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    L'INTERVISTA

    63a Mostra (Lido di Venezia 30-agosto-9 settembre 2006) PRESS CONFERENCE & DINTORNI: CHILDREN OF MEN di ALFONSO CUARON

    04/09/2006 - Molto applauditi, gli interpreti CLIVE OWEN e C. H. ASHITEV, il regista ALFONSO CUARÓN, lo sceneggiatore T. SEXTON:

    E’ uno sguardo molto pessimistico sul futuro. Come siete riusciti ad ottenere i finanziamenti?

    ALFONSO CUARÓN: “Per me non si tratta di una visione molto pessimistica, quanto piuttosto di una visone realistica del presente. Ho avuto molto appoggio dai produttori della Universal. Eppure hanno capito subito che non si trattava di un film di fantascienza normale. De vo ringraziarli qui pubblicamente perché veramente hanno avuto fiducia in me anche quando non erano sicurissimi di quello che volevo fare. Hanno avuto fiducia in me anche quando ho avuto torto. Quindi invece di chiedere a me come sono riuscito ad ottenere i finanziamenti per questo film non lo chiedete a me, chiedetelo ai produttori della Universal”.

    CLIVE OWEN: “La cosa più difficile nel girare questo film? Non lo so. Il mio è un protagonista inusuale. Interpretare qualcuno che è così distaccato, in qualche modo all’opposto dell’eroe, del protagonista convenzionale. Interpretare qualcuno che poi a un certo punto, tutto ad un tratto il protagonista si mette in moto e diventa l’eroe è nella norma, invece in questo film c’è qualcuno che non ha alcuna speranza. E la cosa più difficile era di interpretare un personaggio che fa questo film senza avere veramente voglia di farlo. E’ molto inusuale riuscire ad interpretare un personaggio così riluttante”.

    C. H. ASHITEV: “Mi hanno aiutato a capire questo film che per me era un pò difficile. Questo aspetto dell’essere incinta non mi veniva naturale, perché io non ho avuto bambini e quindi è difficle anche capire che cosa sente una persona che si trova in quello stato. Inoltre sono arrivata da poco a lavorare nel settore dell’industria cinematografica, comunque sono stata aiutata da molte persone, molte donne. Per quanto riguarda il mio personaggio direi che il suo carattere era piuttosto chiaro, ben delineato nella sceneggiatura, per cui anche se non facile, con aiuto sono arrivata a farlo”.

    La scelta della colonna sonora è molto curata, anche in modo non convenzionale e non casuale, quasi mai… Di chi è stata la scelta? E l’inserimento di un brano di Franco Battiato?

    ALFONSO CUARÓN: “Da quando abbiamo cominciato a lavorare sulla sceneggiatura, abbiamo seguito in qualche modo quello che il processo stesso della sceneggiatura suggeriva. Siamo stati supportati da due esperti della musica straordinari… Volevamo fare un film che non fosse basato sulla musica, che non sembrasse solamente una partitura… ”.

    Riguardo al rapporto tra fantascienza e realtà: che possibilità le ha dato fare un film di fantascienza che però ci ricorda tantissima realtà che vediamo continuamente nelle news? Qual è per lei, visto che nel film ci sono anche delle scene di guerra abbastanza impressionanti, che cosa voleva dire raccontando questa violenza?

    ALFONSO CUARÓN: “E’ vero che il film è costellato di icone e immagini che ora cominciano a far parte della coscienza dell’immaginario collettivo. Non volevamo fare un film di fantascienza e cercare di vedere quale sarebbe stato il mondo futuro. Volevamo invece parlare del presente. Abbiamo adoperato il futuro come convenzione ma di fatto abbiamo voluto riferirci al presente. Nel film ci sono molti riferimenti alle guerre attuali. Quando sono arrivato a trattare del film alla produzione, sono andato con foto dell’Iraq, Palestina ecc. e si sono subito resi conto che il mio film voleva essere qualcosa di diverso da un convenzionale film di fantascienza. Per quanto riguarda la battaglia finale, non volevamo che la guerra fosse glorificata, né esaltare la violenza. Il personaggio di Owen non ha una pistola, non è mai violento, l’unica volta che uccide qualcuno lo fa per sopravvivere. La maniera in cui abbiamo girato il film era per dare un’idea di quello che sta accadendo davanti ai nostri occhi nella realtà di oggi”.

    Qual ‘è la possibilità per Clive Owen di interpretare dei personaggi tormentati. Spesso l’abbiamo visto in passato con personaggi più leggeri, ora invece la scelta cade sempre più spesso su un versante opposto. Qual ‘è per lei il fascino di interpretare questo tipo di ruoli?

    CLIVE OWEN: “Non lo so. Non so perché scelgo un ruolo, una parte, lo faccio in maniera istintiva. Di solito il fattore più importante è legato alla scelta del regista. Mi piace moltissimo il cinema di Alfonso (Cuarón). Mi piacciono tutti i film che ha fatto. E’ un filmaker e uno sceneggiatore pieno di talento, molto originale e scegliere per me questo film è stata la cosa più facile, perché è comunque uno dei miei registi preferiti, uno di quelli con cui avrei voluto lavorare…”.

    (…)

    (SEGUE)

    (A cura di PAOLO LOMBARDI)


     
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