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    Home Page > Movies & DVD > The Song of Names - La musica della memoria

    THE SONG OF NAMES-LA MUSICA DELLA MEMORIA

    I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’ - RECENSIONE - Dal SAN SEBASTIÁN 2019 - Clive Owen e Tim Roth protagonisti di una "storia poliziesca emotiva" all'inizio della seconda guerra mondiale per François Girard - Disponibile in streaming su Chili, TIMVISION, Rakuten TV, Google Play, iTunes.

    Talvolta si dice che la distanza più breve così come quella più lunga nell’arte sia tra il molto buono e il davvero eccezionale, stasera forse David Rapoport supererà questo confine…

    (The Song of Names; CANADA, REGNO UNITO, GERMANIA, UNGHERIA 2018; Drammatico; 113'; Produz.: Serendipity Point Films, Lyla Films in associazione con Feel Films, Film House Germany, Feel Films, Proton Cinema e Serendipity Point Films; Distribuz.: Koch Media)

    Locandina italiana The Song of Names - La musica della memoria

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    Celluloid Portraits:



    See Short Synospis
    Trailer

    Titolo in italiano: The Song of Names - La musica della memoria

    Titolo in lingua originale: The Song of Names

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2019

    Regia: François Girard

    Sceneggiatura: Jeffrey Caine

    Soggetto: Da un romanzo di Norman Lebrecht.

    Cast: Tim Roth (Martin Simmonds)
    Clive Owen (Dovidl Rapoport)
    Catherine McCormack (Helen Simmonds)
    Stanley Townsend (Gilbert Simmonds)
    Amy Sloan (Enid Simmonds)
    Misha Handley (Martin Simmonds tra 9 e 13 anni)
    Luke Doyle (Dovidl Rapoport tra 9 e 13 anni)
    Gerran Howell (Martin Simmonds tra 17 e 23 anni)
    Jonah Hauer-King (Dovidl Rapoport tra 17 e 23 anni)
    Marina Hambro (Giovane Helen Simmonds)
    Saul Rubinek (Mr. Feinman)
    Richard Bremmer (Billy)
    Magdalena Cielecka (Anna Wozniak)
    Eddie Izzard (Annunciatore radiofonico della BBC)
    István Fazekas (Conduttore nel 1951)
    Cast completo

    Musica: Howard Shore

    Costumi: Anne Dixon

    Scenografia: François Séguin

    Fotografia: David Franco

    Montaggio: Michel Arcand

    Effetti Speciali: Gabor Kiszelly (supervisore)

    Makeup: Michelle Côté (supervisore); Petra Kovács

    Casting: Deirdre Bowen, Pam Dixon, Susie Figgis e Kirsty Kinnear

    Scheda film aggiornata al: 17 Maggio 2021

    Sinossi:

    Al centro della storia c'è un bambino di nove anni, un prodigio del violino, chiamato Dovidl che si rifugia a Londra all'inizio della seconda Guerra Mondiale, essendo di origine polacca-ebraica, insieme al fratello Martin.
    Dodici anni dopo il giovane scompare misteriosamente senza lasciare alcuna traccia prima di debuttare a teatro e gli unici indizi su quanto accadutogli emergono solo a distanza di decenni quando Martin, ormai intorno ai cinquanta anni, incontra un giovane violinista che sembra essere stato allievo del fratello, dando il via a una ricerca che porterà alla luce delle sorprendenti rivelazioni che riguardano entrambi gli uomini e Helen, la donna che ha avuto un ruolo rilevante nella vita di entrambi.

    Short Synospis:

    Tim Roth and Clive Owen star in an emotional detective story spread over two continents and a half century. Beneath the film's stunning and pulsing musical revelations burn the horror of a war and the lost souls extinguished from history

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Talvolta si dice che la distanza più breve così come quella più lunga nell’arte sia tra il molto buono e il davvero eccezionale, stasera forse David Rapoport supererà questo confine…” in Voice Over un radiofonico BBC.

    Deve conoscerla fin nel profondo la musica, perché torna protagonista spesso nei suoi film: Il violino rosso e Boychoir-L’ottava nota recano entrambi la firma del regista canadese François Girard. Così come questo straordinario The Song of Names, letteralmente ‘la canzone dei nomi’, titolo che in italiano si completa con La musica della memoria. Entrambi i punti di vista centrano il concetto: la musica, la canzone dei nomi e la memoria diventano una sola voce ed un’unica asse portante per questo film che finisce per offrire un altro sguardo sullo stesso affaccio, frazionato nei mille orizzonti aperti sulla Seconda Guerra Mondiale o, per meglio dire, su ‘danni collaterali’ che, resteranno eternamente incomprensibili. Al centro della storia

    c'è difatti un talentuoso della musica, un vero e proprio prodigio del violino, ben consapevole di esserlo: ha solo nove anni David Alias ‘Dovidl’, quando, essendo di origine polacco-ebraica, per l’appunto all’inizio del secondo conflitto bellico mondiale, si rifugia a Londra. Dopo un’audizione in cui il piccolo genio si fa notare per mancanza di umiltà e un carattere difficile, si vede costretto a salutare il padre per studiare, ospite presso una famiglia londinese cui viene affidato. Famiglia dove conosce e solidarizza, non senza difficoltà, con il coetaneo Martin, pianista in erba di minor genio, ma dal carattere decisamente più docile. Un legame che si rafforza negli anni a dispetto della distanza che li separerà per decenni.

    La storia prende avvio in uno stadio intermedio della loro vita, in cui i due ragazzi sono adolescenti, e Martin, con il padre, attendono Dovidl per il suo primo concerto internazionale. L’attesa si protrae fin

    troppo, per “una platea di persone importanti che non dovrebbero aspettare”, finché non si è costretti ad annullare l’evento. E diventa il dilemma di Martin che, ritroviamo 35 anni dopo (nell’età adulta incarnato da un intenso Tim Roth), nella giuria di una competizione musicale, occasione in cui nella sua mente scatta qualcosa, tale da farlo tornare a quell’amico, assimilato a fratello, di cui ha perso ogni traccia. Ed ecco che si innesca una sorta di accalorata investigazione privata che porta Martin/Roth in Polonia prima e a New York dopo, mentre lo spettatore deve farsi largo tra i rigurgiti della sua memoria, mentre ci portano agli anni di formazione di entrambi da ragazzi. E’ solo sul limitare della seconda parte che, non solo il grande mistero si scioglie, non solo prende corpo e ragione la scomparsa di Dovidl (che nell’età adulta ha il volto e l’anima quasi irriconoscibili di Clive Owen),

    ma si arriva anche finalmente al cuore di ‘quella canzone dei nomi’ che diventa, di fatto, un elegiaco inno alla memoria degli ebrei scomparsi, in particolare nel lager di Treblinka. Quella celebrazione, quelle note di violino, il riecheggiare di quei nomi, sono come un lamento e una preghiera che ti penetrano nel midollo, il grido di un popolo oltraggiato e ferito, annientato, e l’unico mezzo di veicolazione della memoria. Un qualcosa che sfiora vette celestiali e che resta incollato dentro come il sigillo di cera sulla trasmissione di un messaggio ‘memorabile’ di importanza vitale.

    In quel momento, il concerto non era più così importante”: ma lo diventa di nuovo 35 anni più tardi, perché quel padre adottivo aveva impegnato tutto per quel suo concerto, prima di morire due mesi dopo, con il suo nome sulle labbra. Un concerto ha un suo programma, ma 35 anni dopo ha un altro finale:

    quella ‘canzone dei nomi’ diventa un inno alla memoria da togliere il fiato, e dopo un lungo silenzio, a quel pubblico che ha atteso così tanto quel concerto, non resta altra scelta che alzarsi in piedi per un’ovazione: all’artista ma, soprattutto, alla memoria che, grazie alle sublimi note di quel violino, dotato dell’anima del musicista che con lui interagisce in modo viscerale - complice un superbo montaggio - sa farsi univoca ed eterna voce universale.

    La pelle in cui sei nato la porti fino alla morte, ma la religione è come un cappotto, quando hai caldo puoi togliertelo………… Ce ne hai messo di tempo! Come vedi mi sono tolto il cappotto, per poi rimetterlo!”.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)







    trailer:



    trailer ufficiale (V.O.):

    Links:

    • Clive Owen

    • Jonah Hauer-King

    • Tim Roth

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    Galleria Video:

    The Song Of Names-La musica della memoria - trailer

    The Song Of Names-La musica della memoria - trailer (versione originale) - The Song Of Names

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