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    ANIMALI NOTTURNI

    9 NOMINATIONS ai BAFTA (OSCAR Inglesi); VINCITORE di 1 GOLDEN GLOBE 2017 come 'Migliore attore non protagonista' (Aaron Taylor-Johnson) - Leone d'argento - Gran premio della giuria a Tom Ford a Venezia 73. e dal Toronto Film Festival 2016 - Tra i più attesi!!! - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by OWEN GLEIBERMAN (www.variety.com) - Dopo A Single Man, Tom Ford torna alla regia con Nocturnal Animals, intrigante noir prodotto dalla Smokehouse Pictures di George Clooney e Grant Heslov, basato sul romanzo Tony & Susan di Austin Wright - Dal 17 NOVEMBRE

    "'Animali notturni' è una parabola sul venire a patti con le scelte che facciamo nel corso della nostra vita e con le conseguenze che le nostre decisioni possono comportare. In una cultura sempre più fortemente usa e getta in cui tutto, anche i nostri rapporti, può essere facilmente buttato via, questa è una storia di lealtà, dedizione e amore. E’ una storia che parla dell’isolamento che tutti sentiamo e dell’importanza di valorizzare i legami personali che ci sostengono nella vita... Il libro 'Tony & Susan' è scritto molto bene. E’ una bellissima storia. Ho trovato l’idea di un’allegoria morale raccontata attraverso una finzione – il libro nel libro – fresca e originale. Mi è piaciuto molto dal primo istante e ho subito pensato che sarebbe diventato un bel film; ma non era il libro più facile da adattare e mi ci è voluto un bel po’ di tempo per decidere come affrontarlo. Un libro e un film sono due cose estremamente differenti e, spesso, un’interpretazione letterale di un libro non funziona sullo schermo. Per me è importante prendere i temi che mi interessano di un libro e poi ingigantirli ed esplorarli sullo schermo. In questo senso 'Animali notturni' è fedele al libro, anche se alcuni elementi della storia sono originali e l’ambientazione è, in realtà, totalmente diversa da quella del romanzo. 'Tony & Susan' è in gran parte un monologo interiore che si svolge nella mente di Susan. Ho dovuto creare delle scene della sua vita che comunicassero i sentimenti che lei esprime nel libro attraverso questo monologo, e l’ho fatto visivamente, per far capire cosa stava provando senza ricorrere al voice over per tutta la durata del film. Inoltre, il tema fondamentale del romanzo di Edward è leggermente vago nel libro; per questo ho pensato che, per essere chiaro sullo schermo, dovesse essere esagerato, ingigantito. Per un’esigenza di natura pratica, ho cambiato l’ambientazione del libro, in parte perché il romanzo è stato scritto all’inizio degli anni ’90, cioè prima della diffusione dell’uso dei telefoni cellulari. Il metodo usato nel crimine centrale nel libro, non avrebbe potuto funzionare nel mondo di oggi caratterizzato dall’uso dei cellulari e della comunicazione online se io non avessi spostato la storia in un luogo remoto in cui poteva non esserci campo. Ho scelto di ambientare la storia nel Texas occidentale – la storia originale si svolge nel Nord-est – perché lì ci sono ancora luoghi in cui si può credere non ci sia campo o servizio di rete mobile. E’ anche una parte del mondo che conosco bene, e io sottoscrivo il detto: scrivi di ciò che conosci... Nel libro 'Tony & Susan', il personaggio di Edward Sheffield dice che ‘nessuno scrive mai di nient’altro che di se stesso’ e io, che ci credo completamente, ho scelto di tenere quest’affermazione nel film. Noi tutti vediamo le cose attraverso il filtro del nostro essere. Il romanzo di finzione di Edward 'Animali notturni' è letteralmente fatto di dettagli ed emozioni del suo passato con Susan. La maggior parte me li sono inventati io, per sottolineare il fatto che Edward aveva scritto una storia personale che era chiaramente la sua vita con Susan e che era anche una spiegazione per lei del male che gli aveva fatto. Per esempio, in uno dei flashback vediamo Susan che legge annoiata uno dei racconti di Edward e lui che ne è devastato. In quella scena lei è sdraiata su un divano rosso. Questo rimane nitidamente stampato nella mente di Edward e, quando lui sceglie di uccidere il personaggio che rappresenta Susan nel romanzo, mette il suo corpo su un divano di velluto rosso. L’assassino nel romanzo guida una Pontiac GTO verde degli anni ’70 e questa stessa automobile appare in una scena del flashback in cui Susan lascia Edward. Dettagli della loro vita insieme sono sparpagliati in tutto il romanzo fittizio di Edward e si sono chiaramente impressi nella sua coscienza. Allo stesso modo, molte cose della mia vita si sono fatte strada nella sceneggiatura per il film".
    Il regista e sceneggiatore Tom Ford

    (Nocturnal Animals; USA 2016; Thriller drammatico; 115'; Produz.: Focus Features/Universal Pictures; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Animali notturni

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    Titolo in italiano: Animali notturni

    Titolo in lingua originale: Nocturnal Animals

    Anno di produzione: 2016

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Tom Ford

    Sceneggiatura: Tom Ford

    Soggetto: Basato sul romanzo Tony & Susan di Austin Wright (pubblicato in Italia da Adelphi).

    PRELIMINARIA - Il libro:

    Il libro ha un forte impianto metanarrativo: la protagonista è una donna di nome Susan che, vent’anni dopo aver lasciato il suo ex marito, riceve da lui un manoscritto intitolato Nocturnal Animals. L’uomo desidera un suo parere sul romanzo, incentrato sulla storia di una vacanza in famiglia che prende una svolta violenta. La narrazione di Tony and Susan, quindi, si focalizza alternativamente sulla trama di Nocturnal Animals (vero e proprio “romanzo nel romanzo”) e sulla vicenda della stessa Susan, che ricorda i suoi trascorsi con l’ex marito mentre legge il manoscritto.

    Cast: Jake Gyllenhaal (Tony Hastings/Edward Sheffield)
    Amy Adams (Susan Morrow)
    Michael Shannon (Bobby Andes)
    Aaron Taylor-Johnson (Ray Marcus)
    Isla Fisher (Laura Hastings)
    Laura Linney (Anne Sutton)
    Karl Glusman (Lou)
    Armie Hammer (Hutton Morrow)
    Andrea Riseborough (Alessia)
    Michael Sheen (Carlos)
    Ellie Bamber (Helen Hastings)
    India Menuez (Samantha Morrow)
    Jena Malone (Sage Ross)
    Imogen Waterhouse (Chloe)
    Neil Jackson (Christopher)
    Cast completo

    Musica: Abel Korzeniowski

    Costumi: Arianne Phillips

    Scenografia: Shane Valentino

    Fotografia: Seamus McGarvey

    Montaggio: Joan Sobel

    Effetti Speciali: Eric Frazier (supervisore)

    Makeup: Donald Mowat (direttore); Keith Sayer; Elaine L. Offers (per Amy Adams)

    Casting: Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 17 Gennaio 2017

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Il film viene descritto come "una storia dentro una storia", con la prima parte incentrata su una donna di nome Susan (Amy Adams) che riceve un manoscritto dal suo ex marito, con cui si era separata vent'anni prima. La seconda parte racconta la storia contenuta nel manoscritto, intitolata Nocturnal Animals, riguardante le tragiche disavventure di un uomo Tony (Jake Gyllenhaal) in vacanza con la famiglia...

    In dettaglio:

    Susan Morrow (Amy Adams) vive una vita straordinariamente privilegiata ma poco appagante con suo marito Hutton Morrow (Armie Hammer). Durante un fine settimana in cui Hutton è fuori per uno dei suoi troppo frequenti viaggi d’affari, Susan riceve un inaspettato pacchetto che è stato lasciato nella sua cassetta delle lettere. E’ un romanzo, Animali Notturni, scritto dal suo ex marito Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal), con cui lei non ha più contatti da anni. L’appunto di Edward che accompagna il manoscritto esorta Susan a leggere il romanzo e a mettersi poi in contatto con lui quando lui verrà in visita in città. A letto da sola, di notte, Susan comincia a leggere. Il romanzo è dedicato a lei…

    … ma il suo contenuto è violento e devastante. Edward racconta la storia di Tony Hastings (sempre interpretato da Gyllenhaal). Mentre viaggiano in macchina, di notte, lungo un isolato tratto di strada in Texas, Tony e la sua famiglia vengono attaccati da un trio di ladri d’auto, spinti fuori strada e costretti a uno scontro provocato dal capo della gang, Ray Marcus (Aaron Taylor-Johnson), un tipo con maniere inquietantemente insinuanti. Tony è inerme mentre la sua famiglia viene rapita davanti ai suoi occhi e lui viene abbandonato a piedi in mezzo al nulla. Con l’arrivo del giorno, Tony riesce a raggiungere la polizia per chiedere aiuto e il caso viene preso in carico dal laconico Tenente Bobby Andes (Michael Shannon). Andes crea un forte legame con Tony, che è sconvolto e distrutto, e si dedica anima e corpo alla ricerca dei sospettati quando le più grandi paure di Tony diventano realtà…

    Colpita dal romanzo di Edward, Susan non può fare a meno di ripensare ai momenti più intimi della sua storia d’amore con l’autore. Nel tentativo di guardarsi dentro, oltre la superficie patinata della sua vita e del suo lavoro, Susan vede il libro sempre più chiaramente come una vendetta, una storia che la costringe a rivalutare le scelte che ha fatto e risveglia in lei un amore che temeva perduto – mentre la storia procede verso una resa dei conti che riguarderà sia l'eroe del romanzo che lei stessa.

    SYNOPSIS:

    An art gallery owner is haunted by her ex-husband's novel, a violent thriller she interprets as a veiled threat and a symbolic revenge tale.

    A "story inside a story," in which the first part follows a woman named Susan who receives a book manuscript from her ex-husband, a man whom she left 20 years earlier, asking for her opinion. The second element follows the actual manuscript, called "Nocturnal Animals," which revolves around a man whose family vacation turns violent and deadly. It also continues to follow the story of Susan, who finds herself recalling her first marriage and confronting some dark truths about herself.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    E' mai possibile che Tom Ford sappia fare solo capolavori? E la cosa più strana è che è solo al suo secondo film! Sono passati sette anni dalla sua opera prima A Single Man e ancora ne teniamo calorosa memoria. Questa volta cambia decisamente registro tematico e raddoppia la sfida scegliendo di trasporre sul grande schermo il romanzo Tony & Susan di Austin Wright, un ardito e violento noir ordito come 'storia nella storia'. E nasce il secondo capolavoro! Un capolavoro non solo persino più sofisticato ed evoluto del primo ma anche dello stesso libro. Lo sceneggiatore e regista Tom Ford con Animali notturni, già vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia 2016, entra così di diritto - all'altezza della sua sola seconda prova, fuori dall'entourage della moda in cui si è formato diventandone una delle firme più glamour del settore - nell'olimpo dei cineasti d'autore. Un

    artista a tutto tondo nel senso più vivo e pieno del termine. E la sua dote più preziosa trionfa letteralmente in Animali notturni. E' una questione di stile, appunto!

    Per capire di cosa stiamo parlando - tralasciamo la locandina del film che già parla da sola! - non dobbiamo fare neppure tanta strada. E' subito chiaro fin dallo scioccante inizio. Un lungo piano sequenza in cui è protagonista una carnalità decadente, letteralmente in rovina, nel raccapricciante show di una sorta di quei fenomeni da baraccone un tempo indicati come 'donna cannone'. Una 'maschera' di felliniana memoria, rivoltante e tristemente dolente. Il dolore cangia in quello sguardo altro da un corpo tanto disfatto quanto impegnato in una danza che sfugge dalla stessa sensualità cui intenderebbe richiamarsi. E' subito chiaro, appena si allarga l'obiettivo, che Tom Ford si affida all'Arte come prima protagonista, per introdurre la sua 'doppia storia'. E' difatti proprio

    di Arte che si tratta: una 'Installazione-Live' contemporanea tra le varie che girano in tondo in una stanza, mentre altre duplicazioni della stessa figura femminile, adagiate su basi-letto ammiccano diversamente ad altre ferite ed altro dolore. E il dado è tratto per il primo motivo firma: il silenzio e poche immagini rubate all'arte scrivono alcuni dialoghi importanti della sceneggiatura di Animali notturni. E non è neppure difficile coglierne i nessi, i collegamenti, la natura dialogica con gli altri personaggi.

    Un preambolo ingombrante che apre il nostro sguardo sulla prima vera protagonista, la gallerista che ha curato l'allestimento, la Susan di Amy Adams, impeccabile e bellissima quanto tristemente insoddisfatta. A Tom Ford basta una sequenza in casa tra lei e il marito per fornircene tutti i motivi, nella maniera più elegantemente rapida, eppure efficace come un colpo secco al torace. Ferite e dolore interiori soppressi dalla maschera di perbenismo borghese del buon

    viso a cattiva sorte. L'arrivo di un pacco con un libro pubblicato dall'ex marito Edward (Jake Gyllenhaal pure gioca al raddoppio calandosi anche nei drammatici panni dell'antieroe Tony del libro), che dopo anni e anni di silenzio la invita alla lettura chiedendole un giudizio, innesca quella 'storia nella storia' che lo speciale sodalizio tra regia ed interpretazioni, letteralmente immense - singolari anche i ruoli satellitari di Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson, Laura Linney e Jena Malone - rende Animali notturni non solo un inquietante thriller ad alta tensione ma un magico esperimento, in grado di intersecare uno scavo interiore complesso a più piste, fatto di amore, desiderio, ambizione, indulgenza e vendetta umane, con la leggerezza del battito d'ali di una farfalla.

    E il dado è tratto per il secondo motivo firma, tanto cruciale quanto spiazzante. La straordinaria capacità di Tom Ford di riuscire a sintetizzare in un solo, assolutamente silente, fotogramma,

    volubile e mobile come gli umori dei personaggi - la sua macchina da presa riesce a fare miracoli in tal senso! - pagine e pagine, persino capitoli di un racconto. E riesce a farlo accrescendone la potenza, pur risultando lieve e talora impalpabile. Dominano le ombre su una fotografia generosamente chiaroscurata e i campi stretti, quasi opprimenti, nelle auto così come negli intensi notturni disseminati nelle desolate lande texane. C'è da rimanere allibiti di quanto Tom Ford riesca a dire in quel modo. Cavalcando il McGuffin pilota con le vicende dei protagonisti del romanzo inviato e dedicato, che Susan/Adams legge ad intermittenza scoprendo ammiccamenti e verità personali sotterranee, Ford sfoglia i pensieri dei protagonisti che si avviluppano nelle loro menti, sull'onda delle associazioni d'idee, come se stesse navigando sull'olio, snocciolando al contempo manciate di iconici oggetti simbolo: una fede matrimoniale al dito in uno scorcio di corpi nebulosi che passa

    sullo schermo sforbiciando un intero capitolo sul tradimento, l'ammiccante divano rosso o l'altrettanto ammiccante colore verde dell'abito di Susan. Tanto per fare pochi esempi. I colori di una vendetta sottile, impalpabile (della cui flebile percezione parla ancora una volta l'arte, come il dipinto in galleria, in una sequenza in cui dominano il bianco e nero, in un afflato metafisico alla Kubrick. Una vendetta assorbita quasi senza accorgersene, come un veleno a lenta cessione, rilucente in un incontro ravvicinato della macchina da presa con uno scorcio minimalista dello sguardo liquido della protagonista. Lo sguardo della scoperta della vera se stessa, della consapevolezza, di un'attesa illusoria, amarissima.

    Featurette 'La storia d'amore':

    Secondo commento critico (a cura di OWEN GLEIBERMAN, www.variety.com)

    Tom Ford's first film since 'A Single Man' is another winner, an ambitious high-wire noir thriller with Amy Adams and Jake Gyllenhaal in an explosive tale of love, violence, and revenge.

    A nice, polite, middle-class man goes after the homicidal goons who brutalized his wife and daughter — the plot of the 1974 Charles Bronson film “Death Wish,” and a thousand revenge thrillers just like it. Torn between romance and money, a woman betrays the sensitive fellow she loves to go with the wealthy player who can provide the life she desires — a plot that goes back to Edith Wharton and Douglas Sirk, or maybe “Dallas.” “Nocturnal Animals,” the first film Tom Ford has written and directed since his stunning debut feature, “A Single Man,” in 2009, draws its lurid, heavy-breathing elements from deep inside the well of pulp and noir and soap opera. (It’s based on Austin

    Wright’s 1993 novel “Tony and Susan.”) Yet Ford, the celebrated fashion designer, doesn’t just recycle pulp — he aestheticizes it by taking it dead seriously. He strives to turn pulp into art.

    “Nocturnal Animals,” which premiered today at the 73rd International Venice Film Festival, is a suspenseful and intoxicating movie — a thriller that isn’t scared to go hog-wild with violence, to dig into primal fear and rage, even as it’s constructed around a melancholy love story that circles back on itself in tricky and surprising ways. With Amy Adams as a posh, married, but deeply lonely Los Angeles art-gallery owner, and Jake Gyllenhaal as the novelist from her past who finds himself trapped in a nightmare, the movie has two splendid actors working at the top of their game, and more than enough refined dramatic excitement to draw awards-season audiences hungry for a movie that’s intelligent and sensual at the

    same time.

    At a glance, “Nocturnal Animals,” with its hot glare of sex and violence, seems like a totally different animal from “A Single Man,” which was a magic-hour L.A. period piece about a refined gay professor in the pre-liberation era. Yet there’s an organic link between them. The Colin Firth character in “A Single Man” may have been conservative and closeted, but he was rapturously romantic — and Ford, in one of the most daring moves in modern gay cinema, portrayed that very romanticism in ways that linked it to a more repressed era. He tapped into the richness of feelings that could only be expressed underground. “Nocturnal Animals,” too, is a movie by a born romantic — only now, the love he portrays is threatened by a scary and corrupt world.

    The credits sequence is an outrageous grabber: a series of heavy-set women, nearly nude, jiggling in slow motion and

    leering into the camera like middle-aged burlesque strippers, while music that’s voluptuous and forlorn enough to have been composed by Bernard Herrmann (the score is by Abel Korzeniowski) floods the soundtrack. It turns out that we’re watching an art installation at the gallery owned and curated by Susan Morrow (Adams), and what it expresses, in a very extreme way, is everything our junky cosmetic culture doesn’t “allow.” It’s a rebuke to moneyed perfection.

    We soon see what Susan is rebelling against. She lives in one of those steely modernist L.A. mansions that seems designed not to be touched by human hands, and her marriage to the distant, model-handsome Hutton (Armie Hammer), who is some sort of financial heavy, has clearly entered its ice-cold death phrase. What’s more, their life of luxury has become a sham; they are actually broke, and trying to keep up appearances as Hutton jets off to New

    York to prop up another deal.

    The whole setup borders on silver-spoon cliché, but then Ford leads us into another world. Susan has been sent the manuscript of a novel, entitled “Nocturnal Animals,” written by her ex-husband, Edward (Gyllenhaal), with whom she hasn’t spoken for 19 years. She puts on her big glasses, opens the book, and starts reading, and that leads into an extended sequence of hypnotizing intensity: Edward, along with his wife and teenage daughter, are on a trip, driving through West Texas in the middle of the night (they’ve decided to do the road equivalent of a red-eye), when a car starts to pull up beside them and force them off the road. Inside the car are three nasty, drawling delinquent varmints, the kind we’ve seen in movies countless times before, but Ford has staged this encounter with a frighteningly existential, this is really happening bravado that keeps

    you riveted.

    The leader of the gang is Ray, played in long black sideburns by Aaron Taylor-Johnson, who gives this taunting sociopath a strange kind of depth. On some level, the sequence is pure redneck-gothic craziness (think “Death Wish” meets “The Texas Chain Saw Massacre”), and on another level it’s an all-too-real domestic dreamscape of sexual terrorism in which Edward, apart from his fear and loathing, is forced, at every turn, to confront that he’s too “weak” to solve this situation with the kind of heroic action we’re used to: by meeting violence with violence. The movie says, implicitly, that he’s not Bronson or Liam Neeson — he’s you or me.

    Each time the film cuts back to Adams reading the novel, we’re reminded that none of this may even have happened. But it sure feels like it did. The movie then intercuts what transpired 20 years ago between Susan and Edward,

    who grew up together in Texas and wound up in New York, where they reunited and got married. We see the sincerity of their love, but also how the worm of professional failure eats away at their relationship — exactly as Susan’s tough-broad Texas martini-swilling Republican mother, played (in a brilliant turn) by Laura Linney, predicted. There’s an echo of the same conflict that powers “La La Land,” a conflict that is very much of the moment: Can love survive in an age when people who want to be artists have been left with almost no economic foundation? Edward is trying to write novels, and until he succeeds it looks like he might spend his life working in a bookstore, but that’s not enough for Susan — and we understand why. She’s not portrayed as greedy; she just wants a life. And so she destroys the one she has.

    Here, as

    in “A Single Man,” Ford’s staging is staid and classical, elegant and at times a touch overdeliberate, although he’s ambitious without being pretentious. Ford is a true moviemaker — a social observer who’s a junkie for sensation and narrative. He has structured “Nocturnal Animals” beautifully, so that the past truly feeds into the present, and fiction into reality. Edward, still ensnared by what happened in West Texas, gets to know a small-town Texas cop, played by Michael Shannon with a mean glint of a suspicion that, at first, makes it seem like he’s not much interested in helping this Yankee. But the two men form a fascinating bond. Gyllenhaal’s performance goes to a place of real terror and despair, and when the movie flashes back, he, along with Adams, seems younger, possessed by a more vital spirit. “Nocturnal Animals” is on some level a cautionary tale about the false gods

    that can lead one to make the wrong choices.

    It must be said that other refined movies have gone to these places before. The granddaddy of them all is “Blue Velvet,” the great postmodern Hitchcockian noir that turned pulp sensation into a surrealist high. Then there was “In the Bedroom,” which may be the most sophisticated revenge thriller ever staged; it was like a Bronson movie made by Merchant-Ivory. “Nocturnal Animals” isn’t as good as those films, yet it seizes and holds you — with its suspense, and its vision. It leaves no doubt as to Tom Ford’s fervor and originality as a director, and it leaves you hoping that he’ll make his next film before another seven years passes by.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di ANIMALI NOTTURNI
    ENGLISH PRESSBOOK of NOCTURNAL ANIMALS

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