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    Home Page > Ritratti in Celluloide > L'intervista > COCO AVANT CHANEL - L'AMORE PRIMA DEL MITO - INTERVISTA al musicista ALEXANDRE DESPLAT

    L'INTERVISTA

    COCO AVANT CHANEL - L'AMORE PRIMA DEL MITO - INTERVISTA al musicista ALEXANDRE DESPLAT

    9/05/2009 - Cosa l’ha attratta di più di questo film?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Prima di tutto volevo fare questo film per Anne. Anne Fontaine ha un punto di vista molto forte, che a me piace. La seconda cosa, ovviamente, è che mostrava Coco Chanel nel suo primo periodo, non la Coco Chanel famosa. Per un artista è una cosa molto interessante seguire quel percorso. Poi la moda e tutto quello che le gira attorno. Ho sempre amato l’eleganza di Chanel, il bianco e nero o, nel mio caso, il nero su nero, una eleganza rigorosa ma con fantasia. Lo stile Chanel".

    Quale è stato il suo approccio alla musica?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Ho letto la sceneggiatura tempo fa e ricordo che eravamo decisi a riprodurre il suo punto di vista. Il punto di vista di Coco Chanel. La musica avrebbe dovuto accompagnarla per la maggior parte del tempo – non la situazione, ma lei, quello che sentiva e come reagiva, le sue emozioni. Il primo pezzo che ho scritto è stato il valzer, che ascoltiamo alla fine del film e nella parte centrale, come richiesto dalla produzione.
    ll valzer è legato al ricordo dell’uomo che amava, che non c’è più, accompagna i momenti più belli della sua vita… quando lei ballava con il suo amato. Ma non è il tema principale, perché Coco ha un suo tema, poi c’è il tema dell’amore e il tema del bacio".

    Dove ha registrato la colonna sonora?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Abbiamo registrato con una sessantina di musicisti negli Abbey Road Studios con la London Symphony Orchestra, che è un collettivo di artisti straordinari".

    Quale è stata la sfida più grande che ha affrontato nel comporre la colonna sonora di questo film?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Credo l’introduzione, per la quale ho impiegato la maggior parte del tempo. Forse perché devi attirare il pubblico quando il film inizia. Dovevamo trovare la giusta proporzione fra le emozioni e contenere la solitudine di quella ragazza. E’ un momento molto sensibile. Puoi renderlo molto drammatico – lei è ancora una ragazzina, non sa cosa dovrà affrontare. Ma, nello stesso tempo, già sa cosa vuole".

    Anne Fontaine aveva un’idea precisa della musica che voleva, e cosa la differenzia dagli altri registi con cui ha già lavorato?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Anne è molto, molto precisa e ascolta la musica molto, molto intensamente. Ha un buon orecchio. Ha studiato pianoforte, suo padre era un musicista e lei ha una notevole sensibilità musicale. E’ una cosa molto rara e ti aiuta perché ci si capisce molto rapidamente. E’ importante".

    E’ un film storico. La sua musica riflette lo stile di quel periodo?

    ALEXANDRE DESPLAT: "L’unico pezzo che forse è di quel periodo è un valzer. Ma per il resto della colonna sonora ho cercato di aggiungere strumenti moderni, come il piano elettrico Fender, che è uno strumento degli anni ’70, e la chitarra jazz elettrica. Ma per le canzoni da cabaret, siamo tornati all’originale. Alcune non le avevo mai sentite!".

    Coco era una rivoluzionaria nel mondo della moda e ha dato alle donne la libertà in un periodo in cui erano costrette nei bustini. Come riflettere, in musica, il suo spirito?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Aveva occhi molto particolari, Coco Chanel, e anche Audrey Tautou. Hanno la stessa intensità. Lei non guarda, scruta. Afferra un dettaglio, un colore, una forma e la fa propria, dopo che ha attraversato il suo filtro. La cosa più importante che ho cercato di fare con la colonna sonora è stata mantenere l’intensità del suo personaggio, non solo il divertimento. Coco viene da un ambiente povero e fa cose che nessuno osa fare in quegli anni, indossa vestiti senza fronzoli, fiori, nastri, semplici vestiti. Neri, quando tutti usano abiti colorati. Odia i grandi cappelli, non li avrebbe mai indossati: vuole quelli piccoli, senza fiori, sobri, è coraggiosa. Aveva molto coraggio e voglia di cambiare. E questo a me piace molto. Quando gli artisti tracciano una strada diversa, un’altra strada, e non seguono la corrente. La mia musica dovrebbe accompagnare questo".

    Conosce bene Audrey Tautou?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Non la conosco molto bene, ma so che ha una forte disciplina, una grande volontà e una grande sensibilità che nasconde dietro qualcosa di più rude".

    Come descriverebbe Coco Chanel?

    ALEXANDRE DESPLAT: "Credo avesse uno straordinario intuito, aveva capito quello che sarebbe successo in un prossimo futuro, quando le donne sarebbero profondamente cambiate. Era una donna libera. Credo che il suo talento derivasse dalla sofferenza, dal desiderio, e dalla grande capacità di attrarre o catturare gli elementi intorno sé, e dalla sua straordinaria ambizione. Coco Chanel era una grande artista".

    LA REDAZIONE


     
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