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    Home Page > Movies & DVD > Roman Polanski: A Film Memoir

    ROMAN POLANSKI: A FILM MEMOIR

    RECENSIONE - 65. Festival del Cinema di CANNES (16-27 Maggio 2012) - SELEZIONE UFFICIALE - SPECIAL SCREENING - Dal 18 MAGGIO

    (Roman Polanski: A Film Memoir; REGNO UNITO/ITALIA/GERMANIA 2011; Documentario; 94'; Produz.: Lucky Red e Casanova Multimedia; Distribuz.: Lucky Red; Distribuz. Home Video: Feltrinelli Real Cinema - da gennaio 2013)

    Locandina italiana Roman Polanski: A Film Memoir

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Roman Polanski: A Film Memoir

    Titolo in lingua originale: Roman Polanski: A Film Memoir

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2012

    Regia: Laurent Bouzereau

    Sceneggiatura:

    Cast: Roman Polanski (se stesso)
    Sharon Tate (se stessa)

    Musica: Alexandre Desplat

    Fotografia: Pawel Edelman

    Montaggio: Jeffrey Pickett

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un film documentario interamente dedicato alla vita e all'opera di Roman Polanski. Uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo si racconta, guardandosi indietro per ripercorrere la propria vita e gli eventi che l’hanno contraddistinta. Intervistatore d’eccezione è Andrew Braunsberg, suo amico di lunga data nonché produttore di alcuni dei suoi migliori film.

    Ne sortisce un emozionante ritratto intimo, anche grazie alle interviste realizzate durante gli arresti domiciliari nella sua casa di Gstaad in Svizzera. Interviste intervallate da alcuni estratti dei film di Polanski, da immagini tratte da telegiornali e programmi televisivi recenti e da fotografie prese dall'archivio personale dell'autore.

    IN DETTAGLIO:

    Roman Polanski: a film memoir è un documentario che racconta la straordinaria vita di Roman Polanski: la sua infanzia nel ghetto di Cracovia, la realizzazione dei suoi primi film in Polonia, il trasferimento a Parigi, la sua carriera in Europa e in America coronata da un premio Oscar per Il pianista, la tragedia dell’assassinio a Los Angeles della moglie incinta Sharon Tate, il suo discusso arresto nel 1977, fino all’attuale vita professionale e personale in Francia al fianco di sua moglie Emmanuelle Seigner.

    Gli incontri con Andrew Braunsberg sono stati registrati durante un soggiorno di Polanski nella sua casa di Gstaad dove, nel 2009, è stato costretto a restare agli arresti domiciliari per diversi mesi. Le conversazioni sono arricchite da sequenze dei film di Polanski, estratti di servizi giornalistici, ritagli stampa, foto personali mostrate in esclusiva, e documenti che testimoniano della straordinaria vita del regista.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    UN ATTO NECESSARIO

    Se non fossimo a conoscenza del fatto che si tratta di una vita vera, vissuta e sofferta realmente sulla propria pelle, di fronte a Roman Polanski: A Film Memoir, a cura di Laurent Bouzereau, avremmo potuto pensare ad un 'mockumentary', un documenario di finzione. Ma sappiamo bene che non è così. Ci si potrebbe anche chiedere il perché di un documentario autobiografico dal momento che uomo e artista in questione, assimilati nell'unica persona di Roman Polanski, sono ancora ben vivi e vegeti, grazie a Dio. Di solito certe 'celebrazioni', ma qui intelligentemente ci si tiene ben lontani dal target 'agiografico', le si contemplano per lo più post-mortem. D'altra parte la ragione di Roman Polanski: A film Memoir esattamente in questo momento, appare piuttosto chiara fin dai primi fotogrammi. Secondo voi quale forma migliore poteva trovare un cineasta come Roman Polanski - un solo aggettivo potrebbe avvilire la sua

    reale portata e dunque ci rinunciamo - per poter in qualche modo dire finalmente la sua su una sorta di persecuzione 'ad personam' mossa da fama, responsabilità personali, con il concorso di una bella dose di 'mala sorte' e non poche (c'è da non crederci) tragiche traversie espresse in parte e visceralmente anche in alcuni suoi film, Il pianista (2001) in primis? Dopo aver masticato e buttato giù a forza così tanti bocconi amari, imposti dalla vita, dalla stampa, dai tribunali, il recente strascico con rigurgito particolarmente acido risalito dal passato, deve esser stata per lui la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso. Non è difatti un caso che a condurre questa insolita intervista-reportage al diretto ed illustre interessato sia un amico di vecchia data - oltre che produttore di molti suoi film - come Laurent Bouzereau, paradossalmente proprio nel luogo di detenzione a seguito dell'assurdo arresto di cui

    l'opinione pubblica è ben al corrente. Quando si dice il tempismo della giustizia! A 33 di distanza non c'è male! Che direbbero in Italia i fanatici dell'indulto?! Ma questa è un'altra faccenda! Dicevamo i primi fotogrammi: i TG imperversano sulla notizia scoop. Laurent Bouzereau e Roman Polanski danno volutamente la parola alla stampa mentre si preparano ad un contrattacco spiazzante, intimista come una confessione, aneddotico e confidenziale come il racconto di una favola ai bambini, tragico e commovente ancor più dove le lacrime del protagonista si coniugano con video e foto di repertorio archivistico, giacché si riparte dalle origini, dall'infanzia, dalla fanciullezza, incrociate, dopo il trasferimento con i genitori da Parigi a Varsavia, sui drammatici binari della guerra e della shoah in Polonia (il ghetto a Cracovia). Uno sguardo inedito, lenticolare e lucido ancora molto vivo, a dispetto degli anni trascorsi, e non soltanto perché certe cose non si possono

    dimenticare, ma anche perché alitano e motivano certe scelte artistiche al punto da far considerare allo stesso Polanski, quasi stupito nel toccare con mano l'evidenza, se esista un libero arbitrio o piuttosto un destino scritto nel DNA di ciascuno. Un dubbio condivisibile fin dal momento in cui scopriamo che il piccolo Roman ha imparato a leggere proprio al cinema, quando proiettavano film con i sottotitoli, oltre che dalle lettere della macchina da scrivere di papà e che la sua carriera è in un certo senso iniziata nel campo boy-scout. L'importanza di radio e teatro, della Scuola d'Arte, scandiscono i tratti di una formazione che trasformano ben presto il giovane Roman da ultimo a primo della classe: tra le varie cose, lo documentano i suoi sorprendenti disegni che vediamo scorrere sullo schermo. Sui duri inizi legati anche a politiche di regime, sulle infinite traversie e ostacoli privati e professionali, tenacia e

    talento hanno avuto la meglio, anche se le rose non sono mai senza spine, soprattutto nel suo caso.
    Ma in questo documentario si ha modo di comprendere anche quale respiro viene ad assumere ad esempio il disperato arrancare di Adrien Brody mentre cerca di aprire quel barattolo di cetrioli in salamoia (Il pianista): il respiro di uno spicchio di vita vissuta nella realtà da Polanski quando la fame e la sete si facevano sentire implacabili a dispetto di risorse andate in fumo. E si ha modo di riconoscere nella ruralità della campagna di Oliver Twist (2005) una precisa identità di riferimento, così come in una sequenza di coltivazione in Tess (1979). Ma non sono questi che pochi esempi in seno ad un'accurata selezione filmica che non si preoccupa di essere esaustiva, in quanto eletta a portavoce di brani di vita privata e di ispirazione artistica, chiamata in causa per dissotterrare quanto

    non popolarmente conosciuto di quel che appartiene al suo passato, spesso distorto o mal compreso, quel che fa anche il suo presente e la nostra conoscenza, spesso troppo epidermica o condizionata dai deformanti ritratti divulgati dai media.

    Perciò, lunga vita a Roman Polanski che dobbiamo ringraziare anche per questo film 'della memoria'. La memoria di un passato che, in senso lato, come ben sappiamo, da sempre definisce l'identità della persona (si ricordassero di questo coloro che vorrebbero abolire latino e storia nelle scuole lasciando orfane le nuove generazioni della loro vera identità!). Lo ringraziamo per questo inedito approccio, generosamente e orgogliosamente offerto a noi spettatori, troppo spesso inondati da gossip e scoop di cui potremmo fare benissimo a meno, e lo ringraziamo altresì per film indimenticabili del passato e per quelli che verranno, in grembo alla sua illustre carriera cinematografica ancora nel fiore della sua più alta espressione.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringrazia Alessandra Tieri (Lucky Red)

    Pressbook:

    PRESSBOOK in ITALIANO di ROMAN POLANSKI: A FILM MEMOIR

    Links:

    • 65. Festival del Cinema di CANNES (16-27 Maggio 2012) - DAILY 17 MAGGIO - LA SCELTA DI 'CELLULOIDPORTRAITS': 'ROMAN POLANSKI: A FILM MEMOIR' di LAURENT BOUNZERAU (Speciali)

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    Galleria Video:

    Roman Polanski: A Film Memoir - trailer (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'Il ghetto' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'La guerra' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'L'esordio al cinema' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'L'incontro con Sharon Tate' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'L'arresto a Beverly Hills' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'Tragedie e successi' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'Samantha Geimer' (versione originale sottotitolata)

    Roman Polanski: A Film Memoir - clip 'Arresto al Festival del Cinema di Zurigo' (versione originale sottotitolata)

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