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    L'INTERVISTA

    THIS MUST BE THE PLACE - INTERVISTA in ANTEPRIMA al regista PAOLO SORRENTINO (A cura dell'inviata CARLA BERGAMINI)

    08/07/2010 - Milano, Mercoledì 7 luglio 2010 - Insieme per il nuovo film di PAOLO SORRENTINO THIS MUST BE THE PLACE con
    SEAN PENN

    Intervengono:

    Giampaolo Letta, AD e Vice Presidente di Medusa Film
    Carlo Rossella, Presidente Medusa Film
    Nicola Giuliano per Indigo Film
    Andrea Occhipinti per Lucky Red
    Gaetano Miccichè, Direttore Generale Divisione Corporate, Intesa Sanpaolo
    Corrado Passera, Consigliere Delegato e CEO

    In questo incontro di oggi vedremo il ruolo particolare che questa banca ha in questa importante produzione italiana che ruota attorno all’opera di un grande regista italiano. Ne parleremo con i qui presenti produttori e gli esponenti della San Paolo, ma per entrare subito nel vivo direi di far partire la scheda video sulla cinematografia, sulla produzione artistica di Paolo Sorrentino che è protagonista di questa giornata anche se non è fisicamente presente, ma che si collegherà con noi fra poco via satellite. Grazie!

    Per entrare subito nel vivo e raccontare come questo progetto è nato e anche la partnership con Intesa Sanpaolo, cedo la parola a:

    Giampaolo Letta, AD e Vice Presidente di Medusa Film

    "Buongiorno a tutti, ringrazio la Banca Intesa Sanpaolo che ci ospita. E’ una location un po’ insolita per parlare di cinema, ma oggi noi non presenteremo il film di Paolo Sorrentino dato che le riprese inizieranno fra circa un mese, ma più che altro presenteremo qualcosa che io e voi che vi occupate di questo settore non abbiamo mai incontrato nel nostro Paese. E’ un momento storico, senza esagerare, perché qui presentiamo un nuovo modo di fare cinema dal punto di vista industriale, un nuovo modo di fare arte in Italia. E’ un progetto di forte italianità a cominciare dai partner, dall’Intesa Sanpaolo, Medusa Film, ognuno nei propri campi, da due giovani produttori, Andrea Occhipinti per Lucky Red e Nicola Giuliano per Indigo Film e dal giovane regista Paolo Sorrentino che oggi è il più ricercato regista italiano a livello internazionale.
    Per la prima volta questo regista gira in lingua inglese con un cast internazionale: ci sono Sean Penn e Frances McDormand; poi ci sono le musiche e anche le location che vanno proprio nella direzione della internazionalizzazione dell’Italia nel cinema.
    Il Gruppo Intesa Sanpaolo rafforza dunque la propria presenza e il ruolo di sostegno allo sviluppo dell’industria cinematografica italiana iniziato due anni fa con il progetto “Per Fiducia”, che ha visto tra l’altro protagonista con un cortometraggio lo stesso Sorrentino e da parte nostra, Medusa è contenta non solo di aver trovato un partner di questo calibro, ma una squadra preparata e seria. E tutto in un mese e mezzo. Quindi con una velocità e una reattività impressionanti e alquanto stimolanti. Vorrei poi sottolineare l’importanza dello strumento fiscale che è stato utilizzato per l’assetto produttivo italiano e internazionale. Si tratta di una normativa approvata dal governo precedente a quello in carica, nello specifico 3 anni fa, che riconosce benefici fiscali a investitori appartenenti al settore bancario che apportano risorse per la realizzazione di un’opera cinematografica, cioè il Tax Credit Esterno e senza il quale un progetto di questo tipo non potrebbe esistere. Ed è per questo che noi oggi siamo qua e possiamo dimostrare l’interesse enorme e l’attrazione che c’è per le produzioni cinematografiche e per l’internazionalizzazione".

    Gaetano Micciché, Direttore Generale Divisione Corporate, Intesa Sanpaolo

    "L’operazione prima nel suo genere prevede la stipula di un contratto di associazioni in partecipazione tra Medusa Film, Lucky Red e Indigo Film e Imi Investimenti. L’investimento di Intesa Sanpaolo è pari a 2,5 milioni di Euro e dà quindi attuazione alla normativa di cui Giampaolo parlava prima.
    E’ la prima volta che una banca in Italia ha dunque dato qualcosa di materiale, ma non solo: nelle competizioni e nell’internazionalizzazione dà agli imprenditori la capacità di crederci, di trovare Fiducia".

    Nicola Giuliano, Indigo Film

    "Fare un film in lingua inglese apre a un maggiore numero di mercati e questo è stato reso possibile grazie a Paolo e alla sua partecipazione a Cannes due anni fa, quando Il Divo fu presentato in concorso con Penn Presidente di Giuria. In quell’occasione ha ricevuto diverse proposte registiche, tante sceneggiature, ma quello che vorrei sottolineare è che questo non è un progetto che viene dagli Stati Uniti che assolda un regista italiano di successo, ma è assolutamente un progetto italiano che ha al suo interno delle star internazionali.
    Se vogliamo fare un esempio, pensiamo a film degli anni ’50 in cui star internazionali hanno partecipato in produzioni del cinema italiano, cito Burt Lancaster ne Il Gattopardo oppure Robert De Niro in C’era una volta in America. Certo, si cerca di essere all’altezza di tante aspettative, ma quello che mi preme sottolineare è che il progetto nasce autorialmente dal talento di Paolo Sorrentino che ha assoldato queste star. Vista la genesi e le dimensioni del progetto, dato che 28 milioni di dollari sono una cifra alta rispetto al nostro mercato, vorrei anche sottolineare come sarà lasciata agli autori l’assoluta indipendenza in termini di scelte artistiche (la scelta del cast, delle location, i tagli registici al film) e indipendentemente dal fatto che il film ha capitali italiani ed europei (vi partecipano la Francia e l’Irlanda). Certo c’è un po’ di ansia per la grande portata del progetto, ma sappiamo che c’è qualità e quindi contiamo di fare un bel film".

    Andrea Occhipinti, Lucky Red

    "Io lavoro con Paolo da Il Divo, il film che lo ha fatto conoscere nel mondo. A Cannes ha incontrato Sean Penn e gli ha detto che gli sarebbe piaciuto lavorare con lui e sempre a Cannes è nato l’interesse per Paolo da parte del mondo anglosassone, Stati Uniti e Regno Unito. Parlando del progetto, delle sue caratteristiche principali, voglio ribadire che è un progetto molto italiano ed europeo. Non ci sono né finanziamenti da parte degli Stati Uniti, né contributi pubblici italiani. Il film sarà venduto a livello internazionale da una società, La Pathé che poi ha venduto anche film come The Milionaire che ha vinto 8 Premi Oscar, e che già a Cannes ha cominciato delle trattative preliminari. E poi anche io vorrei aggiungere che un film italiano-europeo come questo dà la possibilità al regista di mantenere la libertà espressiva, mentre si sa che negli Stati Uniti i rapporti fra regista, autori e i vari collaboratori sono ben diversi. Visti l’importanza del progetto e i grandi finanziamenti che ci sono stati, per la prima volta non sarà Lucky Red a distribuirlo ma ci penserà Medusa Film. Collaboriamo da anni, Medusa Film ha distribuito anche altri film di Paolo Sorrentino e quindi per questo progetto così impegnativo abbiamo unito le forze".

    Ora siamo in collegamento con Paolo da New York. Ciao Paolo, non so quanto tu abbia seguito finora e se ci senti? Noi ti sentiamo e ti vediamo.

    Paolo Sorrentino (regista): "Io vi sento perfettamente".

    Benissimo! Allora finora abbiamo parlato della produzione e dei finanziamenti e quindi lasciamo dire a te ciò che credi relativo al tuo progetto e vediamo anche se il pubblico di giornalisti qua presente riesce a rivolgerti qualche domanda.

    PAOLO SORRENTINO: "Io non vorrei spendere troppe parole sul film, ma vorrei giusto dire alcune cose. Innanzitutto sul cast che oltre a Sean Penn e a Frances McDormand vedrà la partecipazione di Harry Dean Stanton, che è un attore che a me è sempre piaciuto. Sarà una piccola parte, ma ci sarà. Il film invece è una specie di riconciliazione con la mia adolescenza trascorsa ascoltando una band musicale che si chiama Talking Heads. Mi sarebbe piaciuto utilizzare alcune canzoni del gruppo, ma è andata molto meglio perché David Byrne, fondatore del gruppo, mi scriverà la colonna sonora del film e per me questa è una soddisfazione immensa. Il film è una storia europea che viaggia su tre binari. Il primo è quello della commedia e che verrà garantita da Sean Penn, dal suo personaggio. Poi c’è quello più intimo e che riguarda il mancato rapporto tra padre e figlio e il tentativo di ricomporre la famiglia. Ed infine c’è quello più ambizioso e che tocca quello che fu l’orrore del Novecento, cioè l’Olocausto. Non vuole essere una risposta a quello che successe in quei giorni, ma piuttosto una intuizione. Come ultima cosa vorrei dire che questo è un film solare e aperto, dove il protagonista sarà portatore di gioia".

    Domande:

    Come è nata l’idea di una collaborazione con Sean Penn e di questo genere di film?

    "E’ nato tutto dall’incontro a Cannes quando Paolo ha espresso il suo desiderio di collaborare con Sean Penn, il quale gli ha chiesto se aveva già un progetto. La spinta iniziale c’è quindi sicuramente stata perché Sean Penn è uno dei migliori attori in circolazione. L’idea del film invece nasce dalla curiosità personale di Paolo sui criminali nazisti nascosti".

    Paolo ci hai detto di Sean Penn, ma Frances McDormand e Harry Dean Stanton che ruolo avranno? Ci spieghi meglio il binario che riguarda la grande tragedia del Novecento. Che cosa ti incuriosiva di questo aspetto? Cosa ti ha spinto a raccontare dei criminali nascosti?

    (Non ha sentito per intero la domanda. Cominciano i problemi con il collegamento)

    P. SORRENTINO: "Frances McDormand sarà la moglie di Sean Penn, ma non vorrei aggiungere altro.
    Mentre il film sarà, anzi è un film estremamente semplice, lineare su una vicenda intima e familiare. Sullo sfondo invece c’è qualcosa di complesso come la vicenda dell’Olocausto. Per usare un’immagine sintetica direi che ci sono due famiglie: quella sua del protagonista e quella dell’Europa".

    Qual è il rapporto con i tecnici locali, americani. Qual è la sua interazione con il mondo nuovo?

    P. SORRENTINO: "Il cinema ha una risorsa che è uguale dappertutto. Ad eccezione della barriera linguistica che fortunatamente col tempo diventa sempre meno una barriera, ma interazione e una possibilità linguistica, il rapporto che ho con i collaboratori americani è lo stesso che avrei con i collaboratori italiani. Proprio perché il cinema ha un unico linguaggio. Non ho quindi particolari differenze da segnalare".

    Carlo Rossella (Presidente Medusa Film): "Io vorrei dire una cosa brevissima e cioè che ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente storico dato che è la prima volta che una banca partecipa alla produzione di un film italiano e questo significa presa di responsabilità e impegno sensibile. Se in futuro ci saranno collaborazioni di questo tipo anche da parte di altre banche, questo creerà davvero un nuovo sbocco per il cinema italiano che così trova nuovi capitali. Siamo entrati assolutamente in una nuova fase e quindi io mi auguro che anche la stampa si impegni e si interessi in questo senso, perché il cinema italiano ha bisogno di questi sostegni essendo poi uno dei settori con le maggiori potenzialità di sviluppo del nostro Paese".

    Corrado Passera (Consigliere Delegato e CEO Intesa Sanpaolo): "Non è che ci siamo avvicinati a questo mondo così per caso, ma è stato un avvicinamento assolutamente progressivo verso questo progetto imprenditoriale. Parliamo di circa un anno e mezzo fa di Per Fiducia, che è appunto il titolo del progetto, perché convinti che è un settore che darà soddisfazioni. Abbiamo iniziato facendoci guidare da dei grandi registi che hanno realizzato tre cortometraggi. I primi sono stati per l’appunto Paolo Sorrentino con il suo corto La partita lenta, poi Salvatores ed Ermanno Olmi, ai quali abbiamo chiesto di interpretare liberamente il tema della fiducia. Dopo di loro abbiamo assoldato tre giovani registi che, guidati dalle sensazioni, hanno realizzato altri tre corti legati alla fiducia. E sono Alessandro Celli, Camaiti e Pippo Mezzapesa.
    Poi abbiamo anche dovuto pensare alla nostra comunicazione commerciale, applicando la fiducia a situazioni concrete, come le aziende nella loro specificità, il terzo settore, il mondo della ricerca e per questa nuova campagna istituzionale ci siamo affidati a tre registi del panorama nazionale: Francesca Archibugi, Silvio Soldini e Paolo Virzì. Ecco, in un anno e mezzo ci siamo fatti insegnare le sensazioni che vengono da questo settore. Il cinema secondo noi si sposa perfettamente con la banca perché è un settore che può crescere, che ha un bel indotto ma che finora ha un numero basso di produzioni rispetto a quello che sono le esperienze e le tradizioni. E’ un settore italiano fino in fondo che si porta dietro cultura, arte e quindi è di potenziale internazionalizzazione al punto che porterebbe la capacità imprenditoriale italiana nel mondo, ma è anche un settore di grande interesse per cui ci siamo progressivamente attrezzati, ma per ora la forza italiana è stata sotto-impegnata. Un conto è dare credito e un altro è investire capitale nelle imprese, nel cinema. Quindi secondo noi la banca è una sorta di ponte fra il mondo imprenditoriale e quello cinematografico che dona una forma intelligente di incentivazione al settore e noi siamo sicuri che questa iniziativa è destinata ad avere successo, per il cast, per la troupe e le competenze varie che sono state messe assieme. Da parte nostra, qualora venissero prorogati i benefici fiscali attualmente in vigore, ci impegniamo ad andare avanti con interventi di questo genere, ma anche di essere promotori di un’operazione per investitori del mondo della “non cinematografia” che da soli non si avvicinerebbero. Il nostro impegno non è estemporaneo, ma speriamo di continuare in questo senso in futuro perché la Fiducia è fatta di cose concrete".

    Domande:

    Quanto è stato investito e qual è il budget finale?

    "Il film verrà a costare 80 milioni di dollari. Il 70% viene dall’Italia, il 20% dalla Francia e il 10% dall’Irlanda. All’interno del 70% italiano Indigo, Lucky Red e Medusa partecipano con il 20%, mentre la Intesa Sanpaolo con il 10%".

    Paolo, hai parlato di famiglia europea, di questo ricongiungimento dell’Europa, quindi vorrei che aggiungessi qualcosa in più a questo concetto, dato che ti sei sempre mosso in un ambito minimale nello scrivere i tuoi film. Per questo volevo capire come ti sei aperto ad un modo massimale?

    P. SORRENTINO: "Non mi piace parlare del film prima di averlo fatto. Le riprese cominceranno fra un mese quindi non vorrei dire nulla ancora perché può essere pericoloso".

    Allora ti chiedo di David Byrne. Tu hai sempre raccontato, anche a Cannes, che mentre scrivi ascolti pezzi musicali e questo ti dà spesso la possibilità di essere ispirato dalla musica che stai ascoltando. Allora com’è il rapporto con Byrne? Ha già scritto alcuni temi del film e tu su quelli hai scritto pezzi di sceneggiatura oppure come è andata questa volta?

    P. SORRENTINO: "No, David Byrne ha cominciato a lavorare sulla musica quando io ho portato delle richieste. Non si tratta di musica classica, ma sarà originale. David è entusiasta per questa produzione ma ancora non ha scritto nulla".

    (Domanda a Corrado Passera) - Quale è il film della sua vita e qual è l’ultimo film che ha visto?

    C. PASSERA "Il film della mia vita non glielo dico perché è troppo parlante, mentre gli ultimi due film che mi hanno emozionato tanto e che ho visto negli ultimi tempi sono Mine vaganti e Departures. Departures è un film pazzesco. Se avessi letto la trama non ci sarei mai andato, ma poi un mio collega ha insistito e ci siamo andati. E’ un film da sciogliersi, dove c’è dentro tutta la vita".

    Quanto ha influito la crisi sul cinema italiano e come si è chiuso il primo semestre del 2010 e quali sono le prospettive future?

    (Risponde Carlo Rossella)

    C. ROSSELLA: "Per Medusa il 2009 è stato un anno molto buono, così come il primo semestre del 2010. E le prospettive sono ottime: basta guardare il listino di film che abbiamo presentato ieri, con film di grande impatto e di grande impegno come quello di Sorrentino. E poi altri film italiani e americani. Medusa è assolutamente un’azienda che guarda lontano e con ottimismo. Questo dal punto di vista di Medusa. Mentre dal punto di vista del cinema italiano devo dire che è andato bene nell’ultimo anno e in questi ultimi sei mesi, pur senza il 3D. Non abbiamo avuto Avatar, ma abbiamo avuto il nostro lavoro. Parlo di Medusa ma anche di altri produttori. Abbiamo il nostro lavoro, la nostra creatività, la nostra vivacità, la nostra capacità e quando oggi uno va all’estero e sente parlare del cinema italiano, ne sente parlare molto bene".

    (Risponde Giampaolo Letta)

    G. LETTA: "Posso aggiungere che a livello generale la crisi fortunatamente non ha toccato il mondo del cinema. Statisticamente è un settore anticiclico e quindi in periodi di rallentamento o addirittura di crisi la gente va di più al cinema. Il 2009 è stato a livello generale positivo, negli Stati Uniti addirittura record e lo sarà quasi sicuramente il 2010 che supererà il 2009 grazie agli incassi ad Avatar che a livello mondiale ha incassato miliardi e ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Per quanto riguarda Medusa il 2009 si è chiuso in modo positivo con una quota di mercato del 14%, quindi in prima posizione, anche rispetto alle major americane e di altri produttori italiani. La prima parte della stagione cinematografica 2009/2010 ci vede secondi per incasso pari a 80 milioni di box office, ma primi per il numero di presenze superando anche la Fox che detiene il primato degli incassi, ma noi abbiamo avuto più spettatori. Le prospettive ovviamente sono quelle di continuare su questa strada e di mantenere e consolidare la leadership sul mercato della produzione e della distribuzione".

    (Domanda a Paolo Sorrentino)

    P. SORRENTINO: "Napoli entra in qualche modo in questo film, c’è qualche ingrediente? E dopo il tuo esordio letterario dello scorso anno, hai cominciato a scrivere qualcos’altro? Le do una risposta molto semplice: No, Napoli questa volta non rientra. E dopo l’ultimo libro no, non ho più scritto nulla".

    Paolo, la sua curiosità e il suo interesse sulla ricerca dei criminali nazisti da dove nasce? E’ solo un interesse della sua generazione per la più grande tragedia della storia del Novecento o c’è anche qualcosa nella sua storia familiare come è nella storia del protagonista del film?

    P. SORRENTINO: "No, no è una curiosità mia che non è auto-biografica. L’intenzione di questo film è di andare dritti al cuore del problema del Novecento".

    (Si interrompe definitivamente il collegamento con Paolo Sorrentino e quindi si chiude la conferenza stampa).


     
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