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    Home Page > Ritratti in Celluloide > Personaggi dietro le quinte > THE AVENGERS - Conosciamo i personaggi: Captain America - Note di produzione

    Dietro le quinte: THE AVENGERS - Conosciamo i personaggi: Captain America - Note di produzione (Film)

    THE AVENGERS - TUTTO SUI VENDICATORI: CAPTAIN AMERICA
    di Jim Beard

    Sentinella della libertà. Super Soldato. Leggenda vivente della Seconda Guerra Mondiale. Un uomo fuori dal tempo.
    Captain America è tutte queste cose, e molto di più. Molto, molto di più. A dispetto di tutto, si batte contro gli oppressori degli innocenti e contro chi osa minacciare la nostra libertà, anche se spesso non riceve neanche una parola di gratitudine. Steve Rogers si è elevato dal suo umile background, per indossare il manto della libertà che gli Stati Uniti hanno tanto lottato per ottenere, e continuare a difendere.
    La vita stessa di Cap è un esempio di eroismo e di patriottismo: e questo è sufficiente affinché gli altri eroi lo guardino con rispetto, suscitando persino l’ammirazione di chi ha più poteri di lui. Tante e tante volte è stato il simbolo a cui i nostri campioni si sono ispirati per combattere e difendere la libertà e la giustizia.

    Il progetto di un uomo

    Il Dottor Abraham Erskine sceglie il gracile Steve Rogers fra altri candidati apparentemente più idonei, come cavia per il suo esperimento del super soldato; è da questo progetto, il Progetto Rinascita, che nasce un nuovo campione: Captain America. Dopo - aver indossato il tipico costume rosso, bianco e blu, impugnato uno scudo indistruttibile ed essersi sottoposto ad un duro addestramento militare, Steve si lancia coraggiosamente in battaglia, in patria e oltreoceano, per aiutare a cambiare le sorti del suo Paese, l’ America, nella Seconda Guerra Mondiale. Poco dopo, un giovane di nome Bucky si unisce a lui nella speranza di emergere vincitori da questo conflitto.
    Captain America è presente in molti campi di battaglia della seconda guerra mondiale, impegnato in missioni individuali o al fianco degli Invaders, una squadra di supereroi in tempo di guerra. In quei giorni si fa molti nemici, fra tutti il diabolico Teschio Rosso e il malvagio Barone Zemo, ma Cap li sconfigge tutti fino a quando in un giorno fatidico, una battaglia contro Zemo costerà la vita a Bucky. Dopo essersi schiantato al Polo Nord con un aereo dell’HYDRA, Captain America si ritrova ibernato in animazione sospesa. La guerra finisce senza di lui e Steve dorme per anni, ignaro dei grandi cambiamenti che avvengono nel mondo.

    La sua seconda vita

    Attualmente i potenti Vendicatori, una moderna squadra di eroi, scoprono qualcosa di straordinario, proprio mentre stanno cercando un nemico: si tratta di Captain America, bloccato nel ghiaccio. Dopo averlo rianimato, gli eroi informano questo veterano della seconda guerra mondiale dei vari cambiamenti avvenuti nel mondo, e lo accolgono nel gruppo. E Cap si dimostra talmente valoroso da meritare lo status di membro fondatore, un onore che il capitano accoglie con il massimo rispetto. Spesso conduce la squadra in battaglia, sulla Terra, nello spazio e persino in altre dimensioni, e ogni volta agisce con dignità e autorevolezza, confermandosi un indispensabile membro della squadra. Captain America è anche entrato a far parte dello S.H.I.E.L.D., un’agenzia di intelligence governativa guidata dal suo vecchio commilitone Nick Fury.
    Anche se queste alleanze sono utili ad inserirlo nel nuovo mondo, Steve continua a pensare con nostalgia alle persone del suo passato, ormai morte da tempo. La sofferenza per aver perso Bucky lo induce a cercare nuovi compagni, fra cui il giovane Rick Jones che diventa un nuovo Bucky e poi Falcon, che per molti anni sarà al suo fianco, nella buona e nella cattiva sorte.

    Lo stress del lavoro

    Nel corso dell’attuale carriera, Captain America vive situazioni davvero estreme. Come simbolo dell’America e Vendicatore a tempo pieno, Steve sperimenta situazioni stressanti che traumatizzerebbero qualsiasi uomo comune. Le sue ferme convinzioni vengono messe continuamente alla prova.
    Dopo una missione particolarmente impegnativa contro l’Impero Segreto, Steve abbandona la sua identità di Captain America per diventare Nomad, un eroe senza patria. In un’altra occasione, il governo americano sequestra il mantello di Captain America per donarlo ad un altro uomo. Ma costi quel che costi, Cap riesce sempre a tornare, per portare a termine, infaticabilmente, le sue missioni.

    La minaccia rossa

    Il nemico peggiore di Captain America risponde al nome di Teschio Rosso. Dopo essere stato un fattorino d’albergo nella Germania nazista, Teschio si è votato al male, esortato da Adolf Hitler, e da quel momento è diventato un efferato manipolatore ed assassino. Cap combatte il Teschio per tutta la durata della seconda guerra mondiale e lo mette con le spalle al muro innumerevoli volte, ma altrettante volte questo essere malvagio
    riesce a sopravvivere per continuare a tormentare il buon Capitano in ogni occasione.
    Durante una battaglia leggendaria, il corpo ormai invecchiato di Teschio Rosso alla fine lo tradisce, e muore, ma i suoi perfidi piani continueranno a perseguitare Captain America. Il Teschio trasferisce la sua coscienza in altri corpi, persino in un clone di Steve Rogers stesso, e oggi le sue macchinazioni vivono in Sin, la sua diabolica figlia.

    La morte e la nuova vita

    Dopo la strana apparizione del Soldato Bianco, un agente russo che si rivelerà essere Bucky, ancora vivo, Captain America si ritrova a battersi contro il suo collega Vendicatore Iron Man, nel corso della cosiddetta “Guerra Civile” fra i supereroi della Terra. Al culmine della lotta, Cap, dopo essere stato arrestato per aver guidato la resistenza contro l’ordine governativo che imponeva la registrazione di tutti gli eroi in costume, viene assassinato. Steve Rogers muore sui gradini di un tribunale, tragicamente ucciso da un macchinoso complotto ordito dalla sua antica nemesi, il Teschio Rosso.
    Bucky, ormai libero dal condizionamento russo che gli imponeva di essere un killer, prende il mantello e lo scudo di Captain America per proseguire la missione di Steve. Infine scopre che la coscienza di Steve è sopravvissuta, e con l’aiuto dei Vendicatori e di altri eroi, Bucky riesce a salvare il suo amato mentore e riportarlo in vita. Steve opera brevemente come agente sotto copertura ma presto assume nuovamente l’identità per cui è nato: Captain America.

    I nuovi Vendicatori

    Con il ritorno di Steve nei panni di Captain America, i Vendicatori riemergono dalle ceneri, dando vita ad una nuova alleanza eroica. All’inizio, nella nuova squadra, Bucky veste i panni di Cap mentre Steve opera dietro le quinte al fianco dei Vendicatori Segreti; ad un certo punto però, il vero e autentico Captain America ritrova il suo posto fra i più potenti eroi della Terra, guidandoli ancora una volta in battaglia, contro nuove e numerose terribili minacce.


    TUTTO SUI VENDICATORI: CAPTAIN AMERICA IERI & OGGI
    di Chris Arrant

    Non sarà tecnologicamente sofisticato come Iron Man né potente come Thor, ma Captain America possiede qualità uniche che lo rendono l’icona patriottica dell’universo Marvel, nonché il leader indiscusso dei Vendicatori.
    Creato dai fumettisti Joe Simon e Jack Kirby, nel periodo di crescente tensione generato dall’entrata in guerra degli Stati Uniti, Captain America ha inaugurato un nuovo tipo di supereroe: un soldato che difende il suo Paese, dotato di tali e tante capacità da sfiorare l’umana perfezione. Inizialmente Captain America era la forza trainante che gli Alleati contrapponevano alle Potenze dell’Asse della Seconda Guerra Mondiale; negli anni successivi è diventato il fulcro dei cosiddetti ‘Vendicatori’ la squadra composta dai supereroi della Marvel …niente male per un ragazzo di nome Steve Rogers, nato durante la Depressione nella Lower East Side di Manhattan.
    “E’ lui il collante del gruppo”, spiega l’artista Steve Epting, disegnatore sia di Vendicatori che di Captain America. “I Vendicatori sono un’élite di supereroi e “Cap” ne è l’esponente più esemplificativo”.
    Nonostante sia entrato a far parte della squadra non prima della quarta edizione di Vendicatori, nel 1964, Captain America si è presto affermato come il prototipo della squadra, ed è considerato parte integrante della cosiddetta ‘triade’ costituita da Iron Man e Thor, che detiene la leadership del gruppo.
    “I primissimi Vendicatori erano piuttosto eterogenei”, spiega Tom Brevoort, che presso la Marvel svolge il ruolo di Vice Presidente della Divisione Editoriale nonché Editore Esecutivo. “Infatti abbiamo costruito un’intera serie su questa loro
    eterogeneità, dal titolo VENDICATORI: GLI EROI PIÙ POTENTI DELLA TERRA, realizzata anni fa da Joe Casey e Scott Kolins. Anche se non sembra ci sia molto in comune fra un dio asgardiano, un mostro scatenato e un geniale uomo d’affari, Captain America è riuscito ad amalgamare la squadra, diventando un punto di riferimento intorno al quale gli altri personaggi potevano esprimere le loro capacità. E ovviamente quando Stan Lee, nel tentativo di semplificare l’universo Marvel, eliminando [dai Vendicatori] tutte le pubblicazioni dedicate ai singoli personaggi, Captain America è rimasto. A quel punto è diventato un po’ il simbolo della squadra, e ha formato nuove reclute quali Occhio di Falco, Quicksilver e Scarlet, trasformandoli nei Vendicatori. Ha saputo sempre tener viva la fiamma”.
    Lo scrittore storico di CAPTAIN AMERICA, Mark Waid, spiega la presenza di questo super soldato fra i Vendicatori da un diverso punto di vista, sottolineando l’importanza della sua personalità all’interno del gruppo.
    “Quando Captain America si è unito ai Vendicatori, era l’unico a non avere ancora una serie o un libro dedicati; all’epoca infatti compariva solo in Vendicatori, quindi in un certo senso si identifica con questa serie”, spiega Waid. “Portando le sue abilità in un gruppo in cui i leader si alternavano, il cui spirito collaborativo era pari alla loro vena polemica, Cap si è presto affermato come il capo ideale dei Vendicatori”.
    Così come è stato raccontato sia dai fumetti che dal recente film in cui è protagonista, Captain America da soldato è diventato leader, e fra i Vendicatori si è distinto al punto tale da diventare il termine di paragone delle altre squadre di supereroi persino all’esterno della cosiddetta ‘Casa delle Idee’ (Marvel).
    “Cap è il leader per antonomasia, una fonte di ispirazione sia per gli altri personaggi che per il cast creativo dei fumetti”, afferma Brevoort. “Penso che dipenda dal fatto che nonostante non abbia superpoteri, è in grado di tenere testa a chiunque,
    senza mai indietreggiare, con un atteggiamento degno di rispetto. Combatte in prima linea, è sempre al centro dell’azione, non dà ordini dietro le quinte. E nonostante tutti i suoi conflitti interiori, quando Cap entra in azione, non ha dubbi. Si lancia istintivamente nella missione da svolgere, forte del proprio codice etico. E’ un duro che si adopera per il bene comune.”
    I fumetti hanno mostrato una varietà di leader di supereroi, dall’incombente Professor X delle prime pubblicazioni di UNCANNY X-MEN, alla leadership di Iron Man durante l’assenza di Captain America qualche anno prima: tuttavia “Cap” ha uno stile unico che gli consente di unire e motivare chiunque.
    “Captain America ama guidare le truppe, verso il nemico, sfidando qualsiasi paura”, spiega Steve Englehart, che negli anni ’70 ha ridefinito il personaggio rendendolo più adatto alla moderna generazione. “Captain America ha una personalità che non esita di fronte ad un compito da svolgere. E’ un leader nato mentre altri personaggi come Iron Man o Thor, pur essendo valorosi, non possiedono l’innata attitudine al comando di Steve Rogers”.
    Captain America è apprezzato per la sua affidabilità ed esperienza. Creato nel 1941, è uno degli eroi più ‘anziani’ della Marvel, essendo nato quasi vent’anni prima degli altri Vendicatori. Esponente di ciò che il giornalista televisivo Tom Brokaw definisce ‘la più grande generazione d’America’, è riuscito a restare al passo coi tempi, senza essere considerato antiquanto per via della sua longevità. Ma c’è un motivo per questo.
    “Stan Lee era riuscito a prevenire questo problema, definendo Cap come un uomo che non appartiene al proprio tempo”, dice Brevoort, alludendo al fatto che Captain America resta ibernato per decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale. “Perciò, sin dall’inizio dell’era Marvel, abbiamo visto Cap destreggiarsi fra le stravaganze del mondo moderno, e questo
    lo rende un individuo con cui è possibile identificarsi al di là della sua fama leggendaria. Cap ha continuato ad adattarsi ai tempi che cambiano. La sua essenza è sempre la stessa ma ora non agisce nello stesso modo in cui faceva dieci o vent’anni fa. Cap non rappresenta un determinato momento del suo Paese, bensì la promessa e la potenzialità americane, una versione migliore e idealizzata dell’America. E’ come quella vecchia battuta di Cap scritta da Frank Miller in DAREDEVIL: BORN AGAIN: ‘Non sono fedele a niente, Generale, se non al sogno”.
    La solida convinzione nei confronti del suo Paese è ben illustrata nel blockbuster del 2011 “Captain America: il primo vendicatore”, l’ultimo capitolo di una serie di film della Marvel che culmineranno prossimamente con “The Avengers”.
    “Il suo ritratto in ‘Captain America: il primo vendicatore’ era molto preciso”, dichiara Waid. “Lo mostrava un po’ meno navigato rispetto ai fumetti e questo è un bene. Generalmente lo identifichiamo in un anziano statista per via della sua lunga presenza nel mondo, mentre la sua versione cinematografica si ispira ai suoi esordi. Nel film non è un leader consolidato, è ancora più soldato che generale”.
    Considerata la sua longevità nel mondo dei fumetti, i filmmaker di “Captain America: il primo vendicatore” dispongono di molto materiale per i film successivi. Sia come membro di una squadra, sia come eroe solitario, Captain America vanta una serie di storie classiche che spaziano nel tempo, arrivando ai giorni nostri. Mark Waid ha scritto oltre cinquanta pubblicazioni del personaggio, dal 1995 ad oggi, e quando gli è stato chiesto quali sono i momenti migliori di Captain America, torna alle origini.
    “A parte le storiche pubblicazioni di Joe Simon e Jack Kirby che hanno generato la prima serie del 1941, il materiale che mi ha influenzato maggiormente, come lettore, è stato quello di Steve Englehart”, rivela Waid. “Englehart è riuscito a collocare il personaggio in un contesto unico, tipicamente
    americano. Le sue vicende ruotavano intorno all’odierno contesto socio-politico. Prima di Englehart, generalmente le storie di Captain America potevano essere interpretate da qualsiasi personaggio, mentre Steve è stato il primo a rendere l’unicità di Cap, enfatizzando l’incarnazione del sogno americano e lo spirito del suo Paese”.
    L’editore Tom Brevoort è stato al timone di Captain America per anni, sfruttando la sua vasta conoscenza del passato del personaggio per suggerire la strada da seguire. Grazie alla sua profonda comprensione di Cap, Brevoort ha un approccio cinematografico che identifica tutti i momenti clou di ogni decade vissuta da questo eroe.
    “Cap si è adattato ad ogni decennio in cui è stato pubblicato”, spiega Brevoort. “Quindi, sia quando incarna il leader a caccia di nazisti degli anni ’40, o l’uomo fuori dal tempo degli anni ’60, oppure il capitano in cerca di se stesso degli anni ‘70, fino al riflessivo eroe dell’11 settembre all’inizio del nuovo millennio, il suo personaggio rivela un lato importante di sé”.
    Per quanto riguarda il futuro di Captain America nei fumetti, la prospettiva non si limita ad una serie dedicata esclusivamente a lui, ma anche ad un libro sul gruppo e alla sua presenza assicurata nella squadra dei Vendicatori le cui avventure escono settimanalmente. Rispetto alle previsioni di Captain America nel 2012, Brevoort ha promesso un suo ritorno alle origini.
    “Captain America ha ancora molto da dare come eroe d’azione”, rivela Brevoort. “Ultimamente Steve ha incarnato maggiormente il ruolo di un Generale, dopo il suo ritorno dal regno dei morti, seguendo in qualche modo la scia di Norman Osborn. Nei mesi a venire vedremo Cap tuffarsi nella mischia, di nuovo in prima linea, con un ruolo fisicamente molto attivo in cui si darà da fare per risolvere le varie emergenze, facendosi valere nelle sue missioni”
    Sia nei fumetti, che al cinema, che sul piccolo schermo, Captain America continua a rappresentare un supereroe a difesa della libertà, non solo in America, ma nel mondo intero e oltre.

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