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    Home Page > Movies & DVD > Identikit di un delitto

    IDENTIKIT DI UN DELITTO: RICHARD GERE AGENTE FEDERALE TRA COMPLICATI CRIMINI DA RISOVERE E MISTERI DA MAGIA NERA

    "... c’era un grande cartello sul nostro campo base che ricordava la necessità di fermare i predatori sessuali e gli abusi sui bambini... Era come se agissero misteriose forze soprannaturali".
    Il primo aiuto regista Neil Daly

    (The Flock USA 2007; Thriller drammatico del mistero; 105'; Produz.: Bauer Martinez Studios/Double Nickel Entertainment/Gibraltar Films/Lucky 50 Productions/Templar Films; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Identikit di un delitto

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    Trailer

    Titolo in italiano: Identikit di un delitto

    Titolo in lingua originale: The Flock

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Wai-Keung Lau (Andrew Lau)

    Sceneggiatura: Hans Bauer, Craig Mitchell

    Soggetto: Errol Babbage

    Cast: Richard Gere (Erroll Babbage)
    Claire Danes (Allison Lowry)
    KaDee Strickland (Viola Frye)
    Ray Wise (Bobby Stiles)
    Russell Sams (Edmund Grooms)
    Avril Lavigne (Beatrice Bell)
    Kristina Sisco (Harriet Wells)

    Musica: Guy Farley

    Costumi: Deborah Everton

    Scenografia: Lester Cohen

    Fotografia: Enrique Chediak

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    L'agente federale Erroll Babbage (Richard Gere), prossimo alla pensione, sta addestrando la recluta che dovrà poi sostituirlo. Durante l'addestramento i due si occuperanno della sparizione di una ragazza e Babbage pensa che questo caso sia collegato ad un altro al quale ha lavorato in passato. La storia diventa complicata, quando i due entrano in contatto con una setta che pratica la magia nera...

    IN DETTAGLIO:

    Dopo anni passati a rintracciare colpevoli di crimini sessuali, l’agente Babbage (Richard Gere) è troppo coinvolto emotivamente e quindi deve affrontare anche i propri demoni mentre cerca una ragazza scomparsa, sicuro che sia stata rapita da uno dei criminali in libertà vigilata del FLOCK. La giovane agente Lowry (Claire Danes), che fa coppia con lui, deve imparare a conoscere questo lavoro e aiutare il suo mentore a restare dalla parte della legge e…. ragionevole. (...)

    Sulla scia di psyco-thriller come Il silenzio degli innocenti e Seven, THE FLOCK è il primo film in inglese del famoso regista di Hong Kong Andrew Lau (Infernal Affairs) e racconta la storia di Errol Babbage, un funzionario di polizia stressato emotivamente che, dopo 18 anni passati a monitorare predatori sessuali in libertà vigilata, viene costretto a un pensionamento anticipato. Con i suoi metodi non ortodossi, Babbage ha sicuramente creato problemi ai suoi superiori e nelle ultime settimane di lavoro è incaricato di addestrare la giovane agente che lo sostituirà. Quando scompare un’adolescente, Babbage si convince che il responsabile del rapimento sia uno dei criminali di cui si occupa, ma nessuno gli crede. Insegnando il mestiere alla giovane recluta, Babbage oltrepassa i confini della normale procedura e la fa scontrare direttamente con il sordido mondo dei depravati del FLOCK. La ragazza, e il pubblico con lei, non sono sicuri se Babbage sia l’unico agente veramente impegnato a salvare la vittima o un uomo che si è addentrato troppo nell’abisso dopo esserne rimasto ai margini per anni.
    Per anni Babbage si è occupato infatti di tenere sotto controllo i predatori sessuali in libertà vigilata, chiamati in gergo ‘FLOCK’ dal Dipartimento, persone violente, instabili e imprevedibili, per evitare che possano ancora molestare o assassinare bambini e adolescenti.
    Poiché Babbage per legge non può impedire loro di mescolarsi alla gente nei luoghi pubblici, minaccia e provoca di frequente quelli del FLOCK che gli sono assegnati, usando anche la violenza fisica se necessario. Il suo messaggio non scritto è che li tiene costantemente sotto controllo. Alcune delle sue tecniche forse sono illegali, ma è l’unico modo per proteggere la società da questo gruppo di assassini.
    Dopo aver lavorato per tanti anni in questo ambiente, Errol è profondamente provato dall’implacabile orrore cui assiste. Vuole uscirne, ha bisogno di lasciare, ma non è sicuro di poterlo fare. Chi terrà d’occhio quei mostri? Ma la scelta non sta a lui, perché il suo capo, Bobby Stiles (Ray Wise) decide di mandarlo in pensione anticipata. Babbage cerca disperatamente di mantenere quello che è rimasto della sua stabilità mentale, e fare in modo che la perdita del lavoro che da un qualche significato alla sua vita non lo spinga oltre i limiti.
    Il tema centrale del film è il suo sforzo per preparare la sua sostituta (da lui scelta segretamente) ad assumersi il ruolo di proteggere la società. Prima di lasciare il dipartimento, deve istruire l’inesperta e ingenua Allison Lowry senza sovraccaricarla di tensioni o deprimerla. E deve farlo rapidamente, così potrà andare in pensione in pace. Il FLOCK deve essere monitorato intensamente. Vuole essere sicuro di aver insegnato alla ragazza che deve sempre stare un passo avanti a ogni predatore sessuale… sapere dove si aggirano in cerca di vittime, perché uccidono, e quando sono a caccia di prede.
    Il ritmo del film diventa più accelerato quando Errol e Allison credono che uno del FLOCK abbia rapito una adolescente dell’alta società, Harriet Wells, secondo Errol con l’intento di stuprarla e ucciderla. E’ una corsa contro il tempo, Errol controlla i criminali sapendo che uno di loro ha Harriet, ma chi? Le ore passano e i due agenti controllano tutti in nomi della loro lista. La scoperta dell’assenza di uno di loro potrebbe salvare la vita di Harriet Wells. Errol e Allison devono scoprire dov’è la ragazza prima che sia troppo tardi.
    Il film solleva una serie di interrogativi su problemi complessi e inquietanti, tutti legati alla violenza dell’uomo, la creatura più feroce del pianeta. Tutti gli altri esseri uccidono per il cibo o per il territorio, noi perché uccidiamo?
    La guerra è sicuramente l’orgia di morte più efficiente, in genere mascherata da nazionalismo e/o supremazia religiosa. La scienza e la storia hanno mostrato che il nostro comportamento crudele e violento è determinato biologicamente, milioni di anni fa garantiva la sopravvivenza delle tribù. Ma ora a cosa serve…? E’ come un’appendice, ormai inutile, che permane ancora.

    Dal >Press-Book< di Identikit di un delitto

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    … E SE TROPPO A LUNGO GUARDI L’ABISSO, ANCHE L’ABISSO, POI, GUARDERA’ TE…

    Si è sentito il bisogno di rimarcare la drammatica realtà con didascalie esplicative: “Ogni due minuti negli USA una donna o un minore vengono aggrediti a scopo sessuale” e “su 1000 schedati e condannati c’è un solo vigilante”. Come dire, un servizio di sicurezza alquanto inadeguato alle esigenze. Ma che cos’è veramente adeguato a simile emergenza sociale? Seguendo la sempre più gettonata struttura circolare con cui si apre e si chiude un film con la stessa massima o la stessa sequenza, Identikit di un delitto, primo film in inglese del regista Andrew Lau (Infernal Affairs), con la voce fuori campo del protagonista in apertura e con quella della protagonista alla fine, ci mette in guardia sulla doppia anima della faccenda: è come un’arma a doppio taglio e sicuramente nasconde un insito effetto boomerang a seconda dei metodi che

    si scelgono di adottare: “Se combatti troppo a lungo con i draghi diventerai un drago. E se troppo a lungo guardi l’abisso, anche l’abisso poi guarderà te”. La protagonista Allison Lowry (Claire Danes) concluderà che “I momenti cruciali della vita non si possono prevedere. Questo è stato un momento cruciale per me. E questa è stata la mia risposta”. Risposta che non è certo arrivata subito servita su un piatto d’argento, ma che è stata sudata e sofferta sulla scia di uno scomodissimo e talora ambiguo esempio. Sono le parole della giovane ‘recluta’ nel Servizio di Sicurezza di Polizia Criminale, lo stesso Servizio in cui a lungo è restato in carica l’agente Errol Babbage (Richard Gere) che ora si vede estromettere dall’istituzione, ‘pensionamento forzato, per i suoi ‘metodi’ discutibili e controversi, quelli che agli occhi dei suoi superiori lo ritraggono quale essere debordato su un piano ‘fuori legge’. E Gere

    si mostra piuttosto a suo agio nelle vesti di questo ‘rustico’ visionario ossessivo al limite del maniacale, alle prese con i propri demoni oltre che con quelli degli altri. Un personaggio sufficientemente strascicato e fuori dalla righe da essere frainteso fin alla radice delle sue migliori intenzioni oltre che dei fatti. Sì che lo vediamo muoversi sempre in bilico tra l’esasperata volontà di ricerca e di totale controllo dei criminali psicopatici ‘schedati’, sempre all’erta e ben disposto a mettere in pratica un ‘genere’ di vigilanza che sembra aver piuttosto lasciato il passo ad una sorta di ‘vivisezione’ psicologica oltre che fisica. A torto o a ragione? Certo che i suoi raid poco ortodossi sul filo della vendetta non volgono molto a suo favore, ma dobbiamo arrivare alla fine del macabro tunnel prima di poter giudicare. Un registro questo che stabilisce un intimo contatto (in un omaggio intenzionale) con il celebre

    Seven di David Fincher, in particolare con la sequenza che vede Brad Pitt, affiancato da Morgan Freeman, a tu per tu con il fatidico Killer seriale (Kevin Spacey) e dunque alle prese con analogo drammatico dilemma: dare sfogo alla rabbia nei confronti di cotanta efferatezza, sfociando a sua volta nel binario criminale, o restare ancorati ad un autocontrollo che vuole in tutti i modi darsi alla fuga e, malgrado tutto, operare sul piano della legalità? “Se troppo a lungo guardi l’abisso, anche l’abisso, poi, guarderà te”. E’ questa l’anima del dilemma che reca anche, d’altra parte, l’insita risposta.

    E’ evidente il coraggio da parte della m. d. p. in Identikit di un delitto di indagare nelle rughe più profonde dell’abisso criminale a sfondo sessuale colto nella svariata gamma del ‘prontuario’ della casistica vigente che motiva peraltro pienamente il divieto di visione della pellicola ai minori di diciotto anni. Pur tuttavia,

    per procedere nell’impavido percorso, la regia non rinuncia al frequente ricorso della frammentazione di immagini giocate sulla velocità del montaggio, fino a produrre incisive schegge di visione anche con l’ausilio della sovrimpressione di fotogrammi. Ma non mancano sequenze in cui sono lasciate in libera azione patologie psicocriminali, là dove l’insaziabile voglia di uccidere è intimamente intrecciata alla ‘deviazione’ sessuale. Confezione questa che, seppur affatto trascendentale, pone comunque l’Identikit di un delitto di Andrew Lau su un piano ben diverso dal riduttivo ‘action movie’ Io vi troverò di Luc Besson. Considerata l’affinità del soggetto - crimini a diverso livello a sfondo sessuale - pur trattato secondo angolazioni diametralmente opposte, forse non è un caso che entrambe le pellicole siano uscite al cinema la stessa vigilia di ferragosto.

    Links:

    • Richard Gere

    • Claire Danes

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    Galleria Video:

    Identikit di un delitto (Versione Italiana).mov

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