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    COINCIDENZE D'AMORE

    Meg Ryan torna alla regia dopo Ithaca (2015) e mantiene anche il ruolo di interprete protagonista - Dedicato alla regista e sceneggiatrice scomparsa (il 26 Giugno 2012) Nora Ephron - RECENSIONE - Dal 11 Aprile

    "Il film è dedicato a lei (Nora Ephron) per tanti motivi, personali e professionali, ma non credo che potrei mai eguagliarla. Ha qualcosa di ineffabile... Ho guardato alcuni dei suoi altri lavori di recente ed è stata in grado di creare luce, di farti sentire un calore e un radicamento per l’amore che rappresentavano il suo tocco magico. Ho fatto quattro film diretti o scritti da lei. Il mio riferimento è stato sicuramente influenzato da Nora. Ma non potrei mai sperare di imitarla. Quindi è vero quando si dice che una volta imparata una cosa va messa da parte per poi poter creare qualcosa di diverso... L’idea che queste siano persone adulte, le cui vite per lo più siano già state scritte, fa in modo che i ‘se’ riguardino il loro passato. Stanno cercando di svelare l’un l’altra cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente, perché chiaramente il tempo trascorso insieme ha influenzato tutto il resto delle loro vite"
    La regista, co-sceneggiatrice e attrice Meg Ryan

    (What Happens Later; USA 2023; Commedia romantica; 105'; Produz.: Ten Acre Films, in associazione con: Rockhill Studios, Das Films, Prowess Pictures; Distribuz.: Universal Pictures)

    Locandina italiana Coincidenze d'amore

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    See Short Synopsis

    Titolo in italiano: Coincidenze d'amore

    Titolo in lingua originale: What Happens Later

    Anno di produzione: 2023

    Anno di uscita: 2024

    Regia: Meg Ryan

    Sceneggiatura: Steven Dietz, Kirk Lynn, Meg Ryan

    Soggetto: Ispirato da una pièce teatrale Shooting Star del drammaturgo Steven Dietz che firma anche la sceneggiatura del film.

    Cast: Meg Ryan (Willa)
    David Duchovny (Bill)
    Abigail Garcia (Extra)
    Steven Bostick (Pilota)
    Matthew Jaycox (Dirigente capo)
    Tori Nadine (Agente)
    Kimberly Potthast (Assistente di volo)

    Musica: David Boman

    Costumi: Kiley Ogle

    Scenografia: Jordan Crockett

    Fotografia: Bartosz Nalazek

    Montaggio: Jason Gourson

    Makeup: Karen Kawahara (direzione)

    Scheda film aggiornata al: 07 Maggio 2024

    Sinossi:

    In breve:

    Bill (David Duchovny) e Willa (Meg Ryan) hanno avuto in passato una relazione sentimentale e ora si ritrovano bloccati per una notte in un piccolo aeroporto a causa di una tempesta di neve. Con un ritardo non quantificato, Willa, dotata di una spiccata emotività, e Bill, sostanzialmente un catastrofista, tornano a vivere attrazione e fastidio l’uno per l’altro esattamente come decenni prima. Fra la ricostruzione del loro passato in comune e il giudizio sulle proprie vite confrontate con i sogni condivisi di un tempo, inizia a insinuarsi il dubbio che l’incontro possa non essere una semplice coincidenza, ma qualcosa più simile a un incantesimo.

    In altre parole:

    Si racconta la storia di Willa e Bill (Meg Ryan e David Duchovny), due ex amanti che si rivedono dopo dieci anni dalla fine della loro storia. Il caso vuole che i due rimangano bloccati in aeroporto in piena notte a causa della neve.

    In questi dieci anni le loro vite hanno preso strade diverse: Willa ha continuato imperterrita a essere uno spirito libero e indipendente; mentre David si è sposato e recentemente anche divorziato, tant'è che sta cercando di capire come rapportarsi ora con l'ex moglie e la loro figlia. Entrambi non vorrebbero altro che tornare nelle proprie case, ma il loro incontro fa sì che inizino a parlare, ricordando il passato e gli anni trascorsi insieme. Willa e Bill si chiedono cosa sarebbe successo se non si fossero mai lasciati e quale vita avrebbero ora. Ma è veramente finita per sempre tra loro?

    Short Synopsis:

    Willa and Bill are ex-lovers that will see each other for the first time in years when they both find themselves snowed in, in-transit, at an airport overnight.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Devo ammettere che la delusione è piuttosto cocente! Perché dopo Ithaca-L’attesa di un ritorno (2017), con cui l’attrice Meg Ryan aveva felicemente esordito alla regia, dal secondo tentativo, qui con What Happens Later (‘Che cosa succede dopo’), rivisitato banalmente dal titolo italiano con Coincidenze d’amore, ci saremmo aspettati di più e di meglio. E soprattutto ci saremmo aspettati un po' di cinema! Eh si, perché il teatro è teatro e il cinema, a qualsiasi livello, è, o almeno dovrebbe essere, un’altra cosa. Invece, è questo il caso in cui, ispirato dalla pièce teatrale Shooting Star del drammaturgo Steven Dietz che firma anche la sceneggiatura del film, il tocco di stile non muta e resta ancorato alla canonica messa in scena da palcoscenico. D’altra parte, anche un luogo relativamente fisso come un aeroporto può sviluppare i suoi bei movimenti. Ce lo ha raccontato, divertendo, Tom Hanks nel The Terminal (2004) di

    Steven Spielberg, con il suo buffissimo Viktor Navorski, pure lui, per altri versi, bloccato in un loop da partenza programmata negata.

    Qui, invece, ci troviamo fin da subito su ben altre sponde e ben altri intenti. La dedica del film alla compianta Nora Ephron, regista di moltissime commedie romantiche, e lo spazio di video trasmissione che le celebra con l’identikit di ‘rom-com’ stampigliato sopra, alla stregua di un manifesto, esprimono l’innegabile affetto e stima professionale da parte di chi, come Meg Ryan, di queste commedie non solo ha fatto parte, ma che ne è diventata una sorta di alfiere, in particolare negli Anni Novanta. Ma questo non tragga in inganno: dal punto di vista stilistico non c’è né emulazione né raggiungimento di analogo livello. Perché tutto punta alle verbosissime argomentazioni di due ex innamorati che oltre vent’anni dopo si ritrovano per caso - coincidenze d’amore e di copione - nello

    stesso aeroporto, in partenza per destinazioni diverse. Ora, si dà il caso che, essendo Willa (la stessa Meg Ryan, oggi in versione stirata con tanto di quell’amido facciale da limitarne la naturale espressività) e David Duchovny (Bill) i protagonisti in questione, la cosa poteva anche farsi interessante. Ma così non è stato.

    E dire che la durata di questo improbabile ritrovo incidentale è, di per sé, moderata! Com’è allora che dopo un po' si ha l’impressione di una dilatazione temporale in eccessiva espansione? Perché, al di là dei temi, che vengono peraltro sviscerati, e dicono molto dei due protagonisti - soprattutto ‘verità protette’ da una consapevolezza oscurata, perché troppo dolorosa da guardare in faccia - solo oltre metà tracciato, la maggior parte del tempo si consuma in schermaglie vacue e di poco conto. Frecciatine, ricordi, innegabile curiosità reciproca su vite poi nella realtà vissute in maniera indipendente - lontano dagli

    occhi ma non dal cuore - ammissioni tardive, in un trastullamento alle volte persino snervante, con i ripetuti passaggi da una sedia all’altra, delle varie sale di attesa del suddetto aeroporto. Non solo non si nasconde neanche un pochino l’artificio, ma lo si respira a pieni polmoni, con il concorso di ambientazioni interne per lo più fisse e con scenografie scarne e minimaliste da palcoscenico, appunto. Anzi, all’artificio in sé viene offerto il primario ruolo di spalla, sulla scia di una comicità molto elementare ma funzionale, devo ammettere: la voce all’altoparlante che diventa interattiva con i commenti dei due protagonisti come se li ascoltasse, è, in effetti, divertente. Ma la cornice resta quasi asettica, mentre situazioni e dinamiche surreali, quando persino non patetiche, prendono il sopravvento, rovinando sul pavimento, del già visto, del già detto, e dell’improbabile innesto di ingredienti surrogati rispetto alla ricetta di genere di base: dalle stelline

    (di diversa fattura che aprono le danze sui titoli di testa) in volteggiante animazione, alle fugaci riprese di una neve incessante e falsa, fino al giro sulla macchina elettrica o di ballo romantico, malgrado i problemi all’anca di Willa/Ryan, tali da consentirle un’andatura goffa, se non proprio zoppicante.

    Ma che importa se nulla, ma proprio nulla, è realistico, l’importante è aver risposto, neanche fosse una verbosissima arringa legale in tribunale, al postulato del titolo ‘che cosa succede dopo’. Dopo tanto romanticismo, e che ne è stato, a distanza di così tanto tempo. Una lezione reciproca da cui congedarsi riscoprendosi migliori, affrontare quel che non si aveva il coraggio di affrontare - le responsabilità con le rispettive figlie ad esempio - e tornare al proprio, indipendente vissuto, maggiorati di segno. La partenza finale dei due aerei per destinazioni diverse, lascia una scia che, stucchevolmente, va a formare un cuore. Cuore che,

    d’altra parte, resta aperto senza definizione congiunta dei contorni. E come poteva essere altrimenti? Allora perché tergiversare dai rispettivi oblò, con la lingua dei segni, per scambiarsi i rispettivi numeri telefonici? Con tutto il tempo che avevano avuto, poi! Ma andiamo!

    Links:

    • Meg Ryan (Regista)

    • Meg Ryan

    • David Duchovny

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    Galleria Video:

    Coincidenze d'amore - trailer ufficiale

    Coincidenze d'amore - trailer ufficiale (V.O.) - What Happens Later

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