PRINCE OF PERSIA - LE SABBIE DEL TEMPO: JAKE GYLLENHAAL VESTE GLI AVVENTUROSI PANNI DI UN PRINCIPE FURFANTE NELLE ESOTICHE TERRE DELL'ANTICA PERSIA
I più votati!!!Il n° 1 nella Top 20 di CelluloidPortraits 2017 - RECENSIONE - Uscito al cinema il 19 Maggio 2010
"Il nostro desiderio è di trasportare il pubblico in mondi ancora inesplorati. E l’antica Persia è, tra questi, sicuramente il più bello".
Il produttore Jerry Bruckheimer
“Mi affascina l’idea che si stia guardando una leggenda vivente. È questa una storia straordinaria e reale, ma che si svolge oltre ogni legge fisica, in un universo irrazionale diverso da come oggi lo intendiamo. Questo è ciò che accade in qesto filmâ€.
Il regista Mike Newell
"Tutto è basato sull’intuizione iniziale di Mike Newell e di Jerry Bruckheimer di mantenere la storia ancorata alla realtà . Mike ha ambientato la storia nel VI secolo del regno persiano, attenendosi alla mentalità di allora, dove è verosimile che le persone credessero alla possibilità di trovare un pugnale in grado di far tornare indietro nel tempo".
L'attore Jake Gyllenhaal
(Prince of Persia: The Sands of Time USA 2010; avventura fantasy d'azione; 116'; Produz.: Jerry Bruckheimer Films/Walt Disney Pictures; Distribuz.: Walt Disney Studios Motion Pictures)
Sceneggiatura:
Doug Miro & Carlo Bernard, Jordan Mechner, Boaz Yakin
Soggetto: Basato sul videogioco Prince of Persia, creato nel 1989 da Jordan Mechner.
PRELIMINARIA:
Mechner ha subìto l’influenza di due importanti opere della letteratura persiana: una è la Shahnameh, opera scritta dal grande poeta Ferdowsi intorno all’anno 1000 AD e considerato una storia epica dell’Iran, l’altra è Le mille e una notte, un insieme di racconti risalenti al IX secolo, in cui sono raccolte leggende e storie persiane, indiane ed orientali.. Mechner ha intuito che avrebbe potuto ricostruire un mondo alternativo basato sulle realtà storiche dell’antica Persia, ricreando nuove mitologie, da una cultura che aveva ispirato fantasie per migliaia di anni. Mechner aveva creato un personaggio che sfidava la gravità con le sue abilità acrobatiche, pur mantenendo valide le leggi fisiche...:
“Ero alla ricerca di un universo che non ancora ricreato nei videogiochi. L’alba dei videogiochi è stata un po’ come l’alba del cinema, all’inizio si è cercato di creare un genere, tra spade e sortilegi, in cui poter ritrovare elementi in grado di funzionare in questo innovativo mezzo di comunicazione... Con 'Prince of Persia,' ho voluto creare un personaggio che fosse in carne ed ossaâ€.
Il creatore del videogioco Prince of PersiaJordan Mechner
Epico racconto di avventura ambientato nelle esotiche terre persiane, là dove un principe furfante (JAKE GYLLENHAAL) si unisce con una certa riluttanza ad una misteriosa principessa (GEMMA ARTERTON) e insieme a lei si lancia in una lotta contro le forze oscure per riuscire a custodire un antico pugnale in grado di scatenare le Sabbie del Tempo - un dono degli dei con cui si può tornare indietro nel tempo e il cui possessore potrebbe dominare il mondo.
IN DETTAGLIO:
Non è la primogenitura di Dastan ad attribuirgli il titolo di principe. Era il suo destino. Nei panni di un ragazzo nel VI secolo in Persia, uno dei più grandi imperi che il mondo abbia mai conosciuto, il piccolo Dastan era un trovatello di strada, senza genitori e senza un soldo. Minacciato di esser severamente punito dal capo dell’esercito, per aver difeso un giovane sorpreso a rubare una mela, Dastan viene risparmiato e in seguito adottato dal nobile Re Sharaman, che vede in lui un barlume di grandeza. Cresciuto accanto ai figli di Sharaman, Tus (Richard Coyle) e Garsiv (Toby Kebbell), seguendo gli insegamenti saggi e nobili del suo padre adottivo e dello zio prediletto Nizam, Dastan conserva la sua ruvida personalità diventando un forte e giovane guerriero... Dastan, spinto a dimostrare il suo valore, conduce l’attacco ad Alamut, una tranquilla Città Santa che viene segnalata dalle spie come luogo in cui vengono nascoste armi, da fornire ai nemici della Persia. In realtà Alamut nasconde un tesoro ben più importante, le leggendarie Sabbie del Tempo, che danno ai mortali l’abilità di invertire il corso degli eventi.
Dastan riesce ad impossessarsi dell’antico pugnale dal manico di vetro, la chiave per accedere alle Sabbie del Tempo, ma il Re Sharaman viene assassinato e Dastan è accusato del delitto. A questo punto disperato e desideroso di dimostrare il contrario, il ragazzo si trova a dover stringere una insolita alleanza con Tamina, una giovane e determinata principessa, la cui famiglia è stata custode delle Sabbie del Tempo per secoli e che farà di tutto pur di proteggerle... Dastan e Tamina, che sin dall’inizio sono diversi come l’olio e l’acqua, si trovano ad affrontare molte prove di sopravvivenza in un deserto che non lascia speranze e contro nemici spietati - dall’astuto sceicco Amar (Molina) e il maestro africano lanciatore di coltelli Seso (Steve Toussaint), agli agguati mortali degli Hassansins - addestrati per uccidere con tecniche letali. Ci vorranno tutto il coraggio e le capacità combattive di Dastan, così come l’astuzia di Tamina, per scoprire il vero responsabile della morte del re e per il principe scoprire la vera nobiltà che si cela in lui...
Dal >Press-Book< di Prince of Persia-Le sabbie del tempo
Nota: Si ringrazia Giulia Arbace di 'Way to Blue'.
Quando il film ha inizio, ci troviamo di fronte a scene girate in uno stile che riguarda perfettamente la realtà del VI secolo di Persia, con ogni suo abito, dettaglio paesaggistico o arma.
Ogni cosa è stata seguita e, all'occorrenza, prodotto dagli artigiani del Marocco. Si è voluto ricreare qualcosa che non fosse legato semplicemente al videogioco ma che rispecchiasse esattamente quei tempi, in tutto e per tutto. Buona parte delle scene sono state girate con temperature che raggiungevano i 48 gradi, con picchi di 52, sfidando la resistenza di tutta la troupe, senza contare le ore di addestramento di ogni singola comparsa apparsa, soprattutto nelle scene di battaglia, per permettere a tutti di affrontare il terreno difficile.
Una delle cose più importanti di questo film è stata la ricerca delle persone che potevano dare un'anima vera alla produzione, primo fra tutti Jordan Mechner, l'ideatore del capostipite di questa serie di videogiochi. La sua idea, dal principio, era di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che si differenziasse dai soliti videogiochi di spade che a quel tempo iniziavano a fioccare, aggiungendo dei particolari, delle scelte
che potessero rendere unico Prince of Persia. Ora, a distanza di anni dall'avvento di questa serie, vediamo i frutti di quelle scelte, andando a vedere uno dei pochi film che veramente possono soddisfare chi va al cinema. Non voglio dire che sia il film più bello che sia mai stato girato, tuttavia si vedono mani abili alla ripresa, artisti di grosso calibro che rendono ogni attimo importante, che sorprendono con colpi di scena, rendendo quello che potrebbe essere un finale scontato una sorpresa.
C'è un particolare da notare in questa produzione, qualcosa che la gente pensa di vedere sempre, senza niente di nuovo e non sono le semplici arti marziali, piuttosto le acrobazie che si utilizzano, cose vere e che non sono frutto di funi o imbracature.
Quanti sanno cosa sono i Parkour? Sono quei personaggi che molti hanno visto, che saltano per i tetti di case e palazzi facendo acrobazie che
criminale) e Alfred Molina (Il codice Da Vinci - Spiderman 2, nei panni di Octopus), per non parlare della bellissima Gemma Arterton (Quantum of Solace - Scontro tra Titani).
scena. Ad ogni spostamento temporale sembra di vedere il riavvolgersi del tempo da dietro più finestre, qualcosa di eccezionale e di complesso, per quanto non sembri.
Un'ultima cosa da dire è sui sistemi utilizzati per la regia, a cura di Mike Newell, i quali ricordano molto la serie dei videogiochi. Si nota subito, fin dalla prima battaglia il sistema di inquadrature a punti di riferimento nella spiegazione delle strategie, per non parlare degli scorci ad ampio panorama, classici di Assassin's Creed, del quale sembra rendere omaggio. Chi guarderà con attenzione vedrà altri particolari che ho notato ma che non sto qui ad elencare per non diventare oltremodo peso e ripetitivo.
In poche parole un film da vedere e da apprezzare per quello che è, per la cura del dettaglio e per rendere soprattutto omaggio a chi veramente ci ha messo il cuore. Come dico sempre, mettete da parte i pregiudizi, rovinano solo
ciò che può essere qualcosa di veramente bello, godetevi due ore di relax e divertimento.
Commenti dei protagonisti:
L'attore BEN KINGSLEY (Nizam):
"Ciò che mi ha attirato della storia è il messaggio di fondo che ognuno ha un grande potenziale nascosto. E credo che ciò sia ben chiaro in questo film, soprattutto per i giovani, rendersi conto che, sebbene si sia ragazzi di strada, ciò non significa che il proprio potenziale è inferiore a quello di un ragazzo di palazzo. Il nostro film è un’attenta analisi delle capacità di un giovane che diviene adulto e delle scelte che è chiamato a fare".
Bibliografia:
- Nella quarta, quinta e sesta pagina della galleria fotografica sono riportate immagini ad alta risoluzione per piccoli poster
- Nelle pagine della galleria fotografica anche le immagini della Première di Londra e della Première di Mosca