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Predator: Badlands, quando ti identifichi con un mostro cattivo. In sala lo sci-fi action di Dan Trachtenberg con Elle Fanning
09/11/2025
- Ci si può affezionare a un Predator? Ovvero esattamente a Dek: uno Yautja, 2,5 metri d'altezza, guerriero per eccellenza, centocinquanta chili di peso, pelle da rettile e cranio con mandibole che si aprono in quattro, dotate di zanne ricurve sia per mangiare che per minacciare? Sì, se è il protagonista di uno science fiction action come quello di Dan Trachtenberg, 'Predator: Badlands', in sala con Walt Disney Company. Settimo film della serie Predator (non contando spin-off e crossover), è il primo però con classificazione PG-13 negli Stati Uniti, rating che apre a un pubblico più ampio rispetto a quello tradizionale della saga.
Nel film, come già anticipato, il Predator non è però più solo il "mostro" odiato da tutti, ma una sorta di loser della sua specie in cerca di riscatto all'interno della sua razza, che vuol dire solo una cosa: ferocia assoluta nell'uccidere più nemici possibile. Così, per mettere a posto la fiducia in se stesso, il nostro Predator si misura con il pianeta più pericoloso di tutti, dove anche l'erba è lama di coltello, i fiori sono bombe pronte ad esplodere e il mostro da sconfiggere ha una caratteristica non da poco: si autorigenera. Che fa allora questo Predator (Dimitrius Schuster-Koloamatangi) dagli occhi piccoli e incassati di colore giallo e la bocca aperta a ventaglio come quella degli insetti predatori terrestri? Affronta ogni pericolo di questo mondo maledetto trovando come solo alleato Thia (Elle Fanning), un androide creato dalla corporazione Weyland-Yutani (nota ai fan dell'universo di Alien). Un androide in realtà diviso esattamente a metà, ha infatti perso le gambe in battaglia, ma nonostante questo è del tutto attivo e perfetto nell'aiutare il Predator che nel frattempo comincia a mostrare un'inaspettata empatia.
"Ci siamo davvero impegnati perché il pubblico potesse identificarsi con Dek, il protagonista Predator - dice il regista Dan Trachtenberg -. L'idea mi è venuta quando ho pensato: 'E se facessimo un film sui Predator dove il Predator è il protagonista?'. Non intendo solo la struttura classica di un film dei Predator, in cui guardi il cattivo che elimina tutti uno dopo l'altro, ma riuscire a fare in modo che il pubblico tifi per questa orribile creatura". Dice invece Elle Fanning: "È una nuova prospettiva: il Predator è il protagonista e tu senti la sua storia e il suo background, e lui diventa un personaggio per cui fai il tifo, cosa che non è mai successa prima d'ora. Quindi sono felice di farne parte". E ancora l'attrice e produttrice statunitense, nata il 9 aprile 1998 a Conyers, Georgia: "Mi ha colpito la visione di Dan per questo film, la sua capacità di aprire nuovi orizzonti nell'universo dei Predator. E tra le sue cose inedite il fatto che il mio personaggio non è quello che viene inseguito, ma fa squadra con il Predator e lo vedi così in una luce completamente nuova".
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(ANSA CINEMA)
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