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    Home Page > Movies & DVD > Alien: Covenant

    ALIEN: COVENANT

    Ridley Scott firma la regia anche del sequel di Prometheus - RECENSONE ITALIANA e Preview in English by Peter DeBruge (www.variety.com) - Dall'11 Maggio

    "Se non ricordo male la prima frase di Ridley è stata: ‘Faremo un film tosto vietato ai minori, e ci servirà un sacco di rosso, che è il nostro modo di dire: sangue. Questa è stata la nostra prima conversazione - la faremo fare sotto a tutti!"
    Il produttore Mark Huffam

    "E’ divertente, perché in un certo senso, ho sempre pensato ad Alien come a un B movie davvero ben riuscito. Il sotto testo era piuttosto semplice: sette persone chiuse in una vecchia casa oscura e si trattava di chi morisse prima e di chi sarebbe sopravvissuto... Non puoi continuare a fare inseguire gente da un mostro in un corridoio, è noioso. Mi è venuto in mente che nessuno si era posto la domanda: chi ha fatto questo e perché. Potresti dire che sono mostri dello spazio, o divinità spaziali o ancora degli ingegneri dello spazio esterno che li hanno inventati.. non è così. 'Alien: Covenant' stravolgerà tutto"
    Il regista Ridley Scott

    Il film è dedicato alla memoria di Julie Payne

    (Alien: Covenant (già 'Prometheus 2'); USA 2016; Thriller d'avventura Sci-Fi; 122'; Produz.: Brandywine Productions/Scott Free Productions in associazione con TSG Entertainment e Twentieth Century Fox Film Corporation; Distribuz.: 20th Century Fox)

    Locandina italiana Alien: Covenant

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    See Synopsis
    Trailer

    Titolo in italiano: Alien: Covenant

    Titolo in lingua originale: Alien: Covenant (già 'Prometheus 2')

    Anno di produzione: 2016

    Anno di uscita: 2017

    Regia: Ridley Scott

    Sceneggiatura: John Logan

    Soggetto: Alien Covenant (che per un attimo si era intitolato Alien: Paradise Lost) è il sequel, di nuovo diretto da Ridley Scott, di Prometheus, tratto da un racconto di Jack Paglen e Michael Green

    Cast: Michael Fassbender (David/Walter)
    Katherine Waterston (Daniels)
    Billy Crudup (Christopher (Chris) Oram)
    Danny McBride (Tennessee)
    Demiàn Bichir (Lope)
    Carmen Ejogo (Karine)
    Jussie Smollett (Ricks)
    Callie Hernandez (Upworth)
    Amy Seimetz (Faris)
    Nathaniel Dean (Hallett)
    Alexander England (Ankor)
    Benjamin Rigby (Ledward)
    Uli Latukefu (Cole)
    Tess Haubrich (Rosenthal)
    Goran D. Kleut (Xenomorfo/Neomorfo)
    Cast completo

    Musica: Jed Kurzel

    Costumi: Janty Yates

    Scenografia: Chris Seagers

    Fotografia: Dariusz Wolski

    Montaggio: Pietro Scalia

    Effetti Speciali: Neil Corbould (supervisore effetti speciali); Charley Henley (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Lesley Vanderwalt (supervisore)

    Casting: Carmen Cuba

    Scheda film aggiornata al: 22 Giugno 2017

    Sinossi:

    In breve:

    Covenant è il nome dell'astronave e della missione spaziale che scopre un pianeta apparentemente incontaminato e idilliaco. Il solo abitante è il sintetico David (Michael Fassbender), unico superstite della spedizione 'Prometheus'.

    In dettaglio:

    A bordo dell’astronave Covenant tutto è tranquillo; l’equipaggio e le altre 2.000 anime sul vascello d’esplorazione sono profondamente addormentate nell’iper-sonno, lasciando che Walter, l’organismo sintetico a bordo, cammini da solo per i corridoi. La nave è in viaggio verso il lontano pianeta Origae-6, sul fianco estremo della galassia, dove i coloni sperano di stabilire un nuovo avamposto per l’umanità. La pacifica tranquillità del viaggio viene interrotta quando una vicina esplosione stellare distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando decine di vittime e facendo deragliare la missione. Ben presto i membri superstiti dell’equipaggio scoprono quello che sembra essere un paradiso inesplorato, un Eden indisturbato con montagne coperte di nuvole e immensi alberi altissimi, molto più vicino di Origae-6 e potenzialmente altrettanto valido per ospitarli. Quello che hanno trovato, tuttavia, è un mondo oscuro e mortale pieno sorprese e tranelli. Messi di fronte a una terribile minaccia, al di là della loro immaginazione, gli esploratori dovranno tentare una fuga precipitosa per uscire dalla trappola.

    Il film si apre con una pacifica missione destinata a portare l’umanità oltre i confini della Terra in una colonia tra le stelle. Sulla pubblicità della nave spaziale Covenant ci sono delle coppie che popoleranno il pianeta Origae-6, insieme a dozzine di embrioni che contribuiranno a stabilire la nuova colonia. Incaricati della loro protezione è l’equipaggio della nave: il Capitano Jacob (James Franco) e sua moglie, Daniels, responsabile delle operazioni di terraforming (Katherine Waterston); il Primo Ufficiale Christopher Oram (Billy Crudup) e la moglie, biologa, Karine (Carmen Ejogo); i turbolenti piloti Tennessee (Danny McBride) e Faris (Amy Seimetz); a capo della sicurezza il sergente Lope (Demián Bichir) e il suo secondo in comando, con cui è sposato, il sergente Hallett (Nathaniel Dean). Con loro c’è anche un non umano, Walter (Michael Fassbender), il fedele sintetico della Covenant incaricato di tenere d’occhio il sonno criogenico dei passeggeri fino al raggiungimento della loro destinazione. Quando un esplosione stellare attraversa la nave, Walter è costretto a svegliare prematuramente l’equipaggio per salvargli la vita. Tuttavia un malfunzionamento meccanico intrappola il capitano nella sua camera dell’ipersonno condannandolo a una morte orribile e brutale. L’incidente lascia al comando Oram, uomo profondamente religioso, e la Daniels tramortita dal dolore per la perdita del marito. Daniels cerca conforto nella compagnia dell’unica altra figura solitaria della nave, Walter... - l’evoluzione successiva di David, il sintetico, ossessionato da Laurence of Arabia, apparso in 'Prometheus' - Benché sia tecnologicamente superiore al suo predecessore, la sua gamma emotiva è piuttosto limitata. Non può innamorarsi ed è stato programmato per essere assolutamente fedele all’equipaggio della Covenant...

    Non appena la Covenant cerca di riprendersi dal disastro, viene nuovamente travolta dagli imprevisti.
    Tennessee è all’esterno a riparare le vele energetiche, quando intercetta un criptico messaggio che suona come una richiesta di soccorso. L’equipaggio traccia l’origine della trasmissione che porta a un vicino pianeta e Oram, spinto dalla sua forte fede cristiana, stabilisce una nuova rotta che porterà la nave su un percorso sconosciuto verso il segnale. Il mantello della leadership non calza facilmente sulle sue spalle, si porta sempre dietro una paio di sfere di metallo antistress, che usa per calmarsi quando si sente sotto pressione...

    Una tempesta di ioni che avvolge l’atmosfera del pianeta impedisce alla Covennat di raggiungerne la superficie, così si decide di inviare un gruppo esplorativo composto da scienziati e personale di sicurezza, mentre Tennessee pilota la nave madre in orbita... Mentre i prescelti Daniels, Oram, Karine, Walter e Faris si dirigono verso la superficie del pianeta nel Lander della nave, insieme al team della sicurezza, Tennessee rimane al comando della Covenant con Upworth (Callie Hernandez) e suo marito Rick, esperti di navigazione e comunicazione. Ma con la tempesta che impedisce ogni reale interazione con la squadra a terra, Tennessee diventa presto inquieto, travolto da un senso di disagio... Dopo un lungo periodo di frustrante silenzio, devono decidere se avvicinare la Covenant al pianeta. Upworth si scontra con Tennessee sul seguire o meno il protocollo di non compromettere la Covenant e i suoi occupanti umani...

    Con Faris che resta al Lander per effettuare le riparazioni necessarie, Karine, accompagnata dal soldato Ledward (l’attore australiano Benjamin Rigby) come scorta, si avventura a prelevare dei campioni biologici. Il loro viaggio nel paesaggio sempre più insolito va sempre peggio, Ledward si ammala inspiegabilmente in maniera grave e Karine lotta per riportarlo nell’infermeria del Lander. Sul Lander intanto, Faris inizia a ricevere frenetiche chiamate di soccorso dai suoi compagni...

    Quando Ledward e Karine raggiungono l’infermeria, scoppia l’inferno. Quello a cui Karine assiste, alla luce dei neon, è la terribile nascita del Neomorfo, l’ultima incarnazione aliena che si unisce al pantheon di mostri del franchise...

    Le cose vanno rapidamente fuori controllo con la creatura che si apre la strada attraverso il Lander, distruggendo qualsiasi cosa sul suo cammino. L’equipaggio è in preda alla disperazione, quando arriva un aiuto inaspettato arriva sotto le vesti di una misteriosa figura incappucciata, che sembra poter in qualche modo controllare i predatori. L’inatteso salvatore, si rivelerà essere David della 'Prometheus', che è rimasto in isolamento per circa un decennio ed in pessimo stato per l’esposizione alle intemperie... David scorta gli spaventati esploratori in un rifugio in una città abbandonata, ma ogni minuto che passa racconta di una nuova e più complessa minaccia...

    Synopsis:

    The crew of the colony ship Covenant discover what they think is an uncharted paradise, but it is actually a dark, dangerous world, whose sole inhabitant is the synthetic David, survivor of the doomed Prometheus expedition.

    Bound for a remote planet on the far side of the galaxy, the crew of the colony ship Covenant discover what they think is an uncharted paradise, but is actually a dark, dangerous world, whose sole inhabitant is the synthetic David, survivor of the doomed Prometheus expedition

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    "... A ogni missione serve un buon sintetico!..."

    Basterebbe il prologo. Sarebbe già sufficiente per rendere Alien Covenant un irrinunciabile prequel/sequel della saga. Di contro alla maggior parte degli epigoni commerciali senza spessore, al traino (indegno) del mitico originale che resta il numero uno in tutti i sensi, Alien Covenant di Ridley Scott si presenta come un intrigante ibrido che, inaspettatamente, muove da Blade Runner, percorrendo la scia più metafisica di Stanley Kubrick, prima di camminare di nuovo su orme estremamente familiari (il primo Alien). La rivisitazione in termini contemporanei, anche di tutto quel che è noto, era d'altra parte inevitabile. E da quel superbo esteta della cinematografia che sa essere alle volte Ridley Scott, un estimatore della storia dell'arte e dell'arte in genere, escono fuori magnetiche sequenze, ordite come la tela del ragno su un reticolo di effetti speciali raffinati e all'avanguardia, come i tempi moderni consentono. Prima che il

    nuovo contenitore inizi a centellinare timidi conati di horror, sempre più generosi - forse un tantino di troppo - man mano che si procede. Ma quel che ha interessato Scott fin dall'inizio, e com'era logico che fosse, era riprendere le fila per andare oltre. Scavare in profondità per rispondere ad una domanda chiave: "... chi ha fatto questo e perché. Potresti dire che sono mostri dello spazio, o divinità spaziali o ancora degli ingegneri dello spazio esterno che li hanno inventati.. non è così. 'Alien: Covenant' stravolgerà tutto". Beh, si direbbe che Ridley Scott abbia mantenuto la sua promessa. E lo ha fatto sul piano filosofico-esistenziale nelle stupende sequenze iniziali del prologo, mantenendo d'altra parte vivo il filo del discorso a vario titolo e a più riprese per tutto il film, prima ancora di passare all'azione e placare la sua dichiarata sete di sangue da horror.

    Così, mentre la

    semplicità del primo Alien puntava sull'intensità dei chiaroscuri, della suspense, indiscussa protagonista sempre in campo, appuntata sul filo tensivo di quello che non c'era ma che si percepiva nell'aria, e puntava altresì sulle spalle larghe e sul glamour affilato alla lama di un talento da urlo, proprio dei blasonati pionieri dell'antenata 'disavventura' a bordo del Nostromo, i successori nel ventre del Covenant si moltiplicano di numero, arruolandosi in coppia. Si direbbe per una ragione ben precisa: la pacifica missione mira a traghettare l’umanità oltre i confini della Terra in una location cosmica adeguata alla sopravvivenza di una colonia. E come in un'Arca di Noè spaziale di un futuro prossimo venturo (5 Dicembre 2104), le coppie hanno a loro volta la missione di popolare il pianeta Origae-6. Daranno loro una mano dozzine di embrioni, conservati in speciali teche, nell'intenzione di utilizzarli come contributo a stabilizzare la nuova colonia. A loro tutela

    è l'equipaggio della nave Covenant. Un team di tutto rispetto in cui ognuno svolge egregiamente il proprio dovere, mentre i non accreditati James Franco e Noomi Rapace apportano il loro piccolo contributo in un cameo virtuale ciascuno. Alcuni hanno vita davvero breve nel Covenant e la figura del capitano passa di mano in mano quando il nucleo di umani - con un equipaggio di migliaia di coloni al seguito in criosonno - si assottiglia - il motivo non è certo un mistero! - passando per un personaggio come quello di Chris Oram (Billy Crudup), talmente insicuro di sé da essere il più inadeguato al compito, fortunatamente per lui per esigenze di copione, non per altro. Qualcuno in grado di far brillare la sua luce interpretativa c'è anche sul Covenant, ed è la Daniels di Katherine Waterson (Vizio di forma), diventata vedova in pochi istanti appena risvegliata anzitempo dal criosonno con

    il resto dell'equipaggio in comando, a causa di un brillamento (un'esplosione) stellare. Ma se appare evidente l'apprezzabile sforzo di sporgersi fin sulle orme tracciate dalla Ripley di Sigourney Weaver, è altrettanto lampante a chi resti in mano lo scettro dell'eroina femminile scottiana nell'universo alieno.

    Qui, autentico faro cosmico, 'più umano dell'umano', nella buona e nella cattiva sorte, è piuttosto Michael Fassbender nel doppio ruolo dell'essere sintetico: il David del Prometheus e il Walter del Covenant. Uno spettacolo a parte nella sottile ambiguità vascolare ricreata su entrambi i contrapposti fronti. L'anima filosofica del film e della dualità dell'essere. La riflessione degli opposti nell'essere umano, il lato oscuro e di luce, qui si sdoppia nelle due distinte entità sintetiche che si fronteggiano, si confrontano - o si specchiano per la sottile metafora di un prisma interiore - mentre si lancia al galoppo l'annosa questione esistenziale: del creatore e della creatura, delle origini della

    vita, di quel che è bene o male, andando a disquisire tra amore e dovere, tra il servire e il voler comandare, là dove il confine si fa sempre più labile e pericoloso se, come accade, ci si abbandona al delirio di onnipotenza. Come possano convivere in tutta armonia le più sofisticate note di Richard Wagner (L'entrata degli Dei nel Valhalla/Entrance into the Gods into Valhalla) con cotanto spargimento di sangue, che tipo di relazione possano intessere elementi così antitetici tra loro, è cosa per la quale si consiglia vivamente l'approccio diretto. Perché Alien: Covenant, contaminato, in particolar modo nella seconda parte, da qualche virulenta sbavatura in rosso di troppo, ed un incedere nostalgico sul filo dell'auto citazionismo non assolutamente necessario, si rende davvero imprescindibile rivelazione sulle misteriose origini della letale creatura xenomorfa, madre di tutti gli alieni. Un'esperienza che non può e non deve andare sprecata. E d'altra parte,

    anche una terrificante visione che - malgrado si sia qui notificato il sesto atto della serie - a giudicare dal colpo di scena finale, rischia di restare persino ancora aperta...

    Secondo commento critico (a cura di PETER DEBRUGE, www.variety.com)

    Ridley Scott's official return to the 'Alien' franchise is essentially a 'Prometheus' sequel with Aliens in it.

    Forty years ago, two movies rewrote the rules for science fiction. The first, of course, was 1977’s “Star Wars,” which made every child dream of space, introducing cuddly, nonsense-spouting aliens that could be brought home as toys. Two years later, Ridley Scott took the opposite approach, conjuring a nightmarish worst-case scenario of the unknown life — and death — that might be awaiting us out there in the void in “Alien.” The franchise has gone through a number of permutations since, but “Alien: Covenant” is, if nothing else, a return to form for both Scott and the series: a hard-R horror movie, featuring ferocious, acid-dripping space crustaceans, a tough female lead and a bunch of dead-meat crew members.

    In short, it’s more of the same, which is both a relief to fans and

    a letdown to those hoping it might pave new ground. The personal enjoyment you derive from the film probably depends on what you thought of Scott’s 2012 semi-prequel, “Prometheus,” a high-minded sci-fi chiller that presumed to explain the origins of not just the “Alien” series but of mankind itself. Scott teased as much by suggesting that the off-canon entry contained the DNA of the “Alien” series, though its creatures weren’t nearly as scary and the mission was ultimately seen as a disappointment for the franchise’s most ardent fans.

    “Alien: Covenant” attempts to have it both ways: Taking place in 2104, a decade after “Prometheus” and 18 years before the original “Alien,” this latest chapter is essentially a “Prometheus” sequel with aliens in it. Though the current movie is named for its spaceship, the Covenant, its plot concerns what became of Noomi Rapace and Michael Fassbender’s “Prometheus” characters, Elizabeth Shaw (who somehow

    survived a self-induced abortion) and renegade robo-butler David (dismembered but still functional), after they escaped a planet that looked like an insidiously dangerous version of Iceland.

    “Prometheus” aside, it’s been two decades since audiences had a proper “Alien” movie, and fanboys’ appetites and speculation have been raging ever since Scott announced the project — to the extent that nearly every morsel of marketing has been digested and analyzed ad nauseam. None has been more misleading than the stand-alone “Last Supper” prologue released in February, in which James Franco appears for less than a minute as the Covenant’s feverish captain (be warned: that’s about as much screen time as he gets in the feature) and two of the crew members are revealed as gay — a suggestion that’s largely ignored in the movie, in which the couple’s relationship feels more buddy-buddy in its execution.

    Maybe that’s because there’s not much call for homosexuals

    aboard the Covenant (these two, played by Demian Bichir and Nathaniel Dean, work security), since the ship carries 2,000 hyper-sleeping breeders on a mission to colonize Origae-6, a distant planet deemed capable of sustaining human life. Is the destination actually habitable? We’ll never know, since a “destructive event” forces synthetic Walter (Fassbender, playing a new-and-improved model of the more idiosyncratic David) to awaken the crew early. Franco doesn’t even make it out of his cryo-chamber alive, which leaves second-in-command Christopher Oram (Billy Crudup) in charge. Oram is written as a religious character, conflicted by issues of faith, although the trait feels like more of a nod to the movie’s grand existential dimensions than anything directly relevant to his behavior.

    No matter what your belief system, “Prometheus” floated a blasphemous alternate theory for the origin of mankind, tracing it back to a race of giant marble-skinned beings revealed to have created life

    on Earth, and who later cultivated a virus capable of wiping out all animals on the planet, including humans. The opening scene of “Alien: Covenant” reminds us how synthetics came to be: They were the creation of a human named Weyland (Guy Pearce), whose android “son” David (Fassbender) has been obsessed with the idea of creation ever since, experimenting with a toxic black liquid he discovered in “Prometheus.”

    Oram would surely have strong feelings about David’s misbehavior if the movie ever slowed down long enough let him consider the teleological questions raised by a robot playing God. Instead, Oram’s role is to redirect the mission to a nearby potentially habitable moon, which might shorten the mission but violates all kinds of logic when you consider that the 2,000 deep-sleep pioneers on board the Covenant are all bound for another destination entirely. As Daniels (Katherine Waterston), the dead captain’s widow, observes, “There’s

    so much here that doesn’t make sense,” and it’s hard to disagree.

    Still, in an effort to appease “Alien” fans, Scott has returned the series to its horror-movie roots, unleashing a sequence of gory death scenes as four aliens body-snatch and otherwise terrorize the crew. By now, though, audiences are so familiar with how this species reproduces that there’s not much surprise between the point of infection (whether by microscopic spores or old-fashioned face hugging) and the moment that an alien embryo bursts out of the host’s chest. If anything, an impatience sets in, much as it does with zombie movies in which characters aren’t up to speed on the genre rules: In the world of “Alien,” humans don’t recover from these close encounters; once someone catches the virus, he or she is already a goner.

    The novelty in “Alien: Covenant” comes in the form of two virtually identical-looking but differently wired

    synthetics, Walter and David, both played by Fassbender, whose poker-faced dual performance keeps us guessing as to where the androids’ allegiances lie. One will emerge as the film’s villain, while the other serves as its tragic hero; one seems capable of love, the other impervious to the paradox that “creation” comes at the cost of a seemingly infinite loss of life.

    In the film’s best scene, David teaches Walter how to play the flute — an instrument that later serves as a deadly weapon. The moment is so compelling that we hardly stop to question how the filmmakers pulled it off with a single actor, and besides, few directors can compete with Scott in terms of sheer production value. “Alien: Covenant” looks as good as a blockbuster can, alternating stunning interstellar vistas with gorgeously lit character moments, courtesy of DP Dariusz Wolski.

    And yet, as in his 2014 biblical epic “Exodus: Gods

    and Kings,” Scott has no qualms about wiping out an entire population in a single CG effects sequence, suggesting that the philosophical considerations here are superficial at best. “Alien: Covenant” may continue the “Prometheus” storyline, but it doesn’t share that film’s spirit — or else the characters might pause to show some interest in the extinct population that at one time inhabited the moon they’re exploring.

    As acts of creation go, Scott has made an “Alien” movie for that segment of the audience that has always rooted for the monster.

    Commenti del regista

    "Il pianeta è meraviglioso e spettacolare, ma è una minaccia su larga scala. Si tratta di un pianeta morto, è come una casa infestata. Non ci sono forme di vita tranne le piante e gli alberi, nessun tipo di animale"

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di ALIEN: COVENANT
    ENGLISH PRESSBOOK of ALIEN: COVENANT

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    Galleria Video:

    Alien: Covenant - trailer 2

    Alien: Covenant - trailer

    Alien: Covenant - trailer (versione originale)

    Alien: Covenant - spot 'Corri'

    Alien: Covenant - spot 'Take me home'

    Alien: Covenant - featurette 'Il nuovo Walter'

    Alien: Covenant - featurette 'Un messaggio dalla Covenant' (versione originale sottotitolata)

    Alien: Covenant - featurette 'Un mondo mai visto prima' (versione originale sottotitolata)

    Alien: Covenant - clip 'L'ultima cena' (versione originale sottotitolata)

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