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IL RIFUGIO: IL REGISTA FRANCOIS OZON TORNA ALLE ATMOSFERE DI 'SOTTO LA SABBIA', RACCONTANDO LA STORIA EMOZIONANTE DI UNA DONNA RIMASTA SOLA E DELL'INCONTRO CHE CAMBIERA' IL SUO DESTINO. NEL RUOLO DI MOUSSE, LA PROTAGONISTA, ISABELLE CARRE' OFFRE LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE DELLA SUA CARRIERA
RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 27 AGOSTO
"Per me il rifugio racconta un processo di guarigione, violento e doloroso, ma raccontato con delicatezza. E’ anche un film sulla perdita: la perdita dell’amore, la perdita di qualcuno. Mousse e Paul sono due persone che non hanno motivo di stare insieme, non dovrebbero essersi mai incontrati, ma comunque si aiutano a vicenda, credono uno nell’altra. Sono entrambi emarginati alla ricerca di un’identità e alla fine del film trovano il loro posto e la loro libertà".
Il regista e sceneggiatore François Ozon
(Le refuge FRANCIA/ITALIA 2010; drammatico; 90'; Produz.: co-prodotto da Eurowide Film Production / Teodora Film / FOZ, in associazione con Coficup / Backup Films / France 2 Cinéma, con la partecipaz. di Canal+ / CinéCinéma / France 2 (FR2) / Le Pacte; Distribuz.: Teodora Film)
Trailer
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Titolo in italiano: Il rifugio
Titolo in lingua originale:
Le refuge
Anno di produzione:
2010
Anno di uscita:
2010
Regia: François Ozon
Sceneggiatura:
François Ozon e Mathieu Hippeau
Cast: Isabelle Carré (Mousse)
Louis-Ronan Choisy (Paul)
Pierre Louis-Calixte (Serge)
Melvil Poupaud (Louis)
Claire Vernet (La madre)
Jean-Pierre Andréani (Il padre)
Marie Rivière (La donna sulla spiaggia)
Jérôme Kircher (Il dottore)
Nicolas Moreau (Il seduttore)
Emile Berling (Lo spacciatore)
Maurice Antoni (Il prete)
Musica: Louis-Ronan Choisy
Costumi: Pascaline Chavanne
Scenografia: Katia Wyszkop
Fotografia: Mathias Raaflaub
Montaggio: Muriel Breton
Makeup: Françoise Andrejka
Casting: Sarah Teper
Scheda film aggiornata al:
01 Settembre 2010
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Sinossi:
IN BREVE:
Mousse ha perduto il suo compagno, Louis, morto per overdose, e ha scoperto subito dopo di essere incinta. Decisa a tenere il bambino, malgrado il parere contrario di tutti quelli che la circondano, lascia Parigi per rifugiarsi in una casa sul mare e portare avanti la gravidanza. È lì che dopo qualche mese la raggiunge Paul, il fratello di Louis, rompendo l’isolamento della ragazza: tra i due si stabilirà un rapporto di grande intensità, diviso tra risentimento e attrazione.
Commento critico (a cura di SUSANNA D'ALIESIO)
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FRANCOIS OZON FIRMA LA SUA OPERA PIU' DOLCE E PIU' DURA AL TEMPO STESSO, MA PARE SUSSURRARCI ALL'ORECCHIO LA STORIA; UNA STORIA DI AMORE E MORTE MA CHE SI APRE PER ASSAPORARE LA LIBERTA' DELLA VITA.
Mousse ha perduto il suo compagno Louis, morto per overdose, scopre di essere incinta e, decisa a portare avanti la gravidanza, si rifugia in una casa sul mare. E’ lì che dopo qualche tempo la raggiunge Paul, il fratello di Louis, rompendo la solitudine della ragazza. Tra i due si stabilirà un rapporto profondo, diviso tra attrazione e risentimento.
Isabelle Carrè nei panni di Mousse è perfetta e commovente, è dotata di una grande forza e riesce a trasporre la sua fragilità dirompente e diretta. La vera sorpresa è il cantante Louis-Ronan Choisy (nei panni di Paul) alla sua prima apparizione cinematografica, la cui sensibilità è straordinaria.
La regia è elegante e delicata a tal punto |
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da farci entrare senza accorgercene in un mondo privo di spazio e tempo le cui leggi di natura sono le emozioni, le fluttuazioni, le ombre.
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Commenti del regista
"Nella nostra società la maternità è molto idealizzata, ma io volevo mostrare che le cose sono spesso molto più complesse di quello che sembra. L’istinto materno non è una cosa scontata. Mousse, infatti, non vive la sua gravidanza come un processo di procreazione, quanto piuttosto come un modo di accettare la morte di Louis e di elaborare il lutto, uno strumento per alleviare il dolore. Peraltro, i tossicodipendenti che cercano di smettere con la droga sono spesso molto lucidi riguardo le proprie emozioni e i propri desideri. La loro sensibilità è rafforzata. Mousse non mente a se stessa e alla fine prende una decisione molto onesta a livello personale: preferisce partire che fingere di essere una madre".
Commenti dei protagonisti:
ISABELLE CARRE' (Mousse):
“Mousse vede nel bambino che porta in grembo innanzitutto quello che rimane dell’uomo che ha amato e che ha perduto: inconsciamente, cerca nel figlio in arrivo la presenza di Louis. Poiché il mio atteggiamento era completamente opposto, ero contenta che Francois mi chiedesse dei cambiamenti estetici, come il trucco pesante, i tatuaggi, gli orecchini: mi aiutavano a mantenere un po’ di distanza dal personaggio. Inoltre, Francois mi ha chiesto di parlare con un dottore per capire cosa volesse dire essere incinta e tossicodipendente al tempo stesso.[…] Mousse si sente molto sola, Paul è un po’ sperduto, alla ricerca di se stesso. Forse cerca quell’affetto materno che non ha mai ricevuto. Malgrado non ne sia pienamente consapevole, viene a bussare alla porta di Mousse per stabilire una connessione. Mousse dà l’impressione di essere stabile e indipendente, ma in realtà è estremamente fragile. Ecco perché si è barricata nella casa al mare e inizialmente rifiuta il calore di Paul. Quando sei stata sola per così tanto tempo, a volte è più facile restarci che aprirsi a una nuova vita".
Links:
• François Ozon (Regista)
Galleria Fotografica:
Galleria Video:
Il rifugio - trailer (versione originale) - Le refuge
Il rifugio - trailer HD (versione originale sottotitolata in inglese) - Le refuge
Il giudizio della critica
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The Best of Review
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International Press
LE MONDE
In questa, che è la sua opera più riuscita degli ultimi anni, Francois Ozon gestisce la condizione della sua attrice con delicatezza, ma espone il personaggio a quelle trasgressioni senza le quali un film di Ozon non sarebbe lo stesso. |
Italian
Press
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