeper hits of all time is a tall order, and scribe-star Nia Vardalos let 14 years pass before revisiting her breakout success with “My Big Fat Greek Wedding 2.” Whether or not audiences feel like it was worth the wait will depend heavily on how much they’re up for a family reunion: Literally the entire major cast returns in this simultaneously overstuffed and undernourished follow-up. Every bit as sitcom-ish and saccharine as its predecessor, but considerably less distinctive, “Wedding” redux will unquestionably fall short of the original’s massive $241 million domestic gross. But the curiosity of a presumably still-loyal fan base should at least allow for a respectable honeymoon period opposite “Batman v. Superman: Dawn of Justice,” before this Universal release settles into

    its natural habitat as cable-TV filler.

    Critics didn’t exactly flip for Vardalos’ feature length ethnic joke-cum-romantic comedy when it first opened, and no one predicted that it would garner phenomenal word-of-mouth B.O. success or multiple award nominations (including an Oscar nom for Vardalos’ original screenplay and a SAG ensemble nom for the cast). So all the critical carping in the world may not matter a damn where this follow-up is concerned, either. Still, it’s just about impossible to imagine lightning striking twice — especially since Vardalos seems to have used up all her best Greek-specific gags the first time around.

    Family remains the driving force of the story: Toula (Vardalos) and Ian (John Corbett) are dealing with their perpetually angry 17-year-old daughter, Paris (Elena Kampouris), who feels like her parents are every bit as overbearing and embarrassing as Toula always found her own mom and dad. Cue Toula’s proud Greek immigrant father,

    Gus (Michael Constantine), coughing “payback” under his breath at the family restaurant.

    Paris hopes to go to college as far away from the family’s home in Chicago as she can get (although she’s also considering Northwestern), and Toula’s realization that she may soon lose her baby girl isn’t sitting too well, even if it means an opportunity to rekindle the romantic spark with Ian that’s been all but snuffed out by the passage of time. If the first film’s arc was essentially “Toula learns to stop feeling smothered and love her family again,” the second film’s arc is essentially “Toula learns to stop smothering and love her family again.”

    But the title mandates that there’s still some kind of wedding in the works, and Vardalos concocts a whopper of a justification for that: It turns out the marriage license of her parents, Gus and Maria (Lainie Kazan), was never signed by a

    priest before they left Greece for the U.S., meaning they’re not legally married (or something). Gus immediately wants to rectify the problem, but Maria seizes the unexpected opportunity to re-evaluate wedded life and consider her options.

    The threat of Maria abandoning her marriage after 50 years is never very real (especially when, like everyone in the family, she’s unforgiving in her belief that all singletons should settle down), but it’s what passes for drama in Vardalos’ cluttered screenplay. Even when Paris takes it upon herself to ask the boy (Alex Wolff) she’s crushing on to go the the prom, one family member comes out of the closet and Gus’ long-lost brother (a solid yet underutilized Mark Margolis) arrives for the wedding, Vardalos seems pathologically afraid of introducing conflict — as if the mere suggestion that things might not work out would be too much for her core audience to handle.

    More problematic

    is that the well seems to have run dry when it comes to Vardalos’ examination of Greek-American culture, however shallow it was to begin with. She wasn’t winning highbrow respect for her indulgence in romantic-comedy cliches and stereotypical first-generation immigrant family behavior the first time around, but there was a specificity to the reference points that added a modicum of flavor. This time it’s Gus who does most of the heavy lifting — still toting around his beloved Windex and claiming every word, invention and person has Greek roots — but aside from an obsession with using Web-based ancestry archives to prove he’s a direct descendant of Alexander the Great, there’s no fresh twist to the shtick.

    Assuming the directing reins from Joel Zwick (who made two more features after “Wedding” and then returned to his sitcom roots), helmer Kirk Jones gives the film a pedestrian polish that falls more in

    line with his recent underwhelming output (“Everybody’s Fine,” “What to Expect When You’re Expecting”) than his breakout crowdpleaser “Waking Ned Devine.” And the tech contributions, some of which come from returning artisans like production designer Gregory Keen, are nothing special.

    Both Vardalos and Jones know that the magic, such as it is, comes from the cast, and if auds prove willing to give the limp dramatics and wan comedy a pass, it’ll be solely because they enjoy spending time with the characters. Now a clingy mom and burned-out wife back working in a family’s restaurant, Toula is a less sympathetic figure than she was before, and Vardalos feels a bit rusty when it comes to physical and verbal humor. Corbett, charming enough the first time out, is basically window dressing here, while supporting players Joey Fatone, Gia Carides and Louis Mandylor all hit the same notes.

    Andrea Martin remains the most significant

    scene stealer as feisty Aunt Voula, but even with a bit more screen time it’s emblematic of the pic as a whole that she doesn’t get anything as quotable as “What do you mean he don’t eat no meat? That’s OK. I make lamb".

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Universal Pictures International Italy e Xister Pressplay.

    Links:

    • Nia Vardalos

    1 | 2

    Galleria Video:

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - trailer ufficiale

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - trailer ufficiale (V.O.) - My Big Fat Greek Wedding 2

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - clip 'La scelta dell'università'

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - clip 'Un passo indietro'

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - clip 'Romanticismo dopo sposati'

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - clip 'Il matrimonio si farà'

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - clip 'I consigli di zia Voula'

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Intervista a Nia Vardalos (Toula Miller)' (sub ITA)

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Intervista a John Corbett (Ian Miller)' (sub ITA)

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Intervista ad Andrea Martin (Zia Voula)' (sub ITA)

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Intervista a Elena Kampouris (Paris Miller)' (sub ITA)

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Una vera famiglia' (sub ITA)

    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 - featurette 'Una nuova grossa grassa commedia' (sub ITA)

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