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    NOMADLAND

    Festa della Donna 2021 - Golden Globes 2021: VINCITORE di 2 Golden Globes ('Miglior Film Drammatico'; 'Miglior Regista' a Chloé Zhao su 4 Nominations ('Miglior Film Drammatico'; 'Miglior Regista' a Chloé Zhao; 'Migliore Attrice in un Film Drammatico' a Frances McDormand; 'Migliore Sceneggiatura' a Chloé Zhao) - VINCITORE del LEONE D'ORO alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: 2-12 settembre 2020 - RECENSIONE in ANTEPRIMA - STREAMING: Nomadland debutterà il 30 aprile 2021 su Star all'interno di Disney+ e sarà disponibile per tutti gli abbonati Disney+ senza costi aggiuntivi.

    "Nell'autunno del 2018, mentre giravo Nomadland a Scottsbluff, Nebraska, vicino a un campo ghiacciato di barbabietole, mi ritrovai a sfogliare Desert Solitaire di Edward Abbey, un libro che mi aveva regalato qualcuno incontrato sulla strada. Sfogliandolo incappai in questo passaggio: 'Gli uomini vanno e vengono, le città nascono e muoiono, intere civiltà? scompaiono; la terra resta, solo leggermente modificata. Restano la terra e la bellezza che strazia il cuore, dove non ci sono cuori da straziare... a volte penso, senz'altro in modo perverso, che l'uomo è un sogno, il pensiero un'illusione, e solo la roccia è reale. Roccia e sole' - (Edward Abbey, Desert solitaire. Una stagione nella natura selvaggia, trad. Stefano Travagli, Baldini & Castoldi, 2015) - Per i successivi quattro mesi, mentre ci spostavamo per girare il film, fu un continuo andirivieni di nomadi; molti di essi conservavano rocce raccolte durante le peregrinazioni a bordo delle loro case su ruote alimentate dal sole. Dispensavano storie e saggezza davanti e dietro l’obiettivo della telecamera. Essendo cresciuta in città cinesi e inglesi, sono sempre stata profondamente attratta dalla strada aperta, un'idea che trovo tipicamente americana: la continua ricerca di ciò che sta oltre l'orizzonte. Ho tentato di catturarne uno scorcio in questo film, sapendo che non è possibile descrivere veramente la strada americana a un'altra persona. Bisogna scoprirla da soli... Dal momento in cui mi sono innamorata dell’America Occidentale, è stato impossibile non rimanere affascinata dalle strade che hanno portato alle varie avventure oltre l’orizzonte. Sono molto fortunata ad essere stata in grado di battere la strada con un team talentoso e collaborare con un cast di attori professionisti e non, che sono profondamente generosi e d’ispirazione. Non vedo l’ora di condividere le loro storie e cosa abbiamo scoperto lungo la strada"
    La regista, sceneggiatrice e montatrice Chloé Zhao

    "Siamo tutti emozionati di lavorare con la regista visionaria Chloé Zhao su 'Nomadland'. La sua voce unica, combinata con il talento straordinario di Frances McDormand, la rende una storia importante e avvincente"
    I produttori della Fox Searchlight Nancy Utley e Stephen Giulia

    (Nomadland; USA 2019; Drammatico; 108'; Produz.: Cor Cordium Productions, Hear/Say Productions, Highwayman Films; Distribuz.: Fox Searchlight Pictures (distribuzione internazionale))

    Locandina italiana Nomadland

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    Titolo in italiano: Nomadland

    Titolo in lingua originale: Nomadland

    Anno di produzione: 2019

    Anno di uscita: 2020

    Regia: Chloé Zhao

    Sceneggiatura: Chloé Zhao

    Soggetto: Dall'omonimo racconto d'inchiesta Nomadland: Surviving America in the Twenty-First Century della giornalista Jessica Bruder. Nell'edizione italiana: Nomadland. Un racconto d'inchiesta (Edizioni Clichy)

    Preliminaria - Curiosità:

    Nel cast figurano anche veri nomadi, tra cui - in ruoli più rilevanti - Linda May, Bob Wells e Charlene Swank.

    Preliminaria - Trama del libro:

    Ogni giorno in America, il Paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l'affitto e mettere il cibo in tavola. Di fronte a questo dilemma impossibile, molti decidono di abbandonare la vita sedentaria per mettersi in viaggio. In un mondo in cui basta un ricovero in ospedale al momento sbagliato per mandare in fumo i risparmi di una vita, in cui la previdenza sociale è praticamente inesistente e il peso dei debiti spinge molti alla disperazione, donne e uomini in età da pensione hanno iniziato a migrare da un lato all'altro del Paese attraverso i mezzi di trasporto più vari, tra un lavoro precario e l'altro. Tra loro Linda May: una nonna di 64 anni, dai capelli grigi, che vive viaggiando su un 28 piedi e che nel film in uscita tratto da questo libro è interpretata dall'attrice Premio Oscar Frances McDormand. 'Nomadland', nato dall'inchiesta «Dopo la pensione» ci accompagna in un viaggio attraverso la vita, i sogni e le speranze di questi nomadi del terzo millennio, per scoprire che, squarciato il velo illusorio del Sogno Americano, al di là è forse possibile scorgere una nuova realtà, più umana, più solidale, più bella.

    Cast: Frances McDormand (Fern)
    David Strathairn (Dave)
    Charlene Swankie (Swankie)
    Bob Wells (Bob)
    Linda May (Linda)
    Gay DeForest (Gay)
    Patricia Grier (Patty)
    Angela Reyes (Angela)
    Carl R. Hughes (Carl)
    Douglas G. Soul (Doug)
    Ryan Aquino (Ryan)
    Teresa Buchanan (Teresa)
    Karie Lynn McDermott Wilder (Karie)
    Brandy Wilber (Brandy)
    Makenzie Etcheverry (Makenzie)
    Cast completo

    Musica: Ludovico Einaudi

    Costumi: Hannah Peterson

    Scenografia: Joshua James Richards

    Fotografia: Joshua James Richards

    Montaggio: Chloé Zhao

    Scheda film aggiornata al: 05 Marzo 2021

    Sinossi:

    In breve:

    Nomadland racconta la storia di Fern (Frances McDormand), una donna sulla sessantina del Nevada, che - a seguito del crollo economico, dovuto alla Grande Recessione - decide di tentare la vita on the road. Con i bagagli in spalla, Fern si mette in viaggio verso gli States occidentali, determinata a vivere come una nomade dei nostri giorni, al di fuori della attuale società e delle convenzioni odierne.

    Synopsis:

    A woman in her sixties who, after losing everything in the Great Recession, embarks on a journey through the American West, living as a van-dwelling modern-day nomad.

    Following the economic collapse of a company town in rural Nevada, Fern (Frances McDormand) packs her van and sets off on the road exploring a life outside of conventional society as a modern-day nomad. The third feature film from director Chloé Zhao, NOMADLAND features real nomads Linda May, Swankie and Bob Wells as Fern's mentors and comrades in her exploration through the vast landscape of the American West.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    "Per chi ha dovuto mettersi in viaggio,
    ci vediamo per strada
    "

    E’ questa la più bella dedica che si possa fare in un film. E proprio questo fraseggio scarno, che arriva solo alla fine, paradossalmente, racchiude l’anima centrale dell’esistenza terrena e celeste. Lo scopriamo strada facendo, appunto, in quello che si profila come un percorso, più che una storia. Un percorso interiore prima ancora che un viaggio ‘on the road’, avviato per necessità a vario titolo. Una sorta di terapia che non prevede alcuna catarsi vera e propria. Non sarà un viaggio avvincente, né troppo affascinante, né, apparentemente, troppo emotivo. Non c’è spazio per le esternazioni emotive, e sui grandi slanci vincono i piccoli gesti, di contro alla vastità degli orizzonti tipici della strada e degli spazi aperti dell’America del Nord, per lo più innevata e ghiacciata, oltremodo rocciosa, fornita altresì di ampissimi parcheggi. E in questo viaggio dell’anima ferita che avanza,

    domina un forte senso panteistico di grande spiritualità, custodito in una speranza che va oltre la fine e che dà pieno significato a quel verso sublime: ‘ci vediamo per strada’.

    Le premesse:

    “Il 31 Gennaio 2011 l’azienda americana di cartongesso Gypsum chiuse il suo stabilimento a Empire, nel Nevada dopo 88 anni, a causa della ridotta domanda di cartongesso. Nel luglio dello stesso anno il CAP 894005 di Empire è stato sospeso”.

    Se queste non sembrano ragioni sufficienti per spingere qualcuno a fare i bagagli, pensate ad un lutto importante e vi sembrerà tutto molto più logico. Perché restare? Nulla di tutto questo è sul campo, ma quando compare lei, la Fern di Frances McDormand - in Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha aperto il varco più ampio a quel suo inconfondibile tocco genuinamente ‘naturistico’ con cui incarna certi personaggi - mentre apre la porta di un garage con tanti scatoloni,

    rivolta verso la macchina da presa, senza dire una parola, il dado è tratto ed il suo furgone obbedisce alla sua impellente esigenza di tagliare la corda. Per andare dove?

    Questione di stile:

    I tratti di un film di denuncia si intrecciano con altri quasi documentaristici, mentre si cavalca l’inchiesta letteraria da cui prende spunto: Nomadland. Un racconto d'inchiesta di Jessica Bruder. Uno sguardo al background della regista, sceneggiatrice, produttrice e montatrice Chloé Zhao (Songs My Brothers Taught Me, The Rider - Il sogno di un cowboy) fa ben comprendere le radici del tocco stilistico particolare di marca indipendentista di questo suo Nomadland, già molto apprezzato dalla critica e insignito, tra gli altri premi, dal Leone d’Oro alla 77. Mostra del Cinema di Venezia, e che vedrà la sua pubblica uscita, purtroppo in sordina, al momento solo negli USA (in streaming su Hulu a partire dal 19 febbraio e nelle sale, anche

    IMAX, dal 29 gennaio).

    Il corpo e l'anima del film:

    Sa di terra, di roccia, questa sorta di ‘domino esistenziale’, punteggiato di contatti umani tanto occasionali quanto i lavoretti che si sobbarca la protagonista con altri ‘senzatetto’, nomadi nelle sue stesse condizioni, per sbarcare il lunario. Ma tutto l’amaro della miseria economica sembra compensarsi nella vera ricchezza umana, impastata con una solidarietà nel mutuo soccorso delle piccole cose, con una generosità estesa anche solo alla capacità di ascolto, e con una condivisione del dolore e della sofferenza dell’altro, inimmaginabili nella normale società, assolutamente distratta e disinteressata verso questa altra fetta di America pressoché invisibile. La comparsa sulla scena della famigerata azienda di distribuzione Amazon, certe riflessioni a cielo aperto sulla ‘tirannia del dollaro’, il ricorso occasionale al baratto di oggetti, parlano delle colossali falle e contraddizioni di quel sogno americano che nessuno di loro è piu’ interessato a coltivare. Mentre realtà

    come quella della nomade Swankie, guarda in cagnesco ancora una volta verso l’impietoso sistema sanitario americano che cura solo su cauzione, e quando non ci si può permettere di mantenere una casa, figurarsi curarsi come si deve per malattie comunque sia da ‘fine corsa’! Nel montaggio serrato sulla routine quotidiana di Fern - McDormand top di gamma come sempre! - si innescano tutti questi incontri che man mano si fanno speciali specchietti retrovisori di falle di sistema, oltre che di ferite personali insanabili. Gli atavici canti o i significativi addii, in onore alla memoria, intorno al fuoco, ci riportano poi alle radici di quell’autentico, incontaminato senso dell’esistenza, assolutamente smarrito e del tutto dimenticato ai ‘piani alti’ ma anche a quelli medi.

    Ottica e stile opposti per tematiche analoghe:

    Per certi versi Nomadland sembrerebbe trasudare non poche congiunzioni tematiche con il recente Elegia americana di Ron Howard, con l’America messa alle corde del

    ring della vita, lasciata ai margini, mentre per altri, non potrebbero essere più opposti. A cominciare dallo stile, chiassoso e verboso in Elegia Americana, di contro a Nomadland, dove molti, a prescindere dai motivi economici dettati dal Welfare, sono diventati nomadi per necessità imposte da drammi personali altri. Verso l’epilogo, tra i vari personaggi che, con Fern/McDormand, incontriamo per strada, tra cui molti nomadi doc e dunque non attori professionisti - anche questo è un tratto fondamentale dell’etica di lavoro di Chloé Zhao - la reciproca confessione a cuore aperto di Fern con il canuto ‘capobanda nomade’, sulle vere ragioni del rispettivo girovagare senza meta, non la dimenticheremo facilmente. Confessione cui Fern approda, dopo le varie occasioni di possibili rientri nella normale società: vedi l’incontro con la sorella e la proposta del nomade (il Dave di David Strathairn) collega di lavoro alle cucine. La sequenza in cui, ospite nella casa

    del nomade, cui lei stessa aveva consigliato di tornare, in vista della nascita del nipote, segue il giorno del Ringraziamento, resta memorabile come la più intensa: nella notte Fern esce dalla camera per passare la notte nel furgone e al mattino presto, quando ancora nessuno è sveglio, rientra silenziosa in casa guardandosi intorno mentre ne assapora la sua presenza estraniante. Ecco questa è una di quelle sequenze di Nomadland che riesce a trasmettere a pelle tutto il malessere della protagonista. Lo conferma la sua partenza solitaria e silente senza addii né ringraziamenti. Ed è pure uno dei centellinati momenti climax in cui si comprende appieno lo stile di regia, in grado di scrivere una sceneggiatura attraverso la ripresa del vuoto, sia ambientale che esistenziale.

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)

    trailer ufficiale:

    Links:

    • David Strathairn

    • Frances McDormand

    • 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2020) - AND WINNER IS: LEONE D'ORO per il Miglior Film a NOMADLAND di Chloè Zhao con Frances McDormand. Tutti i Premi (Speciali)

    • 'Nomadland' di Chloe Zhao nominato 'Miglior Film' dalla Toronto Film Critics Association (Speciali)

    • Golden Globes 2021 - TUTTE LE NOMINATIONS!!! AND WINNERS ARE...!!! 'NOMADLAND' VINCE come 'Miglior Film Drammatico' e 'Miglior Regista' (Chloé Zhao) (Speciali)

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    Galleria Video:

    Nomadland - trailer 2

    Nomadland - trailer

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