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    Home Page > Movies & DVD > Il velo dipinto

    QUANDO UN THRILLER PSICOLOGICO DIVENTA VIAGGIO SPIRITUALE

    "In superficie, la storia è diretta e drammatica: un uomo con il cuore spezzato cerca di punire la moglie colpevole di adulterio. Il viaggio di questa coppia male assortita è carico di tensione sessuale e psicologica. La storia ha un svolta sorprendente comunque quando i personaggi si guardano, l’un l’altro, sotto una nuova luce; il thriller psicologico diventa un viaggio spirituale".
    Lo sceneggiatore Ron Nyswaner

    "Il viaggio emotivo di Walter e Kitty come coppia è irresistibile nella sceneggiatura, specialmente quando eliminano la negatività che nutrono l’uno nei confronti dell’altro e fanno resuscitare la loro relazione. Walter deve trovare la strada del perdono. Questa storia ha tutto secondo me perché ci sono alcuni dei temi più impegnativi della vita.
    L'attore Edward Norton
    (Painted Veil/Il velo dipinto, CINA/USA 2006; drammatico; 125'; Produz.: Sara Colleton; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Il velo dipinto

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    (Comment by PATRIZIA FERRETTI) - The Painted Veil directed by John Curran, is part of those movies that bring you into a journey about the inner rebirth. This movie reminded us of City of Joy directed by Roland Joffe’. The first one is set in China and is about a married couple who’s living a crisis due to adultery and not just that ( Edward Norton and Naomi Watts intensely involved into a hanging introspection); in the second one sets in India a single doctor (Patrick Swayze) is dealing with his conscience for a ethical dilemma. The huge gap between the two classes: the middle-class of the main characters in both films and the poverty of the population they meet is the cue for both: the India by Joffe’ and the China by Curran, that is seized in the middle of a cholera outbreak. The starting point for a new awareness both personal and for the couple, it happens when the journey crosses a new interior path even though sudden but it’s destined to become so important to change the feelings and the way to see life in both the main characters, in spite of their initial resistance. Two different journeys in time and places, but with only one target: the rebirth of new persons to a brand new life. - (Translation by MARTA SBRANA, Canada)
    Trailer

    Titolo in italiano: Il velo dipinto

    Titolo in lingua originale: Painted Veil

    Anno di produzione: 2006

    Anno di uscita: 2006

    Regia: John Curran

    Sceneggiatura: Ron Nyswaner

    Soggetto: Dal romanzo omonimo del 1925 di W. Somerset Maugham.

    Cast: Edward Norton (Walter Fane)
    Naomi Watts (Kitty Fane)
    Liev Schreiber (Charlie Townsend)
    Toby Jones (Waddington)

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Ruth Myers

    Fotografia: Stuart Dryburgh

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    "... Il velo dipinto è una storia d’amore ambientata negli anni ’20 che racconta di una giovane coppia inglese, Walter (Edward Norton) un medico appartenente al ceto medio e Kitty (Naomi Watts) una donna dell’alta borghesia che si sposano per ragioni sbagliate e si trasferiscono a Shangai dove lei poi si innamora di una terza persona. Quando Walter scopre l’infedeltà della moglie, guidato dalla sete di vendetta, accetta un lavoro in un villaggio remoto in Cina devastato da un’epidemia mortale e la trascina con sé. Questo viaggio cambia completamente il loro matrimonio dandogli un senso, in uno dei posti più sperduti ma più belli della Terra.
    Kitty fa parte dell’alta società di Londra dove vive la sua mondanità, ma si sta avvicinando verso un’età in cui bisogna trovare marito. Rimanere nubile ancora per qualche tempo potrebbe diventare molto sconveniente, per non dire umiliante per sua madre, troppo legata a ciò che la società pensa. Annoiata dai privilegi che la vita le ha dato ed in cerca di una via di fuga, Kitty accetta la proposta di matrimonio fattale dal Dottor Walter Fane, un posato e serio batteriologo e così si trasferiscono a Shangai.
    Nella strana città, che è diventata il centro della cultura popolare, dell’intrigo politico e del vizio in Cina, i coniugi Fane si avventurano all’interno della società coloniale inglese, dove vengono presentati al Vice Console inglese Charles Townsend (Liev Schreiber). Mentre Walter si dedica completamente al suo lavoro ed alla sua nuova moglie, Kitty inizia una relazione con Charlie.
    Dopo la scoperta dell’adulterio della moglie, Walter accetta un lavoro in uno sperduto villaggio della Cina colpito da un’epidemia di colera mortale e impone alla moglie di accompagnarlo. Dopo l’arrivo nel villaggio di Mei-tan-fu, il loro rigido isolamento continua. Kitty fa amicizia con il deputato membro della commissione Waddington (Toby Jones) e tutto ciò che le ricordava emotivamente la vita precedente iniziava a scomparire mentre si confrontava con ciò che era la sua realtà in quel momento. Tra i resti umani dell’epidemia colerica, che avevano dato ai due coniugi una nuova visione, Kitty e Walter scoprono il senso del perdono, della reciproca comprensione, della dolcezza e a poco a poco si riavvicinano... ".

    Dal >Press-Book< di Il velo dipinto

    Nota: Si ringrazia Alessandra Izzo (Eagle Pictures) per la cortese collaborazione.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    PER IL GENERE DI VIAGGIO-METAFORA DI RINASCITA INTERIORE ATTUATO DAL REGISTA JOHN CURRAN, ‘IL VELO DIPINTO’ CI RICHIAMA IN MEMORIA ‘LA CITTA’ DELLA GIOIA’ DI ROLAND JOFFE’. NEL PRIMO CASO SI TRATTA DELLA CINA E DI UNA COPPIA DI CONIUGI IN CRISI DA ADULTERIO E NON SOLO (EDWARD NORTON E NAOMI WATTS INTENSAMENTE COINVOLTI IN UN GENERE DI INTROSPEZIONE ‘RAPPRESA’ IN ‘SOSPENSIONE’), NEL SECONDO, DELL’INDIA E DI UN MEDICO SINGLE IN CRISI DI COSCIENZA LEGATA ALLA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE (PATRICK SWAYZE). IL CONTRASTO VOLUTAMENTE STRIDENTE TRA IL BORGHESE GRADO SOCIALE DEI PROTAGONISTI IN ENTRAMBI I CONTESTI E LA POVERTA’ ESTREMA DELLE POPOLAZIONI CHE INCONTRANO E’ LO SPUNTO CHE ACCOMUNA L’INDIA DI JOFFE’ ALLA CINA DI CURRAN, CATTURATA NEL BEL MEZZO DI UN’EPIDEMIA DI COLERA. IL PUNTO DI PARTENZA PER UNA NUOVA PRESA DI COSCIENZA PERSONALE E DI COPPIA, QUANDO SUL VIAGGIO GEOGRAFICO SI INNESTA UN CAMMINO INTERIORE IMPREVISTO, EPPURE DESTINATO A

    DIVENTARE TALMENTE IMPORTANTE DA FAR MUTARE RADICALMENTE OTTICA E SENTIMENTI DEI PROTAGONISTI, MALGRADO LE LORO INIZIALI RESISTENZE. DUE VIAGGI DIVERSI NEI TEMPI E NEI LUOGHI, PER UN UNICO OBIETTIVO: LA RINASCITA DI PERSONE COMUNI A NUOVA VITA.

    Il percorso di quella che ha tutte le carte in regola per essere definita più ‘coppia per caso’ che per amore, o almeno, certamente per scelta del tutto condizionata e dettata dall’esigenza pratica di abbracciare il male minore: tra una famiglia asfissiante, ossessionata dal matrimonio di convenienza e l’occasione di svignarsela sia pure maritata ad un giovane uomo conosciuto appena. Questa la condizione di Kitty (Naomi Watts), giovane donna della medium class inglese e del medico batteriologo Walter (Edward Norton), che negli anni Venti, appena sposati, migrano a Shangai. L’adulterio di lei, illusa di aver trovato l’amore vero, fa scattare la molla di una vendetta folle e, in un certo qual modo, masochista nel

    marito, ben deciso a raggiungere un villaggio remoto della Cina nel bel mezzo di un’epidemia di colera mortale. Fin dall’inizio si ha comunque una visione comparata di queste fasi di vita dei protagonisti, per la scelta del regista di raccontare per flashbacks, in un continuo alternarsi tra l’inizio di tutto a Londra e Shangai, e la fase dell’espiazione delle colpe nel remoto villaggio cinese, dove fin dalle prime battute, alcuni fotogrammi ritraggono i due coniugi oltremodo sudati e disfatti seduti su un cumulo di valige di fronte ad altrettanti cumuli di immondizia. Anche le stesse panoramiche paesaggistiche si alternano, in chiave ambivalente, dalla poetica bellezza ambientalista al concreto disfacimento di un popolo e del suo stesso habitat, lastricato di cadaveri o di infetti, in odore di putrefazione più o meno avanzata. Scenari sconvolgenti da far inorridire e inasprire la giovane Kitty, giocoforza a fianco di un marito come accecato da

    un’ira folle ed autodistruttiva. Il contrasto tra l’indole timida e impacciata con cui le si era presentato davanti con la precoce proposta di matrimonio e il rustico e inflessibile cinismo divenuto amaro pane quotidiano per entrambi è notevole. D’altra parte, encomiabile è il lavoro svolto come batteriologo per aiutare fattivamente la popolazione colpita dall’infausta epidemia in un luogo su cui incombe l’ombra lunga di una implacabile e ottusa militarizzazione: un ospedale zeppo di morenti, infetti e feriti, in un caleidoscopio umano che non risparmia i bambini. Uno scenario con ingredienti affini ad un altro film, La città della gioia di Roland Joffé che, seppure molto diverso, ha in sé gli ingredienti base della ricetta usata da John Curran per Il velo dipinto: una paese molto povero, con malattie non facilmente curabili e risolvibili, persone estranee all’ambiente venute da fuori con una ferita interiore profonda da rimarginare e un iniziale atteggiamento

    di rifiuto del luogo in cui sono approdate, il legame che gradualmente, malgrado tutto vanno a stabilire con questo, il percorso di riabilitazione fino alla rinascita e alla guarigione dell’anima. Joffè aveva scelto l’India, Curran la Cina, ma i percorsi, per quanto differenti, non sono privi di cruciali punti di contatto.
    Ma, per tornare a Il velo dipinto, la presenza di religiose, nella difficile gestione dell’ospedale, è l’occasione non tanto per una redenzione ad un credo istituzionalmente e chiaramente riconoscibile, quanto per aprire, sulle orme di alcuni passi di sceneggiatura, riflessioni a carattere morale che in qualche modo avvicinano Kitty e il suo compromesso rapporto di coppia con il marito, al tipo di Relazione che la madre superiora, religiosa orami un po’ per convenzione, si ritrova ad avere con il Suo Sposo, Dio, perché come lei stessa sottolinea, l’ha delusa. Un passaggio chiave per rimarcare la dinamica interattiva tra Divino e

    Umano nella reciproca interrelazione e interdipendenza. Dunque un contesto elettivo o per soccombere o per rinascere, pur passando indubbiamente per il calvario della Croce. Il finale del film non è certamente scevro da tragedia. Ma si tratta pur sempre di una di quelle sofferenze che serve alla purificazione per la rinascita. E’ difatti proprio quello il posto in cui, una volta conosciuto e accettato, Kitty avvierà quel viaggio interiore che gradualmente cambierà anche la dinamica di coppia, partendo dalla riscoperta ognuno del rispettivo sé. La riscoperta del perdono e di un amore che, paradossalmente aveva bisogno di un contesto come quello per germogliare, maturare e dare i suoi frutti. E anche se, come si è appena osservato e come ognuno avrà modo di verificare vedendo il film, il germoglio si sviluppa su un tronco estremamente amaro, il succo rigenerante di una nuova vita valeva pur la pena.

    Commenti dei protagonisti:

    EDWARD NORTON (Walter Fane) sul suo personaggio:

    "Il modo in cui Walter viene fatto fuori dalla Cina è molto tragico ma allo stesso tempo molto interessante per me. Walter rappresenta le forze britanniche del colonialismo di quell’era. Le persone si spostavano in altri paesi e cercavano di renderli propri. Walter inoltre rappresenta l’idea dell’Occidente, la mente scientifica che pensa che se le persone abbracciassero il modo di fare Occidentale tutto sarebbe più semplice".

    NAOMI WATTS (Kitty Fane) sul suo personaggio:
    "... Kitty è stata la prima cosa che mi ha attirato verso la storia. All’inizio seguiva la corrente, prendeva tutto ciò che le capitava, non aveva una spiritualità, qualcosa che fosse tangibile. Non aveva mai preso delle decisioni. Dopo essersi sposata con Walter Fane ed essersi ritrovata a Men-tan-fu, inizia il viaggio alla scoperta di se stessa, impara come entrare nell’altro lato della sua personalità, realizza che c’è molto di più fuori di quello che lei aveva vissuto sino ad allora".

    EDWARD NORTON sul personaggio di Naomi Watts, Kitty:
    "Kitty è una persona che non ha mai guardato più in là del suo naso, preoccupandosi solo della società in cui viveva. La Cina le da la possibilità di allargare i propri orizzonti e la forza per confrontarsi con cose più grandi di lei. Mentre lo fa, trova la pace. Cresce come persona".

    LIEV SCHREIBER(Charlie Townsend) sul soggetto pilota dell'infedeltà coniugale:
    "Penso che la crisi iniziata con l’adulterio di Kitty con Charlie, sia ciò che apre la strada verso una nuova relazione tra lei ed il marito... Un soggetto così moderno come l’infedeltà viene proiettato in un periodo molto chiuso, quasi antico: un arco di tempo che ho sempre ritenuto interessante da l punto di vista artistico".

    TOBY JONESsul lato 'spirituale' della storia:
    "Abbiamo cercato di mettere in evidenza le filosofie di Waddington, tipo la sua fede Tao, John (Curran) è molto aperto al riguardo... Non è una semplice storia d’amore o avventurosa, ma ha elementi ripresi da entrambi. E’ sicuramente un dramma ma anche una storia di perdono e redenzione".

    Links:

    • John Curran (Regista)

    • Naomi Watts

    • Edward Norton

    • Liev Schreiber

    • Toby Jones

    • TRACKS - ATTRAVERSO IL DESERTO - VIDEO-INTERVISTA all'attrice MIA WASIKOWSKA e al regista JOHN CURRAN (Interviste)

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    Galleria Video:

    Il velo dipinto (versione originale sottotitolata).mov

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