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    L'INTERVISTA

    IL CONCERTO - INTERVISTA al regista RADU MIHAILEANU (SECONDA PARTE)

    19/01/2010 - Come sempre è ricorso ad attori di origini diverse:

    R. MIHAILEANU: "Sì. Ci sono innanzitutto cinque straordinari attori russi che sono molto famosi nel loro paese. Sono rimasto colpito dalla loro capacità di esprimere al tempo stesso l'interiorità e l'esteriorità e di recitare con tutto il loro corpo. In più, ho avuto la fortuna di lavorare con attori francesi eccezionali. Ma, soprattutto, è stato meraviglioso assistere all'incontro tra queste due scuole che a poco a poco sono arrivate a comprendersi. E non dimentico i miei amici attori rumeni! Insomma, è stato un melting pot incredibile".

    Come ha diretto gli attori?:

    R. MIHAILEANU: "Ho avuto bisogno di un periodo di adattamento che si è svolto durante la preparazione, visto che io provo molto prima di girare. In particolare, all'inizio, c'è stato un piccolo braccio di ferro con i russi, che sono arrivati molto sicuri della loro superiorità e della loro incredibile tradizione e che, in pratica, volevano che io mi sottomettessi alla loro volontà. Era un gioco, un modo per mettermi alla prova. Hanno capito in fretta che sapevo esattamente quello che volevo, che anch'io venivo dall’Est e che la mia presenza aveva il solo scopo di aiutarli a sublimarsi. Da quel momento, hanno collaborato in modo molto costruttivo e sono stati fantastici.
    La seconda prova di forza c'è stata nell'incontro tra François Berléand e i tre attori russi che volevano avere una sorta di ascendente su di lui. Inizialmente disorientato, François si è ripreso in fretta e, con umorismo, ha ben dimostrato loro la sua tempra di grande attore. È stato brillante, folgorante e li ha lasciati di stucco. Lo hanno subito rispettato, così come François ha rispettato loro".

    E Mélanie Laurent?:

    "L'avevo adorata in tutti i film che aveva interpretato prima, in particolare in quello di Philippe Lioret. Ma credo che abbia avuto il suo primo grande ruolo di donna in questo film. Abbiamo cercato di costruire un personaggio di donna realmente emancipata. Ci tengo a ringraziarla per tutto quello che mi ha dato, perché è stata semplicemente sublime. E attenzione: ha la stoffa della star!".

    Come si sono svolte le riprese?:

    R. MIHAILEANU: "Abbiamo girato per tre settimane circa in Romania, dove abbiamo ricostruito quasi tutta la parte russa del film, visto che è molto difficile girare in Russia. Ciò nonostante, abbiamo finito col girare due giorni a Mosca, perché avevamo bisogno di alcune riprese in esterni della città e della Piazza Rossa. A questo proposito, abbiamo vissuto un'avventura degna di un film, visto che alla vigilia delle riprese non avevamo ancora l'autorizzazione malgrado la stessimo sollecitando da sei mesi. Per miracolo, grazie all'intervento di Alexei Guskov (Andreï), la situazione si è sbloccata! E abbiamo avuto la Piazza Rossa tutta per noi, una situazione davvero insperata. Ne abbiamo riso insieme, fingendo di essere la troupe di un film di James Bond".

    E a Parigi?:

    "È stato il mio primo set veramente lungo a Parigi, dove abbiamo girato in totale otto settimane. Devo dire che siamo stati accolti meravigliosamente al Théâtre du Châtelet, dal direttore ai macchinisti, e questo ci ha imposto un sentimento di grande rispetto. Spero che il film renda al teatro l'omaggio che merita e che permetta a molti di riscoprire questo luogo magico".

    Le riprese del concerto vero e proprio sono di un virtuosismo impressionante. Come si è preparato?:

    R. MIHAILEANU: "È stato un incubo durato sei mesi! Avevo una paura terribile di quella scena perché il film si chiude sul concerto che rimane quindi impresso nella mente dello spettatore. Non potevo permettermi di sbagliare quella sequenza per nessun motivo, senza contare che non avevo mai filmato un concerto di musica classica. Ho iniziato guardando tutti i film sulla musica e diversi DVD di registrazione di concerti classici, rock, etc. Così facendo ho imparato molto: qual è il 'linguaggio' e l'importanza di ciascun strumento, in quale momento e in quale modo bisogna filmarlo affinché sia drammaticamente efficace. La sfida era tentare di essere un po' più spettacolare e moderno rispetto a una registrazione, pur restando fedele alla drammaturgia e ai personaggi e senza strafare. Per rendere gli attori dei musicisti credibili, abbiamo in seguito lavorato con alcuni istruttori. Abbiamo preparato la scena finale inquadratura per inquadratura. Avevamo tutti una serie di cartelli che indicavano il ruolo di ciascuno, sempre in funzione dei tempi musicali. Al momento delle riprese, abbiamo lavorato con tre macchine da presa che dovevano inquadrare ciascuna un musicista o una sezione. È stato un lavoro difficilissimo, a maggior ragione perché avevamo a disposizione solo quattro giorni e dovevamo proteggere il più possibile gli attori da tutta quella tensione. Infine, durante le riprese, ho dovuto tener conto dei flashback che avrei dovuto inserire in fase di montaggio, calcolandoli quasi al secondo, anche in funzione delle sonorità musicali".

    È la seconda volta che collabora con il compositore Armand Amar:

    R. MIHAILEANU: "Secondo me, la musica è realmente l'anima di un film: ne costituisce tutta la parte invisibile, quella che non viene svelata dalle immagini, è la sua storia segreta. In Il concerto, c'era, da un lato, la musica classica esistente che doveva essere adattata alle esigenze del film e, dall'altro, la musica originale. Come me, Armand è curioso delle altre culture: sentivo che dovevamo assolutamente fare emergere dalla partitura lo spirito slavo. Abbiamo ascoltato molta musica russa, liturgica, sovietica e contemporanea. Nella versione definitiva, la colonna sonora originale comprende musica sinfonica, dei cori che traducono l'ampiezza del tempo, del rapporto tra presente e passato, musica moderna e musica gitana. Del resto, il ritmo stesso del film è musicale. Spero che Il concerto si rivolga alla musica che ognuno di noi porta dentro di sé. E che i ragazzi non abbiano più timore della musica classica, pur continuando ad amare tutti gli altri generi musicali".

    Dal >Press-Book< de Il concerto

    LA REDAZIONE


     
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