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    STANLIO E OLLIO

    RECENSIONE - Dalla XIII. Festa del Cinema (18 ottobre-28 ottobre 2018) - Selezione Ufficiale - Dal 1° Maggio

    "Il meraviglioso ritratto che emerge di questi due uomini che sono ormai immensi è quello di due tizi che alloggiano in piccole pensioni, si esibiscono in minuscoli teatri e non si rendono conto che il motivo per cui hanno sfondato è che si sono voluti bene. Questo è il fatto che mi ha ispirato e spinto a scrivere l'intero film. È una storia d'amore tra due uomini... Non erano mai stati molto amici fino a quando non decisero di intraprendere quell'ardua tournée e non vissero gomito a gomito una settimana sì e una no. La premessa del film è quella di raccontare come sono arrivati ad essere uniti nella vita reale quanto lo erano nella vita di finzione... Come spesso accade con i comici, non c'è una distinzione netta tra il personaggio comico che un attore interpreta e quello che egli è nella realtà, in particolare quando è molto coinvolto nel processo creativo. I due piani si sovrappongono e cerchiamo di permettere agli spettatori di notarlo. Soprattutto per i veri appassionati di Laurel e Hardy pensiamo sia importante non generalizzare e anzi entrare nello specifico, rispettando quello che sono stati per onorare la loro memoria. E per il pubblico più generico, la ricreazione di alcuni dei loro momenti iconici risulta godibile perché l'abbiamo fatta in modo che sia divertente e faccia ridere ancora oggi"
    Lo sceneggiatore Jeff Pope

    "'Stanlio & Ollio' è sostanzialmente la storia di due amici per la pelle e di cosa significa una simile amicizia quando la vita volge al termine e non ti rendi conto che la fine sta arrivando. Ma parla anche di due grandi forze creative e di come si fa a produrre una magia... Secondo me era di fondamentale importanza tornare all'omaggio e all'essenza di Laurel e Hardy ed è per questa ragione che non abbiamo fatto un biopic convenzionale. Abbiamo voluto creare un'opera che potesse essere apprezzata sia da un pubblico nuovo che da un pubblico consolidato. Laurel e Hardy hanno ammiratori sfegatati in tutto il mondo, come pure fan appassionati di comici, come Ricky Gervais e Paul Merton, John C. Reilly e Steve Coogan. Ce ne sono milioni di altri, migliaia di persone che dichiarano di essere ancora profondamente ispirati dalla coppia di comici. Penso che il film ti metta subito a tuo agio, anche se non li conosci bene percepisci il gigantesco apporto che il duo comico ha dato a un genere di comicità che vediamo ancora oggi"
    La produttrice Faye Ward

    (Stan & Ollie; REGNO UNITO/USA/CANADA 2018; Biopic Dramedy; 97'; Produz.: British Broadcasting Corporation (BBC), Entertainment One, Fable Pictures, Sonesta Films; Distribuz.: Lucky Red)

    Locandina italiana Stanlio e Ollio

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    Titolo in italiano: Stanlio e Ollio

    Titolo in lingua originale: Stan & Ollie

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2019

    Regia: Jon S. Baird

    Sceneggiatura: Jeff Pope

    Cast: John C. Reilly (Oliver Hardy - Ollio)
    Steve Coogan (Stan Laurel - Stanlio)
    Shirley Henderson (Lucille Hardy)
    Nina Arianda (Ida Kitaeva Laurel)
    Danny Huston (Hal Roach)
    Rufus Jones (Bernard Delfont)
    Joseph Balderrama (James Horne)
    John Henshaw (Nobby Cook)
    Rebecca Yeo (Concierge Savoy)
    Stephanie Hyam (Addetta alla reception di Mr. Miffin)
    Richard Cant (Harry Langdon)

    Musica: Rolfe Kent

    Costumi: Guy Speranza

    Scenografia: John Paul Kelly

    Fotografia: Laurie Rose

    Montaggio: Úna Ní Dhonghaíle e Billy Sneddon

    Effetti Speciali: Chris Reynolds (supervisore)

    Casting: Andy Pryor

    Scheda film aggiornata al: 21 Maggio 2019

    Sinossi:

    Protagonista il duo comico più celebre della storia del cinema, ovvero Stan Laurel (Steve Coogan) e Oliver Hardy (John C. Reilly). Il film si concentra sull'ultimo tour in Inghilterra di Stanlio e Ollio, all'inizio degli anni Cinquanta: nonostante Hardy avesse sofferto di un infarto durante l'iniziativa, questo non impedì ai due leggendari comici di congedarsi dal pubblico nel migliore dei modi.

    Stan Laurel e Oliver Hardy, alias Stanlio e Ollio, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

    Synopsis:

    Laurel and Hardy, the world's most famous comedy duo, attempt to reignite their film careers as they embark on what becomes their swan song - a grueling theatre tour of post-war Britain.

    The true story of Hollywood's greatest comedy double act, Laurel and Hardy, is brought to the big screen for the first time. Starring Steve Coogan and John C. Reilly as the inimitable movie icons, Stan and Ollie is the heart-warming story of what would become the pair's triumphant farewell tour. With their golden era long behind them, the pair embark on a variety hall tour of Britain and Ireland. Despite the pressures of a hectic schedule, and with the support of their wives Lucille (Shirley Henderson) and Ida (Nina Arianda) - a formidable double act in their own right - the pair's love of performing, as well as for each other, endures as they secure their place in the hearts of their adoring public

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Stanlio e Ollio oggi? Un fenomeno di comicità d’altri tempi? Memorie troppo lontane? Perché riparlarne? Sarebbe stata una sciocchezza riportarli sulla ribalta con la pretesa di emulare un ricordo, di riproporre le gag più famose, icone di punta di una comicità tanto elementare quanto profondamente umana. Umana nel senso più nobile del termine. Ed è proprio su questa umanità, vissuta quasi all’unisono tra palcoscenico e vita reale tra i due celebri performer, che il film odierno del regista scozzese Jon S. Baird riesuma il duetto più famoso e più dimenticato di tutti i tempi. Un dittico umano ed artistico che ha molto più di quello che si possa immaginare in comune con la nostra contemporaneità. Stanlio ed Ollio attraversano l’epoca in cui dal muto si approda al sonoro nel cinema e proprio quando il teatro era la spina dorsale dello spettacolo per eccellenza. Quel che non sapevamo è che pure

    la pubblicità era fin da allora la chiave di svolta per richiamare l’attenzione del pubblico, quando le nuove generazioni stavano per inghiottirsi le vecchie glorie. Ed è questo forse l’aspetto più triste, il boccone amaro del gratuito, del non pagato, per salvare il futuro artistico in declino dei due. Stanlio e Ollio di Jon S. Baird, ha un po’ usato analoghi ferri del mestiere e simili unità di misura - sia pure su scala minore - di quel che si è fatto per Freddie Mercury e i Queen in Bohemian Rhapsody: scavare a fondo nei solchi di un’umanità non esibita come l’arte, ondivagando per le retrovie del privato e nei dietro le quinte, in preparazione dello spettacolo in sé, per riscoprire l’artista in una maniera più piena, di cui acquisire nuova conoscenza e nuovo rispetto, non solo memoria in punta di revival. In Stanlio e Ollio si può dire che

    abbiano tenuto fede al meglio a questa cifra stilistica, cui la sceneggiatura discreta e profonda di Jeff Pope ha dato corpo e anima prima che voce, due mattatori dell'interpretazione. Mattatori che hanno raccolto la sfida di riportare sul grande schermo il corpulento Oliver Hardy-Ollio (l’uomo d’azione) e il longilineo Stan Laurel-Stanlio (la mente, colui che scriveva gag prendendo ispirazione da episodi della loro quotidianità, non priva delle sue spine). Si sono spesi ben bene in tal senso John C. Reilly (contemporaneamente al cinema anche con I fratelli Sisters di Jacques Audiard, in coppia con Joaquin Phoenix) e Steve Coogan (Philomena). Reilly/Ollio e Coogan/Stanlio hanno fatto proprio quel respiro e sono riusciti a farlo planare magicamente all’unisono. Il respiro che ha reso possibile un simile sodalizio, umano e artistico, indissolubile perché assolutamente improponibile in compagnia di partner diversi. Per questo non sono pochi i momenti in cui il sorriso cede il

    passo alla commozione e alla malinconia, stimolando l'idea di un abbraccio ideale postumo, fatto di grande affetto, comprensione e gratitudine, per non aver rinnegato l’impegno di pagare il prezzo necessario per andare avanti e rendere così possibile l’apertura di quel varco che, inevitabilmente, ha fatto da apripista verso ogni altro sviluppo e/o diversa declinazione di comicità futura.

    Le cortine rosse che aprono e chiudono il sipario come sfondo ai titoli di testa sono già l’emblema di dove nasce la risata, lo spettacolo, mentre di lì a poco una didascalia informativa parla della lontana estate del 1937, epoca in cui Stanlio e Ollio erano all’apice del successo. I due cappelli appesi all’attaccapanni si fanno simbolo primario tra i vari che veicoleranno la nostra memoria riportandoci indietro di svariati decenni, per quasi un secolo fa ormai. Ollio/Reilly e Stanlio/Coogan, sono ripresi da tergo e parlano di contratti di lavoro e dei diritti

    dei loro film. E già il dado è tratto. Il respiro della loro storia prende forza nelle retrovie dell’avanspettacolo, mentre si pescano qua e là manciate di ‘dietrologie’ fatte di litigate, di minacce, esternate nella sequenza della coppia al confronto con il produttore manager Hal Roach di Danny Huston. La magia del montaggio sfuma tra i retroscena e lo spettacolo come una danza riparatrice perché, oggi come allora, ‘lo spettacolo deve continuare’. E perché oggi come allora, dietro uno spettacolo ci stanno, goccia più, goccia meno, sudore e sacrificio umani. E il compromesso è sempre acquattato dietro l’angolo. La parentesi artistica in cui Ollio si esibisce da solo senza Stan peserà sull’indiscussa amicizia e sul sodalizio artistico tra i due comici come una spina nel fianco o, se preferite, come una lisca di pesce tra i denti. Così come le sporadiche e circoscritte occasioni in cui Stan si vedrà

    costretto a proseguire da solo. Momenti della riprova che solo loro due potevano duettare come Stanlio e Ollio, perché diversamente, non avrebbe funzionato. Il film punta sugli anni della loro decadenza artistica, misurabili sui poster dei film di nuova generazione in programmazione all’epoca e sulle loro esibizioni in piccoli teatri semivuoti. Ed ecco che, il compromesso, appunto, seppure mal digerito, anche allora si rendeva necessario: la proposta di cortometraggi pubblicitari a titolo gratuito mortifica entrambi ma il miraggio di trovare i soldi per la produzione di un nuovo film - che ahimé non si farà mai! – li porta avanti, di palcoscenico in palcoscenico, fino a riappropriarsi della ribalta dei teatri più grandi, e con la soddisfazione di rivederli gremiti di spettatori divertiti, festanti ed appagati.

    Al loro fianco le rispettive, antitetiche, consorti, che si ritroveranno più solidali di quanto non avrebbero mai potuto immaginare: la Lucille Hardy di Shirley

    Henderson e la Ida Kitaeva Laurel di Nina Arianda regalano, dal loro secondo piano, apprezzabili perle cangianti nel ‘dramedy’. La parabola delle varie tournee li prepara ad una nuova debacle, quella definitiva: Ollio malato con la lapidaria prescrizione medica di star lontano dal palcoscenico e Stanlio che tenta di lavorare con altri partner di ripiego senza successo. Il montaggio vola leggero su una battuta in seno alla famosa scena in ospedale, e si capisce subito che è una lingua ben diversa da quella di Ollio. Monta la commozione finché le lacrime non si fanno largo e prendono il sopravvento sulle ultime propaggini di questa bella e struggente storia di un’amicizia incomparabile e di un'arte condivisa tutta una vita fin oltre la morte. La didascalia finale ne rende testimonianza e i siparietti originali alternati alle foto d’epoca - tutto rigorosamente in bianco e nero ovviamente - sui titoli di coda, e

    sulla scia del celebre ‘balletto’, restituiscono respiro vitale ad una memoria struggente senza tempo, in cui vita ed arte erano semplicemente la stessa cosa, l’unica vera identità in cui potersi riconoscere. In assenza del palcoscenico, magari di fronte ad uno specchio, dove, in silenzio, i pensieri decollano come avessero le ali.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)

    trailer ufficiale:



    clip 'Affluenza':



    clip 'Hotel':



    clip 'Il ballo':



    featurette 'Trucco' (sub ITA):

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di STANLIO E OLLIO

    Links:

    • Danny Huston

    • John C. Reilly

    • Steve Coogan

    • UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA - INTERVISTA al regista e sceneggiatore ROY ANDERSSON (Interviste)

    1| 2

    Galleria Video:

    Stanlio e Ollio - trailer

    Stanlio e Ollio - trailer (versione originale) - Stan & Ollie

    Stanlio e Ollio - clip 'Affluenza'

    Stanlio e Ollio - clip 'Hotel'

    Stanlio e Ollio - clip 'Il ballo'

    Stanlio e Ollio - featurette 'Trucco' (versione originale sottotitolata)

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