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    Home Page > Movies & DVD > Educazione siberiana

    EDUCAZIONE SIBERIANA: DRAMMA STORICO PER GABRIELE SALVATORES DALL'OMONIMO ROMANZO DI NICOLAI LILIN. TRA GLI ALTRI LA CELLULOIDE CHIAMA ALL'APPELLO JOHN MALKOVICH NEI PANNI DI NONNO KUZYA

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal XXII. Courmayeur NOIR InFestival (10-16 Dicembre 2012) (presentazione di alcune scene) - Dal 28 FEBBRAIO

    "Cercavo di capire cos’è la guerra, perché facendo la guerra non si capisce cos’è, si capisce dopo. È in quel momento che qualcuno mi ha fatto vedere Mediterraneo, ed è in quel momento che ho capito chi avrebbe dovuto far vivere la mia storia, sul grande schermo".
    Lo scrittore russo Nicolai Lilin

    "'Educazione siberiana' non è un film politico. Il messaggio politico è intuibile, semmai, dalle storie dei protagonisti, dalle loro personali vicende di crescita. Ci siamo concentrati su quello che Lilin racconta nel romanzo le regole ferree che hanno dominato la comunità nella quale è cresciuto. La religione, il rapporto con le armi e il denaro, sull’importanza dei tatuaggi e su come ci si comporta in galera, per i meno fortunati che ci sono finiti. 'Educazione siberiana' è in pieno un romanzo di formazione e spero di avere reso bene il clima nel quale è cresciuto Nicolai, perché qui, non siamo davanti ad una formazione classica ma estrema e dal fascino pericolosamente ambiguo. Ci ho pensato prima di accettare questo progetto perché presentava un argomento a me non affine e per le tante difficoltà che si portava appresso. Ora, posso dire, senza alcuna voglia o ombra di provocazione, che ho imparato più cose in questo film che negli altri quattordici realizzati fino ad ora".
    Il regista Gabriele Salvatores

    (Educazione siberiana; ITALIA 2012; Drammatico storico; 110'; Produz.: Cattleya, in collaborazione con Universal Pictures International Italy; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Educazione siberiana

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    Titolo in italiano: Educazione siberiana

    Titolo in lingua originale: Educazione siberiana

    Anno di produzione: 2012

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Gabriele Salvatores

    Sceneggiatura: Gabriele Salvatores, Sandro Petraglia e Stefano Rulli

    Soggetto: Dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin (*) (2009, Ed. Einaudi, Collana Supercoralli):

    PRELIMINARIA - IL LIBRO:

    Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

    (*) Nicolai Lilin, l’autore del romanzo dal quale è stato tratto il film è del 1980. Educazione siberiana è il suo primo libro e racconta la sua crescita e formazione all'interno di una comunità criminale. Ha visto Mediterraneo e ha chiesto a Salvatores di farci un film. Ne è uscita un’opera definita dal regista: "Il lavoro dal quale ho imparato di più che da qualsiasi altro progetto."

    Cast: John Malkovich (Nonno Kuzya)
    Arnas Fedaravicius (Kolyma)
    Peter Stormare (Ink)
    Vilius Tumalavicius (Gagarin)
    Eleanor Tomlinson (Xenya)
    Airida Gintautaite (Madre)
    Giedrius Nagys (soldato russo)
    Jonas Trukanas (Mel)
    Andrius Paulavicius (sergente russo)
    Arvydas Lebeliunas (Dottore)
    Riccardo Zinna (camionista)
    Daiva Stubraite (Zia Katya)
    Vytautas Rumsas (Dimitry)
    Viktoras Karpusenkovas (Plank)
    Jokubas Bateika (Meza)
    Cast completo

    Musica: Mauro Pagani

    Costumi: Patrizia Chericoni

    Scenografia: Rita Rabassini

    Fotografia: Italo Petriccione

    Montaggio: Massimo Fiocchi

    Effetti Speciali: GHOST SFX S.r.l.

    Casting: Martynas Morkunas e Alessandro Quattro

    Scheda film aggiornata al: 01 Settembre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    La storia si svolge in una regione del sud della Russia, la Transnistria, e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995.

    Prima della divisione dell'URSS, al confine tra Moldavia e Ucraina, una comunità di "criminali onesti" - così come loro stessi amano definirsi - siberiani, deportati lì negli anni '30 da Stalin, vive rispettando un codice etico (divieto a qualsiasi tipo di droga e rispetto per gli anziani e i disabili) autoimposto; tutto il resto é lecito...

    IN DETTAGLIO:

    L'"educazione siberiana" è uno strano tipo di "educazione". E' un'educazione criminale, ma con precise e, a volte sorprendentemente condivisibili, regole d'onore.
    La storia si svolge in una regione del sud della Russia e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995. In quegli anni avviene uno dei più importanti cambiamenti della nostra storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la conseguente sparizione dell'Unione Sovietica con tutto quello che questo evento ha poi comportato nei rapporti economici e sociali dell'intero pianeta.
    Ispirato all'omonimo romanzo di Nicolai Lilin (edito da Einaudi), in cui l'autore racconta la sua infanzia e la sua adolescenza all'interno di una comunità di "Criminali Onesti" siberiani, così come loro stessi amano definirsi, il film racconta la storia di ragazzi che passano dall'infanzia all'adolescenza, e della comunità in cui sono cresciuti, rappresentando, attraverso un microcosmo molto particolare, una storia universale che, al di là delle implicazioni sociali, acquista un significato metaforico che riguarda tutti noi.

    SHORT SYNOPSIS:

    A drama based on a memoir about growing up as a member of the Urka community in the small republic of Transnistria.

    Commento critico (a cura di ROSS DI GIOIA)

    Alla fine degli anni '80, nel sud della Russia, dove Stalin ha pensato bene di creare un “ghetto” per i criminali più pericolosi del Paese, gli Urca siberiani sono i padroni assoluti del quartiere di Fiume Basso, nonché i più efferati nella quotidiana gara tra quale clan semina più terrore. La loro è una tradizione culturale antichissima, fatta sì di innumerevoli attività malavitose, ma allo stesso tempo dal codice morale ed etico ferreo: si uccide solo se costretti, si ruba ai ricchi e non si tiene per nessuna ragione il denaro in casa, le donne sono più che sacre (in ogni senso possibile), assoluto divieto di spaccio o uso di droga. Questi precetti vengono passati con dovizia di particolari dal vecchio Kuzja (John Malkovich) al nipotino Kolima (Arnas Fedaravicius) e al suo amico del cuore Gagarin (Vilius Tumalavicius). Quando però la vita li costringe a dividersi, dopo un lungo periodo

    di detenzione, Gagarin rientra a Fiume Basso smanioso di ottenere soldi e potere, affidandosi così agli uomini di Seme Nero; Kolima, invece, diviso tra l’amore impossibile per la “voluta da Dio” Xenja (Eleonor Tomlison), una giovane afflitta da gravi problemi psichici, e le regole che il nonno gli ha lasciato, finirà sulla strada della vendetta proprio a causa di Gagarin...

    Filmografia di Gabriele Salvatores alla mano, si potrebbe dire che i siberiani “non hanno paura”. Il regista premio Oscar per Mediterraneo, infatti, alzando il livello della bramosia - ma lasciando immutato il senso di fraterna amicizia che è capace di nascere tra due ragazzini - porta tra i ghiacci della Siberia il suo senso dell’onore e della giustizia. Così come in Io non ho paura, tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, con Educazione siberiana, tratto invece dal romanzo di Nicolai Lilin, i ragazzi di Salvatores hanno un loro sub-codice nel codice.

    La differenza sta nel fatto che si condanna il delinquente che “opera” senza una presunta statura morale da esibire come un vessillo. Usando a pretesto i mutamenti di un Paese che, alla fine degli anni ’80, diventa qualcosa che nemmeno loro sanno esattamente cosa sia, la storia di Kolima e Gagarin si insinua nel solco di una retorica che spesso tracima nell’esasperazione. L’affresco di Salvatores è così realizzato più con gli acquarelli che non con la tempera ad olio: l’ingenuità che pervade ogni personaggio (Xenja ne é il simbolo assoluto), la ricerca della poesia tra il rosso del sangue e il candore della neve, un Malkovich che rasenta la perfezione ma finisce per mandare tutto fuori giri. Tutti questi elementi portano ad un risultato che sembra incapace di scrollarsi di dosso l’attesa di chi guarda. E ne viene un po’ deluso. Educazione siberiana, pure restando un film dal respiro molto

    ampio e dall’appeal innegabile, riesce però solo nei trenta minuti finali a sopraffare la propria zavorra di retaggi culturali imbastiti di malavita e regole, di cose già viste (il momento sull’altalena al rallenty giura vendetta) e la voglia di mostrarsi “internazionale”.

    Perle di sceneggiatura

    Nonno Kuzya (JOHN MALKOVICH): "Un uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare".

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano 01 Distribution e Silvia Saba (SwService)

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO di EDUCAZIONE SIBERIANA

    Links:

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    • John Malkovich

    • Peter Stormare

    • Eleanor Tomlinson

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    • Vilius Tumalavicius

    • Jonas Trukanas

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